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Adam’s Venture: Chronicles, ovvero le cronache dell’antipatia [Recensione PS3]

Adam's Venture: Chronicles

  • Piattaforma: PS3
  • Publisher: Playlogic Games
  • Software House: Vertigo Games
  • Adam’s Venture: Chronicles, ovvero le cronache dell’antipatia [Recensione PS3]

    Buongiorno Insiders, il titolo che andremo ad analizzare oggi è la lampante dimostrazione che la vita del recensore non è tutta rosa e fiori. Ma non affrettiamo troppo l’analisi conclusiva e cominciamo dal principio. Playlogic Games e Vertigo Games hanno deciso di re-impacchettare le avventure di Adam Venture per potercele servire complete su PlayStation 3. Infatti Adam’s Venture: Chronicles non è altro che la fusione dei tre episodi usciti alcuni anni fa, e precisamente: “The Search for the Lost Garden” (Giugno 2009), “Solomon’s Secret” (Aprile 2011) e “Revelations” (Marzo 2012). Purtroppo però i giochi non hanno subito alcuna revisione tecnica e quindi li troviamo su PS3 con gli stessi pregi e gli stessi difetti che gli utenti PC hanno sperimentato nel corso degli anni. Il gioco uscirà in Europa il 4 Febbraio ma possiamo già dirvi in anteprima quello che sarà Adam’s Venture: Chronicles.

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    E’ sempre difficile cercare di tratteggiare la trama di un gioco con struttura a episodi. Si rischia sempre di dire troppo e donare al lettore dei poco apprezzati spoiler…non che Adam’s Venture: Chronicles si presti a grandi colpi di scena o momenti ragguardevoli. Anzi il gioco ha l’infelice qualità di presentare al giocatore una incredibile raccolta di personaggi mediocri, antipatici o completamente stereotipati. Avremo infatti Adam, l’eroe chiaccherone che si crede simpatico e figo, con alcune delle peggiori battute dai tempi delle freddure all’inglese, completato da Evelyn, la tipica compagna d’avventura bionda e perennemente inacidita. A questi protagonisti si affiancano uno scienziato talmente sapiente da stare 10 anni a cercare una tomba sotto una chiesa per poi morire in meno di 20 secondi senza alcuna logica ed una malvagia società che compie azioni malvagie perché guidata da Clairvaux, ovvero il malvagio boss. Azioni malvagie tipo togliere l’acqua potabile a tutta Gerusalemme per tenere chiuso un cancello e raffreddare un paio di caldaie. Logico no? Comunque il vostro obbiettivo sarà prima scoprire il Giardino dell’Eden, con tutta una serie di tristi battute causate dai nomi dei protagonisti (Adam ed Evelyn…sigh), per poi indagare sugli oscuri piani della corporazione. E la cosa che lascia basiti, ma anche molto infastiditi, è la naturalezza con cui si passa dalle tematiche mistico-religiose del primo episodio alla banale conclusione da tombaroli/complottisti nei seguenti due. Come se nei due anni che sono intercorsi dal primo al secondo episodio i Vertigo Games avessero cancellato e riscritto la sceneggiatura ex-novo.

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    Tecnicamente parlando si nota fin troppo bene che i tre episodi sono stati sviluppati in tempi diversi. Il primo infatti presenta una serie abbastanza anonima di grotte beige e cascatine d’acqua, compresa anche una strana entità che assomiglia ad una macchia di café sul televisore. Tale entità ci inseguirà fino alla fine dell’episodio, ma se la prenderà pure con calma, visto che tale spirito (color smog) non riesca a superare barriere “spirituali” come un cancello (a sbarre larghe) o una cascata d’acqua. Il secondo capitolo invece non solo è il più longevo, con circa 3 ore per il suo completamento, ma anche quello più rifinito e vario, visto che passeremo varie location abbastanza curate e differenti, sia nelle strade di Gerusalemme che nei meandri del tempio di Salomone. Infine troviamo uno sciatto capitolo conclusivo che si dividerà in una prima parte che farà da prequel al primo episodio, ed una seconda parte che metterà un punto conclusivo alle disavventure (e alla battutacce) di Adam. Peccato che questo episodio mandi completamente in vacca il filone mistico-religioso per una soluzione ben più banale e sbrigativa. E pensate che per tutto questo hanno persino scomodato l’Unreal Engine, quasi irriconoscibile per come è stato usato.

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    Dopo aver visto una realizzazione tecnica approssimativa e ben poco curata (tranne rari casi) affiancata ad una trama e a dei personaggi tra l’antipatico e il deludente, come sarà il gameplay di Adam’s Venture: Chronicles? Purtroppo anche in questo caso ho delle serie lamentela da porre all’Amministrazione di Vertigo Games. Se mettiamo da parte il fatto che buona parte delle sessioni puzzle non c’entrino un cavolo con il contesto, vediamo che ogni singolo episodio conta al suo interno pochissimi enigmi che vengono riproposti continuamente ed in maniera quasi inerziale. Per esempio nel primo episodio dobbiamo trovare sette sigilli (che citazione colta!) che si sbloccheranno con due enigmi riproposti alternativamente. Mentre altri puzzle sono presentati pure male e quindi si ha difficoltà a capiremo cosa vogliono da noi i programmatori…e alcuni di questi li ho risolti velocemente premendo un po’ a caso leve, bottoni o altro. Alcuni sono stati anche intriganti, ma erano semplici calcoli matematici e quindi nulla di veramente particolare o curato, in pratica roba da Settimana Enigmistica spicciola. Non voglio parlare delle fasi intermedie, ovvero dell’esplorazione, perché il titolo si connatura di un unico percorso lineare, senza alcun bivio e senza alcuna possibilità di rischiare la morte di Adam. Cosa che almeno ci avrebbe dato una qualche gratificazione.

    In conclusione cosa dire di Adam’s Venture: Chronicles? Beh, che francamente se ne poteva fare a meno su PS3. Questa versione presenta gli stessi identici difetti che le varie recensioni hanno sottolineato nel corso degli anni per ciascun episodio. Nulla è stato fatto per migliore o aggiungere…per altro si nota benissimo come i modelli dei personaggi (con tanto di movimenti) siano rimasti identici lungo i tre anni tra il primo e l’ultimo episodio della saga. Anche gli enigmi sembrano pensati in maniera pigra, senza alcuna voglia di contestualizzarli all’interno del periodo storico o del luogo in cui si trovano, con giusto un aumento progressivo della difficoltà. Se cercate un passatempo veloce, senza pretese e senza grandi difficoltà, Adam’s Venture: Chronicles può anche darvi qualcosina, ma se cercate un po’ di più potete tranquillamente passare oltre.

    Inside The Game

    • Qualche enigma intrigante

    Outside The Game

    • Tecnicamente approssimativo
    • Trama e personaggi fastidiosi
    • Scarsa longevità
    Voto:

    Delusione

    Come valutiamo i giochi

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    Una risposta a “Adam’s Venture: Chronicles, ovvero le cronache dell’antipatia [Recensione PS3]”

    1. francesco scrive:

      Certo devo dire che il giudizio “deludente” non lo condivido. Nel complesso direi che è una game niente male anzi piacevole. Unica vera pecca è proprio la scarsa longevità

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