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Recensione Star Wars: Tiny Death Star [iOS, Android, Windows Phone, Windows 8/RT]

Star Wars: Tiny Death Star

  • Piattaforma: PC, iPhone/iPod Touch
  • Publisher: LucasArts
  • Software House: Disney Mobile & NimbleBit
  • Recensione Star Wars: Tiny Death Star [iOS, Android, Windows Phone, Windows 8/RT]

    Da quando il modello free to play ha iniziato a imporsi nell’universo dei videogiochi, non si può dire che tutto sia rimasto come prima, tutt’altro. In modi e tempi diversi abbiamo visto spuntare come funghi piccole software house forti di idee fresche e innovative che hanno elaborato bizzarri escamotage per rendere il download e le prime attività di gioco assolutamente gratuite, per poi consentire scorciatoie e facilitazioni a chi volesse spendere denaro vero per accaparrarsele.

    In questo modo hanno risposto con efficacia a 3 diverse esigenze: guadagnare dal proprio prodotto, far sì che anche il giocatore più scarso fosse coinvolto con costanza e avesse un’alternativa comoda ad assimilare regole e abilità per giocare e in ultimo… fornire una sfida ai giocatori più hardcore. Sì, perchè riuscire a completare o padroneggiare un titolo gratuito senza agevolazioni dispendiose è divenuto un nuovo parametro di valutazione della “carriera” di un giocatore, perchè “a finire un gioco pagando per sbloccare vantaggi
    sono capaci tutti…”

    Gli americani NibleBit hanno sfruttato alla grande questo nuovo modello economico e grazie al notevole successo di Tiny Tower si sono garantite le attenzioni della Disney che ha subito fiutato l’ennesima occasione di mettere a frutto la licenza di Star Wars e dato vita a Star Wars: Tiny Death Star, buttandoci dentro tutto il cast dei 6 film della saga di Guerre Stellari, alieni e droidi compresi.

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    Tiny Death Star è un gestionale in cui il giocatore è caldamente invitato dalla coppia Darth Vader/Imperatore Palpatine a espandere la Morte Nera, convincendo quanti più cittadini possibili a trasferirsi e aprire attività commerciali grazie alle quali edificare nella sua forma definita la più potente arma dell’Impero.
    Ogni cittadino ha un lavoro dei sogni e delle attitudini specifiche riguardo al commercio, per questo in linea teorica sarebbe sufficiente scegliere di volta in volta solo e soltanto in base a questi parametri: per fortuna non è possibile (a meno di pagare…) decidere quale tipo di personaggio vorrà trasferirsi sulla nostra stazione spaziale e quindi sarà molto spesso necessario fare di necessità virtù cercando di andare incontro a tutti e via via sistemando ognuno quantomeno nel suo settore di competenza preferito tra intrattenimento, servizi, ristorazione e vendita.
    Ognuno di questi ha decine di sotto-strutture che pescano a piene mani dall’universo narrativo di Star Wars, dal bar simil Mos Eisley al karaoke di Max Rebo senza scordare un negozio di droidi e i campi da allenamento Jedi.

    Tutto come in Tiny Tower, ma con personaggi mitici e musiche indimenticabili, resi in modo incredibilmente fedele e creativo anche coi pochi mezzi tecnici di cui NibleBit ha deciso di avvalersi. Di certo non è poco ma i limiti veri e propri emergono dopo qualche ora e risultano strettamente legati alla natura free to play del titolo: impostare lo scorrere del tempo reale come unico vero nucleo del gameplay porta a trasformare ogni visita alla nostra Morte Nera in una semplice assegnazione di compiti ai nostri dipendenti, cui inevitabilmente susseguono attese più o meno lunghe (a seconda dell’abilità del cittadino e dell’oggetto che il suo negozio deve prima ordinare e poi mettere in vendita) e a costanti (ma ovviamente eliminabili dalle impostazioni) notifiche push che ci spingono a tornare a dare un’occhiata a come procedono le cose.

    Velocizzare ogni attività e ordinazione è facile: basta spendere soldi reali e acquistare i vari pacchetti che forniscono risorse, cittadini o VIP, unità speciali che snelliscono i tempi di costruzione e le attività che nel gioco vero e proprio arrivano in visita troppo raramente.

    Oltre a mettere in coda produttiva nuove strutture e beni da vendere, il giocatore può solo inviare ai vari piani i clienti o svolgere piccoli compiti di ricerca dei cittadini, ottenendo piccoli guadagni dalla propria presenza “fisica” e coinvolgimento nel gioco: proprio questo è il più grande difetto del gioco.

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    Tiny Death Star non dà soddisfazioni immediate, ma invoglia semplicemente a restare collegati al gioco per aspettare ancora qualche minuto, mettere in coda un nuovo oggetto e, per ingannare le attese, ci fa gestire direttamente un ascensore. Il tutto per ottenere crediti e bux (le due valute per costruire ogni aspetto del gioco) e sperare che nella nostra sessione accada qualcosa di particolare, come la visita di un VIP o la caccia a un infiltrato Ribelle. Tutto qui, tra un attesa e l’altra.

    Per questo, nonostante una resa totale assolutamente encomiabile, non si può nemmeno essere certi che sia un videogioco in senso stretto, come non lo si può difendere con facilità dalle accuse di “perdita di tempo e soldi”. La sua formula è particolare e a suo modo perfetta, ma è chiaro che si tratta di un’esperienza che può durare al massimo qualche settimana e che, potete starne certi, difficilmente replicherete.

    Star Wars Tiny Death Star non è un gioco sbagliato: quello che vuole fare lo fa tutto sommato bene. Il modello che persegue però, fatto di costanti notifiche push e micro transazioni, non può essere centrale in titolo che dal lato ludico mi chiede solo di gestire un ascensore. Nemmeno se è l’ascensore principale della Morte Nera.

    Inside The Game

    • C'è il cast completo di Star Wars
    • Musiche e effetti sonori eccellenti
    • Per le prime 2 ore sembra il gioco definitivo...

    Outside The Game

    • ... ma a stento è un videogioco
    • Monotono e limitato
    Voto:

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