“Se giocate a GTA 5 siete cretini, zombie o kamikaze!”, parola di Giulietto Chiesa [Black vs Strider]

“Se giocate a GTA 5 siete cretini, zombie o kamikaze!”, parola di Giulietto Chiesa [Black vs Strider]

Ecco a voi un pezzo a due mani scritto dai vostri BlackSilver e Strider Hiryu sul delirante articolo che Giulietto Chiesa ha pubblicato circa GTA 5 e su come andrebbe boicottato in quanto cancro sociale, zombificatore di genitori-figli e causa di tutte le future nefandezze del genere umano tutto. Buona lettura.

STRIDER HIRYU:

Prima di redigere questo paragrafo sull’articolo di Giulietto Chiesa comparso qualche giorno addietro su Megachip, ho avvertito la curiosità di leggere quali fossero le linee editoriali del sito web; nell’era digitale, è lecito chiedersi in base a quali criteri vengano approvati e pubblicati i contenuti, giusto? Ebbene, in nessun angolo di Megachip è possibile trovare qualcosa del genere, ed è un’ingenuità non da poco per una testata il cui direttore ha 50 anni di giornalismo professionistico alle spalle. Questo dato riporta indirettamente ad una serie di problemi che emergono dalla sensazionale invettiva di Chiesa contro Grand Theft Auto V, a partire dal fattore anagrafico: l’autore ha superato da un pezzo i 70 anni, e la violenza con cui attacca l’argomento è tipica di chi, dall’alto della propria età e formazione (non solo scolastica ma anche politica: parliamo di un attivissimo militante di sinistra), pretende di poter discutere e criticare un fenomeno basandosi su conoscenze che non ha.

Non vi è passaggio nel suo articolo da cui si evinca uno sforzo informativo volto a capire da dove si originano lo stile generale di Grand Theft Auto, il suo sottotesto satirico, la destinazione di pubblico. Si tratta soltanto di critiche frammentarie, allineate con l’astuzia propria del giornalista d’esperienza allo scopo dello scandalo; viene da chiedersi quale possa essere il suo interesse, a parte quello di proporsi come profeta della salvezza di fronte ad una minaccia di corruzione morale che in GTA V (e non nella realtà di tutti i giorni) trova al contempo la sua cifra ed il più subdolo Cavallo di Troia. Se si voleva mettere in guardia una generazione di genitori disattenta, magari pronta a far trovare sotto l’albero di Natale una copia del titolo Rockstar ai propri figlioletti, il messaggio è crollato sotto il peso di una violenza verbale fine a sé stessa – paradossalmente all’altezza dell’anticultura che Chiesa vorrebbe denunciare.

Siamo di fronte al caso del soldato che pur di avere la meglio su un avversario sleale, finisce per emularne i metodi: in uno tra i pochi passaggi razionali del suo scritto, Chiesa afferma che ai ragazzini e agli adulti di oggi mancano gli strumenti intellettuali per filtrare la violenza simulata e non lasciarsi permeare da essa, un’idea senz’altro condivisibile. Non si chiede però per quale motivo questi strumenti mancano, né offre alcun suggerimento utile ad una loro integrazione negli ambiti della famiglia e della scuola, ossia le due principali istituzioni a cui fa capo la formazione psichica di un individuo. Probabilmente, Chiesa si reputa esente dal dover rispondere a tali domande perché il suo mestiere è quello del giornalista e non del maestro, ma ciò lo autorizza forse a sfruttare la stessa debolezza intellettuale del pubblico per inculcarvi subdolamente un allarme dall’aria strumentale? Quali sono i suoi veri intenti, signor Chiesa?

Rifletto intensamente sull’intera questione, e non posso fare a meno di domandarmi se anche qui, in luoghi come Inside the Game, sia davvero il caso di offrire alla questione un’ulteriore cassa di risonanza. Dietro le maschere dell’autorevolezza e della salvaguardia morale, l’articolo di Giulietto Chiesa mette a nudo una versione tutta italiana del giornalismo in cui supponenza, torbidi interessi personali e politici diventano un tutt’uno. Dovremmo forse stupirci di fronte all’aggravante della volgarità, quasi non sapessimo sino a che punto si è spinto il degrado morale del nostro paese? Rifiuto l’offerta e vado avanti.

violence

BLACKSILVER:

L’Italia è una nazione di tuttologi e sapienti. In fondo sappiamo discernere la reale efficacia del Metodo Stamina dopo cinque minuti di Google (o due servizi de Le Iene). Possiamo costruire la nazionale di calcio definitiva dopo 15 minuti al bar sotto casa. In circa una mezz’oretta scarsa di chiacchere davanti ad un Aperol Spritz possiamo stilare una documento per risolvere qualunque problema psico-socio-economico-culturale. Siamo fatti un po’ così…nel bene e nel male. Purtroppo però questa nostra tendenza in alcuni soggetti si cristallizza in una feroce verità assoluta che non lascia spazio a dubbi o incertezze. E se desiderate avere un esempio lampante di tale impostazione mentale non vi resta che piastrellarvi lo stomaco di Malox e leggere il pezzo “particolare” di Giulietto Chiesa.

