Categorie | COPERTINA, PC, Recensioni

Indipendent Monday: MirrorMoon EP [Recensione Indie Game]

MirrorMoon EP

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Steam
  • Software House: Santa Ragione
  • Indipendent Monday: MirrorMoon EP [Recensione Indie Game]

    Bentornati all’appuntamento settimanale con Indipendent Monday, rubrica capace di solleticare il lato indie più intimo di ogni nerd. Per questo appuntamento vi chiediamo di rispettare le indicazioni dell’assistente di volo intergalattico che, evitando lo spaventoso sorriso plastico da Miss America, vi illustrerà le manovre di emergenza, nel caso in cui un nero monolite o un’intelligenza artificiale ciclopica, dovessero interferire nella nostra esplorazione verso il freddo MirrorMoon EP, trasformando l’esperienza in un’odissea videoludica. Buon viaggio.

    EP

    Extended Play. Impossibile non iniziare la nostra avventura da questo particolare ignorato dai più, ma ricercato da chi come me, o qualche più anziano collega redattore, è cresciuto fra musicassette, cd ed i vecchi vinili del padre. Santa Ragione è una casa indie intelligente e attenta, che non scorda d’intrattenere ma sa anche parlare e vuole portare il giocatore a condividere un’esperienza il cui succo, indipendentemente dal gameplay, sta nel viaggio e non nell’obiettivo. Così decide di fare di MirrorMoon un pezzo unico, monotematico eppure sfaccettato nello sviluppo di un ben preciso messaggio, esattamente come in un disco singolo. EP, per mettere in chiaro fin da subito che il giocatore ha fra le mani la summa di tutte le esperienze, le idee e le vie di comunicazione che quel preciso concetto può avere.

    MirrorMoon

    Il mondo sembra ormai non avere più confini. L’esploratore non è più portato in gloria come un tempo, i suoi diari non diventano leggendaria letteratura e la sua fama non passerà alla storia, ma al massimo su un canale finto estremo del digitale terrestre. Santa Ragione allora va oltre e usa il videogame per ritornare ad un tema abbandonato un po’ da tutti, forse per via di guide e odissee insuperabili, sviluppando un titolo dedicato ai confini della galassia e al desiderio di mondi lontani.
    Silenzi, suoni, colori, ambienti stilizzati, freddo e mistero, tutto questo condisce l’idea inquietante celata dal buio mondo stellare. Non ci aspettano marchi od orge di sangue, niente tensione, nulla da temere se non l’idea di come la creazione possa nascondere un confine desolato. Lo spazio viene vissuto dal giocatore e quasi mai osservato o pavoneggiato, ma raffigurato nella sua essenziale forma primitiva.

    Maybe Black Mesa…

    Valve è stata in grado d’ingigantire il fenomeno puzzle game sfruttando un genere iconico come l’FPS, eliminandone però la componente commerciale, il divertente sbudellar, sfruttando però tutte le altre feature del videogame al 100%: storia, ambiente, caratterizzazione, impatto visivo e stilistico e stimolazione del giocatore attraverso il gameplay. Recensendo titoli di questo tipo è impossibile non citare Portal, vero capostipite di questo genere, poiché nessuno era mai stato in grado, e attualmente non vi sono rivali, di prendere un genere casual e basilare, per trasformarlo in un prodotto completo e terribilmente cool, convertendo inoltre un modo di giocare. Ricordiamo in quanti hanno snobbato questo FPS perché non si spara a nessuno?!
    MirrorMoon è sostanzialmente sulle orme di Valve, pur intraprendendo un cammino ben diverso. Santa Ragione vuole colpire il giocatore per sensazione e rende il puzzle cervellotico, stressante, quasi fastidioso. Se in Portal si ha uno scopo dato dagli eventi e da quello che ti circonda, in questo titolo è la voglia di svelare il mistero nascosto dalla prossima luce nel cielo, a portare avanti il giocatore. Non ci sono pulsanti da premere, combinazioni di salti o leve, c’è solo un pianeta, un sole od una stella e l’idea di dover scoprire cosa nasconde un monolite di vetro od una costruzione aliena, la cui forma ricorda terribilmente casa.

