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Senza Internet per un anno: aiuta a vivere meglio? [Il “buongiorno” di Inside The Game #35]

Senza Internet per un anno: aiuta a vivere meglio? [Il “buongiorno” di Inside The Game #35]

Questa mattina la mia sveglia ha suonato decisamente troppo presto. Vuoi il Vodka Sour di troppo di ieri notte, vuoi la quintalata di sonno arretrato tipica dello scrittore mancato, ma staccare la testa dal cuscino è stata impresa assai ardua. Nonostante gli occhi “a fessuretta” sono comunque riuscito a farmi catturare dal seducente titolo di un pezzo apparso nelle ultime ore sul celebre portale Kotaku: He Unplugged From The Internet For A Year. This Is What He Learned. In soldoni, un tizio ha staccato la spina alla sua connessione Internet per circa un anno, nella speranza di riscoprire le bellezze della vita reale, spiattellando poi su The Verge la sua esperienza.

Se ci pensate, il Web rappresenta una tegola importantissima sul tetto della nostra vita. E’ la nostra fonte di informazioni principale, ci permette di rimanere in contatto con amici e parenti, persino col nostro capo, di organizzare qualche partita in compagnia su PC e console, con un po’ di fortuna rende la ricerca del lavoro dei nostri sogni un pelo più agibile e, mal che vada, in un’era in cui telefono ed “essemmesse” sono sempre più obsoleti, con qualche click la bevuta serale è sempre ad un giro di Facebook. Allo stesso modo, ad Internet si associano i grandi e piccoli problemi dell’uomo moderno, dalla dilagante solitudine giovanile, ai chili di troppo sul girovita, fino addirittura a particolari casi di depressione.

Capirete allora che, nonostante la natura videogiocosa del nostro blog, un articolo del genere non poteva che attirare le attenzioni di un blogger affamato, assolutamente incuriosito dal racconto del tech writer Paul Miller. Questa la sua esperienza, tradotta per voi dalle mie manine laboriose:

Ora vi aspetterete che vi racconti come ho risolto tutti i miei problemi. Ci si aspetta che ora sia una persona migliore, una versione perfetta del vecchio me stesso. In effetti all’inizio le cose parevano andare alla grande. Mi fermavo per la prima volta ad annusare i fiori, trascorrendo giornate ricche di piccole esperienze: incontri con persone reali, qualche lancio a frisbee, escursioni in bicicletta, letteratura greca. Senza che me ne accorgessi, ho scritto più della metà del mio romanzo e una quantità smodata di articoli da pubblicare su The Verge, tanto che il mio editore pareva piuttosto frustrato da questa mia rinata produttività. Mi sono ritrovato un po’ più solo ed annoiato, ma, senza particolari sforzi, ho perso qualche chilo di troppo, ho comprato dei vestiti nuovi e tutti i miei conoscenti continuavano a dirmi che il mio aspetto era migliorato.

Il racconto del buon Miller però non finisce qui, negandosi e negandoci un nerdico lieto fine:

Alla fine del 2012 avevo imparato a fare scelte di vita sbagliate anche senza utilizzare Internet. Il mio rinnovato spirito offline aveva fatto posto ad una crescente apatia e ad un marcato desiderio di isolamento. Non andavo più in bici così spesso, il mio frisbee iniziava a prendere polvere e non vedevo gente anche per due o tre settimane di seguito. Iniziai a frequentare dei bar, ad ascoltare audiolibri e a giocare ai videogiochi. Tonnellate di videogames, come Borderlands 2 o Skate 3, vite parallele in cui trovai un approdo ben più accogliente per la mia mente ormai alla deriva. In conclusione, ho capito che i miei problemi non sono mai dipesi dalla mia connessione o dal mio modem, ma sono assai più radicati nella mia persona e si manifestano in modi tanto diversi ed eterogenei, con o senza Internet.

E voi, Insider, avete mai trascorso un lungo periodo di tempo senza il vostro amato modem fissato sul tasto On? Augurateci il buongiorno con qualche gradito commentino!

