Categorie | COPERTINA, Mac, PC, Recensioni

Indipendent Monday: Detective Case and Clown Bot Murder in the Hotel Lisbon [Recensione Indie Game]

Detective Case and Clown Bot: Murder in the Hotel Lisbon

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Nerd Monkeys
  • Software House: Nerd Monkeys
  • Indipendent Monday: Detective Case and Clown Bot Murder in the Hotel Lisbon [Recensione Indie Game]

    Cari Insiders, bentornati ad un nuovo appuntamento con Indipendent Monday, rubrica dedicata la mondo indie games spammata persino su twitter esteri e tanto bisognosa di attenzione in patria. Questa settimana vi portiamo la recensione di un titolo anteprimizzato in Indie Unchained: Detective Case and Clown Bot: Murder in the Hotel Lisbon. Come abbiamo reagito al cospetto di questa avventura, ora completa, che tanto ci ha fatto inumidire le mutande, in sede di anteprima???

    La strana coppia

    Il titolo del team portoghese Nerd Monkeys è interamente basato sul classicismo, senza lacrimucce, ma con tanta voglia di riportare l’attenzione su schemi narrativi e videoludici che hanno gettato le basi per l’intrattenimento moderno.
    Il chilometrico titolo apre a storie investigative noir, spizzicando nella struttura giallistica tanto cara a chi fa riferimento alle celluline grige ogni qualvolta deve risolvere un sudoku, convincendosi invece di dover sbrogliare un intricato omicidio sull’Orient Express. Abbiamo quindi un detective tormentato e dal losco passato, chiamato a risolvere un omicidio il cui disegno è stato tracciato da una lambiccosa mano diabolica. Locali fumosi, strade malfamate, vicoli popolati da loschi team in cerca di denaro, interrogatori, sordidi ufficiali di polizia, hotel di lusso e una femme fatale. Può mancare una spalla? Un sostegno, un amico, un muro di gomma pronto a rimbalzare i pensieri e i lati oscuri del protagonista???! Certo che no, peccato questo sia uno spigoloso e metallico Clown Bot!
    A questo punto direi che le similitudini vanno ad esaurirsi! Il plot è infatti spogliato della compagine seriosa, un po’ tetra e blues di questi racconti, per indossare i panni più amichevoli della commedia e della parodia filo demenziale. Il racconto giallo si sorregge quindi sull’archetipo del genere, ma si decora con il particolare piglio umoristico latino e iberico, virando verso un’avventura leggera e cartoonesca, seppur dall’umorismo malizioso.

    Scimmie anti-retromania

    Fermi tutti, non vogliamo certo che qualcuno accusi i Nerd Monkeys di retromania, questo è un crimine che non macchia le mani dello studio portoghese. Seppur il comparto tecnico scelto e la base di partenza del genere sembrano suggerire questa strada, il titolo riserva invece alcune chicche.
    Il gameplay, seppur classico, si discosta dalla struttura base del genere, dove la raccolta di oggetti da combinare, al fine di risolvere tante piccole disavventure o situazioni, porta il giocatore a procedere nell’avventura scoprendo un frammento di storia fino a portarlo alla conclusione. Case and Bot si basa interamente sull’investigazione, sulla raccolta di prove e, in particolar modo, sui colloqui con i sospetti. Gli interrogatori saranno basati su uno schema nel quale dovremo associare una prova ad una linea di dialogo capace di far capitolare l’indagato che, dopo tre round, crollerà alla pressione e ci darà l’informazione utile a sbrogliare il mistero. Interessante come sia spesso possibile ottenere il risultato sperato utilizzando lo sbirro buono o quello cattivo: nel caso Detective Case o Clown Bot. In base al sospettato, questo avrà una reazione diversa e l’esito dell’incontro sarà quindi positivo o negativo. In soldoni è quello che avrebbe dovuto fare L.A. Noire, ma in salsa semplice e senza complicazioni che hanno portato il titolo Rockstar, in parte, a fallire.

