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Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [3 – 7 febbraio]

Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [3 – 7 febbraio]

Forse pretendiamo troppo. Ci sono saghe e softwarehouse da cui ci aspettiamo sempre troppo e probabilmente il trucco sarebbe non avere aspettative e valutare ogni singolo gioco per quello che propone, ignorando il suo background e i suoi predecessori. Insomma, se MGS V: Ground Zeroes non fosse l’ultimo capitolo della serie che ha fondato il genere dei giochi stealth, la sua limitata longevità avrebbe fatto tanto rumore in questa settimana?

Provate a fare questo esercizio: quanti giochi “di ultima generazione” universalmente riconosciuti come migliori dei loro illustri antenati riuscite a ricordare? Io pochi. Uno degli esempi ci è stato gentilmente concesso da Take Two, che questa settimana hai potuto deliziare i suoi investitori con la notizia che GTA V ha piazzato sul mercato oltre 30milioni di copie – un traguardo importante per un gioco che aveva lasciato senza parole lo stesso Kojima-san.

Eppure, mentre in GTA V i giocatori hanno dovuto soggiornare a Los Santos per almeno 40 ore, a Camp Omega la loro permanenza sarà limitata a 2 ore, probabilmente 4 per completare anche le 5 missioni extra. Se la breve durata di Ground Zeroes è giustificata dal fatto che il gioco non è altro che un prequel al successivo Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, di certo Kojima ha dimenticato di includerlo nella spiegazione che è seguita allo “scoppio della bomba”.

Il maestro giapponese, infatti, ha preferito soffermarsi sulla possibilità di ripetere la stessa missione più volte e migliorare il proprio tempo nelle competizioni online, un elemento che non può mancare in nessuno dei giochi di ultima generazione, altrimenti come si fa a vincere i vari trofei e achievement che – secondo alcuni – sono il segno che fa di ogni giocatore un vero gamer?

“Io sì che me ne intendo: guarda i trofei di platino nella mia bacheca” – in più occasioni mi è capitato di sentire questa frase, ma per me quella serie infinita di coppe denota soltanto la pazienza. Lo ammetto, è un mio limite: per me passare ore a raccogliere oggetti privi di qualsiasi utilità, mandare al tappeto 100 nemici usando la stessa mossa e altri obiettivi del genere non hanno alcun fascino. Mi sa che non sono un vero gamer. Questa settimana, però, anche qualcun altro si è interrogato su cosa significhi essere un vero gamer, ovvero il nostro Daniel Blacksilver nella sua confessione sui “mali” della digital delivery.

Sottoscrivo ogni sua parola, eppure proprio questa settimana abbiamo potuto vedere anche l’altro lato della medaglia, quello che per molti giochi che altrimenti non sarebbero mai arrivati nel nostro continente è sinonimo di speranza. Ovviamente, mi riferisco a Drakengard 3, che su PlayStation 3 sarà giocabile solo in versione digitale.

Digital Delivery è anche quello strumento magico che permette a singoli DLC di diventare giochi autonomi, come sa bene Ubisoft. La mamma di Rayman, infatti, ha annunciato che Assassin’s Creed Freedom Cry sarà acquistabile anche da chi non possiede il precedente AC IV – una mossa che ha sorpreso molti. Quali saranno le intenzioni di Ubisoft? Vendere ancora più copie di Black Flag invogliando i giocatori a provare una versione low cost?

Mentre cerchiamo di rispondere a tutti questi interrogativi, possiamo consolarci con un altro DLC, ovvero quello che regalerà alle lottatrici di Dead or Alive V nuovi e provocanti costumi. Piccola chicca: nei mesi precedenti il rilascio di Dead or Alive V (nel lontano 2012), il capo di Team Ninja, Yosuke Hayashi, aveva detto di voler concentrarsi su personaggi femminili reali e di voler creare donne vere; insomma: l’intento era quello di eliminare uno dei tratti distintivi della serie: le lottatrici super sexy.

A distanza di anni, i DLC e le pose di Hitomi e amiche ci dimostra che questo non è successo. Che ne è stato delle istanze femministe di Hayashi-san? Come riporta Siliconera, è merito dei feedback di quanti avevano provato la demo alfa del gioco: “vogliamo seni più grossi!” – hanno detto. E così è stato: a quanto pare ogni tanto l’opinione dei giocatori conta …

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