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Indipendet Monday: Death Inc. [Recensione Indie Game]

Death Inc.

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Ambient Studios
  • Software House: Ambient Studios
  • Indipendet Monday: Death Inc. [Recensione Indie Game]

    Bentornati al consueto appuntamento con Indipendent Monday che, per la prima volta nella storia dell’intero universo conosciuto, si getta nell’impresa di recensire un videogame mai nato. Parliamo appunto di Deaht Inc., titolo indipendente lanciato via Kickstarter dagli Ambient Studios e anteprimizzato su queste pagine.

    Dare una svolta alla tua vita? Infesta anche tu con peste e sofferenza la storia dell’uomo!

    Ambient Studios, casa indipendente britannica fondata grazie all’unione di piccoli talenti rubati, forse scappati, a grosse produzioni, già autori di un piccolo capolavoro puzzle game chiamato Monster Meltdown. Kickstarter va in contro alla loro idea, quella di sviluppare un gestionale dallo humor grim crudele e scanzonato, dove il giocatore si trova a impersonare un tetro impiegato della macchina commerciale di anime. Insoddisfatto e dall’umore blu, Grim. T. Livingston, al servizio del Ministry of Mortality, decide di prendersi la gloria infestando con piaghe purulente e zombeschi virus, l’Inghilterra del 1660. Riusciremo a svoltare le sorti e l’umore del depresso mietitore?
    Ecco il plot! Semplice, divertente e carico di quel meraviglioso mix fra commedia, umorismo nero e crudeltà. Uno di quei cavalli vincenti che, se ben sfruttati, è già pronto a fare storia.

    Il gameplay di Death Inc. si sarebbe voluto rifare al passato, rispolverando titolo come Dungeon Keeper, per approdare direttamente nella moderna condivisione social. Il titolo avrebbe permesso al giocatore di monitorare i progressi di Grim T. in tempo reale, condividerli e gestire il tutto dal suo ufficio, proprio dalle  nostre tasche smartphone. Possiamo giudicare pienamente questo lavoro?

    La caduta della produzione videoludica

    Questo articolo casca a fagiolo e l’uscita ed il successo di GTA V mi danno la spinta propulsiva necessaria a scatenare i miei dubbi sopiti sull’industria videoludica.

    Death Inc. non ce l’ha fatta. La campagna Kickstarter, nonostante non fosse stata un successo, sembrava sufficiente a coprire l’impresa, con l’esclusione del lato social, sacrificato ai fini di una produzione più classica, ma completa. Il destino è stato invece vigliacco ed ha lasciato Grim T. recluso nella sua eterna infelicità, bloccando il progetto all’abbozzata fase alfa, scaricabile gratuitamente dal sito.

    Per quanto possiamo vedere, Death Inc. era sulla buona strada per congiungere il passato con il presente, riportando un genere poco diffuso a nuovi e brillanti fasti videoludici. Il gameplay fluido e ricco di feature, sarebbe stato arricchito dalla verve del comparto tecnico, legato indissolubilmente con il plot umoristico della trama. Gestire un’orda di purulenti zotici del 1660 non sarebbe mai stato così divertente e avrebbe contribuito a smontare, in parte, tutta questa serietà zombesca molto in voga negli ultimi anni.

    Il successo di Rockstar cosa pretende da questa vicenda?

    In primis, si presta come ottimo supporto ad una tesi ormai bella che dimostrata. Il mercato videoludico è divenuto un business grazie all’esplosione di massa e questo ha costretto le grandi produzioni a piegarsi a compromessi atti a rendere, anche i titoli più esclusivi, fruibili a tutti. I casi vanno da Splinter Cell a Resident Evil, passando anche per Dead Space, il fanatismo di COD e quel Final Fantasy poco riconoscibile e semplicistico.
    Rockstar invece sfida la massa e le tendenze, sputa sul mercato un titolo costoso e rivoluzionario, in grado di proporre un mondo di gioco inedito, seppur creato da una base ormai diffusa da anni, eoni o ere spaziali. Dimostrazione di come si possa conquistare la massa innovando, proponendo del nuovo e non prendendo la strada facile della presa per il culo seriale, ormai stampata nelle produzioni Ubisoft. L’assassino è in quasi tutti i videogame della sua casa e questo modo di fare ha costretto molte altre etichette ad emularsi a vicenda, producendo molto spesso dei videogame sconcertanti. Sì, parliamo di Tomb “Uncharted” Rider.

    Death Inc. è la prova di come una produzione, seppur indipendente, sia arrivata a cadere sotto la scure del mercato e di un pubblico non curante e indifferente, nonostante stesse cercando di portare oltre un progetto fresco. Quando si arriva a questo punto, quando si nega la possibilità di partire dal basso per realizzare qualcosa di grande, si mettono in pericolo anche tutte quelle altre cose, sconosciute ai più, chiamate IDEE. Questo sarebbe potuto capitare a Sword & Sworcery EP o a Journey e pensate un po’ cosa ci saremmo persi.
    La colpa è molto spesso anche di noi critici che, per portare avanti il nome del sito, ci pieghiamo e lasciamo che il nostro giudizio pompi il più possibile il marchio che vende, il gioco che fa tanto mercato e lasciamo in una nicchia le idee, parlando di sfuggita di titoli come Mirror’s Edge, ora rivalutato, Catherine o altre produzioni. Per questi motivi Death Inc. si merita lo status di Cult e capolavoro, portandoci quindi a consigliarvi il download della fase alpha.

    Inside The Game

    • Gameplay solido
    • Ottimo plot
    • Idea grandiosa

    Outside The Game

    • Non lo giocheremo mai
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

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