    MirrorMoon gioca con il ruotare dei pianeti, con il controllo degl’astri e percorsi paralleli, dove il giocatore arriva a guardare se stesso correre sulla faccia della luna lontana. Per risolvere un puzzle dovremo allineare una stella, eclissarla, giocare con il giorno e la notte, arrivando a creare un paradosso per creare un ponte con un mondo parallelo.

    Figli delle stelle

    Santa Ragione ha dalla sua la padronanza dei mezzi di sviluppo. Il titolo è tecnicamente favoloso. La grafica stilizzata, lineare, quasi retrò, si fonde con una pulizia poligonare patinata nelle luci e nei contrasti di colore. Se in un momento ci sembra quasi di aver a che fare con un vecchio titolo dell’Amiga 500 restaurato per l’alta definizione, in un altro arriviamo a capire la motivazione dietro ogni scelta stilistica. L’estetica è semplice e sfruttata con intelligenza, dando al giocatore il giusto senso di smarrimento e solitudine, portato all’apice dal comparto audio.
    Sempre con più difficoltà si riesce a valutare un videogame per il reparto sonoro. MirrorMoon merita quell’EP anche per la scelta data all’audio. Musiche lontane e languide, suoni scattanti, forti, quasi un pizzicotto, un ronzio ridondante e fastidioso, di quelli che potrebbe zombificarti il cervello a furia di sentirlo o guidarti alla follia. Santa Ragione contribuiscono a dare sensazioni grazie al comparto sonoro, elevando l’esperienza videoludica a picchi lodevoli.

    Guappata Intellettuale

    MirrorMoon EP, Antichamber, Superbrothers Sword & Sworcery EP o Journey, titoli particolari e che creano sempre in me forti contrasti, soprattutto in fase di recensione e in particolar modo considerando la mia natura lunatica – manco a farlo apposta -. Ho sempre il dubbio d’incappare in una guappata intellettuale, non so se mi spiego! Sì, perché passare dall’artista, al cretino che vuole fare Kubrick o l’ideatore indipendente in posa alla Steve Jobs con il collo a lupetto, rivelandosi poi un vero ebete, il passo è breve. In particolare quando si forza la realizzazione di un prodotto dagl’intenti elevati, scadere nell’idiozia è facile, poiché il confine è veramente sottile e affilato. Altro che equilibrista!
    La paura, di chi come me è chiamato a giudicare, è quella di farsi trascinare troppo nell’eterna discussione sull’arte videoludica, sul concetto di realizzazione elevata, quando in fondo si sta pur sempre parlando di un mezzo LUDICO in primis. Che questi titoli possano essere una ciofeca e che Portal di Valve, nonostante non sia poi così mainstream, abbia invece dato il colpo di genio impossibile da replicare?
    Se sapete la risposta, fatemi un sapere. Intanto, a costo di doverci ritornare in un secondo momento e quindi di smentirmi, giudico, per i parametri indipendenti, MirrorMoon EP un capolavoro. Indubbiamente il valore tecnico impiegato è elevato. Il titolo è completo e s’impone di dare al giocatore una sola esperienza, quella esplorativa, incastrandola nel sistema puzzle game, nonostante forzi molto le regole, scardinando la pazienza e l’ingegno del giocatore. Il titolo risulterà quindi ostico ai più, non passerà certo alla storia per gradevolezza, ma da un punto di vista critico non mi sento di storcere il naso verso la produzione.

    Inside The Game

    • Tecnicamente ottimo
    • Audio di livello
    • Gameplay solido
    • Concetrato sul messaggio
    • Il ritorno dell'odissea spaziale

    Outside The Game

    • Non cerca l'intrattenimento
    • Ostico per alcuni
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 574 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    Rispondi