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Indipendent Monday: Contrast [Recensione Indie Game]

Contrast

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360, PS4
  • Publisher: Sony
  • Software House: Compulsion Games
  • Indipendent Monday: Contrast [Recensione Indie Game]

    Bentornati next-gen Insiders ad un nuovo appuntamento con Indipendent Monday, rubrica settimanale dedicata al mondo indie che non guarda in faccia nemmeno all’ottava generazione videoludica. Questa settimana recensiamo con sommo piacere Contrast, platform sviluppato da Compulsion Games e distribuito per PC, Xbox 360, PS3 e PS4, alla modica cifra di 14,99 €. Pronti?

    Fenomeni parastatali

    Contrast è uno di quei titoli indipendenti capace di attirare mille luci su di se ancora prima di mostrare qualcosa. Difatti, avendo guadagnato il Live Arcade e addirittura la distribuzione su PS4, ha direttamente conquistato il palcoscenico di qualsiasi testata, anche di quelle più blasonate che dell’indie non fanno il proprio pane. Questo è un bene? Non sempre, considerando che spesso, in casi analoghi, s’incappa in tremendi episodi di Fenomeni parastatali, trasformando le recensioni in appuntamenti degni della verve del trio gialappico.
    Non voglio peccare però di pessimismo e con occhi trasognati, mentre cerco di spiluccare un review code, vado a spulciare ogni informazione legata a questo titolo e improvvisamente si apre una tenda di velluto rosso dietro la quale si cela la meraviglia.

    L’ombra del reale

    Didi è una bambina coraggiosa e piena di fantasia, frutto dell’amore tormentato e passionale fra una cantante jazz e un sognatore troppo stretto a loschi figuri e strozzinaggi. La sua vita è frammentata fra l’isteria della madre benevola e l’abbandono della figura paterna, troppo occupato a riconquistare i suoi amori combattendo contro i suoi demoni. In tutto questo c’è Dawn, amica immaginaria capace di entrare nel regno delle ombre, alleata della piccola durante le sue fughe notturne.

    Il plot di Contrast è indubbiamente fiabesco, degno di un bel romanzo e molto vicino, per il modo in cui viene impostata la vicenda, ai film di Del Toro, dove il protagonista, per sfuggire ad un presente tragico, usa la fantasia per creare un mondo sospeso fra il reale e l’immaginario. La realtà di Contrast è infatti quella di una ragazzina dalla situazione familiare problematica che, grazie alla sua immaginazione, cerca di risollevare il suo universo.
    L’ambientazione anni 20 è meravigliosamente romanzata, rispettando tutti i canoni di un’epoca ritenuta d’oro da molti nostalgici sognatori, affezionati ad un momento storico fatto di luci e ombre, dal calore delle voci jazz e dalla malinconia delle note. Un tipo di ambientazione noir che, se ben sfruttata, può dare molto, ma capace di rivelarsi altrettanto catastrofica se banalizzata.
    In Contrast ci troviamo dentro un mondo prettamente fantastico, fatto di omaggi trasognati all’età storica di riferimento, dove di concreto e reale ci sono solamente la piccola Didi e l’ombra del mondo adulto infestato di drammi. Il plot è quindi in un primo momento interessante e si lascia vivere fino alla fine senza aver la pretesa di proporre particolari colpi di scena o rivoluzioni. Come detto in apertura, un buon e godibile viaggio in una terra nostalgica.

    Platform, che passione!

    Il mondo indie non sempre propone dei gameplay particolari, arzigogolati e alternativi e Contrast segue, in parte, l’idea di voler sviluppare un titolo semplice. Difatti ci troviamo di fronte ad un platform piuttosto lineare, dove tutto si assesta, troppo pedissequamente e senza caratterizzazioni, all’interno del genere. A dare un senso al gioco ci pensa l’idea di dare alla spalla da noi impersonata, Dawn, la possibilità di entrare nel mondo delle ombre, utile a risolvere puzzle e raccogliere collezionabili. Avremo quindi un platform 2D all’interno di un mondo di gioco 3D.
    Queste sezioni sono la particolarità e il motore del titolo e dobbiamo ammettere che l’idea non è affatto malvagia e si sposa alla perfezione con il plot e l’ambientazione. Tanti puzzle sono resi interessanti proprio dalla fusione delle due compagini e indubbiamente, senza questa feature, il gameplay sarebbe ridotto talmente all’osso da risultare ridicolo. Brava Compulsion Games!

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    Bug, che passione!

    A questo punto sono estasiato e mi butto nel gameplay di Contrast come se non avessi altro giocato da provare, come se la GOTY di Dishonored non contasse nulla e come se Suda 51 non mi stesse tentando da settimane con il suo Killer is Dead. Le sensazioni si mescolano, tutto sembra bello e luccicante e la soundtrack languida dell’anarchia jazz mi entrano nelle vene. Peccato che il titolo mi ricompensi attendendomi dietro l’angolo con una pala stretta fra le mani, pronto a scaraventarmela dritta sulla mascella. Addio masticazione, benvenuta cannuccia!
    Contrast, fin da subito mostra degli enormi limiti di sviluppo. Se il comparto grafico, indie, è promosso proprio per una buona realizzazione del mondo di gioco, tutto il resto è un’accozzaglia di errori da principiante, rendendo la produzione terreno fertile per bug a mai finire.
    I comandi sono imprecisi e la protagonista risponde con movimenti degni di un furetto strafatto dei cristalli blu di Mr. Heisenberg e sappiamo tutti quanto irritante possano essere dei controlli imprecisi in un platform! L’interazione con gli oggetti è spesso goffa, a volte impedita da assurde penetrazioni poligonali e non è raro che il personaggio rimanga incastrato fra due oggetti, costringendoci a ricominciare dall’ultimo salvataggio. Quest’ultimo problema è forse il più grande e fastidioso e ci costringerà a rigiocare lo stesso schema più volte, anche tre o quattro. La fisica è inesistente e molti oggetti hanno un’area di interazione più grande di quella che si possa vedere, obbligandoci in certi frangenti, indovinate un po’, a ripetere le medesime azioni più e più volte, più e più volte, più e più volte … Con il passare dei minuti di gameplay si evolve il nostro gusto per il gioco tanto quanto l’irritante presenza di bug.

    Contrast

    Compulsion Games sviluppa indubbiamente un titolo interessante, ben caratterizzato e capace di proporre una bella idea di gameplay. Graficamente lodevole, anche su PS4, grazie all’intelligente fusione con un racconto gradevole, il titolo ha tutte le premesse necessarie per rappresentare un’ottima esperienza videoludica. La durata complessiva del titolo e il numero astronomico di bug irritanti e degni di una versione beta di Duke Nukem Forever, costringono senza fronzoli a rilegare Contrast fra le esperienze interessanti, ma non imperdibili e non mi sento quindi di consigliarne l’acquisto a queste condizioni. Il mercato indie con 14€ offre titoli realizzati con più perizia e cura e forse non è un caso che una produzione così poco rifinita sia stata tanto pubblicizzata. Pensate solo che con i recenti saldi Steam, titoli come Don’t Starve, venivano svenduti per pochi euro!

    Inside The Game

    • Visivamente al passo
    • Storia gradevole
    • Ben sfruttata l'ambientazione
    • Idea di gameplay ottima

    Outside The Game

    • Il paradiso del bug
    • Troppo breve
    • Prezzo ingiustificato per bug e longevità
    • Fenomeno Parastatale
    Voto:

    Interessante

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