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Suda 51 e la sessualità nei videogames, “non voglio offendere nessuno” [Killer is Dead]

Suda 51 e la sessualità nei videogames, “non voglio offendere nessuno” [Killer is Dead]

Tra le tante caratteristiche di Killer is Dead, il cosiddetto Gigolo Mode non ha mancato di suscitare ilarità e qualche polemica (ricordate quella faccenda degli occhiali in grado di far vedere oltre i vestiti dei personaggi femminili? Ecco), ma Goichi “Suda51″ Suda afferma di non voler cambiare il ruolo delle donne nei suoi prodotti, ed in particolare nell’action game in questione. Ecco cosa ha dichiarato in un’intervista per GamesIndustry International:

“Per come vedo la questione, se ricevi delle critiche vuol dire che la gente sta tenendo d’occhio il tuo lavoro. Per ogni tipo di valore artistico, per tutto quel che crei, esiste sempre un retroscena critico. Il che vuol dire che stiamo creando impatto. Quindi penso che ci atterremo a ciò che pensiamo e andremo avanti così… E nel dire questo, mi rendo conto che la sessualità è un argomento delicato. Non vogliamo che nessuno si offenda, ma stiamo cercando di affrontare l’argomento in un modo che regali alla gente qualche sana risata.”

Tra i tanti modi in cui la sessualità può rientrare in un videogioco, quelli contemplati da Grasshopper Manifacture tendono a creare questo tipo di effetto, magari un po’ puerile ma in genere completamente inoffensivo. Che Suda51 si trovi a dover sottolineare questo punto significa non solo che il suo lavoro sta “creando un impatto”, ma che lo sta facendo su un pubblico ancora scarsamente in grado di distinguere cosa è offensivo e cosa no, il che rappresenta un problema non da poco dal punto di vista creativo. Immaginate a che genere di pressioni potrebbe essere sottoposto un più impegnato tentativo di rappresentazione della sessualità in un gioco?

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