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Recensione Bravely Default [Nintendo 3DS]

Bravely Default

  • Piattaforma: Nintendo DS
  • Publisher: Square Enix
  • Software House: Square Enix
  • Recensione Bravely Default [Nintendo 3DS]

    Square Enix, la software house che ha donato alla storia dell’intrattenimento videoludico i tre giochi da me preferiti (nell’ordine, Final Fantasy VII, Final Fantasy IX e Final Fantasy X).

    Square Enix, la software house che ha donato alla storia dell’intrattenimento videoludico dell’ultimo decennio titoli fetecchia, facilmente catalogabili sotto la voce “garbage” del dizionario del gamer.

    Personalmente, ritengo che gli ultimi episodi (aka da FF XII in poi) si siano macchiati dell’inaccettabile onta di aver abbandonato totalmente ciò che aveva reso la “Fantasia Finale” la pietra angolare capace di riscrivere e ridefinire l’RPG. Messe a poco a poco da parte, quasi fosse uno stillicidio per i veterani del genere, le meccaniche e la profondità narrativa dei predecessori, sostituite da trame degne del miglior Moccia, personaggi di una piattezza disarmante ed un nuovo stile di combattimento improntato all’action (vedesi l'”atteso” Final Fantasy XV in corso di produzione), si è arrivati inevitabilmente ad una edulcorazione del classico gioco di ruolo in nome di uno “svecchiamento” dello stesso al fine di attirare le platee più giovani.

    La casa giapponese, sull’orlo del disastro finanziario e con un’inarginabile emorragia di accoliti a causa delle assurde scelte di mercato che tutti ormai conosciamo, si è presentata lo scorso anno con una nuova IP, in esclusiva su Nintendo 3DS, da sottoporre al mercato nipponico.

    Viste le premesse di odio appena espresse, a questo punto vi starete chiedendo cosa ne pensa uno stanco e ormai disilluso Melokun, vero? Ci sarà altro veleno per la sua amante ripudiata Square o potrebbe esserci stato un inaspettato ritorno di fiamma?

    Agnès Oblige

    Quattro Cristalli ed una Vestale

    Dopo aver acceso il 3DS ed aver giocato le prime 2-3 ore di Bravely Default ho pensato “ma è davvero possibile che non riescano a fare di meglio?“.

    Ebbene, ad essere sinceri la trama di Bravely Default è a prima vista una delle storie più trite e ritrite dell’industria videoludica: una Vestale che combattere il male risvegliando i Cristalli del Vento, dell’Acqua, del Fuoco e dell’Aria… Un po’ “meh“.

    Ad accompagnare la diafana Agnès, fortunatamente, avrete una combriccola di avventurieri ben amalgamata e variegata, in grado di infondere all’avventura dialoghi e scene sia drammatiche che comiche davvero ben realizzate. Difatti, accanto alla Vestale troverete il giovane Tiz, pastore che ha perso casa e fratello nella tremenda catastrofe che ha colpito la sua terra natia, il fascinoso Ringabel, latin lover di professione colpito da una profonda amnesia che lo ha privato di qualunque ricordo (forse qualche cliché di troppo per lui ad essere onesti, ma mi è piaciuto lo stesso), e la testarda Edea, cresciuta come soldato dell’esercito nemico ed il cui padre Templare ha come scopo l’annientamento delle Vestali e la persecuzione della religione dell’Ortodossia di cui quest’ultime diffondono il credo.

    La storia è molto (forse troppo) un evergreen, eppure andando avanti nella campagna ho scoperto una profondità di trama molto maggiore, anche se sicuramente non degna dei copioni di Cloud Strife & Co. Ma nel compiere piano piano ogni passo verso la conclusione della storia sono stato piacevolmente colpito da un paio di stravolgimenti e colpi di scena che hanno scombussolato ciò che credevo di aver intuito sugli intrecci narrativi e mi hanno fatto ricredere su di una trama che avevo frettolosamente marchiato come banale.

    A livello di racconto ciò che mi ha appassionato in maniera pazzesca è stata di gran lunga la narrativa ed il doppiaggio dei personaggi, dai protagonisti alle comparse (il gioco è in audio inglese con sottotitoli in italiano). Oggettivamente di altissima fattura e con picchi artistici davvero impressionanti, vi confesso che in un punto particolarmente drammatico del gioco i ragazzi della Square sono riusciti a farmi gonfiare gli occhi di lacrime con dialoghi struggenti ed interpretati magistralmente. Good job, Square, good job.

    BD Airship

    Gli scenari, poi, sono caratterizzati da strutture grafiche curate e con colonne sonore davvero ben strutturate (le limit break, in particolare, hanno un ritmo calzante che si attaglia in modo perfetto ai ritmi di frenesia del combattimento).

    In definitiva, l’impianto artistico è di pregevolissima fattura, ma diciamo che sotto tale profilo mi sento di dire che la casa giapponese è sempre stata affidabile, anche con i peggiori titoli, e non era su questo punto che cercavo la vera svolta.

    RPG, finalmente

    Deo Gratias. Ci siamo.

