“All we need is just a little Patience” [Ovvero: confessioni di una mente giocosa]

“All we need is just a little Patience” [Ovvero: confessioni di una mente giocosa]

Sto fissando la schermata di wordpress da un po’ di minuti. E’ bianca, non so cosa scrivere… non ho grande ispirazione, probabilmente, e non ho nemmeno tanta voglia, credo, altrimenti avrei sicuramente argomenti da sviscerare, punti di vista da esprimere, curiosità da svelare. La verità è che non scrivo su questo blog, il mio blog, da tanto troppo tempo. Non era mai successo che prendessi una “pausa di riflessione”, chiamiamola così, lunga praticamente due mesi. L’ultimo mio post è una newsetta del 18 luglio, poi solamente il frastuono rumoroso  del silenzio. Non chiedo scusa, non ho rimpianti, avevo deciso io di staccare un po'; anche perché ora “scrivo” con i video, avendo inaugurato e condotto il nostro videoblog per 27 gloriose puntate. Non credo di essere svuotato di idee ma, in un modo o nell’altro, non le ho messe per iscritto.

Ed è proprio a causa di questa mia prolungata assenza che non so come riallacciare il rapporto con voi lettori e quindi, la pagina era bianca (ora la sto riempiendo). Magari molti mi seguono su twitter (SimoneAKirA), il “sanctuary” dove mi sono rifugiato, quindi dovrebbe essere più facile stabilire una connessione. Altri però ho paura di averli semplicemente persi e sinceramente non è una bella sensazione. Per questo mi è difficile ricominciare eppure, devo farlo. Non solo per voi ma anche e soprattutto per me stesso.

Gli ultimi mesi, quelli di vacanza, sono stati dei mesi di riabilitazione mentale. Ti tuffi nel mare, guardi tuo figlio sorridere dalla mattina alla sera, pensi solo a non pensare, a non impegnarti. Ti guardi indietro e vedi che hai cristallizato un momento, quello dove il tempo libero ha la priorità assoluta: perché sei in vacanza, ma anche perché comunque sei fragile e non riesci a portare avanti con forza quelli che sono i faticosi piani con cui costruirsi il futuro. Costa troppa fatica, almeno per me. Poi guardo me stesso; in fondo ho un lavoro, non mi piace ed occupa la maggior parte della mia giornata, ma non dovrei assolutamente lamentarmi. Il resto del tempo faccio il papà e il marito. Credo di essere un padre fantastico, perché adoro Francesco, il mio bambino. Mentre buttavo giù quest’ultima riga ho avuto un tuffo al cuore, segno inequivocabile della mia devozione totale verso l’ometto di casa. Poi ho tanti, tanti, interessi, tante passioni e alla fine di tutto ci sarebbe un cazzo di mondo da conquistare: ma ho capito cosa significa diventare davvero adulti? Riesco a definire correttamente le mie priorità?

francesco

Gioco ai videogiochi, onestamente molto poco negli ultimi anni; questo perché spesso passo le mie serate o sabati pomeriggi impegnato in tornei di Magic. Mi conoscete, i giochi di strategia sono la mia passione da sempre. Da bimbo adoravo gli scacchi ed ero anche forte. Poi c’è stato Starcraft; le emozioni, i successi, quel periodo della mia vita che mi ha trasformato quasi in un simbolo. Devo ringraziare il tempo speso a nerdare: i primi posti ai tornei mi hanno portato sui giornali, come autore o “oggetto” dell’articolo, in televisione e, non ultimo, ad aprire questo blog.

Ma in fondo la storia di Inside The Game la sapete, e la mia è scritta pure su Wikipedia (LOL :) ringrazio davvero tanto chi l’ha redatta ma sono certo di non meritarmi un tale onore ;) ), non voglio ripeterla. Mi stavo invece confessando con voi riguardo ai miei sentimenti e problemi odierni; scusate se continuo.

Dicevo, i tornei di Magic. La mia riflessione di oggi e questo intero pezzo nascono, pensate, proprio da un torneo a cui ho partecipato recentemente. Onestamente non mi sento un ottimo giocatore. Conosco ed ho capito molto bene le regole (a MTG è veramente metà dell’opera) ma non sono calmo, brutto vizio. Gioco troppo velocemente! Occhio eh, non sono neanche uno scarsone, però, giuro! Chiedete in giro :) In fondo non sono solito commettere errori che compromettono definitivamente partite o addirittura tornei. All’ultimo al quale ho partecipato, però, è successa una cosa simile due volte. Un errore più che banale: roba del tipo “se non giochi la carta che hai appena pescato vinci, se invece spegni il cervello e la giochi, perdi”. Così ho letteralmente REGALATO due game ai miei avversari. Mi sono deconcentrato, probabilmente ero nervoso, stanco, affaticato, scazzato, non ero allenato, non avevo scelto il mazzo giusto, ecc ecc ecc e quindi ho perso.
Seriamente? No, queste sono scuse. La verità è che gioco da quasi 3 anni in maniera competitiva ed ho fatto una minchiata che manco alla prima partita perché non riesco a levarmi il vizio di giocare di fretta.

E così ho perso tempo, soldi, pazienza e soprattutto ho lasciato un pezzo di me su quel tavolo. O almeno spero ;) Quindi è una cosa positiva? Vi spiego meglio.

Si perché è dagli errori con conseguenze che si imparano le migliori lezioni. Lezioni che ti DEVONO far cambiare. Altrimenti, si rimane “adolescenti” per sempre e si avrà sempre bisogno di un tutore, genitore, ragazza, amico, moglie che sia. E forse è ora di smetterla.

