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Indie Unchained: recensione Ethan Meteor Hunter [PS3, Seaven Studio]

Ethan: Meteor Hunter

  • Piattaforma: PS3
  • Publisher: Seaven Studio
  • Software House: Seaven Studio
  • Indie Unchained: recensione Ethan Meteor Hunter [PS3, Seaven Studio]

    Topi: c’è chi li odia e chi li ama, per un variegato ventaglio di ragioni. Queste simpatiche creature amano sgattaiolare in luoghi non proprio puliti, rifarsi i denti masticando i cavi dell’elettricità ed ancor più spesso, spaventare a morte le donne pur essendo del tutto inoffensivi. No, non c’è pericolo che diventino enormi bestie sputafuoco come in The Bard’s Tales, per quanto spesso i videogiochi tendano a farlo credere. Prendete ad esempio il piccolo protagonista di Ethan: Meteor Hunter. Non è particolarmente carino a vedersi e non si capisce bene per quale motivo lo si debba aiutare, ma è forse un buon motivo per lasciarlo ad un destino fatto di schiacciamenti, trituramenti e letali bagni d’acido? Domanda del tutto lecita, se consideriamo che Seaven Studio si è davvero limitata al minimo indispensabile in fatto di art style e presentazione.

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    Per capirci, vi diamo un po’ di contesto: l’avversario principale del buon Ethan è il suo vicino di casa, un maledettissimo topo con l’amabile abitudine di scaricare spazzatura e liquami vari nel giardino del nostro eroe. Quando quest’ultimo scopre di poter fermare il tempo e spostare gli oggetti (si, praticamente dal nulla), punisce il suo tormentatore scaricandogli un bel quantitativo di legna addosso. Poteva forse sapere che costui l’avrebbe a sua volta rispedito in un labirinto disseminato di trappole letali? Ovviamente no, ma se siete in cerca di spiegazioni, vi trovate evidentemente nel posto sbagliato. Ciò che conta è che da qui in poi, Ethan: Meteor Hunter si svela un titolo perfettamente in grado di rivaleggiare con Braid e Super Meat Boy in fatto di progettazione, e questo dovrebbe già fare accendere qualche lampadina.

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    A differenza dei gioiellini indie appena citati, questo platform ha una curva d’apprendimento decisamente più controllata: sembra quasi di trovarsi di fronte ad un gioco per bambini quando nei primi minuti, si prende confidenza con il semplice e preciso schema di controllo. Fermare il tempo col tasto X e spostare gli oggetti è roba da niente, il loro comportamento fisicamente accurato ricorda decine di altre esperienze indie, ed in generale, bastano 10 minuti per venire in possesso di tutte le abilità necessarie ad affrontare il gioco. Tuttavia, la gradualità con cui si sviluppa il livello di sfida ha il sapore della lenta discesa verso l’Inferno: la densità di trappole aumenterà inesorabilmente, e con essa la velocità di pensiero necessaria a tirarvi fuori dai guai. Arriverete a situazioni ove in una singola stanza, dovrete scampare alla morte per 5 o 6 volte consecutive nell’arco di secondi.

    P01

    La manipolazione degli oggetti aggiunge inoltre un pesante strato al potenziale spacca-nervi di Ethan: Meteor Hunter, ed è improbabile che arriviate al boss finale senza aver riempito un bel sacco di imprecazioni o tentato almeno una volta di scagliare il pad da qualche parte. Non esagero affatto, ragazzi, consiglio seriamente a chi non ha il dono della pazienza di assicurarsi il pad al polso con un laccetto… a meno che non prendiate atto da soli della correttezza che sta sotto questa brutalità. Vero è che non si può fermare il tempo a piacimento (dipende da quanti appositi power-up raccoglierete), ma la distribuzione dei checkpoint è assolutamente saggia, ed il gioco non commette mai l’errore di spingervi verso il prossimo, diabolico cluster di trappole senza darvi il tempo di pensare. Questa concessione è parte essenziale del game design, e vi garantiamo che quando riuscirete ad attraversare una sezione particolarmente difficile, dividerete egualmente gli applausi tra il vostro intuito e l’intelligenza degli autori.

    P02

    Alla luce di ciò, abbracciare un’estetica kitsch ispirata ai peggiori cartoni animati moderni diventa una debolezza per Meteor Hunter, perché di primo acchito sembra rivolgersi ad un pubblico di giovanissimi che evidentemente non è il suo target ideale. Invece, questo titolo francese (oh, vi avevamo detto che Seaven Studio si compone di ex dipendenti Hydravision?) non è solo impegnativo ed appagante, ma riesce a mantenere un feeling old school inserendo con naturalezza la simulazione fisica tra gli ingranaggi più classici del genere platform. La mancanza di personalità non ha nulla a che vedere con l’intelligenza di Ethan: Meteor Hunter, quindi lo consigliamo tanto a chi cerca un buon prodotto di intrattenimento, quanto a chi ha in mente di creare un proprio gioco di piattaforme e necessita di un riferimento diverso dai soliti noti, ma altrettanto competente.

     

    Inside The Game

    • Perfetta la curva d'apprendimento
    • Più modi per risolvere enigmi e sfuggire alle trappole
    • Stimola il problem solving creativo
    • Longevo grazie ai 50 livelli
    • Level design eccellente

    Outside The Game

    • Senza tenacia, si abbandona!
    • Pecca di originalità e di stile visivo
    • Sonoro quasi inesistente
    • Qualcuno potrebbe trovare il ritmo un po' lento
    Voto:

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