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E se nel vostro 3DS nuovo di pacca ci fosse del porno? [storia vera]

E se nel vostro 3DS nuovo di pacca ci fosse del porno? [storia vera]

Non abbiamo onestamente idea del perché queste cose succedano solo in quell’Eldorado che sono gli Stati Uniti d’America, ma credeteci, dobbiamo proprio raccontarvela. Su wavy.com è stata pubblicata la storia di una famiglia di Hampton, Virginia [toh!, ndr], che giorno 23 dicembre ha acquistato da Wal-Mart un esemplare di Nintendo 3DS venduto come nuovo, trovando invece nella sua memoria interna alcune immagini pornografiche. Questa la testimonianza del signor Tom Mayhew, padre del ragazzino di 8 anni a cui la console era stata regalata poco prima del fattaccio:

“All’inizio mio figlio ha giocato un po’, ignaro che nella console ci fosse già qualcosa. Ma dopo un po’, i ragazzini hanno cominciato a scattarsi delle foto che venivano memorizzate all’interno della galleria, e cercando di rivederle hanno scoperto che c’erano già altre immagini dentro”, chiaramente le foto pornografiche di cui sopra. “È stato scioccante perché eravamo in famiglia ed ospitavamo tanti ragazzini. Sono stati loro ad accorgersi delle immagini, ce n’erano circa una dozzina”.

Comprensibilmente adirato, il signor Mayhew si è detto determinato a capire il perché dello spiacevole episodio: “Non avrebbe dovuto esserci assolutamente nulla li dentro. È una cosa disgustosa, perché sembra che quelli siano gli unici dati lasciati nella console. Inizialmente pensavo fosse un errore di Nintendo, ma credo che in realtà la console fosse stata già acquistata in precedenza e poi restituita. Quel materiale non era stato cancellato, quindi non si trattava di un prodotto nuovo. Era un usato”.

Di solito, la semplice osservazione è sufficiente a capire se una console è stata usata o meno, ma in questo caso Mayhew afferma che la console era sigillata; stando ai commenti in calce alla notizia, non sarebbe la prima volta che Wal-Mart attua pratiche del genere. Secondo chi vi scrive, pare più un caso di incuria che di dolo: è infatti possibile che il primo proprietario della console sia stato così zelante nell’aprire la scatola da lasciare intatto il sigillo di garanzia, e che all’atto della restituzione, il personale del negozio abbia pensato ad un semplice reso per ripensamento. Ciò non toglie che avrebbero comunque dovuto verificare in modo più approfondito – non per prassi aziendale, ma per semplice buon senso.

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