Indipendent Monday: Don’t Starve [Recensione Indie Game]

Don't Starve

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Klein Entertainment - Steam
  • Software House: Klein Entertainment
  • Indipendent Monday: Don’t Starve [Recensione Indie Game]

    Don’t Starve

    “Don’t Starve, il gioco che ha scioccato Bear Grylls!”, questo a mio modesto parere lo slogan perfetto da accompagnare alle canoniche 5 stelle, non mi partano di politica i grillini, o dal più gettonato 9/10 che dovrebbe troneggiare sull’ipotetica copertina di una classica distribuzione da scaffale.

    Bentornati quindi a Indipendent Monday, rubrica che vi propina ogni lunedì le recensioni dei migliori indie game distribuiti sul mercato. Questa volta abbiamo scelto un titolo indie main stream, annunciato ormai diverso tempo fa grazie a titaniche premesse che attirarono la mia attenzione come un cammello in una tipica fredda serata nel deserto. Non avete capito la battuta, chiedetelo a Bear Grylls!

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    Il motivo per cui stiamo martellando sull’improbabile eroe della sopravvivenza televisiva è racchiuso nel concept di Don’t Starve che, semplicemente, chiede al giocatore di … sopravvivere!
    Questa la quest e motore dell’intera produzione. Niente fronzoli, il protagonista si risveglierà in una foresta sconosciuta, assistito da un G-Man la cui apparizione fumosa puzza di quello zolfo fantasioso e grottesco, tipico di chi segue le orme di Ed Wood e del tanto amato Bela Lugosi.
    Meglio non complicare il pane, si sono detti gli sviluppatori, presentando al giocatore una trama semplice, mettendoci nelle vesti di un Burtoniano Robinson Crusoe, non naufrago ma disperso in una realtà disegnata – letteralmente – per essere raccapricciante, conturbante, in un corollario di tratteggi degni del quaderno dei bozzetti del regista Tim Burton.
    Il design del mondo ideato da Klei Entertainment è affascinante, mai appesantito da un eccessiva voglia di grottesco, ma anzi alleggerito dalla voglia di sdrammatizzare la emo-mania. Il titolo rispetta i canoni del citato regista, facendo quasi pensare che sia lui stesso deus ex machina della produzione. Mostri, orchi, maiali antropomorfi, demoni notturni, fauna e flora della foresta sono rappresentati con un piglio comico e grimm capace di attirare la curiosità del giocatore. La vera sfida? Il cattivo dei cattivi? Sopravvivere ai pericoli del bosco quando calano le tenebre!

    I will survive!

    Don’t Starve ha un gameplay intuitivo, nonostante le opzioni a nostra disposizione non siano certo limitate a poche azioni. Il tutorial non esiste e la facilità con la quale si entra in simbiosi con la logica e le sfaccettature del gameplay è uno dei punti a stra-favore del titolo.

    Come funziona Don’t Starve?

    Sopravvivendo! Che domande! Una volta risvegliati avremo modo di utilizzare tutto quanto viene offerto dal mondo, generato randomicamente a ogni partita, per creare i mezzi utili a non morire di stenti. Rami secchi e sassi – ad esempio - per fabbricare una rudimentale accetta, utile poi ad abbattere alberi per accendere un fuocherello, indispensabile per sopravvivere alla notte e ai mostri nascosti nel buio. E ricordate, nulla dura in eterno, quindi i nostri rudimentali strumenti avranno una propria “vita”. Evviva il consumismo eco-sostenibile!

    Bacche, carote, funghi, conigli schizoidi, rane dalla lingua tagliente, tutto è cibo ma la nostra astuzia sarà fondamentale per poter utilizzare tutti questi elementi al meglio, gestendo le risorse nel miglior modo possibile. Il nostro caro personaggio dovrà mantenersi in forma fisicamente e mentalmente. Procacciare del buon cibo per non morire di fame, ripristinare la nostra vita e costruire oggetti che ci avvicinino ad una parvenza di civiltà, aiutandoci anche a mantenere una discreta igiene mentale, saranno i parametri da tenere sotto osservazione, per evitare come sempre la morte, la follia e infine di disegnare volto e bocca ad una zucca per poi chiamarla Jack Skeletron!

    Il mondo creato per Don’t Starve è vivo e vegeto. Giorno e notte non sono solo una scelta estetica, ma eventi utili a dare maggiore profondità al gameplay. Di notte, come già anticipato, presenze dagli occhi sottili si aggireranno per la mappa, rendendo necessario accendere un fuoco per godere della protezione della luce. Alberi e fiori saranno in crescita e spesso un improbabile frusciare seguito da un “pop”, ci darà avviso dello sviluppo di un alberello o, con ben altro suono, dell’ultima primavera di un abete secolare. Decidere con intelligenza quale albero abbattere per procurarsi legna e altri materiali diventa quindi fondamentale per allungare il nostro soggiorno nella terra dei vivi.

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    Morire è così raro?

    La mappa, a ogni nuova partita, si genererà casualmente, creando quindi spazi diversi e percorsi nuovi. In una ci potrebbe essere una maggiore presenza di aree verdi, in altre di steppe aride e prive di vita. Le risorse saranno quindi diverse e scampare all’inedia ed ai pericoli dell’ignoto mondo, sarà ancora più questione di logica e strategia.
    Morire non sarà poi così difficile, anzi è forse il motore di questo gioco. Sopravvivere più a lungo non comporterà solamente la scoperta di nuove e degeneranti eventi che coinvolgeranno il protagonista, come una lunga barba o visioni orrifiche di mostri Lovecraftiani, ma anche l’accumulo di punti esperienza che ci permetteranno di accedere a nuovi personaggi con i quali affrontare l’avventura. Quale la differenza fra questi? Beh, alcuni manipoleranno il fuoco, altri … non ve lo dirò mai! Vi rovinerei l’esperienza e non sono così infame!

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    Don’t Starve

    Don’t Starve è un gioco la cui semplicità del concept è motore di una produzione tutt’altro che abbozzata o sprovveduta. Il titolo ha un design meraviglioso, una colonna sonora degna di un film e una realizzazione tecnica perfetta. Il gameplay è profondo e intelligente e non esiste che il giocatore possa cadere vittima della noia, ma anzi ne rimarrà talmente affascinato e assuefatto da non poterne più fare a meno!

    Inside The Game

    • Concept semplice ed efficace
    • Ottimo gameplay
    • Longevo
    • 14.99€ da investire!

    Outside The Game

    • Nulla di rilievo
    Voto:

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    3 Di risposte a “Indipendent Monday: Don’t Starve [Recensione Indie Game]”

    1. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      Carino sapere che dietro al simpatico art style c’è un gioco ben progettato e acchiappativo, diciamo così. Non è in cima alle mie priorità perché di gestionali che realmente ti prendono e non si fanno più lasciare ce ne son meno di quel che si dice, ma una possibilità non si nega a nessuno, ehehe!

    2. lSoLlAKirA scrive:

      Azz che figata… ma niente ipad iphone?

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