    wallpaper_en

    Voglia di puzzle

    Proprio questa feature alla L.A. Noire aveva fatto sobbalzare il cuore, dando sensazione di un grande risultato finale. L’idea di base è senza dubbio interessante e grida ai quattro venti la voglia di semplicità intrinseca in tutta la produzione e, ad essere onesti, proprio questo aspetto si rivela essere vigliacco e doppiogiochista. Se da un lato è sicuramente apprezzabile, dall’altro si riflette su quanto abuso venga fatto di questa componente all’interno dell’avventura. L’investigazione è colma di questi interrogatori che, considerando lo humor profuso, possono rivelarsi divertenti, ma in compenso fanno a botte con il problema principale ancora irrisolto nell’implementazione di questa idea: la logica. Contrariamente ad un libro giallo, dove l’autore pre-costruisce le intuizioni, le trame del cattivo e dei singoli personaggi, qui ci troviamo in un contesto ludico, dove la sensazione del giocatore può essere diversa rispetto a quella di chi ha progettato la storia. A volte, alcune linee di dialogo da associare agli oggetti, sono ugualmente razionali e plausibili per una soluzione positiva, ma per la logica di chi ha scritto l’avventura non è così, portandoci a “sbagliare” quando in realtà la cosa non avrebbe granché senso! Ironia della sorte questa mia conclusione è opinabile, difatti alcuni potrebbero trovare perfettamente logiche tutte le scelte.
    Altra pecca, legata direttamente alla semplicità, sta nella totale ininfluenza dell’esito di questi interrogatori. Non importa quanto sbagliamo, perché non ci sarà possibile modificare le sorti della storia o rendere più ardua la nostra investigazione e quindi dovremo solo ritentare ad oltranza, fino ad assecondare la logica di chi ha scritto l’intreccio.
    Sarò forse pedante, ma in un titolo indie dove si sceglie di non investire sull’impatto estetico, mi aspettavo che il gameplay avesse un occhio di riguardo, considerando in particolar modo che la struttura classica dell’avvenuta comica – alla Monkey Island o alla Sam e Max, per capirci – viene eliminata per dare ampio spazio agli interrogatori.
    La comicità stessa passerà quindi più attraverso i dialoghi, le situazioni e qualche easter eggs, ma mai attraverso i puzzle o la soluzione assurda di un enigma, come ficcarsi in testa un pezzo di tofu per sembrare un adepto del voodoo!

    Apprezzabile invece l’introduzione di quest secondarie. Avete ben capito, in questo punta e clicca esistono piccoli casi, delle vere e proprie missoni secondarie che possono essere risolte anche al termine della storia principale, allungando un po’ l’avventura. Originale e apprezzabile.

    Detective Case and Clown Bot: Murder in the Hotel Lisbon

    Il gioco sviluppato da Nerd Monkeys è senza dubbio coraggioso ed interessante. Il ritorno alla vecchia concezione di divertimento demenziale nel punta e clicca c’è tutta e la si apprezza fino alla fine, soprattutto perché ben assortita con la struttura narrativa. Le “invenzioni” di gameplay sono lodevoli anche se vivono di chiaro scuro, e accantonano l’idea di voler portare il giocatore all’interno di un punta e clicca classico, dove tutto gira attorno alla struttura puzzle, compreso l’elemento comico. Il titolo è ben localizzato in inglese e le musiche originali sono ottime. La realizzazione è quindi quasi impeccabile, se non per un bug che, se si presenta, manda in crash il titolo senza troppe spiegazioni, ma fortunatamente non condiziona il cammino verso la conclusione. Concludendo, il titolo è di buon livello, ma come molti indie è poco longevo e profondo rispetto al livello tecnico impiegato e sfrutta un tipo di che non ci appartiene, diluito a quello demenziale di pietre miliari del genere.
    Case and Bot è attualmente green light e in attesa di una promozione a Steam. Il titolo è consigliato agli amanti del genere e soprattutto a chi ama fare una risata durante il gameplay, in particolar modo se siete familiari con l’inglese. Se interessati potete acquistarlo grazie al sito ufficiale per € 9.99.

    Inside The Game

    • Bella struttura narrativa
    • Buone idee di gameplay
    • Fuori e dentro al genere
    • Ottime musiche
    • Divertente

    Outside The Game

    • Fuori e dentro al genere
    • Comicità "particolare"
    • Gameplay povero
    • Poco longevo
    • Qualche bug
    Voto:

    Interessante

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 574 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    Rispondi