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Recensione – Far Cry 3: Blood Dragon, 15 euro per un potenziale bestiale [Ubisoft]

Far Cry 3: Blood Dragon

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: Ubisoft
  • Software House: Ubisoft Montreal, Ubisoft Shangai
  • Recensione – Far Cry 3: Blood Dragon, 15 euro per un potenziale bestiale [Ubisoft]

    Far Cry 3: Blood Dragon costa 15 euro.

    Ho scritto la frasetta più in alto di getto, subito dopo aver portato a termine l’inaspettata follia che risponde al nome sopra citato, e più la rileggo, più mi accorgo che non si tratta di una stranezza. Di Blood Dragon avrete già sentito dire meraviglie in giro, del resto se ne va a spasso per Metacritic con una media voto da 80 punti, quindi potrei in qualche modo sentirmi giustificato nel glissare sui dettagli e tagliare corto, cosa che in genere non fa onore a qualsivoglia recensore. Resisto alla tentazione? … Perché vedete, se mi limitassi a dire che Blood Dragon è “uno sparatutto open world, e che pur di offrirvi pretesti per azionare il grilletto attinge a tutti i più comici cliché della fantascienza anni ’80″, avrei praticamente finito. Il nuovo titolo Ubisoft non solo rientra in questa descrizione come un paio di scarpe dentro il suo scatolo d’origine, ma lo fa azzeccando quasi tutto l’azzeccabile.

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    Vogliamo parlare di grafica? Non c’è un angolo dell’ambientazione che non sia farcito di colori al neon, sovrapposti ad una palette di base che nel suo voluto mutismo, comunica tra le righe (si noti il raffinato riferimento al filtro che simula le linee di scansione dei vecchi schermi CRT) un senso di metallica oppressione. È un mondo gretto e monotono, quello di Blood Dragon, ravvivato da un uso della luce artificiale che non ha solo fini decorativi, ma serve anche a identificare la natura degli oggetti e la posizione degli obiettivi in un battito di ciglia. Non è un modo di dire: basta uno sguardo al gioco e sapete immediatamente cosa fare e dove andare. Non aspettatevi comunque mirabilie estetiche da un titolo che nulla vuol c’entrare con il naturalismo fotografico di Far Cry 3; Blood Dragon è più un giocattoloso laser show che si lascia guardare per quel che dura. Inoltre, seguendo la trama principale, ci si imbatte in scene di intermezzo semi-animate a 16 bit talmente cheap da strappare un sorriso anche aldilà dell’assurdità degli eventi. Ed esplosioni. Tante e grosse esplosioni luminescenti.

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    Vogliamo parlare della struttura di gioco? Lineare che più lineare non si può nel raccontare l’”epica” faida tra il robotico Rex Power Colt ed il malvagio cyber-colonnello Sloan, Blood Dragon apre subito all’esplorazione l’isoletta nella quale è ambientato, disseminando nei suoi anfratti oggetti più o meno utili e denaro. Jeep e piccole imbarcazioni armate rendono i trasferimenti un affare piuttosto veloce, ma per chi vuol scremare al massimo i tempi c’è sempre un’opzione di teletrasporto tra gli avamposti liberati. Ah già, gli avamposti. L’isola è costellata da una decina di basi Omega (questo il nome dell’armata di imbecilli al soldo di Sloan) che una volta ripulite dalla presenza nemica, consentono di salvare la partita ed acquistare munizioni e oggetti consumabili. Un discreto numero di miglioramenti alle armi è ottenibile solo portando a termine le mini-quest avviabili dai terminali degli avamposti.

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    Il tutto è spiccatamente orientato al basilare esercizio dello sparo, inferto tramite una serie di bocche da fuoco che ad un certo punto userete per schiantare al suolo le prede più ostiche di Blood Dragon, gli eponimi Draghi di Sangue. Non che offrano particolari ricompense aldilà di un premio in denaro, ma sono maledettamente coriacei e capaci di annientarvi nel giro di due attacchi laser, quindi costituiscono il perfetto banco di prova per le vostre abilità, ed è meraviglioso che le si possa volgere contro il nemico quando serve. Cosa dire di più di Blood Dragon che non abbiate già sentito? Il suo umorismo volgarotto e le continue citazioni – musicali e cinematografiche – dei gloriosi anni ’80 ne fanno un prodotto deliziosamente leggero, intuitivo ed equilibrato nella sua compattezza. Nelle circa 10 ore che si impiegano a finirlo al 100%, mostra una ammirevole genuinità di fondo nell’interpretazione del suo genere.

    08

    Ciò detto, si torna alla questione iniziale. Far Cry 3: Blood Dragon sembra valere più del prezzo d’ammissione e credetemi, sino agli ultimi istanti della modalità Storia l’ho seriamente pensato anch’io. Ma dopo aver preparato l’incontro finale con Sloan in maniera esaltante, adrenalinica e perfetta, vedere il confronto tra i due ridotto ad una breve scenetta non interattiva ha il gusto amaro del torto subito da un caro amico. Era il momento in cui Blood Dragon poteva appendere al soffitto tutta la concorrenza tripla A e sbriciolare a suon di pugni ogni chiacchiera sulla tecnologia, l’arte, i grossi budget, il multiplayer a tutti i costi… invece, il team ha finito la benzina dell’entusiasmo proprio davanti al traguardo. O magari, Ubisoft ha semplicemente capito in extremis che non poteva realizzare qualcosa di eccezionale e venderlo a 15 euro senza che la gente cominciasse a chiedersi “perché devo spendere sei volte tanto per uno sparatutto quando posso avere questo?”. Troppo tardi.

    Forse interpreto la faccenda in maniera un po’ forzata, ma diamine, anche questa è una validissima motivazione per provare Far Cry 3: Blood Dragon. Verificate da voi. Saranno comunque soldi ben spesi.

    Inside The Game

    • Ottima atmosfera sci-fi anni '80
    • Struttura di gioco elegante e compatta
    • I Draghi di Sangue e gli insulti dei nemici
    • Umorismo scemo ed esplosioni a manetta
    • Niente multiplayer

    Outside The Game

    • Il finale della storia DOVEVA essere giocabile
    • A qualcuno potrebbe mancare il multiplayer
    • Poca varietà tra i nemici base
    Voto:

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    4 Di risposte a “Recensione – Far Cry 3: Blood Dragon, 15 euro per un potenziale bestiale [Ubisoft]”

    1. Gidantribal scrive:

      Mi ricorda in qualche modo il finale di Portal 2, ore e ore a suon di enigmi alla ricerca della libertà e quando la ottieni non puoi farlo impugnando il pad ma solo da spettatore mentre si guarda un finale… davvero una doccia fredda all’ultimo minuto di gioco.

      Per il resto fin dalla demo Blood dragon era abbastanza convincente, avendo apprezzato far cry 3 metà del lavoro di convincimento è stato già fatto, tra l’altro se è in grado di intrattenere per una decina di ore uao, non si può definire un “giochetto”

      Finisco Ni no kuni e molto probabilmente mi ci butto su :)

    2. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      Considera una decina d’ore scarse facendo proprio tutto tutto, ossia prendendo gli oggetti speciali (videocassette, tv, tesori) e completando tutte le missioni secondarie per potenziare le armi. La storia principale in sé dura tra le 4 ore e mezza e le 5.

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