Final Fantasy XIV: A Realm Reborn – Un fedele Insider ci racconta le sue avventure nelle terre di Eorzea [seconda parte]

Final Fantasy XIV: A Realm Reborn – Un fedele Insider ci racconta le sue avventure nelle terre di Eorzea [seconda parte]

Con il maturare della terza fase di beta per Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, il gruppo di avventurieri targato Inside The Game non poteva certo restare a guardare e ciondolare sulla riva di un fiume.

Come accaduto qualche mese addietro, l’arancionissimo blog videoludico si è spinto verso l’esplorazione e l’avventura, verso la scoperta di quel mondo tirato a lucido dai ragazzi di Square Enix, alla ricerca di una redenzione assoluta e totale da parte del pubblico mesto e scontento dalle bruttezze della precedente incarnazione del suo MMORPG. A guidare la nostra spedizione è ancora una volta il prode lettore (e amico, concedetecelo! :) ) Christian Gai, Gidantribal per il popolo nerd, esperto ranger di quartiere ora invischiato a doppia lama con il mondo incantato ed immenso di Eorzea. La parola al suo “diario di bordo” dunque:

Il 27 agosto, data di lancio ufficiale di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, si avvicina e il team di Naoki Yoshida in questi mesi ha proseguito nel suo incessante lavoro lanciando tra aprile e maggio la seconda fase di beta test, utile per bilanciare lo stress dei server e per testare il sistema di controllo tramite i classici pad.

É però con il lancio della terza fase di test, disponibile sia per PC che per la prima volta su PlayStation 3, che si entra nel vivo, con un client ormai molto vicino alla sua forma definitiva nell’aspetto e nei contenuti che permette di esplorare una porzione di Eorzea molto estesa, in grado di sorprendere tutti per i cambiamenti che ha subito dopo l’epico finale della precedente versione, dove i popoli di Eorzea si sono scontrati con l’impero Garleano.

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Terminato il filmato iniziale in computer grafica la prima cosa che balza all’occhio è l’editor dei personaggi finalmente disponibile nella sua forma completa. L’editor rivela cinque razze principali: Umani, Elezen, Lalafell, Roegadyn e Miqo’te, ciascuna nella variante maschile e femminile più un’ulteriore suddivisione inerente all’habitat di provenienza. I restanti sottomenù mostrano una quantità di opzioni e personalizzazioni per ogni razza davvero alta. L’unico neo al momento è il fatto che la città dove si inizierà il gioco dipende dalla classe iniziale del personaggio, scelta che sarebbe preferibile lasciare all’utente.

Creato un nuovo personaggio si viene catapultati, dopo un breve filmato introduttivo, nei reami di Eorzea e fin da subito si notano dei grandi passi avanti nell’ottimizzazione del codice, miglioramenti che consentono anche ai PC meno performanti un framerate e un aspetto visivo dignitoso senza troppe rinunce. Già dalla seconda fase è possibile ammirare un ciclo giorno-notte che riesce a risaltare ancora di più i giochi di ombre dinamiche che il gioco ha da offrire e dalla terza è stato aggiunto anche il meteo variabile. Personalmente mi ha colpito molto vedere i raggi del sole che filtrano tra rami di alberi e cespugli o vedere l’ombra del proprio avatar spostarsi quando di notte ci si avvicina a una differente fonte di luce, mi è piaciuto di meno l’effetto della pioggia. Tutte piccole cose che riescono però a dare ancora più profondità ad un mondo fantasy ora pieno di vita.

 Il rientro a Limsa Lominsa è stato emozionante, la città in sé non ha subito grandi stravolgimenti ma grazie al nuovo motore grafico e alla nuova infrastruttura dei server appare decisamente migliore visivamente, inoltre non sono riuscito a trovare un frangente in cui si potesse notare il fastidioso lag che invece era sempre presente nella vecchia versione nonché uno dei principali problemi che affliggevano il gioco e che adesso è soltanto un brutto ricordo.

Uscito dalla città sono rimasto stupito nel vedere le brulle aree costiere di La Noscea completamente trasformate. È difficile avere nostalgia delle vecchie mappe di gioco! Oltre ad essere divise in più aree ora sono decisamente più “urbanizzate”; piccoli villaggi, avamposti e mulini a vento rendono il contesto piacevolmente ricco a livello visivo e anche sul piano dei contenuti visto che molte quest vi verranno assegnate anche fuori dalle città.

Altro aspetto che emerge in questa fase di beta test è l’impressionante campo visivo e i suggestivi panorami che il gioco in certi frangenti ha da offrire, incredibilmente dettagliati ed estesi. Nonostante l’aspetto visivo da capogiro, dove A Realm Reborn eccelle rispetto alla vecchia versione è però nella crescita del personaggio, nel battle system e sul piano dei contenuti, rinnovamenti che rendono questo MMO molto più frizzante, dinamico ed immediato. Lo sviluppo del personaggio è stato svecchiato. Il nuovo veicolo principale per ottenere punti esperienza non è più il grinding fine a sé stesso ma sono bensì le classiche Quest, le levequest e i FATE (Full Active Time Event).

