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Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [3 – 8 novembre]

Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [3 – 8 novembre]

Vorrei tanto poter dire che mi trovo in uno Starbucks di Londra a scrivere mentre bevo caffè e mi do arie da blogger vissuto come ho visto fare in Gran Bretagna. Sfortunatamente, il sottofondo che accompagna il mio recap di questa settimana è il vociare dei vip alla deriva di “Mezzogiorno in famiglia”. È triste, lo so. Tutto questo, però, mi porta anche a domandarmi: “ma dopo una settimana come quella che si è appena conclusa, anche i ragazzi di Microsoft seguiranno la classifica di Paolo Fox per sapere se nei prossimi sette giorni tirerà ancora quell’aria da campi concimati che hanno respirato praticamente fino a venerdì scorso?”

Se le polemiche di fine ottobre sulla risoluzione di Call of Duty: Ghosts (che ha “stracciato” non solo lo stand di ActiVision durante Games Week, ma anche il record di vendite di GTA V in un solo giorno) possono essere considerate come il “paziente zero”, questa settimana le confessioni degli sviluppatori che hanno abbassato la risoluzione dei propri giochi a 30fps si sono moltiplicate come il più potente dei virus t. La lista degli infetti comprende anche Destiny (lo sparatutto ambientato in un mondo online persistente erede, spirituale di Halo) e persino Dead Rising 4, che questa settimana ci ha stupito non solo con un nuovo trailer, ma anche spiegandoci in che modo sfrutterà la tecnologia Smartglass implementata da Microsoft (a cui va anche il merito di aver deciso di sfruttare i QR code per riscattare eventuali codici promozionali su Xbox One).

Tornando alla travagliata gestazione di Xbox One, sono tanti quelli che non si sono detti esattamente contenti delle ultime “confessioni” sulla grafica della nuova console, cosa che ha anche permesso alle schiere di integralisti videoludici di rinfiammare l’eterno dibattito su quale console sia meglio: PlayStation 4 o Xbox One? Qual è la vostra opinione a riguardo?

La mia, per quanto non richiesta, è “che pesantezza”. Il punto è che, ormai, per colpa di Gordon Ramsay, Mika, Maria de Filippi e Vittorio Sgarbi un po’ tutti noi ci sentiamo critici esperti e profondi conoscitori di qualsiasi cosa: poco importa se l’unica cosa che sappiamo cucinare è la pizza nel forno a microonde o se in vita nostra abbiamo cantato soltanto sotto la doccia, ormai abbiamo tutti pareri autorevoli. In che mondo fantastico vivremmo, se ognuno di noi si accontentasse di spiegare perché preferisce quel film, quel gioco o quel libro, senza sentire il bisogno di dimostrarne l’assoluta supremazia!

Il segreto è lasciarsi trascinare dall’entusiasmo, come ha fatto questa settimana André Weingarten, un altro povero sventurato che presto di Paolo Fox incomincerà a scaricare anche i podcast. La sua storia è iniziata lunedì, quando soltanto 4 giorni dopo averla ordinata online, davanti la porta di casa si è trovato non solo l’ultimo bollettino parrocchiale, ma anche una Xbox One con 2 settimane di anticipo sulla data di uscita. Quella che sembrava la giusta contropartita dopo ben due RROD, si è rivelata invece una nuova beffa del destino, dato che Microsoft ha subito provveduto a bannare André da Xbox Live rimuovendo ogni traccia del suo video di unboxing e dei suoi commenti. La storia di André (che potete leggere in toto via Kotaku e che comunque si è conclusa con un lieto fine) è stata la ciliegina sulla torta per Microsoft, che sempre questa settimana aveva dovuto risolvere un’altra magagna, questa volta – pare - per colpa di Ubisoft.

Avete visto l’ultimo trailer di Watch_Dogs sull’account YouTube di Xbox Live? Bene, scordatevelo. Tanto era quello sbagliato. Dopo aver creato qualche grattacapo a Sony posticipando Watch_Dogs, i ragazzi di Ubisoft hanno pensato che per par condicio bisognasse combinare qualche pasticcio anche a Microsoft. Così, giovedì scorso, sul canale ufficiale di Xbox Live è stato mostrato un trailer del tanto atteso gioco di hacking: peccato che il video in questione contenesse scene della versione Ps4 e non di quella per Xbox One. Il filmato è stato prontamente rimosso e una “prima indagine” avrebbe rivelato che la fonte dei guai sarebbe un piccolo errore nella spedizione del file da parte di Ubisoft (via Nowgamer).

Mentre auguriamo buona fortuna a Microsoft, Sony e anche a Ubisoft per i loro progetti futuri, passiamo alle buone notizie di questa settimana, come quella relativa all’uscita di Gran Turismo 6 che dal 6 (da Poliphony devono essere tutti appassionati di numerologia) dicembre sarà finalmente disponibile. Oltre a farci vedere le stelle (questa volta letteralmente) GT6 promette anche una app che sfruttando il GPS dei nostri smartphone ci consentirà di creare tracciati basati sulle nostre escursioni in macchina – sarà sufficiente a competere con i suoi nuovi rivali next gen?

Quella che si è appena conclusa, però, è stata una bella settimana anche per gli appassionati di avventure grafiche. Vi ricordate di Broken Sword? Era il 1996 quando  George e Nico debuttarono su PC e PsOne appassionando migliaia di giocatori con la loro storia incentrata sul mito dei Templari, in un periodo in cui Dan Brown doveva ancora concepire il “Codice da Vinci” e Ubisoft era nota per Rayman e Prince of Persia, ma non per Assassin’s Creed. Ora, dopo un passaggio a Ps2 non particolarmente felice e una campagna di raccolta fondi realizzata su Kickstarter, Broken Sword: The Serpent Curse ha finalmente una data di rilascio. Dal 4 dicembre, il gioco sarà finalmente disponibile per PC, Ps Vita e dispositivi iOs e dovrà convincere non solo i fan che hanno creduto nel brand finanziandolo nei mesi passati, ma anche le nuove generazioni di giocatori. Ci riuscirà?

Il gioco sarà suddiviso in 2 (lunghi – sembra) capitoli, sorte che toccherà anche a un altro grande titolo atteso dalla maggior parte di noi, ovvero Metal Gear Solid V. Nella primavera 2014, infatti, MGS V: Ground Zeroes sarà disponibile per le console dell’attuale e della prossima generazione e costituirà una sorta di prova generale prima dell’uscita della seconda e ultima parte, ovvero The Phantom Pain.

Uno dei punti di forza del gioco sarà il prezzo di favore (circa 30 euro) col quale sarà possibile portarselo a casa, insieme al suo carico di dubbi e perplessità. Ground Zeroes sarà soltanto una demo particolarmente corposa che ci introdurrà al vero (e magari costoso) MGS V? O è davvero la prima metà dell’ultima fatica di Hideo Kojima? L’aver trasformato il gioco in un open world gioverà al titolo o sarà la sua rovina? Insomma, The Phantom Pain diventerà anche The Gamer Pain? Queste e altre domande dovranno ossessionarci ancora per qualche mese dato che, purtroppo, a questi interrogativi non c’è astrologo capace di dare una risposta …

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