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Emulazione via cloud, ecco l’approccio di Sony svelato in un brevetto [Gaikai?]

Emulazione via cloud, ecco l’approccio di Sony svelato in un brevetto [Gaikai?]

Nelle scorse ore, è stato scovato un brevetto di Sony riguardante la “sospensione di stato in applicazioni cloud derivate”, una formula contorta che si riferisce semplicemente a programmi eseguiti su server remoti. La sospensione di stato è una caratteristica dei software di emulazione, sicuramente familiari a chiunque abbia tentato di rigiocare su PC vecchi classici per console a 8, 16 e 32 bit: gran parte di questi programmi consente di salvare in qualsiasi istante la condizione dell’emulatore e riprenderla in qualsiasi momento esattamente da dove si era interrotta. Ma diamo un’occhiata alla descrizione di Sony nel brevetto in questione, specificamente riferita all’ambito dei videogames:

“Si tratta di un emulatore configurato per funzionare su una rete. Trovare nuovi modi per fruire di giochi preesistenti può incrementarne la longevità. Anziché giocare di continuo gli stessi livelli o completare gli stessi obiettivi, gli utenti desiderano spesso nuove sfide anche nell’ambito di giochi derivati (legacy games, nel testo originale). In risposta a questa domanda, i game designers hanno cominciato a produrre mini-giochi.

All’interno di un mini-gioco, al giocatore possono essere proposti nuovi obiettivi o sfide con gli amici per il miglior punteggio in un formato che non era contemplato nei titoli d’origine. Inoltre, essendo il mini-gioco un derivato del gioco preesistente, l’utente ne conosce già i personaggi e le regole di base, essendo quindi più propenso a provare la nuova esperienza”.

Un po’ come avviene nelle riedizioni targate Capcom (la loro D&D Collection, Marvel vs Capcom: Origins e via dicendo), si tratterebbe di applicare nuovi obiettivi ai vecchi giochi; inoltre, sfruttando le caratteristiche del cloud computing, queste aggiunte potrebbero avvenire tramite Internet e quindi essere aggiornate nel corso del tempo.

“I mini-giochi potrebbero implementarsi creando un emulatore in cui, al verificarsi di determinate condizioni nel gioco d’origine, si fa cominciare un nuovo evento con modificatori e nuove regole, partendo da uno ‘snapshot’ dell’azione [la sospensione di stato di cui sopra, ndr]. I game designers potrebbero sviluppare uno script e combinarlo con questi snapshot per avviare i mini-giochi: a tal proposito, emerge la necessità di progettare un metodo per creare snapshot il più velocemente possibile.”  

L’idea in sé non ha nulla di nuovo – come dicevamo in apertura, la si applica negli emulatori per PC ormai da molto tempo. Riesce un po’ difficile immaginarla in abbinamento con titoli più complessi come quelli per PS2 e PS3, quindi è prematuro pensare che questo tipo di brevetto possa rappresentare un passo decisivo verso l’agognato ritorno della retrocompatibilità su console next-gen (e in ogni caso, dal punto di vista strettamente ingegneristico, Microsoft sarebbe posizionata meglio di Sony per un’operazione del genere). È più che altro l’illustrazione teorica di un metodo la cui applicabilità è tutta da verificare, e la cui formulazione risale apparentemente al 2012. In più di un anno, potrebbe essere cambiato di tutto.

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