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Indipendent Monday: Knock Knock [Recensione Indie Game]

Knock Knock

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Steam
  • Software House: Ice-Pick Lodge
  • Indipendent Monday: Knock Knock [Recensione Indie Game]

    Cari Insiders bentornati all’appuntamento con Indipendent Monday che, questa settimana, vi propone un titolo enigmatico, assurdo, perfettamente in linea con la voglia di sperimentare tipica del mondo indie e degli sviluppatori est europei. Knock Knock è sviluppato dalla Ice-Pick Lodge, studio noto per la natura ricercata dei propri prodotti, spesso orientati verso logiche astruse e perciò raramente digerite e consigliate alla massa. I loro videogame sono per stomaci forti e curiosi, allenati a digerire esperienze più che momenti di rilassato gameplay da affondare sul divano.

    Storie di semplici sonnambulismi e di cosa è reale secondo Christopher Walken

    Il plot di Knock Knock vede un giovane scienziato alle prese con i propri incubi, l’insonnia e i sinistri avvenimenti che hanno cominciato improvvisamente a giocare con la sua mancanza di sonno: cosa è venuto prima, l’insonnia o l’incubo? Questo non lo sapremo mai. La situazione nella quale ci troviamo vede gli sviluppatori affrontare un tema raramente trattato nei videogame, ovvero l’impossibilità dell’uomo di dare una definizione al concetto di “realtà”. E’ vero quello che vediamo, tocchiamo e sentiamo, oppure è un parto della nostra mente? Possiamo fidarci delle nostre percezioni? La nostra razionalità può essere ingannata da una gigantesca illusione creata da una percezione alterata del mondo circostante? A questo punto, in cosa dobbiamo credere se tutto, anche la scienza, è basata su un’illusione? Queste e molte domande sono state sollevate durante l’evoluzione dell’uomo, insinuandosi nei recessi dell’oblio cranico sin da quando Lovecraft cominciava ad incupire l’animo umano con i suoi sogni di realtà nella realtà; fino a giungere alle visioni deformate provocate dall’LSD, fonte d’ispirazione di registi, scrittori e musicisti. Ice-Pick dimostra di saper padroneggiare il tema, poiché nessuno meglio di uno scienziato, che per rappresentazione estetica ricorda un giovane e Burtoniano Christopher Walken, può essere protagonista di una vicenda incentrata su queste domande.

    Il gameplay, il sogno e il grande incubo

    Il gameplay di Knock Knock non poteva che essere assurdo, per non dire completamente fuori dagli schemi, inimicandosi una buona fetta di pubblico, ma attirando chiunque abbia trovato intriganti avventure grafiche come Dear Easter. L’intento è quello di lasciare che sia l’avventura a giocare con il giocatore e non viceversa. Per una volta ci troviamo in una situazione diametralmente opposta alla via videoludica intrapresa negli ultimi anni, dove tutto è guidato. I primi momenti di gioco non sono altro che una rincorsa alla logica dietro il gameplay, alle regole che muovono il mondo di Knock Knock, considerando soprattutto che in base al nostro approccio avremo un finale amaro, degno dei migliori horror, o un classico happy ending. Pensate sia stato facile arrivare a questa intuizione? Assolutamente no!
    Il gioco si divide sostanzialmente in due momenti: in uno saremo svegli e dovremo controllare ogni angolo della nostra casa alla ricerca della sicurezza che ci farà tornare a dormire; nell’altro saremo immersi nel mondo onirico e oscuro del nostro incubo, trovando speranza nella luce e rievocando ambienti familiari che ci dovranno rassicurare fino al sorgere del sole. Durante quest’ultima fase dovremmo soprattutto accelerare il passare del tempo, evitando le voci suadenti dei fenomeni paranormali, i fantasmi e tutto ciò che può rallentare lo scorrere delle lancette, o riportarci a rivivere il tutto.
    Quest’ultima parte è indubbiamente la più interessante, peccato che il giocato non brilli per varietà di azioni e il tutto si riduce ad una ridondante e ipnotica serie di gesti da ripetere. Il fattore noia non è quindi da escludere, anche se il dubbio che sia stato implementato appositamente secondo questi schemi mi è sorto. In fondo non sarebbe poi così illogico, considerando che se siamo vittima di un incubo ricorrente, come di un sogno, i particolari non sono certo votati a cambiare di volta in volta. Altra parte dell’esperimento videoludico o mancanza di fantasia?

    knock

    L’altra parte dello specchio

    Knock Knock è intriso di mistero, insonnia, ansia e recondite paure nascoste dietro incubi tanto irrazionali quanto spaventosi; Cthulhu non è certo plausibile, ma fa una paura del diavolo trovarselo in tinello dopo aver sentito uno strano rumore. La base e la logica del gioco risiedono in questo. Ice-Pick si gioca bene le sue carte e con un approccio cartoonesco porta molto bene su schermo l’ambientazione, ricordando di differenziare con particolari e tagli di luce i momenti di veglia e sogno. La casa del protagonista e gli ambienti saranno soggetti a rimaneggiamenti con il succedersi dei sogni, accentuando la sensazione di vivere le logiche di un labirinto progettato per evocare un déjà vu. Strane pagine di diario, diabolici sussurri e presenze inquietanti infarciscono il piano onirico, conferendo al tutto un’aria mitologica slenderiana. Anche il modo in cui il protagonista si rivolge al giocatore, coinvolgendolo come parte di quello che avviene a schermo, da un senso di distorsione al tutto. La compagine orrorifica non è certo data per scontata e soprattutto nelle prima metà dell’esperienza fa il suo effetto, peccato che gli sviluppatori si siano adagiati su un minimo sindacale che non basta. Lo spavento è relegato a poche ingenue situazioni e non esiste la tipica curva di paura votata a stressare le situazioni fino allo spavento finale.

    Knock Knock

    Il titolo sviluppato dai ragazzi di Ice-Pick è senza dubbio affascinante, soprattutto per l’esperimento videoludico, ma non è convincente per via di una lavorazione poco curata nelle parti fondamentali - rispettare le regole dell’horror – e, come già detto in altre occasioni, se si propone un gameplay così particolare, bisogna dare qualcosa in cambio che riesca a tenere alta l’attenzione del giocatore; se il plot è sciatto ed il giocato sperimentale barcolla, la barca affonda. Knock Knock regala un gameplay curioso, bisognoso di molta attenzione, celando il puzzle nei meccanismi di gioco più che nella risoluzione dei capitoli, aprendosi, con il doppio finale, a una sicura rigiocabilità. L’acquisto, 8.99€, è consigliato a chiunque abbia voglia di pionieristici sentimenti horror, altrimenti ripiegate su qualcosa di più classico, Another World è sempre lì su GOG che aspetta di essere riscoperto.

    Inside The Game

    • Originale
    • Rigiocabile
    • Tecnicamente cool
    • mezzo horror
    • Il puzzle sta nel gameplay ...

    Outside The Game

    • ... ridondante
    • Non certo per tutti
    • manca l'altra metà di paura
    • plot incompleto
    Voto:

    Interessante

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