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Indipendent Monday – Recensione Strike Suit Infinity [PC, Born Ready Games]

Strike Suit Infinity

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Born Ready Games
  • Software House: Born Ready Games
  • Indipendent Monday – Recensione Strike Suit Infinity [PC, Born Ready Games]

    Parlando di Strike Suit Zero, la prima volta di Born Ready Games ci aveva convinto solo a metà. Quello che sarebbe dovuto essere un po’ l’equivalente di PCistico di Zone of the Enders inciampava troppo spesso su incongruenze nella difficoltà e nei ritmi di gioco, per cui era lecito attendersi un sequel che regalasse un’esperienza meglio strutturata. E invece, Born Ready ci coglie di sorpresa pubblicando uno Strike Suit Infinity dalle interessanti implicazioni strategiche per la saga: in pratica, si tratta di uno spin-off che estrapola le meccaniche di combattimento del gioco d’origine e le ricolloca nell’ambito di uno shooter puro, il cui obiettivo principale è accumulare punti sopravvivendo a ondate di nemici via via più impegnative. Un’operazione apparentemente pigra che gli sviluppatori hanno trasformato in un tentativo di perfezionare le fondamenta della serie Strike Suit; scoprite insieme a noi come hanno fatto.

    Una tra le cose che meglio dispongono al primo impatto con Infinity è la presenza di un tutorial fatto come si deve. La dove l’episodio originale si limitava a darvi un’infarinatura dei comandi e poi buttarvi dritti in mezzo all’azione, qui è stato creato un ambiente virtuale nel quale ogni caratteristica di gameplay è illustrata nel dettaglio, ed il giocatore può esercitarsi sin quando non si sente pronto ad affrontare il gioco vero e proprio. La più importante modifica che noterete rispetto a Strike Suit Zero è nel sistema di selezione dei bersagli, che in precedenza vi costringeva a premere furiosamente il tasto ‘T’ per beccare quello strategicamente più rilevante: adesso, lo stesso tasto può essere usato per settare una lista di priorità ed agganciare determinati obiettivi proprio nel momento in cui vi servono. Ho ritrovato un pizzico di Freespace in quest’idea, e per quanto all’inizio non sembri molto intuitiva, in battaglia regala invece un’immediatezza quantomai opportuna.

    La struttura di Strike Suit Infinity si articola in 18 missioni che il giocatore può selezionare senza alcun particolare ordine, vista la natura prettamente arcade del prodotto. Tra uno stage e l’altro, è possibile investire il denaro guadagnato per acquistare potenziamenti, componenti aggiuntivi, vascelli alleati, e soprattutto un paio di nuovi (e davvero belli, bisogna dirlo) Strike Suit trasformabili. L’ovvia conseguenza di questa semplice impostazione è che fallendo uno stage, il giocatore può tornare alla schermata degli acquisti e scegliere con più cognizione di causa ciò che davvero gli serve in quel particolare frangente – un po’ di sano trial and error che di questi tempi risulta alquanto gradito. Sul piano della difficoltà ho trovato Infinity ostinatamente impegnativo, ma senz’altro più coerente ed accettabile rispetto a Zero; d’altra parte, l’unico obiettivo del caso consiste nel mettere a dura prova i propri riflessi per inanellare combo e punti, ed in questo il gioco riesce bene.

    Ciò che invece è rimasto uguale nelle pieghe di questa nuova edizione è l’indefessa stupidità di avversari e wingman, con i primi costantemente impegnati ad orbitarvi intorno vomitando laser e missili, mentre i secondi offrono loro una occasionale ed effimera distrazione. Non è possibile impartire comandi di alcun tipo agli alleati, per cui vi limiterete a vederli trasformarsi in pulviscolo spaziale per quel poco che dureranno sul campo. I comportamenti dell’IA sono ampiamente prevedibili, per cui la difficoltà dipende più che altro dal numero di avversari che Infinity vi scaglia contro di missione in missione. Un altro appunto che farei a Born Ready è quello di non aver rivisto le manovre degli Strike Suit stessi, che si muovono esattamente come in Zero e quindi non hanno alcuna manovra acrobatica veloce (una voltata a 180° di qualsiasi tipo, ad esempio). Peccato.

    L’impressione finale che Strike Suit Infinity offre di sé è quella di un prodotto che diverte più del prequel perché più semplice e focalizzato intorno al suo tradizionale punto di forza, ossia il sistema di combattimento. Il resto è una serie di occasioni perdute e potenzialità non sfruttate: la debolezza dell’IA non fa nulla per mitigare l’inerente ripetitività della formula, non ci sono boss, e la mancanza di governo sui compagni di volo li rende quasi inutili. Insomma, se la caccia all’high score è già un sufficiente motivo di divertimento per voi, Infinity non mancherà di regalarvi qualche ora di diletto… Basterà solo non aspettarsi altro.

    (per acquistarlo vai su http://store.steampowered.com/app/234160/)

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    Inside The Game

    • Difficoltà coerente, impegna il giusto
    • Il lock on è migliorato
    • Bella grafica
    • Costa pochissimo, appena 3 euro

    Outside The Game

    • Intelligenza artificiale risibile
    • Game design non molto raffinato
    • Alla lunga ripetitivo
    • Alcune buone idee non hanno sviluppo
    • ... niente boss?
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