Per me è interessante condividere con voi la lezione imparata. Perché anche voi, sia staff che lettori, un po’ siete degli eterni Peter Pan come me, o sbaglio? In bilico tra obblighi, costrizioni e “fancazzismo” o presunto tale. Mi faccio altri 4 spari su COD oppure mi metto a studiare? Leggo quel libro su come scrivere il curriculum o semino qualche pianta per mangiarmi gli zombie? Gioco a Magic o lavoro per ITG?

Domande esistenziali, vero? Domande che farebbe un genitore incazzato, vero? Domande che poi, quando ti rispondi da solo, fanno male… vero?

E invece no. Ecco cosa ho capito. Ho capito che queste sono domande sbagliate.

BRITAIN HEATHROW AIRPORT EXPANSION

E’ come quando ti sei divertito fino a notte fonda e la mattina dopo sei rincoglionito e ti prendi a randellate a forza di rimorso per aver bevuto troppo. Ormai il tempo passato è andato, nessuno ve lo restituirà e, in una maniera o nell’altra, rimuginare è completamente inutile. Lo so, sembra una frase fatta: “Non piangere sul latte versato”. Eppure è così, se fate una cosa perché vi piace non perderete mai del tempo (utilizzabile per ITG), denaro (utilizzabile per risparmiare) o pazienza (utilizzabile con mio figlio).

L’errore commesso è non impegnarsi, al massimo, nella vita, qualunque sia il pezzo di esistenza che si vive! Non prendere seriamente, ma anzi sottogamba e con poca attenzione, ciò che ci rende felici come il gioco, oppure ciò che dobbiamo necessariamente portare a termine come il lavoro. Mi sono detto: “Ehi Simone, come è possibile passare ore a giocare e commettere sempre gli stessi errori dovuti alla fretta?”. La risposta è semplice: “Simone non hai lavorato su te stesso e sul come giochi”. Sono fermo, la mia evoluzione di giocatore di Magic è al palo. Questo, davvero, non va bene. Soprattutto se per me è importante ciò che sto facendo, a qualunque livello di lettura.

Non lo nego. C’è chi leggendomi potrebbe comunque pensare che sia inutile spendere tanta fatica e addirittura un post su ITG per commentare una simile esperienza. A costoro dico: non avete capito niente della vita. Ogni miglioramento dei propri difetti, quelli che già è difficile ammettere di avere, costa fatica, sudore e tanto cervello ma potrebbe portarvi a vivere un’esistenza davvero migliore sotto molti punti di vista. Vincere nella lotta contro le cattive abitudini, nel gioco, porterà miglioramenti sicuri anche fuori dal gioco, ne sono convinto. E se ne sono convinto, allora, succederà.

Morale della favola. Anche giocando, si sbaglia. E sbagliando si impara. E’ tempo di raccogliere il latte da terra e le forze residue; la vita ha in serbo per me altre sfide ed è il momento di affrontarle con un piglio diverso e soprattutto con una rinnovata pazienza.

 

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6 Di risposte a ““All we need is just a little Patience” [Ovvero: confessioni di una mente giocosa]”

  1. lukesca scrive:

    grande akira!

    dovrei sbattermi per trovare un nuovo impiego….e non lo faccio…
    avrei dovuto perdere qualche chilo di troppo per allenarmi meglio nella pallavolo….ho smesso di allenarmi.

    gli errori che si commettono, ci fanno riflettere: “magari a me in modo errato”.

    il mio errore è proprio il non impegnarmi su me stesso costantemente!

    insomma, a qualsiasi età bisogna sempre farsi queste domande.

    l’importante è non rimanere bruciati dai nostri errori, avere la forza per ritirare la mano in tempo, reagire al primo allarme.

    grazie per questo magnifico post simone.

  2. Gidantribal scrive:

    è bello rileggere qualcosetta Akira, tra l’altro sono pensieri che avendo ricominciato a lavorare da poco e per farlo mi han fatto stravolgere la mia vita rimbalzano anche nella mia testa.
    Sarà l’estate e quant’altro ma su ITG mi mancano gli articoli riflessivi come questo, non sono mai inchiostro buttato e sono anche quelli più letti e discussi. Ultimamente ci siamo divertiti tutti a vedere i vlog con te Doll e Fucktotum è vero, ma non dimentichiamoci il piacere di leggere e pensare, i motivi che tra l’altro mi hanno fatto approdare nel sicuro e felice porto di ITG ;)

  3. brema82 scrive:

    Tutto ampiamente condivisibile.
    Il difficile e’ riuscire a lavorare su se stessi, quando all’orizzonte non vedi nulla per cui valga la pena farlo.

    Bentornato.

    • lSoLlAKirA scrive:

      Azz. Mi spiace sentire una frase simile Brema :( Spero non fosse “autobiografica”.

      Però permettimi di dire che non posso condividerla. C’è comunque quell’aver vinto contro i propri vizi/abitudini che fa sentire molto meglio. E’ come nei videogiochi, no? Certe volte non giochi per “vedere come va a finire” ma per migliorarti: non puoi negare che la cosa sia comunque appagante.

  4. Giulia Smeraldo scrive:

    Caro Akira, non ho fatto in tempo a finire il tuo post che una lacrima ha rigato il mio viso…condivido in pieno la tua riflessione. La cosa più difficile è guardarsi allo specchio la mattina e capire se le priorità che abbiamo scelto sono quelle più giuste, guardare le persone che ti sono più vicine negli occhi e cercare di rendere anche la loro di vita più felice ogni giorno ma per farlo, come dici tu, c’è bisogno di impegno…e anche tanto!!!Grazie di essere tornato!!

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