Fonte: The Verge

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9 Di risposte a “Senza Internet per un anno: aiuta a vivere meglio? [Il “buongiorno” di Inside The Game #35]”

  1. Gidantribal scrive:

    Periodi senza una connessione a internet? Succedono e ormai quando il modem non collabora finiamo tutti in angolo in preda a crisi di astinenza è inutile negarlo. Il PC diventa un aggeggio del tutto inutile e superfluo se non per giocarci.

  2. Melokun scrive:

    La mia vita è always-online. Altro che Xbox 720.

  3. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

    Beh, senza Internet probabilmente finirei per risparmiare molto tempo; continuerei ad usare il computer per affinare due passioni a cui non riesco a dedicarmi completamente, come la pittura digitale e la composizione musicale.

    Ci sono però delle abitudini, come quella di scrivere su ITG o incontrarmi online con persone che non vedo spesso, a cui difficilmente rinuncerei, anche per questioni di economicità. Vedermi offline, insomma, un po’ mi inquieta.

    Quanto al nostro Miller, beh, direi che la sua esperienza è davvero significativa. Invita a guardarsi dentro e capire che quel “fatti una vita” che alcuni ci spiattellano apprendendo delle nostre passioni nerdiche è frutto di un atteggiamento molto umano: quello che induce sempre a trovare un capro espiatorio per fallimenti che non si vogliono ammettere.

    • Pablus scrive:

      “ho capito che i miei problemi non sono mai dipesi dalla mia connessione o dal mio modem, ma sono assai più radicati nella mia persona e si manifestano in modi tanto diversi ed eterogenei, con o senza Internet.”

      Perfetta chiusura di quanto sopra.
      Della serie: YOU CAN PLAY BUT YOU CAN’T HIDE :cool:

  4. Daunt scrive:

    Eventuali problemi derivano sempre dall’abuso e mai dall’uso. Se uno è 24 ore al giorno connesso, limitarsi a controllare notizie e mail un paio di volte al giorno gli faranno un gran bene. Ma togliersi anche quello no. E’ ovvio che quello che scende da un volo di 3 ore e dice “finalmente, non ne potevo più di stare senza rete” è un esempio di abuso, e in quel caso la riduzione porta sicuramente benefici. Ma andare oltre non serve proprio

  5. ryohazuki84 scrive:

    sono stato 4 mesi senza internet, nello scorso autunno. un’esperienza che non auguro neanche al mio peggior nemico. 4 mesi in cui ho perso completamente la cognizione del tempo e del luogo, in cui sono stato isolato da tutto e da tutti senza ricevere alcun tipo di notizia dal mondo esterno… ero più bestia che uomo, chiuso in camera al buio con le pupille dilatate, la barba mai tagliata, le unghie oramai simili ad artigli, la bava alla bocca e le ascelle pezzate (cioè uguale a come sto di solito, solo che normalmente non ho le pupille dilatate) vivevo in una dimensione onirica in cui le forme, i colori e le dimensioni degli oggetti si fondevano fino a creare indecifrabili motivi psichedelici che rimanevano sospesi nell’aria per ore fino a sparire di colpo facendomi tornare all’improvviso in una dura e fredda realtà in cui le luci del modem rimanevano inesorabilmente spente….

    c’è da dire che ho potuto approfittarne per recuperare tantissimi giochi arretrati, vedere centinaia di film (anche 2 o 3 al giorno) e leggere una marea di libri.. il pc è rimasto quasi sempre spento mentra la 360 per poco non l’ho fusa tenendola accesa dalle 10 alle 12 ore al giorno, per questo rabbrividisco al pensiero di un futuro always online: non mi piace per niente l’idea di non poter utilizzare per mesi un prodotto regolarmente acquistato solo per un puro capriccio da parte di chi lo ha prodotto….

    • Kamina scrive:

      A parte che non capisco che relazione possa avere la rete con la tua igiene personale.. caro davide, ti ricordo che esistono anche gli Internet point :D

  6. Kamina scrive:

    Dovrei ridurre l’uso di facebook.. E’ diventato una droga che mi assorbe troppo tempo, sopratutto quando esso è tiranno e dovrei dedicarmi ad altro… ma privarmi di internet, questo mai in quanto mi è utile nella vita reale.

  7. Kiory scrive:

    Vivo anche senza internet eh…

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