Il noto giornalista/politico/teorico del complotto ha deciso di abbandonare i suoi temi classici, come le oscure trame dietro l’11 Settembre, per avventurarsi nell’universo a noi caro dei videogiochi. E lo ha fatto con la delicatezza di un gorilla a cui hanno riempito di merda la Ferrari nuova.

Il lungo pezzo dedicato a GTA V è un delirante sproloquio in cui si offendono giocatori, acquirenti e sviluppatori. Definiti senza grandi giri di parole: zombie, terroristi, cretini e delinquenti. Mentre i contenuti del videogioco vengono bollati come indicibili e obbrobiosi, accompagnati da tutta una serie di affermazioni di notevole livello:

È come se qualcuno andasse in un negozio e si comprasse una bomba a esplosione ritardata, e poi se la mettesse addosso per farsene maciullare

Rockstar Games sta comprando, pare, giganteschi server per garantire a tutti di poter stuprare almeno una volta al giorno una ragazza“.

GTA V è la produzione di massa di “male diffuso”, di cattivi pensieri, di disprezzo per la vita e la solidarietà, di perseguimento degl’istinti di sopraffazione a livelli industriali

Dovremmo organizzare un’offensiva politica, e anche legale, contro “GTA V”. Chiederne la messa fuori legge è un atto di lotta. Promuovere azioni giudiziarie contro chi lo diffonde. Organizzare manifestazioni e flashmob contro le librerie che lo vendono.

Il nostro caro Giulietto non si è nemmeno accorto di avere involontariamente scritto pari pari gli stessi contenuti di decine di altri “dotti” pensatori circa la violenza nei videogiochi. E’ dal 1976 che sentiamo queste sciocchezze sulla stretta relazione causa-effetto che i videogiochi dovrebbero creare. Questo modo di pensare i contenuti di un medium ricalca alla perfezione quello che in comunicazione è conosciuto col nome di “Magic Bullet“. Tale teoria, molto in voga negli anni’30 e ’40 (insieme al nazi-fascismo e alla canzonetta italiana), diceva che il contenuto insito in un messaggio mass-mediale è come una pallottola che si conficca nella testa del fruitore. In pratica il lettore/ascoltatore/spettatore viene visto da questa teoria come un passivo bersaglio (nella letteratura si parla proprio di “Sitting Duck“) che accetta qualunque contenuto senza alcun filtro culturale o psicologico. Anni di studi sociologici, pedagogici e psicologici hanno ampiamente dimostrato quanto questa teoria fosse una “cagata pazzesca”…citando il poeta.

Insomma per tornare sulla retta via abbiamo un Giulietto estremamente preoccupato che grida ai quattro venti di boicottare GTA 5 (con un tempismo perfetto, visto che ha già venduto oltre 30 milioni di copie) dando del cretino a chi ci ha già giocato e del delinquente a chi lo ha realizzato, sfruttando argomentazioni ritenute avanguardistiche quando gli americani stavano organizzando lo sbarco in Normandia.

Insomma Giulietto la prossima volta scrivi qualcosa di più consono alla tua solita linea editoriale, tipo i “poteri forti” dell’economia o le scie chimiche…ma se proprio devi parlare di videogiochi per lo meno fatti due salti su Wikipedia o almeno guardati un video su YouTube…alla tua veneranda età sarai sicuramente vaccinato da questo terrificante cancro che è il medium videoludico.

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 325 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

Commenti

Commenti

Una risposta a ““Se giocate a GTA 5 siete cretini, zombie o kamikaze!”, parola di Giulietto Chiesa [Black vs Strider]”

  1. nico249 scrive:

    Mi sembra che Giulietto Chiesa, forse spinto dalla senescenza, si sia fatto prendere dalla nostalgia per i fasti delle “gloriose” criociate di sinistra contro la cultura popolare.

    Negli anni settanta nel mirino finirono gli Anime. Ricorate che l’opera del Maestro Go Nagai, e in particolare Mazinga furono censuarati in Italia?
    Se non ricordo male non furono risparmiati neppure i Ramones, i cui concerti venivano picchettati dagli attivisti.

    A distanza di quarant’anni Chiesa si scaglia con la stessa delirante veemenza contro i videogiochi. Pazzesco…

Trackbacks / Pingbacks


Rispondi