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The Legend of Zelda Wind Waker HD: La Recensione [Wii U]

The Legened of Zelda Wind Waker HD

  • Piattaforma: WiiU
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Nintendo
  • The Legend of Zelda Wind Waker HD: La Recensione [Wii U]

    Ci sono i remake di Sony, con centinaia di giochi della passata generazione sbattuti su bluray praticamente senza modifiche, ci sono i remake di Microsoft, che ha all’attivo solo due remake con grafica migliorata ma giocabilità lasciata inalterata, e poi…. Beh, poi ci sono i remake Nintendo.

    Se già il remake in 3D di Ocarina of Time non vi avesse fatto comprendere quanto seriamente Nintendo prenda le revisioni dei propri giochi passati, con Wind Waker non avete proprio più scuse!

    Sarebbe inutile proporvi una recensione di un gioco che è in giro dal 2003, dal momento che per leggere qualsiasi cosa sulle meccaniche del gameplay e sulla trama vi sarebbe bastato cercare su Google in questi ultimi dieci anni… parliamo invece di migliorie, difetti e sensazioni, che sono effettivamente gli elementi che potranno convincervi o meno della bontà di Wind Waker HD.

    Il gioco, nemmeno a dirlo, presenta la solita, incredibile cura di Nintendo per le piccolezze, con un’attenzione maniacale ai dettagli (rimango sempre piacevolmente imbambolato quando i bulletti dell’isola Taura cominciano a girare attorno a Link guardandolo con aria superiore) e un gameplay praticamente perfetto. Il sistema di combattimento introdotto in Wind Waker (e poi inspiegabilmente abbandonato nei giochi successivi) è, secondo il mio modesto parere, il migliore mai visto in un capitolo di Zelda: parare i colpi degli avversari, disarmarli e vederli correre via per recuperare l’arma non è mai stato così gratificante, e la possibilità di schivare i colpi un momento prima che questi vadano a segno introduce quel pizzico di tatticismo che non era possibile riscontrare nei passati scontri all’arma bianca.

    I personaggi hanno finalmente un anima! Link, di norma guscio vuoto in attesa di essere riempito con le emozioni del giocatore, in questo frangente ha un proprio scopo ben preciso da portare a termine; Zelda prende le redini dell’avventura e non è relegata a semplice spettatrice degli eventi, con una fortissima personalità e un coraggio fuori dal comune; Ganondorf  invece brilla sopra tutti, è un cattivo con la C maiuscola, animato da risentimento, odio e malinconia verso l’eroe del tempo e tutta Hyrule, e vi assicuro che la tensione emotiva che lo anima vi investirà potentemente durante l’ultimo epico confronto del gioco. In più, a far da cornice ai personaggi principali, ci sono i più strambi abitanti del mare che Nintendo potesse pensare! Rane che cavalcano nuvole, pesci pittori, TINGLE, falchi postini e chi più ne ha più ne metta, per un gioco che mai è stato più pieno di vita e impreziosito dal cast proposto, nonostante ci metta di fronte al degrado di una civiltà ormai relegata a poche isole in un mare sconfinato,

    E proprio questo mare, in teoria causa della distruzione di Hyrule, è nella realtà del gioco davvero meraviglioso. In questo Nintendo è stata davvero coraggiosa. Se pensiamo che nel 2003, forti del successo di Ocarina of Time, Aonuma e soci hanno pensato di sommergere Hyrule e di dare la possibilità ai giocatori di esplorare il mondo di gioco a bordo di una barca capiamo davvero quanto i brainstorming della società giapponese siano in grado di portare sempre idee fresche e originali. Vi assicuro che scoprire un isolotto in mezzo al mare dopo una navigazione di svariati minuti provoca un senso di meraviglia e una voglia di avventura che difficilmente troverete da qualsiasi altra parte. Cosa nasconderà mai quello strano lembo di terra che affiora dall’oceano? Quali nemici, quali tesori celerà? Non avrete tempo di porvi queste domande perchè avrete già attraccato alla ricerca di risposte!

