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Indipendent Monday: Octodad – Dadliest Catch [Recensione Indie Game]

Octodad: Dadliest Catch

  • Piattaforma: PC, PS4
  • Publisher: Young Horses Inc.
  • Software House: Young Horses Inc.
  • Indipendent Monday: Octodad – Dadliest Catch [Recensione Indie Game]

    Octodad, gioco freeware nato dalla mente sfatta e annoiata dalla mancanza d’idee di un gruppo di studenti della DePaul University, conosciuti anche come Young Horses Inc. Una pesca fortunata tirata in barca pensando che era tutto uno scherzo, un concept fondato su momenti di scazzo in una bonaccia d’immaginazione e frustrazione, convinti che non sarebbero mai stati capaci di arrivare a concepire qualcosa di originale. Invece è arrivato lui, papà piovra.

    Il successo, la calda accoglienza della critica e la fortunata campagna Kickstarter da $ 24,320, che ha permesso la realizzazione di questo sequel\remake di quel primo esperimento. Bella storia, bell’avventura, bella battuta di pesca. Rimane però una domanda, cosa ne pensiamo di Octodad: Dadliest Catch?

    Favole moderne di ieri

    Il plot di Octodad, fin dalla sua prima incarnazione, è basato semplicemente su quella che potremmo definire una favola moderna. Il protagonista è … un polipo! Un tentacolare papà ittico, travestito e nascosto fra gli umani, alle prese con le sfide di tutti i giorni. L’idea è: essere capofamiglia è già un dannato casino, ma come sarebbe se oltretutto bisognerebbe nascondere la propria natura, affrontando ogni piccola vicissitudine del quotidiano con la disinvoltura di un qualcosa che non si è?
    Octodad è, per questo motivo, una classica favola moderna, perché ci mette di fronte ad una bella metafora sociale del quotidiano, pur utilizzando una facciata ingenua e accessibile a chiunque, soprattutto a chi, come noi, non ha ancora i peli pubici e giustamente trova molto tempo per videogiocare. Non è questa la sede per stilare trattati filosofici, quindi lasciamo alla vostra folla di neuroni l’elaborazione del concetto e passiamo alle mera apparenza.

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    Il mondo di Octodad è quello di Happy Days, quello della famiglia da spot tv, quella che Barilla non vuole proprio aprire ad altri scenari ma che, in questo caso, abbraccia la diversità di un papà tentacolare capace di parlare con gorgoglianti versi Zoidberghiani, facendosi pur comprendere da tutti. Vivere nell’anonimato, alla ricerca della normalità e della protezione delle apparenze, è il suo scopo, evitando quindi cattivi incontri con un ossessionato chef pronto a buttarlo in pentola e tenendosi a distanza dal locale acquario tanto amato dai suoi pargoli, dove l’occhio attento dei biologi marini è capace di svelare il suo inganno.
    Ok, un po’ di filosofia l’abbiamo sciorinata, ma ci teniamo a dire che tutto questo è reso con un’atmosfera solare e ingenua, quasi disneyana, rendendo Octodad un goffo Pippo marino, eroe di tutti noi e tremendo pasticcione.

    Da Trespasser a Surgeon Simuletor, fino a Octodad

    Cosa caratterizza la vita di questo titolo? Ovviamente il gameplay. A rendere interessante il plot, dando respiro ad un semplice susseguirsi di eventi, ci pensa il giocato. Il titolo sviluppato dai giovani puledri è incentrato sulla fisica e sul controllo impacciato del corpo tutto ventose del personaggio principale. L’effetto ragdoll regna sovrano sul personaggio, del quale avremo pieno controllo. Ogni passo, ogni posizionamento, e persino il semplice raccogliere oggetti è affidato al nostro comando, così come il doverli manipolare. Dall’attraversare un corridoio senza far cadere nulla, sino a giungere alla preparazione del caffè, diventa una sfida.
    L’idea è interessante e si presta molto bene al potenziale di calcolo odierno, ma non è certo originale al cento percento. Già in passato, anche in quello più recente, altri titoli hanno provato, con scarso successo, a centrare l’obiettivo. Octodad va oltre, perché qui si gioca in un ambiente dove molti oggetti a schermo sono aperti all’interazione, introducendo il secondo obiettivo del titolo: ridere giocando.

    L’avventura sfrutta infatti questa feature senza prendersi troppo sul serio e gran parte del divertimento deriva dai disastri che scateneremo muovendoci dentro il mondo di gioco, intenti a portare a termine le più banali operazioni: come prendere un cartone di latte dal frigorifero per versarlo alla nostra bambina. Travolgere sedie, colpire altri personaggi schizzando inchiostro blaterando versi incomprensibili; succederà di tutto e di più ed è inutile negare che più di qualche risata scoppia spontanea.

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    Sfortunatamente devo aprire un grosso ‘MA’. Il gameplay è certamente lodevole, il lavoro svolto è molto più profondo di quanto si sia visto prima e anche i comandi, vi consigliamo caldamente un pad se lo giocate su PC, non sono certo impacciati come si potrebbe pensare. Però tutto questo ha un senso d’incompiuto. Il giocato, a questo punto, poteva certamente dare qualcosa di più e proprio i controlli, procedendo con l’avventura e imbattendosi in azioni più complesse, diventano frustranti e ammosciano le risate in favore di qualche duro sbuffare stizzito. Octodad si tramuta, dentro di noi, in un malvagio dottor Octopus di pura ira e malvagio rancore, se poi non lo giocate su PS4 o con un Pad e vi affidate a mouse e tastiera,questo risultato è sicuro come l’insuccesso di un film fatto girare a Zack Snyder. Ogni ventosa di Octodad ci dice che poteva dare di più non solo da un punto di vista tecnico, ma nell’elaborazione degli enigmi e nella loro risoluzione attraverso le infinite possibilità date dalla fisica, dalle sfide incluse nel gioco e nello sfruttamento dei controlli che, ad un certo punto, si rivelano privi di quella stessa fantasia che scazzando ha dato vita alla produzione. Una maledizione scritta nelle origini! Il titolo ha anche una buona contaminazione di generi, buttandosi anche in piccole fasi stealth, anch’esse rese con estrema semplicità, accantonando troppo il gameplay particolare e dalle solide basi.

    Octodad: Dedliest Catch

    Young Horses realizza un titolo pieno di promesse e con un livello tecnico superiore di gran lunga a quanto realizzato da altri in passato, dando prova di quanto possa dare, se messa alla prova, la moderna forza di calcolo. Il plot, il concept, il design, tutte le feature del gioco sono ben implementate e l’avventura vive di gag e easter egg spiritosi, riempiti da piccole azioni secondarie da scoprire e ben inserite nel contesto di gioco. Il più grande spreco di Octodad sta proprio nel non aver approfondito uno studio già bello che pronto, in comandi non troppo curati e nella pigra concezione delle sfide inserite all’interno del gioco. Detto questo, se avete voglia di qualcosa di diverso, Octodad è il gioco che può darvi qualche ora di divertimento e lo consigliamo per la sua originalità, ma non ritenetelo certo un must play.

    Inside The Game

    • Tecnicamente ottimo
    • Fisica ben realizzata
    • Divertente
    • Pieno di easter egg

    Outside The Game

    • Fisica poco sfruttata per invenzioni di gameplay
    • Comandi non perfetti
    • Può risultare frustrante
    Voto:

    Interessante

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