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Indipendent Monday: Cognition – The Oracle [Recensione Indie Game]

Cognition - An Erica Reed Thriller: The Oracle

  • Piattaforma: PC, iPhone/iPod Touch
  • Publisher: Phoenix Online Studios
  • Software House: Phoenix Online Studios
  • Indipendent Monday: Cognition – The Oracle [Recensione Indie Game]

    Bentornati amici dell’indipendenza videoludica, ancora una volta siamo qui per parlare di un titolo indie, di una saga addirittura, di un punta e clicca a episodi sviluppato dai Phoenix Online Studios. Ovviamente parliamo dell’investigatrice dal piglio paranormale Erica Reed, e della sua caccia senza quartiere al Cain Killer. Dove ci porterà questo episodio?

    E’ un po’ magia per Terry e Meggie

    Lo so, ho già utilizzato recentemente questo espediente nella mia ultima anti-Recensione dedicata a Bioshock Infinite, ma cosa ci posso fare se l’universo mi risputa in faccia una situazione ancora più adatta a questo tipo di troll?! Nulla, se non cogliere l’energia sferica al balzo e parlare di questo nuovo capitolo, portando avanti un discorso avviato con i precedenti capitoli.
    Gli sviluppatori hanno suddiviso, intelligentemente, se volete, la narrazione in capitoli e, accompagnandola a qualche upgrade di gameplay, hanno optato per tagliare con l’accetta le varie fasi della storia in blocchi ben distinti. Così facendo hanno dato un senso di continuità percepibile, quasi a voler colmare la fastidiosa idea di riprendere la vicenda dopo diverso tempo dall’ultimo gameplay. Sembra quasi abbiano paura di lasciare i giocatore senza il filo, di trovarli sconnessi e svogliati a proseguire. “Invenzione” interessante, ma sarebbe stato sicuramente più efficace il classico metodo serie TV, quello sfruttato da The Walking Dead di Telltale, per farci rimanere ancorati alla vicenda della detective. Sfortunatamente non tutti hanno lo stesso genio e, in questo terzo capitolo, incontriamo una sfortunata area di bonaccia, una secca, una totale assenza di spinta propulsiva. Non c’è pepe e il blando ritmo degli eventi è accompagnato da un gameplay spavaldo e mai riveduto e corretto.
    Un presunto colpo di scena si va ad amalgamare al giocato, donando ad Erica una nuova capacità, un upgrade dei suoi poteri che, con un tocco di estro, viene ucciso dal fattore Terry e Meggie – che non sciorineremo per evitare spoiler – e da un retrogusto d’Inception che proprio facciamo fatica a digerire. Anche se questo intreccio narrativo è meno confuso di quello Nolaniano. Molto va quindi a influire su eventi che, come detto sopra, non hanno la forza di The Walking Dead, l’estro di Monkey Island, il gelo di Syberia, l’animo thriller da incubo allucinato di Fahrenheith o l’oppressivo senso di mistero e dell’inevitabile di Heavy Rain. In questo caso il sacrificio del gameplay non è giustificato dallo script, anzi, diviene appiglio scivoloso.
    I Phoenix Online Studios hanno sopravvalutato il potenziale del loro punta e clicca, e sbagliano nell’affidare l’intera avventura ad un sistema di gioco capace solamente di frustrare il giocatore con il trascinarsi degli eventi. Ritornano quindi comandi e animazioni incerte o imbarazzanti, i puzzle sono spesso forzati e le soluzioni macchinose, assurde, pilotate spesso proprio da apparenti esigenze di sviluppo – come la scelta di svolgere tutta quest’ultimo capitolo in un solo ambiente -.
    Cognition, arrivato quasi a conclusione, conferma di sparare tutto il meglio della sua ideazione proprio nei colpi di scena di chiusura capitolo, lasciando il giocatore a mollo in una piscina di gomma per tutto il resto del tempo, bisbigliandogli solo alla fine che, oltre il bordo, c’è il mare.

    The Oracle non ci stupisce, non sferza la nostra voglia di mistero, non eccita le nostre celluline grige, impegnate tutt’ora a capire il perché di certi enigmi e il messaggio dietro la loro improbabilità nel contesto, e ci costringe a sperare, già da ora, nel prossimo progetto.
    Giocheremo l’ultimo capitolo? Certo! Daremo una valutazione positiva all’esperienza complessiva? Questo è da vedere!

    Inside The Game

    • La trama sempre su livelli sufficienti

    Outside The Game

    • Soliti difetti tecnici
    • Enigmi enigmatici
    • Narrazione blanda
    • Gameplay cresce senza troppa convinzione
    Voto:

    Delusione

    Come valutiamo i giochi

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