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Citazioni da Capcom: ottimismo per Resident Evil, ma bisogna aprire la saga ai più giovani [horror]

Citazioni da Capcom: ottimismo per Resident Evil, ma bisogna aprire la saga ai più giovani [horror]

Per chi, come gran parte dei vostri nerdici redattori di ITG, ha vissuto in prima persona il debutto di Resident Evil, è quasi un miracolo che la saga sia andata avanti per ben 17 anni. La serie ha avuto i suoi scivoloni, soprattutto in epoca recente, e mentre Capcom cerca alacremente modi per ridarle nuova vita, trova il tempo di condividere con i fans le sue impressioni sul successo ottenuto ad oggi. Il punto di vista della casa giapponese è interessante, ma non risolutivo ai fini del futuro di Resident Evil; al contrario, l’azienda sembra guardare con preoccupazione al fatto che la base d’utenza abbia un’età media compresa tra i 35 ed i 40 anni. A loro dire, la sopravvivenza del marchio dipende strettamente da un abbassamento di questa fascia.

“Il segreto di Resident Evil è nella sofisticazione del suo mondo. Il genere horror è ormai comune nel mondo, ma il modo in cui si sviluppa in Resident Evil è più realistico e convincente. Il senso di realismo è insito nella storia e nutre la paura.

I personaggi principali sono comparsi lungo tutti i titoli. Un personaggio che ha iniziato come giovane agente di polizia appartiene adesso ad un’organizzazione sotto il diretto controllo del presidente, una ragazzina indifesa è maturata sino a diventare un agente dei servizi segreti statunitensi. Anziché sparire col passare degli anni, i nostri personaggi sono diventati ancora più profondi. Questo aspetto ci ha aiutato a consolidare il rapporto coi fans.

In terzo luogo, il team di sviluppo ed i produttori coinvolti in Resident Evil sono cambiati ad ogni episodio. Di conseguenza, ogni autore ha potuto inserire il proprio tocco alla forte identità di Resident Evil, creando costantemente esperienze nuove come in un circuito.

Nel futuro, scopriremo per Resident Evil nuove possibilità e lo faremo evolvere in un titolo che può competere globalmente senza tradire alcuna aspettativa.”

Tornando alla base d’utenza, Capcom ritiene che quello dei 40 anni sia il limite oltre il quale un individuo può perdere del tutto l’interesse verso i videogames, il che equivale a dire che se le cose restassero così come sono, la sussistenza stessa di Resident Evil non sarebbe garantita. Si sta quindi cercando di legare il marchio della saga a quello di case di moda particolarmente gradite ai più giovani, e di organizzare eventi extra-gioco (come la Halloween Horror Night di Novembre presso gli Universal Studios giapponesi e l’apertura di nuovi Resident Evil Café) che attraggano la curiosità di chi ancora non gioca. Tuttavia il problema è globale, e pur non essendo analisti di mercato, potremmo affermare che misure del genere avrebbero un effetto pressoché nullo in Occidente; bisognerebbe innanzitutto fare qualcosa per restituire a Resident Evil un’identità non tanto dal punto di vista estetico o tematico, ma da quello strettamente ludico, trovando delle meccaniche che possano supportare tale identità senza sembrare malamente importate da altri generi.

(via Capcom.co.jp)

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