    Tutto perfetto quindi? No. Assolutamente no. All’epoca del Gamecube la presenza di troppo mare e troppa poca terraferma mi aveva fatto storcere il naso, ma ciò che davvero gettava il gioco nel calderone delle “produzioni medie” era la seconda parte dell’avventura, palesemente tagliata e sviluppata in fretta, che eliminava completamente la fase esplorativa dei dungeon a terra per una quest in mare interminabile e decisamente poco divertente.

    La brutta notizia è che non sono stati aggiunti dungeon per migliorare la suddetta quest noiosa, ma un escamotage ha decisamente velocizzato quella parte dell’avventura, rendendola ora solo una veloce deviazione e non una lenta agonia.

    Anche i viaggi in barca, vera tortura per alcuni giocatori, sono stati rimaneggiati da Nintendo con l’introduzione di una vela speciale che raddoppia la velocità di navigazione e che, soprattutto, non ha bisogno del vento in poppa per funzionare (permettendovi di navigare ovunque senza cambiare la direzione del vento con l’apposito incantesimo). Stranamente, come se Nintendo non volesse farvi sperimentare le modifiche compiute sul gioco, la suddetta vela si troverà in vendita nella casa d’aste notturna, con il rischio che il giocatore più occasionale proprio non scoprirà mai nulla della sua esistenza.

    Questi sono, in realtà, gli unici difetti del gioco. Niente che faccia strappare i capelli, ma chiaramente abbastanza per relegare Wind Waker (almeno in versione originale) ad un gradino più basso del podio, decisamente sotto pietre miliari come Ocarina of Time, Minish Cap e A Link to the Past. La riedizione in HD, oltre a proporre una grafica a dir poco monumentale (stolto io che dai primi trailer avevo storto il naso credendo che i nuovi filtri avrebbero rovinato lo stile unico del gioco), cerca di migliorare le principali sbavature del gioco senza snaturare l’anima dello stesso. Punti in più per un titolo che, comunque, soffre principalmente per una quantità più limitata di dungeon e un design generale degli enigmi più user-friendly e meno hardcore.

    Se riuscirete a passare sopra a questi piccoli scivoloni avrete tra le mani uno dei migliori giochi proposti su Wii U e un capitolo di Zelda di tutto rispetto, con elementi unici e uno stile da far invidia ancora oggi alle produzioni next-gen. Se state per fiondarvi nell’avventura del Link post-apocalittico per la seconda volta dopo l’era Gamecube, allora il voto qui sotto è quello che fa per voi.

    Se non avete mai giocato Wind Waker però, che diamine, aggiungete pure mezza stella!

    N.B. Per i giocatori più cazzuti (Massimo Mallia) è possibile attivare in qualsiasi momento la modalità EROICA. I nemici provocano il doppio dei danni e non troverete mai cuoricini con cui ricaricare la vita (l’unico modo per farlo è comprando le pozioni curative nei negozi)….. Andando avanti nell’avventura e collezionando i portacuori tutto si semplificherà e la suddetta modalità non sarà poi così brutale, ma nelle prime ore di gioco preparatevi ad una situazione simil Dark Souls, in cui ogni colpo nemico vi costringerà a svuotare in un solo momento i tre cuori iniziali e a morire decine e decine di volte!

     

    Inside The Game

    • Stile unico nel suo genere
    • Grafica monumentale
    • Sistema di combattimento perfetto
    • Personaggi con un'anima
    • Migliorie ai difetti dell'originale
    • Modalità Eroica per i più esperti

    Outside The Game

    • Pochi dungeon
    • Enigmi meno complessi che in passato
    • Seconda parte del gioco decisamente sottotono
    Voto:

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    3 Di risposte a “The Legend of Zelda Wind Waker HD: La Recensione [Wii U]”

    1. hiei86 scrive:

      quelli di sony però non sono remake, ma hd collection… nessuno li ha mai spacciati per niente di più di quel che sono…

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    1. […] Ci sono i remake di Sony, con centinaia di giochi della passata generazione sbattuti su bluray praticamente senza modifiche, ci sono i remake di Microsoft, che ha all’attivo solo due remake con grafica migliorata ma giocabilità lasciata inalterata, e poi…. Beh, poi ci sono i remake Nintendo. Se già il remake in 3D di Ocarina […] Il blog con opinioni, recensioni, video, curiosità sui videogiochi per console (Xbox360, PS3, PS2, … […]


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