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Indipendent Monday: The Night of the Rabbit [Recensione Indie Game]

The Night of the Rabbit

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Daedalic EntertainmentSteam
  • Software House: Daedalic Entertainment
  • Indipendent Monday: The Night of the Rabbit [Recensione Indie Game]

    Bentornati o ben trovati a questo nuovo a questo nuovo appuntamento con Indipendent Monday, rubrica assolutamente anarchica e indipendente che, guarda caso, manco lo suggerisse il titolo, propone ogni settimana la recensione di un titolo indie. Ovviamente, solo il meglio del mondo indie!
    Questa settimana, direttamente dalla terra dei crauti e del sobrio ed elegante Oktoberfest, arriva The Night of the Rabbit, punta e clicca sviluppato da Daedalic Entertainment. Pronti a sballarvi con il coniglio?

    Pillola rossa o pillola blu, rincorrendo un coniglio, durante una pigra estate, correndo su una strada di gialli mattoni …

    I punta e clicca sono uno dei generi più amati dagli sviluppatori indipendenti, vuoi per la facilità di realizzazione economiche, vuoi per l’affetto generazionale che lega molti di loro, come molti di noi, a certe avventure grafiche che li hanno svezzati e portati poi verso un panorama videoludico più ampio e complesso.  Inutile citare i soliti noti, tutti voi ormai avrete le orecchie piene di lodi verso titoli Lucas o similari sforzi creativi che, tutt’ora, intrattengono piacevolmente alcune giornate.
    Il punta e clicca è forse, volendo fare un azzardato paragone fra i generi, la letteratura, la filosofia, insomma, l’espressione più alta e secchiona del videogame. Impegna l’ingegno, la fantasia e contribuisce a divertire, portando spesso il giocatore a conoscere con più avidità lingue straniere. Non puoi limitarti a sparare senza capire! Proprio per questo motivo, realizzare un’avventura grafica che funzioni sotto tutte le sue compagini, non è certo facile e a dimostrazione ci sono anni d’insipide produzioni tripla A. Monkey Island di Telltale non è proprio lui!
    I Daedalic Entertainment decidono quindi di ritornare alle origini della semplicità e dello stile, mettono in scena una storia classica, al punto da omaggiare una quantità inenarrabile di capolavori della letteratura moderna.
    Jerry è un ragazzino di 12 anni pieno di energie, fantasia e sogni, uno su tutti quello di voler fare il mago. La sua vita scorre all’interno di un mondo senza tempo, ritagliato al di fuori del contemporaneo, soprattutto perché lui stesso vive isolato dalla città, in un clima spensierato,retrò, alternativo e fuori da ogni convenzione, che ne fa un moderno Huckleberry Finn.
    Jerry ha solo due giorni di estate prima di ritornare a scuola, ma non sa che il suo desiderio di avventura e il suo più grande sogno, lo porteranno in un mondo immaginario dove anche la magia è solo questione di esercizio e tutto è possibile, anche fare due chiacchiere con un coniglio antropomorfo. No, non ci saranno risvolti psicologici e drammatici alla Donnie Darko!
    In questa storia si trova praticamente un corollario di quello che rappresenta la letteratura classica per ragazzi. Oz, Huck e Alice nel paese delle meraviglie sono gli spunti più evidenti per una storia semplice, priva di enormi complicazioni e dal carattere ingenuo.

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    Punta e clicca …

    La realizzazione tecnica del titolo è lodevole e altrettanto genuina quanto la stesura narrativa. Gli sviluppatori hanno optato per una resa grafica legata al passato che arriva sul monitor in smagliante forma. I concept degli ambienti sono ben ideati e portano il giocatore all’interno di un mondo di gioco estroso, anche se non troppo fuori dalle righe o particolareggiato. Peccato per le animazioni incerte, soprattutto quelle di fondo. Gli sviluppatori hanno curato approssimativamente il primo piano, trascurando il secondo, dettaglio che va a pesare sulla credibilità dell’ambiente, dando quindi un senso di staticità. Difficile quindi immergersi completamente in quell’universo.
    Il doppiaggio è ottimo e la mancata localizzazione dei dialoghi italiani dovrebbe semplicemente essere una questione di tempo, anche se i più grandicelli, come me, potranno tranquillamente seguire l’avventura in inglese, che non fa male. Peccato per la mancanza di una colonna sonora ispirata, altro elemento trascurato.
    Il versante del gameplay è piuttosto “piatto”, inteso non certo in senso negativo. Il giocato è classico, non aggiunge nulla al genere e si preoccupa semplicemente di essere ineccepibile nella normale trasposizione del genere.
    I puzzle sono interessanti e non certo inarrivabili, ma non hanno quel piglio fantasioso tipico di certe avventure grafiche, palesando l’intenzione ibrida di rivolgersi ad un pubblico più giovane.

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    The Night of The Rabbit

    The Night of The Rabbit è un punta e clicca di stampo classico in tutte le sue compagini e, per la sua realizzazione sommaria, questo aspetto è certamente positivo. Il titolo si preoccupa di essere un intrattenimento dedicato a  un pubblico più giovane e non certo al giocatore navigato ed esperto. D’altro canto non si può certo considerarlo proibitivo o inaccessibile per chi, come noi, i due giorni di estate prima della scuola, li ha lasciati alle spalle da tempo. La trama dall’incipit fiabesco, sfocia in una trama fantasiosa capace di catturare anche il giocatore più arido, strappando inevitabilmente un sorriso infantile.

    Inside The Game

    • Classico
    • Ottimo per un pubblico giovane
    • Incipit fiabesco e trama fantasiosa

    Outside The Game

    • Animazioni trascurate
    • Non ancora in Italiano
    • Manca di originalità e di un concept proprio
    Voto:

    Interessante

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