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Steam annuncia il Family Sharing…ma il diavolo sta nei dettagli [Valve]

Steam annuncia il Family Sharing…ma il diavolo sta nei dettagli [Valve]

Il bello di avere tanti amici con le stesse passioni non ha creato solo community, gilde, clan e gruppi ad alto tasso nerd, ma anche un grande spirito di condivisione. Ricordo ancora quando da ragazzo mi scambiavo i dischi degli AC/DC con i miei amici o quando prestai ad un mio amico Warcraft II e non lo vidi mai più tornare indietro…sigh. Comunque era un periodo semplice dove al massimo andava inserita una password per poter terminare (o avviare a seconda) l’installazione di un videogioco. Adesso con la digital delivery questo background è stato amorevolmente spazzato via, creando al contempo collezioni immense quanto alla lunga inutili. Non possiamo prestare nulla e rivendere nulla, quel titolo starà con noi per sempre…persino il Farming Simulator che avete comprato in piena trance da saldi estivi.

Xbox One inizialmente aveva annunciato la possibilità di condividere con amici vicini e lontani la propria collezione di giochi, insieme a DRM e Check Online, ma a causa di una pessima comunicazione e dell’esagerata risposta da parte degli utenti il tutto è stato ritrattato e dimenticato. Ma il desiderio rimane forte in molti di noi: “Potrò un giorno prestare o ri-vendere i mie giochi Steam / UPlay /Origin?“.

Ed ecco quindi arrivare la notizia bomba da parte di Steam, ovvero il Family Sharing, ma leggiamo un attimo il comunicato stampa ufficiale rilasciato da Valve: “Steam Family Sharing è concepito per permettere ad amici e familiari di giocare i titoli dell’account Steam di qualcun altro, consentendogli di guadagnare i propri achievement e di conservare salvataggi e altri dati nel cloud di Steam. Tutto passa tramite l’autorizzazione di un computer condiviso. «I nostri clienti hanno espresso il desiderio di condividere i loro giochi digitali tra amici e familiari, esattamente come accade per i titoli scatolati, i libri, i DVD e qualsiasi altro media fisico», ha spiegato Anna Sweet di Valve. Una volta che un dispositivo viene autorizzato, la libreria di Steam di chi presta i giochi diventa disponibile e accessibile per chiunque acceda a quella macchina. L’utilizzo simultaneo della libreria di un account non è consentito, ma chi presta può sempre accedere ai propri giochi e usarli in qualunque momento. Se decide di cominciare a giocare quando un amico sta utilizzando uno dei titoli della sua libreria, gli verranno dati alcuni minuti per decidere se acquistare il gioco o chiudere la partita“.

Sharing Steam

Quindi per riassumere, secondo quanto scritto nel comunicato, potremo far accedere chi vogliamo, fino ad un massimo di 10 utenti, alla nostra collezione di videogiochi, con la facoltà di ri-accedervi in qualunque momento in via prioritaria. Infatti se il nostro amico sta giocando riceverà una notifica in cui verrà avvertito che la sessione sarà interrotta, qualora volesse continuare a giocare illimitatamente (come lo direbbe il celebre pinguino) può decidere di acquistarlo dallo store. E fin qui nessun problema ma dove sta l’inghippo? In due punti che potete leggere sulla pagina ufficiale del Family Sharing:

1) I titoli che richiedono in aggiunta un codice seriale, una sottoscrizione o un account di terze parti per poter giocare non possono essere condivisi –> Salutate quindi la possibilità di condividere i giochi EA e Ubisoft, giusto per dire due publisher!

2) Una libreria condivisa può essere utilizzata da un solo utente alla volta –> Quindi se io sto giocando tutti i miei amici sono esclusi, indipendentemente dal gioco in questione, e viceversa.

Quindi ricapitolando non potremo condividere un bel po’ di cose e non potremo accedere o far accedere a niente quando l’uno o l’altro sta giocando. In pratica un servizio di condivisione dove condividere è talmente complicato che quasi non ne vale la pena. Mi dispiace Steam ma, per quanto ami il tuo servizio e le tue offerte, facevi meglio a non annunciare niente. Se ne riparlerà quando per lo meno sarà possibile condividere il singolo gioco e non l’intera collezione.

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