Categorie | News

La nostalgia di John Carmack per PS3 ed Xbox: “potevano ancora dare molto” [industria]

La nostalgia di John Carmack per PS3 ed Xbox: “potevano ancora dare molto” [industria]

L’idea che il mondo si è fatto di John Carmack è quella di un tipo eccentrico, ma fermo nella sua incrollabile fedeltà al mondo PC ed alle avanguardie che porta con sé. Ci sorprende non poco, dunque, che il guru della programmazione statunitense abbia dedicato a PS3 ed Xbox 360 parole di apprezzamento, sebbene ormai fuori tempo massimo: “si può fare ancora molto sulle piattaforme della scorsa generazione. 360 e PS3 sono tutt’altro che massimizzate in termini di ciò che un programmatore potrebbe fare con esse, ma il mondo intero è ormai lanciato verso la next-gen, i PC di alta gamma ed altre cose”.

“Parte di me esita ancora in questo senso, perché proprio nel momento in cui capisci completamente le macchine di cui disponi, devi metterle via e cavalcare un’onda tecnologica che è sempre in movimento. Ma i dati mostrano che nel corso dei decenni, questo tipo di nostalgia non ha peso.

Potrei continuare ad esibire nuove prove del fatto che ormai siamo al di sotto della curva che definisce il rapporto tra costi e benefici in termini di grafica [qui Carmack intende dire che al punto attuale della tecnologia, progressi grafici modesti richiederanno sforzi economici sempre più grandi, ndStrider], e la gente dirà che si, la next gen ha un aspetto migliore, ma non offre il salto pazzesco visto in quella precedente. Significa che la gente si accontenterà delle vecchie console? Potrei anche dirvi di si e darvi delle motivazioni, ma probabilmente avrei torto.”

Quello che Carmack esplicita è un dato di fatto, il progresso grafico sta rallentando mentre i costi di sviluppo aumentano. E rischia di perdersi l’equilibrio, già oggi precario, tra l’esigenza di avere un prodotto esteticamente attraente e quella di abbinarvi un game design approfondito, curato, ambizioso. A quest’ultimo fattore si riferisce in particolare il padre di Doom e Quake, e pensiamo al suo recente allontanamento dallo sviluppo di videogiochi: forse non si trattava soltanto nostalgia, ma del progressivo e demotivante sbiadirsi delle vere sfide che questo settore può offrire al programmatore, e che nulla hanno a che fare con la semplice grafica.

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 3648 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

Commenti

Commenti

Rispondi