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Un libro su Earthbound? Per Nintendo, non s’ha da fare [Kickstarter]

Un libro su Earthbound? Per Nintendo, non s’ha da fare [Kickstarter]

Qualche settimana fa, il traduttore professionista Marcus Lindblom disse di volersi appoggiare a Kickstarter per realizzare un libro su Earthbound, titolo cult per Super Nintendo che egli stesso localizzò nel lontano 1994. Vista la coincidenza con il rilascio di Earthbound sulla Virtual Console WiiU, si sarebbe trattato di un’occasione eccellente per dare ai fan qualche informazione in più sulla realizzazione del gioco. Peccato che Nintendo abbia negato il suo consenso a Lindblom quando quest’ultimo ha informato la casa giapponese della propria iniziativa, rammentandogli cortesemente di trovarsi tuttora sotto NDA (non-disclosure agreement). A malincuore, il traduttore ha solo potuto fare marcia indietro:

“Devo moltissimo a Nintendo, è grazie a loro che ho iniziato nell’industria dei videogames. Non voglio far nulla che li metta in cattiva luce. Volevo soltanto scrivere alcuni aneddoti divertenti che immaginavo potessero piacere ai fan. Ma non ho alcuna intenzione di deteriorare i rapporti con Nintendo […] Il mio obiettivo è sempre stato quello di onorare il gioco, gli appassionati e la scrittura di Itoi. Onorerò anche il desiderio di Nintendo di non scrivere nulla, ma so bene che i fan hanno il diritto di avere qualche informazione, per cui continuerò a parlarne finché esiste qualcuno di interessato”.

Gli appassionati, però, non sembrano aver preso bene la cosa, anzi, accusano Nintendo di farsi del male da sola chiudendo una tra le sue serie più riuscite in una sorta di gabbia dorata. Significativo in questo senso è il parere di Reid Young, proprietario di una ditta di merchandising (Fangamer) intorno alla quale si è costituita una tra le più ferventi comunità di appassionati di Earthbound negli States:

“Marcus è una persona squisita e sono certo che Nintendo apprezzi il suo contributo, ma dal punto di vista di un fan di Earthbound, è una grossa delusione. Gran parte di ciò deriva dalla cultura di una vecchia corporazione. Hanno il loro modo di fare le cose, come in quella leggenda metropolitana per cui a nessuno è permesso morire a Disneyland. Non vogliono nessuno che sbirci dietro il sipario”.

L’editor di Polygon Colin Campbell, che ha svelato la storia, sottolinea come la gestione dell’immagine presso Nintendo sia in assoluto la più rigida e controllata nel panorama della gaming industry: “guardacaso, Nintendo ha declinato di commentare l’articolo”, scrive.

 

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