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Fire Emblem: Awakening [Recensione]

Fire Emblem: Awakening

  • Piattaforma: Nintendo DS
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Intelligent Systems
  • Fire Emblem: Awakening [Recensione]

    Fire Emblem è tornato prepotentemente alla ribalta con Awakening, che rappresenta il tredicesimo episodio di una saga che definisce ormai da anni quel genere di nicchia che va sotto il nome di Tactical RPG.

    Si tratta in realtà di una serie che in Occidente non ha avuto enormi riscontri di vendite, anche e soprattutto perchè appartenente ad un genere che tira molto in Giappone, ma assai poco nei nostri mercati, e che, di conseguenza, non ha visto il rilascio della stragrande maggioranza dei precedenti episodi.

    Ciononostante, alla Intelligent Systems ed alla Nintendo hanno pensato che fosse ora di allargare la fetta di pubblico a cui indirizzare il gioco ed hanno così puntato ad una parziale modifica di una serie di elementi che potevano essere ostici ad un approccio al titolo da parte dei neofiti.

    Vediamo come è andata.

    Fire Emblem Awakening Marth

    Evil is back (again)!

    La storia è il più classico dei classici: un pugno di eroi dovrà riunire le forze per sopraffare il male, interessato anche stavolta a mettere le mani sul leggendario Fire Emblem, un mitico artefatto dagli infiniti poteri. Il protagonista delle nostre avventure sarà il giovane principe Chrom, che verrà sottoposto a imprese che metteranno a dura prova la sua fibra fisica e mentale, nel tragico tentativo di proteggere contemporaneamente il suo regno e le persone a lui care.

    A sostenere il nobile Chrom ci sarete, poi, proprio voi, con il vostro alter ego che, per la prima volta, sarà customizzabile all’avvio del gioco (anche se le feature sono onestamente assai poche, limitandosi in pratica ad una scelta di sesso e poco altro, ma comunque i vostri 5 minuti abbondanti di dubbi amletici sull’aspetto da donare all’eroe li spenderete, non temete) e che impersonerà lo Stratega dell’esercito di Ylisse.

    Come in ogni precedente episodio, ovviamente, la combriccola di valorosi guerrieri si accrescerà con l’aggiunta di nuovi compagni, che recluterete nel corso del racconto, ognuno portando nella propria bisaccia la sua storia e le motivazioni personali che lo spingono ad unirsi alla vostra causa.

    Ciò che colpisce di FE:A è anzitutto proprio questo: l’estrema profondità della caratterizzazione donata finalmente ai vari personaggi (e sono tantissimi eh!), tutti resi con artwork da smascellamento e dialoghi davvero realizzati con il cesello. Un insieme di comprimari che si amalgameranno perfettamente al gruppo di “protagonisti” e che finiranno molto probabilmente con l’essere davvero amati, o ahimè compianti per il motivo che vi illustrerò nella prossima sezione (a meno che non siate già navigati utenti del prodotto, nel cui caso già sapete a cosa mi riferisco…).

    FEA Characters

    Se le cutscene fra un capitolo e l’altro non gridano al miracolo (anzi), Awakening è strabiliante nei filmati che intramezzano le fila del racconto, con video mozzafiato per la brillantezza dei colori e la magnificenza dei disegni, in un risultato di assoluto impatto scenico al quale non si è abituati in questo genere di videogame, spesso lasciati esclusivamente al gameplay, ignorando praticamente in toto il reparto grafico. Ed anche il comparto audio è sicuramente all’altezza, con ritmi accattivanti e che ben accompagnano le situazioni di gioco.

    Insomma, se il titolo non brilla particolarmente per le scelte di trama adottate, come in realtà nella maggior parte dei Tactical RPG, le sorti della storia vengono brillantemente innalzate dai narratori, che vanno ben oltre l’essere le singole unità che vi troverete a muovere sulla scacchiera, ma si eleveranno a veri protagonisti di un coacervo di rapporti intimi e passioni personali che (lo so, mi sto ripetendo, ma è difficile trovare anche questo in un tattico) generalmente appartengono agli RPG puri.

    Sasso, carta, forbice.

    Fire Emblem: Awakening non è più (quasi) esclusivamente questo. Accanto alla classica regola de “l’ascia batte la lancia; la lancia batte la spada; la spada batte l’ascia” (che è stata, in realtà poco spiegabilmente, eliminata per quanto concerne le magie, che ora saranno semplicemente… magie diverse e stop, a meno di clamorosi errori da parte mia) ed alle immancabili strenghts/weaknesses delle classi, l’esperienza di gioco è stata ulteriormente raffinata, dando vita ad uno dei tattici migliori su cui abbia messo le mani negli ultimi anni.

