VideoBlog, puntata #14 – Anche la pazienza di Satoru Iwata ha un limite

VideoBlog, puntata #14 – Anche la pazienza di Satoru Iwata ha un limite

Eccoci, ce l’abbiamo fatta: anche senza l’aiuto di Dollmasterz, impegnato a salvare la Principessa nella versione all’amatriciana di Mario Sunshine, abbiamo fatto arrabbiare il tenero Satoru Iwata.
Qualche critica di troppo alle sue strategie unite alla scarsissima voglia di portarci a casa WiiU hanno scavato un solco tra noi e Nintendo, solco che AKirA prova a riempire confrontandosi col Presidentissimo per dargli qualche consiglio.

Nel frattempo però anche news dalla settimana trascorsa: lo sbarco su Kickstarter del seguito di Eternal Darkness, Shadow of the Eternals, qualche accenno ai trailer esplosivi di GTA5 e Call of Duty Ghosts e le nostre riflessioni sul giornalista che ha deciso di vivere senza porno su Internet per un anno :)

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13 Di risposte a “VideoBlog, puntata #14 – Anche la pazienza di Satoru Iwata ha un limite”

  1. Gidantribal scrive:

    Povero Satoru XD

  2. Pinuzzo85 scrive:

    Trovate una sigla per favore, ci vuole un po di preparazione prima di far partire il video :D

  3. Fucktotum scrive:

    io sarei per questa :D

    [URL=”http://www.youtube.com/watch?v=_trBXCMme6g”]http://www.youtube.com/watch?v=_trBXCMme6g[/URL]

  4. Chuck Schuldiner scrive:

    Onestamente mi aspettavo l’assolo di Fucktotum che purtroppo non è mai arrivato, quindi non posso veramente apprezzare questa puntata, per alcuni aspetti un pò estrema. del videoblog anche: immagino a Bergamo alta, neanche bassa, avranno capito ben poco (in particolare i primi 5 minuti).
    Maccheccefregannoi (tutto attaccato),mi potreste dire, ed anche a ragione, o no?

    • Fucktotum scrive:

      no no, devono capirci anche a Bergamo Alta, io sono molto d’accordo. Ora me la rivedo e mi accerto ;)

    • Io non credo che il “dialetto” romano (che tra l’altro non è un dialetto ma una cadenza) sia addirittura “incomprensibile” per chiunque sia sotto i 40 a Bergamo Alta.
      Innanzitutto perché, e questo è un male sia chiaro, ormai il romanesco ha preso possesso sia di internet che della TV (comici, presentatori ecc). Questo perché Roma è una città enorme, con milioni di abitanti e moltissimi giovani ed è quindi una fucina di contenuti per il web. Ovviamente, sia chiaro, non ne sto facendo un discorso di superiorità, ci mancherebbe davvero, semplicemente sto dicendo che le persone oggi sono molto più abituate a sentire la cadenza romanesca che negli anni 80 (ad esempio) e quindi comunque la comprendono.

      E’ comunque indubbio che tu abbia centrato un punto. Io e Fucktotum più e più volte abbiamo dibattuto (e anche discusso) sull’argomento: lui è assolutamente d’accordo con te, mentre io ritengo che il nostro “dialetto” sia appunto un modo per connotarci e per distinguerci e, inoltre, fa anche ridere in molti anche se residenti fuori dalla capitale (più che dare fastidio, anche se sicuramente c’è anche questa categoria di persone).

      Però ripeto, è una questione ed è un punto che cercheremo, con i mesi e le puntate chissà, di sciogliere come decisioni e migliorare (quindi insomma, keep on critiching che ci servono).

      Comunque sia, sempre per dirti la sincera, strano che tu l’abbia percepito tanto in questa puntata e non in quella di PSVita dove ho accentuato, e di molto, la “calata” . Lì probabilmente lo vedo eccessivo anche io (e forse anche un po’ fastidioso)… mentre su questa comunque mi sono mantenuto (sempre che parlassi solo di me) su un italiano un po’ romanizzato dai :)

      • Gidantribal scrive:

        Se volete presenzio alla prossima puntata con un accento piemontese che manco la Littizzetto è in grado di sfoderare Nèeeeee! :)

        Scherzi a parte la vostra cadenza romana è frutto del vostro vivere nella capitale quanto la mia è frutto dell’essere cresciuto in mezzo alle alpi, vi rende voi stessi avete altri millemila motivi per non castrarla ;)

  5. Hizaki scrive:

    Non scherziamo ragazzi: è come se chiedessi di doppiare un film di troisi…

    • Fucktotum scrive:

      è un bel tema, ma io non sono per “parlare bene”: la calata è sempre graziosa, simpatica e/o caratteristica, quindi va bene. Il rischio però, specie con alcune “naturalmente divertentii”, vuoi per il cinema o il cabaret, è di lasciarsi troppo andare e risultare forzati. Penso al romano, al toscano o al napoletano soprattutto, con cui si rischia di auto crearsi una nicchia che troverei limitante. Diciamo che è un aspetto che stiamo tenendo d’occhio e l’osservazione di Chuck è caduta a fagiolo :)

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