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[Recensione 3DS] Monster Hunter 3 Ultimate: a caccia armati di pennino!

Monster Hunter 3 Ultimate

  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Publisher: Capcom
  • Software House: Capcom
  • [Recensione 3DS] Monster Hunter 3 Ultimate: a caccia armati di pennino!

    Sono passati quasi 3 mesi dal debutto di Monster Hunter 3 Ultimate sui lidi più freschi di Kyoto. Era marzo infatti quando Capcom e Nintendo hanno ufficialmente suonato il corno e aperto la stagione della caccia su Wii U e 3DS, eppure la recensione targata Inside The Game per la versione portatile del titolo arriva solo oggi.

    La scusante più solida è che, come tradizione insegna, Monster Hunter è un titolo immenso. Nell’accezione più ampia e profonda del termine, vuoi per il gameplay legato ad un sistema di combattimento di certo non immediato, ma in grado di regalare quelle soddisfazioni che solo pochi campioni del genere possono dare, vuoi per un approccio molto simile a quello dei migliori MMO sul mercato, vuoi per il fattore coinvolgimento tipico di questa serie, capace negli anni di crearsi una fan base solida ed affiatata in tutto il globo. Le feroci creature giapponesi riescono a renderti loro schiavo e devoto servitore, possono prosciugare quasi tutto il tuo tempo libero senza trovare opposizione e, senza sforzo, materializzano alcune delle fantasie più frequenti di quando eravamo bambini.

    Per tutti questi motivi il debutto sul nostro blog di una “mostruosa” recensione arriva solo con il primo rovente caldo di giugno, cercando di rendere giustizia alla magnetica semplicità del franchise targato Capsule Computers.

    Come già accaduto in origine su PS2, e dopo aver comprato appositamente una PSP nel 2006, per poi buttarmi nel 2009 sul terzo capitolo in esclusiva su Wii, anche su 3DS l’amore viscerale per Monster Hunter è scoppiato durante le prime ore di gioco. E’ difficile da trasferire su carta virtuale, ma la lunga e attenta pianificazione degli scontri, di ogni missione, lo studiare e raccogliere informazioni sul prossimo avversario, le stesse lunghe ed estenuanti battaglie, fanno di questo marchio una brillante gemma concettuale, da affrontare da soli o in compagnia (tramite rete locale), attentamente coordinati con gli altri cacciatori.

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    Cacciatori che non rappresentano i canonici personaggi da gioco di ruolo e le loro tradizionali statistiche, ma che si “evolveranno” ad ogni passo, in base alle armi scelte, alle pozioni, ai potenziamenti selezionati e alle nostre attività in game. Raccogliere materiali, ad esempio, scatenerà una ricerca furiosa verso il giusto armamentario per affrontare un determinato mostro, da quelli più abbordabili, a cui sono legate missioni piuttosto lineari, fino a quelli di rango più temibile, per cui sarà necessario pianificare unì’attenta strategia ed impugnare la giusta arma tra le dodici categorie disponibili.

    Il viaggio proposto da Ultimate, tra le sue 221 missioni e 73 diverse tipologie di bestie, potrebbe apparire come un lungo e ripetitivo monologo, e forse non è un’etichetta troppo distante dalla realtà. Se è vero che trama e NPC fanno solo da contorno e pretesto ai 50 minuti imposti per risolvere una battuta di caccia, il più grande limite della versione portatile del gioco è la mancanza di una modalità online. Affrontare le missioni in solitaria alla lunga può risultare stancante, almeno per quei giocatori più votati all’azione istantanea e di facile portata, con il multiplayer in locale di fatto limitante per l’intera esperienza. Il gameplay guadagna punti esponenziali quando nel vostro party avrete l’occasione di ospitare altri giocatori, le loro tecniche e abilità e il loro particolare approccio alla battaglia, mentre i soli due Shakalaka controllati dall’intelligenza artificiale non riescono a simulare lo stesso livello di profondità e a regalare di riflesso lo stesso “malato” divertimento. Clickate sul tasto Play in alto se non ci credete, maledetti diffidentoni!

    Intendiamoci però, Monster Hunter 3 Ultimate rappresenta comunque una pericolosa droga videoludica per ogni aspirante cacciatore, impreziosita per altro da un comparto tecnico di assoluto rispetto. Più volte, complice anche il piccolo schermo della console che spesso va a mascherare texture di bassa qualità e modelli poligonali di certo non impressionanti, mi sono ritrovato a pensare che questa versione possa tranquillamente rivaleggiare con quella apparsa su Wii, se non fosse per i controlli piuttosto ostici e “diversi”. Chi ha familiarità con il brand su PSP non troverà certo molte differenze, ma solo la solita altissima curva di apprendimento tipica della serie Capcom, mentre i novelli squarta-mostri cozzeranno con un sistema di movimento non facile e macchinoso.

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    La profondità e la grandezza di questo titolo stanno anche nei suoi movimenti, nella capacità (nonostante l’introduzione di un abbozzato e inedito lock-on) di colpire gli avversari nei punti sensibili, nell’adattarsi ad un mondo con le sue regole ed equilibri. Nell’essere un cacciatore a tutto tondo, uno armato di pennino e di un solo misero analogico!

    Inside The Game

    • Gameplay solido e profondo
    • Infinite ore di divertimento in coop
    • Buon comparto tecnico

    Outside The Game

    • Ripetitivo in singolo
    • Controlli macchinosi
    Voto:

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