Le Levequest sono particolari quest che si svolgono sul campo di battaglia e hanno un limite di tempo prestabilito, si può impostare il livello di difficoltà e se giocate in party consentono dei compensi di punti esperienza notevolmente maggiori. I FATE sono battaglie che si sviluppano casualmente sulla mappa di gioco e proseguono per un periodo limitato, vi si accede semplicemente entrando nei suoi confini che sono marcati sulla minimappa e il loro scopo è perlopiù quello di annientare un’orda di mostri. In base al contributo fornito in battaglia si otterrà un certo quantitativo di punti esperienza oltre a quelli già ottenuti sconfiggendo i nemici.

A livelli più alti invece ci si può avventurare in compagnia di altri giocatori nei più impegnativi dungeon e, nel caso in cui non si abbia il tempo o la voglia di reclutare, Square ha predisposto un pratico sistema di matchmaking che ricercherà per noi in tutti i server di gioco altri giocatori che vogliono intraprendere la stessa avventura che in questo caso avverrà su un server a parte dove non si avranno interferenze esterne.

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 Il battle system è stato invece vivacizzato grazie a un tempo di attesa tra un attacco e l’altro più ravvicinato e ad un uso meno parsimonioso di magie e abilità rendendo così gli scontri più frenetici. Gli HP, MP e i punti abilità si ricaricheranno infatti da soli e piuttosto rapidamente, annullando la necessità di fare lunghe soste per recuperare energie e lasciando ai giocatori il piacere di proseguire il loro cammino. Si ampliano poi le discipline e i Job disponibili: in A Realm Reborn arriveranno l’Arcanist, il Summoner, e lo Scholar.

 Come già affermavo nella mia precedente esperienza nell’alpha, le caratteristiche di gioco possono cambiare ed infatti il sistema di trasporto all’interno di Eorzea è stato in parte rivisto. Il teletrasporto non consuma più “anima points” ma i nostri preziosissimi Gil. Nell’ambito del gioco viene giustificato come contributo a mantenere efficiente la rete di Aetherite e le tariffe variano in base alla distanza e sono tutto sommato abbordabili. Rimane gratuito l’utilizzo dell’aetherite all’interno delle città.

Aggiunta completamente nuova è il “porter chocobo” un’opzione di affitto del pennuto giallo a basso costo. A differenza dell’affitto tradizionale che consente di gironzolare liberamente, il porter chocobo non è controllabile dal giocatore, si muove su un percorso prestabilito e non può essere attaccato dai mostri ma è comunque possibile scendere al momento desiderato. Nella mia prima prova il chocobo si è incastrato dentro un’albero e ha continuato a correre su sé stesso, magie di un beta test!

 Per non farmi e non farvi mancare nulla ho anche giocato la beta su PlayStation 3 dove ho ottenuto sensazioni contrastanti. Una caratteristica che è sicuramente apprezzabile è il cross-platform a server unificati. Così come Final Fantasy XI poteva essere giocato con lo stesso account su PC, PS2 e Xbox 360, in Final Fantasy XIV ho tranquillamente interrotto la mia sessione su PS3 per riprendere dal PC esattamente dov’ero. Ho anche avuto modo di provare il controllo tramite pad e dopo una decina di minuti per prenderci la mano la configurazione dei tasti si è dimostrata piuttosto funzionale ed azzeccata al punto da non farmi rimpiangere troppo mouse e tastiera. Il codice però è ancora un po’ acerbo e la risoluzione non è a 720p ma leggermente inferiore e pur mostrando scenari ed effetti di luce validi preferisce sacrificare il lato estetico presentando ombre e texture sottotono rispetto alla versione PC, senza però sacrificare caratteristiche del gameplay e mantenendo una buona fluidità anche nelle aree più affollate. Un compromesso accettabile visto che la Playstation 3 è prossima al pensionamento e la versione per PlayStation 4 è già pianificata per il 2014.

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Grazie ad un progetto ben pianificato ed orchestrato, grazie ad uno stretto contatto con la community a suon di lettere e video sull’avanzamento dei lavori, grazie ad una serie di beta test che hanno permesso, da un lato di ascoltare i consigli dei giocatori, dall’altro di oliare i meccanismi dei nuovi server con un milione di utenti entusiasti di sguazzarci, Naoki Yoshida ed il suo team stanno per rimettere in carreggiata un progetto nato nel peggiore dei modi, che si sta sviluppando piuttosto bene e può puntare molto in alto.

Ora è il turno dei giocatori, saranno disposti a spendere 11€ al mese per avere accesso ad un ottimo gioco con un servizio di qualità piuttosto che un free to play infarcito di microtransazioni dove per trionfare è necessario mettere comunque mano al portafoglio?

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