    Nonostante non si tratti di un FF, Bravely Default è molto più Final Fantasy degli episodi XII e XIII: BD rappresenta il tanto sperato ritorno alle meccaniche da gioco di ruolo old-style, con i combattimenti a turni che abbiamo apprezzato nei primi dieci episodi della serie di Final Fantasy. Ma Square Enix è andata oltre, riuscendo nel suo (ormai dichiarato) intento di rendere più moderna ed appetibile alle nuove generazioni i propri prodotti, aggiungendo al classico RPG turn-based un sistema di gestione delle turnazioni incentrato sul “Brave” e sul “Default“, da cui il gioco prende il titolo (anche se non si tratta dell’unico motivo, ma non voglio svelarvi nulla…).

    In sintesi, per ognuno dei quattro personaggi del party sarà possibile selezionare l’opzione “Brave” (selezionabile fino ad un massimo di tre volte, salve particolari skill acquisibili nel corso dell’avventura) per effettuare una mossa addizionale oppure l’opzione “Default” per entrare in formazione difensiva e guadagnare una mossa aggiuntiva spendibile successivamente nel combattimento. In pratica, il giocatore potrà decidere di far scatenare, ad esempio, il suo Ranger in 4 attacchi consecutivi, sapendo però che per i successivi tre turni questo resterà fermo in attesa di recuperare tale deficit di mosse, oppure di tenere a bada il suo White Mage, per poi sfruttare le mosse così accumulate per castare Revive e spammare Heal sul gruppo nello stesso turno.

    Si tratta di una introduzione tattica davvero molto interessante, che dovrà essere strategicamente studiata dal giocatore a seconda delle situazioni che di volta in volta dovrà affrontare nel corso della storia e che in non pochi casi sarà la chiave di volta dei boss fight più impegnativi.

    L’impegno richiesto dal gioco è un altro dei punti a favore di Bravely Default e che merita di essere sottolineato assolutamente: BD non è un gioco facile, per niente e, nonostante il livello di difficoltà sia switchabile su Facile, Normale o Difficile in corso di storia, vi consiglio caldamente di godere della sfida offerta dalle modalità Normale e Difficile. Ed il livello di sfida aumenterà vertiginosamente con l’end game (non sono ancora riuscito ad uccidere gli ultimi boss, visto che sono ancora solo a 50 ore di gioco, ma sto finendo di cappare i job per la combinazione scelta per i miei pg). Bravely Default sarà soddisfacente, ve lo garantisco.

    bravely_default_flying-fairy

    Ma ciò che rende, a questo punto posso anche sbilanciarmi, grandioso il gioco è la monumentale profondità del class system di cui è stato dotato Bravely Default. Rifacendosi ai “job” di Final Fantasy V, Square ha inserito un sistema praticamente identico, basato però su una mastodontica mole di 23 classi, che saranno per la maggior parte opzionali e dovranno essere ottenute sconfiggendo boss addizionali. Una volta ottenuti i diversi job (si va dal Ladro al Ninja, dal Mercante all’Alchimista, con una grande variante di classi) si otterranno delle abilità di supporto sfruttabili anche quando si cambia la classe base del proprio guerriero (si avranno un tot di punti ab. supp. per personaggio) e che potranno essere utilizzate in sinergia, dando vita a dei guerrieri unici e malleabili a seconda del boss che vi si parerà davanti.

    È Bravery Default la vera “Fantasia Finale”

    Erano anni che non perdevo la testa in questo modo per un Final Fantasy (sì, non si tratta di un FF, ma, come ho già detto, Bravely Default è un FF vero e proprio a tutti gli effetti) e finalmente sto sfamando la mia fame di RPG, fondendo una piattaforma di gioco su cui non mi aspettavo potesse uscire un simile capolavoro.

    Si tratta, per sintetizzare il tutto in poche parole, di un videogioco fatto per chi è cresciuto con i Final Fantasy ad una cifra e che si è sentito improvvisamente orfano dopo l’uscita del dodicesimo episodio (a causa dell’affermarsi del combat system di Kingdom Hearts, altro titolo che adoro, ma che non doveva finire con l’esondare al punto da snaturare un gioco totalmente diverso, quale FF).

    BD2 Crystal

    Per giocatori a cui non piace il grinding selvaggio (anche se in realtà è tutto sommato moderato e sarà facilitato verso la fine del gioco grazie ad una particolare skill che velocizzerà enormemente il procedimento di leveling) e per coloro che preferiscono l’impronta action degli ultimi episodi di cui ho sparlato per tutta la recensione (non me ne vogliate a male) si tratta di un titolo che non potrete forse apprezzare appieno, ma vi consiglio di fare ugualmente un tentativo fidandovi di uno che con i Final Fantasy ci è cresciuto.

    In fondo, il nome di Sephiroth è passato alla storia. Come è che si chiamava il cattivo del XII?

     

    Come ho giocato?

    Ho completato la storia principale, uccidendo tutti i boss opzionali ad esclusione dell’ultima modalità per la quale sto finendo di affinare la versione definitiva dei job dei miei personaggi (tutti level 99), per un totale ad oggi di 50 ore di gioco.

    Ho giocato a difficoltà Normale ed ho settato la modalità Difficile per affrontare l’ultima combinazione di boss.

     

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    Inside The Game

    • Finalmente un RPG old-style
    • Job-system di una profondità pazzesca
    • Dialoghi e doppiaggi ottimi

    Outside The Game

    • Trama tutto sommato non epocale
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

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