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Microsoft, Phil Spencer tira le somme su Sony e Nintendo [opinioni]

Microsoft, Phil Spencer tira le somme su Sony e Nintendo [opinioni]

In quello che definiremmo un apprezzabile sforzo di autocritica e di riconoscimento per le buone cose che avvengono al di fuori della propria azienda, Phil Spencer, vicepresidente di Microsoft Game Studios, ha svelato in un’intervista concessa ad OXM cosa sarebbe potuto andar meglio nel lancio di Xbox One e cosa invece è riuscito bene ai principali concorrenti, Nintendo e Sony. In un ambiente nel quale gli “scambi di scortesie” alla Dan Peterson sono all’ordine del giorno, un po’ di manieristico fair play non fa certo del male. Sentite un po':

“Credo che Nintendo – e c’è un po’ di dibattito su questo – abbia nei suoi team interni degli assets eccezionali. Le loro IP dettano l’operato della compagnia, e le piattaforme nascono praticamente al servizio delle IP, ovviamente in senso positivo. Nintendo è un archivio di storie iconiche, e per quanto possa sembrare un’idea buttata lì a caso, quando recuperiamo qualcosa come Killer Instinct, siamo consapevoli che la sua storia è una parte importante dell’interesse dei giocatori. Ovviamente la storia di Killer Instinct non appartiene ad Xbox, è un patrimonio di Rare, e credo che le reazioni viste all’E3 durante l’annuncio del gioco – quel modo di far leva sul cuore delle persone, sia qualcosa in cui Nintendo non è seconda a nessuno.”

“Di Sony – e parlo di studi interni perché è di questo che mi occupo – rispetto seriamente la determinazione ad investire in cose nuove e creative, come hanno fatto con David Cage e Quantic Dream per Beyond ed Heavy Rain. Anche se i giochi non vendono 10 milioni di copie, non fanno mai mancare il loro supporto. Credo che questo impegno a lungo termine sui singoli marchi sia importante: è facile staccare la spina e andare avanti quando un prodotto non vende tanto, per questo rispetto il loro attaccamento. Vi dirò che hanno fatto un buon lavoro con PS4. Quando penso al loro annuncio, all’attenzione per il cliente, all’accento sui valori di ciò che vogliono proporre, al fatto di attenersi ad una visione, mi rendo conto che sono riusciti a definire PS4 molto bene.”

Quanto ad Xbox One, Spencer ammette che parlare di lancio in 21 nazioni ed arrivare poi soltanto a 13 nei tempi stabiliti è stato duro da mandar giù: “c’erano particolari dei modelli vocali ed altri dettagli che dovevamo consolidare, per fare in modo che la console sembrasse concepita appositamente per i mercati ove sarebbe arrivata. Ma questo è un viaggio che non si decide il giorno dopo la partenza, è qualcosa che richiede tempo, ed è importante dare delle garanzie di qualità in ognuno dei territori nei quali ci proponiamo”.

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