    La novità di maggiore impatto a livello di gameplay è certamente quella relativa al supporto che ogni personaggio sarà in grado di fornire ai suoi compagni. Infatti, in quest’ultimo episodio sarà possibile, oltre a dare un aiuto sul campo di battaglia posizionando una singola unità accanto ad un’altra, sovrapporre due eroi, che andranno a formare una sorta di Megazord, in cui parte dei punti abilità dell’unità inglobata si andranno a sommare a quelli del personaggio incorporante. Si potrà, ad esempio, unire un mago con un tank per migliorarne le statistiche difensive e così via.

    Fire Emblem Awakening Ingame

    Inoltre, come da tradizione, il combattere fianco a fianco aumenterà le affinità relazionali dei nostri avventurieri (sugellate di volta in volta da simpaticissimi e spesso molto romantici siparietti parlati), rendendo migliori le loro “combo” in battaglia. Se poi due eroi di sesso opposto raggiungeranno il livello di compatibilità massimo, questi si sposeranno e daranno successivamente vita a dei figli, che erediteranno le abilità dei genitori (se avete pensato anche voi al Pokémon breeding, siete sulla giusta strada per la follia, congratulazioni!).

    Per quanto riguarda il livello di sfida dell’ultimo Fire Emblem, gli sviluppatori hanno pensato, a mio avviso in maniera assolutamente corretta, di rendere più accessibile il gioco a chi sia alle prime armi con i tattici RPG. Per fare ciò, oltre ad un tutorial tutto sommato sufficiente, il livello di difficoltà è settabile su Normale, Difficile ed Hardcore. Io ho impostato su Normal perchè volevo andare sul sicuro, completando il gioco in tempi brevi per scriverci su la review, ma vi assicuro che negli ultimi stage ho avuto serissime difficoltà e ho assistito alla moria di un gran numero di eroi, sacrificati a malincuore per portare a termine i quadri (per non parlare delle quest secondarie, in cui il livello di gioco è, comunque, in media sempre più alto).

    Overall difficulty a parte, la novità sta nel fatto che, e i puristi del genere so che storceranno il naso, è stata resa possibile la modalità Principiante, in cui viene abolita la permadeath che da sempre accompagna la caduta dei nostri beniamini. Ma non temete, è stata ovviamente mantenuta anche la modalità Classic, in cui la morte di un personaggio significa morte definitiva, senza possibilità di riutilizzarlo per il resto della storia. Per i più navigati dei Tactical RPG consiglio vivamente di mantenere intatta l’esperienza di gioco con la Classic Mode, ma consiglio allo stesso tempo quella Principiante a chi si stia avvicinando per la prima volta al genere.

    Il tutto è stato arricchito da contenuti extra, a partire da un multiplayer locale in cooperativa, che ancora non ho avuto modo di testare, ma che credo non sarà purtroppo nulla di eccezionale (aggiornerò nei commenti quando l’avrò testato). Poi, tramite StreetPass sarà possibile salvare la propria squadra ed inviarla ad altri giocatori, che vedranno apparirla nelle proprie mappe di gioco, avendo la possibilità di reclutarla, affrontarla in combattimento o acquistarne l’inventario. Infine, tramite SpotPass la storia verrà impreziosita da nuove Appendici, che si aggiungeranno a quelle normalmente sbloccate nel corso dell’avventura, nonchè da eroi appartenenti ai precedenti episodi della serie, che potranno così entrare tra le nostre fila con qualche lacrimuccia nostalgica da parte dei veterani della saga.

    Emblematico.

    Posso tranquillamente affermare che Fire Emblem: Awakening è un titolo monumentale nel suo genere, sia per la caratterizzazione dei personaggi, sia per la profondità del gameplay e rappresenta forse la vetta massima del genere.

    FireEmblemAwakening

    Si tratta di un’esperienza videoludica grandiosa, longeva, ma mai noiosa o ripetitiva. La campagna principale porta via una quindicina di ore totali, a cui se ne andranno ad aggiungere un numero almeno pari, grazie ai side event con cui si potrà intervallare lo scorrere della main story. Unica pecca è la trama che ha davvero poco di originale. Sarebbe piaciuto vedere anche nei tattici una storia intensa, ma magari era chiedere troppo. Fire Emblem: Awakening è un capolavoro anche così.

    In poche parole: un vero e proprio “must have” per i fan del genere. Un inizio col botto per coloro i quali vorranno fare un tentativo con i tattici a turni.

     

    Come ho giocato?

    Ho completato la storia principale, affiancandola a quasi tutte le green quest (Appendici) e tutte le red quest (Sfide), per un totale di 24 ore di gioco.

    Ho giocato in modalità Classic (sì permadeath) ed a difficoltà Normal.

     

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    Inside The Game

    • Gameplay eccezionale
    • Eroi profondi e ben caratterizzati
    • Filmati monumentali
    • Accessibile a tutti

    Outside The Game

    • Trama poco originale
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

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    2 Di risposte a “Fire Emblem: Awakening [Recensione]”

    1. hiei86 scrive:

      sono combattuto… è evidente visti i votoni che il gioco merita tantissimo, ma solitamente i giochi tanto lunghi non riesco a finirli sulle console portatili…

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