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Battlefield, creatività, sviluppo AAA: citazioni a tutto campo da John Riccitiello [industria]

Battlefield, creatività, sviluppo AAA: citazioni a tutto campo da John Riccitiello [industria]

Una recente e corposissima intervista concessa da John Riccitiello, ex presidente di Electronic Arts al tempo in cui veniva nominata “la peggior compagnia d’America”, ha dato modo di affrontare a tutto campo una serie di argomenti attuali ed interessanti. Riccitiello è tutt’altro che uno sprovveduto: la sua dirigenza ha indirizzato Electronic Arts nel mondo digitale, perseguendo una aggressiva politica di espansione che ha portato nelle casse della compagnia svariati miliardi di dollari. Sfortunatamente, iniziative controverse come l’online pass e l’indefessa insistenza sui sequel lo hanno progressivamente privato del favore del pubblico e del consiglio d’amministrazione, sino all’abbandono della carica presidenziale nel Marzo del 2013; ciò nonostante, la sua opinione nell’ambito della gaming industry resta autorevole.

1) Sulla creatività:

“Siamo realisti. Per un minuto voglio essere cinico. Lo trovo incredibilmente comico – sui siti web si parla di compagnie che creeranno la prossima generazione di nuove idee, concentrate sul divertimento ecc. E su cosa lavorano? Su copie di Puzzle & Dragons dove magari viene scambiato un colore con un altro.

Cioè, un attimo. Siete qui per creare qualcosa, o per fare soldi modificando qua e la uno tra i titoli da top ten del momento? Uno tra i motivi per cui vediamo tanti prodotti che si somigliano l’un l’altro è che il processo creativo funziona così. È così che si ottengono fondi. Ma ad un certo punto la gente si stancherà di vedere sempre gli stessi titoli nelle chart, ed i produttori capiranno che se non creano qualcosa di fondamentalmente originale, i loro prodotti copiati non finiranno mai per superare in popolarità quelli a cui si ispirano.

Ciò che non mi piace nella gaming industry di oggi è che ci sono troppi opportunisti che si mettono in mezzo per fare soldi. Credo che guadagnare sia una bella conseguenza se cerchi di creare qualcosa di buono, ma non si crea niente di buono se si parte con l’idea di voler diventare ricchi. Credo si diventi ricchi cercando di creare qualcosa di eccezionale.”

2) Sullo sviluppo tripla-A vs gli indipendenti:

“La nostra industria è trainata dai 50 produttori più forti. Il movimento indie, mi spiace dirlo, genera numeri molto piccoli. È animato da gente che lavora per passione, non per sostenere un business. Anch’io sono appassionato del mio lavoro, ma la realtà è che quei 50 produttori diventano sempre più grossi e finiranno prima o poi per accaparrarsi la fetta più grossa dello spazio mobile, esattamente come succede su console ed altri formati.

La domanda è, come si possono creare prodotti che servano intelligentemente a questo scopo? Non abbiamo ancora una formula per questo; alcuni pensano di averla, ma in realtà è ancora presto. E le conseguenze del fallimento [per un produttore che si regge su giochi tripla-A, ndr] sono tremende. Che succederebbe se Assassin’s Creed non funzionasse più, o se Activision si riprendesse la leadership negli shooter che EA le ha tolto? Sarebbe cataclismico, ci sarebbero problemi enormi. Voglio dire, cosa credete che succederebbe a GungHo se Puzzles & Dragons si esaurisse?

Bisogna capire che nel game design c’è molto più che la mera gestione delle risorse imperniata sui budget, se si vuole creare dell’intrattenimento di qualità soddisfacente.”

3) Sulle console next gen

“Credo che avranno più successo di quelle attuali, in effetti. La generazione di oggi potrebbe essere descritta come quella delle supermacchine – delle console superpotenti. Ma il complesso della comunicazione online, la possibilità di connettersi con gli amici e tutte queste cose, esperienze sociali fluide ed intuitive, erano buttate li e messe insieme alla buona.

Otto anni fa, la gente stava ancora passando dai modem analogici alle linee veloci. Adesso arriveranno macchine che sono computer completi, perfettamente integrati con la Rete e collegati al migliore schermo che avete in casa. State mettendo un supercomputer sotto la TV, collegate un cavo e funziona. Riconoscono voi, i vostri giochi e sono incredibilmente semplici da usare. Non è un plug & play in stile PC, e semplicemente un vero plug & play.

La prossima generazione di console comporterà un salto in avanti pazzesco per le interfacce utente. Per questo credo ancora nelle console, ma penso sinceramente che la funzione touch abbia cambiato tutto. Trovo che i tablet siano qualcosa di incredibile, forse uno tra i modi di giocare migliori in assoluto, ed un quantitativo spropositato di persone è approdata alle console passando attraverso il mondo mobile. Credo sia un bel settore su cui lavorare.”

4) Eccolo la… Su Battlefield 4 vs Call of Duty: Ghosts

“Una tra le cose affascinanti dell’avere osservato Activision così a lungo è l’opinione per cui non è la compagnia che potrebbe o dovrebbe essere. Hanno ottenuto un successo notevole [è un eufemismo, vero John?, ndr], ma se ci son cose che conosco molto bene, quelle sono Battlefield e Call of Duty: sono convinto che EA abbia carte migliori. L’ultimo brand da un miliardo di dollari creato in questa industria è stato Skylanders. Non so se Activision riuscirà a tirarne fuori un altro, ma ne avranno bisogno se vogliono sostenere la perdita di leadership nel campo degli sparatutto.

Vedete, c’è un possibile scenario nel quale Activision lancia un nuovo MMO in grado di rimpiazzare World of Warcraft, Call of Duty resta in cima alle classifiche, Skylanders cresce ancora di più e tutto va per il meglio.

Ma c’è un altro scenario dove WoW continua ad offuscarsi, Battlefield sorpasa Call of Duty ed il fenomeno Skylanders si sgonfia, provando a quel punto che Activision è una compagnia di m***a. (sic)”

Beh, che ne pensate? Sotto coi commenti, masnadieri di Inside the Game!

(grazie, GI International)

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