Recensione: Solforge…il Trading Card Game che mancava?

Solforge

  • Piattaforma: PC, iPhone/iPod Touch
  • Publisher: Stoneblade Entertainment
  • Software House: Stoneblade Entertainment
  • Recensione: Solforge…il Trading Card Game che mancava?

    20 anni fa nasceva Magic, il padre di tutti i Trading Card Games. Nel periodo immediatamente successivo decine di giochi simili tentavano di conquistare il cuore dei giocatori di tutto il mondo, spesso fallendo nel giro di pochi mesi. La situazione attuale è leggermente diversa, anche se ancora oggi sono tante le IP originali che tentano la via del card game, e Magic the Gathering continua a tenere banco con ben 81 espansioni all’attivo.

    Viste le circostanze è solo naturale che prima o poi qualcuno saltasse la barricata, passando dall’essere uno dei piu grandi campioni della storia del gioco a creatore di uno dei più plausibili pretendenti al trono dei giochi di carte quel qualcuno è Brian Kibler, autore di una delle più belle sorprese di quest’anno: Solforge, disponibile su Ipad e come browser game da qualche mese.

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    A un primo impatto Solforge potrebbe sembrare un semplice “more of the same”: quattro fazioni si danno battaglia con creature e magie nel tentativo di portare a zero il totale dei punti vita dell’avversario di turno. Ogni fazione ha un proprio tema ed elemento e a una precisa strategia; così i Tempys, legati al fuoco privilegiano assalti rapidi e magie che infliggono danno diretto; i Nekrium, legati a morte e oscurità, prosperano sull’eliminazione delle creature proprie e altrui; gli Alloyin, specializzati in tecnologia e robotica giocano la partita su difesa e investimenti a lungo termine e infine gli Uterra, vere e proprie forze della natura, hanno il loro punto di forza in creature enormi e brutali che tendono a moltiplicarsi all’infinito.

    Ogni giocatore inizia la partita con 100 punti vita e un mazzo di 30 carte, e il campo è costituito da una griglia da 5 posti dove posizionare le creature. Gli spazi sono importanti, in Solforge: ogni creatura combatte direttamente con quella che ha di fronte, e spesso le abilità forniscono bonus o svantaggi a chi si trova negli spazi adiacenti.

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    A rendere Solforge un’esperienza unica nel panorama dei trading card game è però la particolare meccanica di evoluzione delle risorse nel corso della partita: ogni carta ha tre stadi evolutivi, quando viene giocata l’evoluzione successiva finisce nella pila degli scarti, la quale a sua volta viene rimescolata nel mazzo del giocatore ogni tre turni, facendo sì che quanto utilizzato diventi una risorsa per il futuro.

    Ai fini di gioco tutto ciò comporta la creazione di un livello strategico di enorme profondità, che rende fondamentale gestire le proprie mosse con un occhio al futuro e valutando a ogni turno quanto investire sullo stato di board presente e quanto su quello futuro, dal momento che spesso una carta in grado di risolvere lo stato in cui ci si trova non sarà quella che vorremmo trovarci in mano nei turni successivi.

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    Se le meccaniche di Solforge riescono a essere fresche e profonde allo stesso tempo, la cura messa nello sviluppo di sinergie e possibilità di variare l’approccio al gioco non è da meno. Il set di base comprende ben 180 carte, e sebbene in un mazzo non possano essere inserite più di due fazioni, le possibilità di deckbuilding sono innumerevoli e l’equilibrio tra le fazioni è ai livelli di finezza dei migliori esponenti del genere.

    Completa l’opera l’ottimo lavoro svolto sulla presentazione e il lore del gioco, con illustrazioni di buon livello e un atmosfera generale che, seppur non originalissima, batte molto bene sul già citato meccanismo di evoluzione delle carte, ognuna delle quali ha tre varianti che presentano graficamente lo sviluppo del personaggio in questione.

    Per gli amanti del genere Solforge può diventare rapidamente una droga, grazie anche al perfetto tuning del sistema di gioco player vs player, l’implementazione in futuro dei tornei e un sistema di reward che premia i giocatori con carte e booster pack quotidianamente, limitando la necessità di acquisto di pack per poter avere un mazzo competitivo. Per quanto mi riguarda sono stato già catturato dal gioco e non vedo l’ora di poter fare una partita con voi che seguite Inside the Game…il mio nick? Naturalmente vmee!

    Inside The Game

    • Grande profondità strategica
    • Alcune meccaniche molto originali
    • Sistema di gioco semplice e profondo

    Outside The Game

    • Lore e personaggi ancora un po' "sui generis"
    • Altre troppo simili a Magic!
    • Sistema di matchmaking ancora da perfezionare
    Voto:

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