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Indipendent Monday: Jazzpunk [Recensione Indie Game]

Jazzpunk

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Adult Swim Games
  • Software House: Necrophone Games
  • Indipendent Monday: Jazzpunk [Recensione Indie Game]

    Cari Insiders, benvenuti al guappata time! Così avrebbero dovuto introdurre la recensione di Jazzpunk tutti i colleghi della stampa estera che, senza battere ciglio, hanno accolto il titolo della casa indie Necrophone Games come l’ultima scoperta, a soli 13,99 €, del mondo games. Sarà d’accordo il vostro Kal-El, portabandiera del bastiancontrarismo di questa critica troppo assurda?!

    Jazzpunk

    Il concept dietro questo titolo è sicuramente affidato ad un motto ben preciso: spiazzare il giocatore. Gli sviluppatori investono le loro energie in qualcosa che raramente si vede in questo campo e altrettanto di rado riesce a fare successo. Il titolo è difatti un’opera comica e dissacrante rispetto a tutto ciò che rispecchia in concetto di classico o pietra miliare, all’interno del mondo gaming.

    Jazzpunk fa tutto questo buttando il giocatore in un mondo retrò, difficilmente digeribile dai più giovani ma questo è un problema dell’inettitudine di certe generazioni, dove la guerra fredda è ancora un pericolo, il comunista è dipinto come un sadico mangiabambini da schierare come cattivo in qualsiasi film d’azione, e le storie di spionaggio regnano all’interno dell’immaginario collettivo. Noi siamo quindi una spia, un’improbabile membro del governo americano?!
    Sì, in effetti non ne siamo proprio sicuri, poiché il mondo di gioco si discosta completamente da quello reale e bada bene a prendere le distanze da qualsiasi tema attinente con la nostra dimensione. Il gioco prende vita all’interno di un universo fatto di umanoidi robotici, dove la normalità è rappresentata da scatole parlanti depresse e pillole capaci di trasportarci, con un conto alla rovescia, verso la destinazione della nostra missione.

    Fatico ad arrivare al punto nevralgico della trama per il semplice motivo che questo gioco non ha una trama e quello che posso fare è quindi girarci attorno, sperando che le vertigini vi convincano di quanto sto raccontando. Gli sviluppatori optano quindi per una storia di spionaggio priva di un senso logico legato ad un gomitolo narrativo, ma lo tagliano deliberatamente per legarlo ad altri fili, piani e dimensioni.

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    Ricorda Insiders, il gameplay non esiste

    Come ci suggerisce il bambino calvo in uno strano pigiama arancione, solo accettando l’idea che il gameplay non esiste e che quindi sono gli sviluppatori a piegarci, potremo arrivare alla grande saggezza capace di farci digerire Jazzpunk. Il gioco è un’avventura in prima persona dove, esplorando la mappa, cercando di soddisfare la missione affidataci dall’agenzia, finiremo per imbatterci in easter eggs e mini giochi che, in fin dei conti, compongono l’anima del titolo. Seguendo dritti come un fuso l’avventura arriveremo solamente al finale di un progetto sconclusionato, bizzarro e vagamente divertente. Esplorando il livello potremo invece imbatterci in una montagna d’idee e citazioni, incarnate in mini giochi, prese da icone quali Street Fighter o Quake Arena. Divertentissimo infatti la versione nuziale di Quake III, dove … beh, meglio se la scoprite da voi.

    Jazzpunk vive quindi di nulla e di tutto e l’intero progetto ruota attorno all’idea d’immergere il giocatore in un universo dove nulla ha senso se non la demenzialità delle situazioni.

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    Entrare nella tana del bianco coniglio

    Lo so, siete tremendamente confusi rispetto alla mia premessa. Fino ad ora ho parlato bene di Jazzpunk e non posso fare a meno di aggiungere che il design, la realizzazione dei minigiochi, l’umorismo, gli easter eggs e tutto il mondo creato ad arte per questo titolo sono perfetti. Inutile dire che c’è un ma.

    Il titolo studiato dai Necrophone Games soffre la medesima sorte di altri titoli che vogliono strafare per originalità, proponendo tante idee buone riuscendo anche ad amalgamarle all’interno dell’esperienza offerta, ma dimostrando di non avere la fantasia per inserirle dentro un contesto di gioco che possa reggere un’esperienza completa.

    Sono il primo a giustificare la breve durata di molti titoli indie, anche quando hanno buone idee, considerando le attenuanti del genere in esame, ma Jazzpunk non riesce ad avvalersi di questa giustificazione. Nonostante tutte le possibilità esplorate all’interno del gioco l’esperienza è decisamente troppo breve ed  i sorrisi che strappa si capovolgono quando scopriamo che la trama effettivamente è un riempitivo per le gag – non il contrario – e che tutto quanto poteva essere spalmato in un contesto più completo e risultare altrettanto divertente, dando sazio anche alla voglia di un bel trip allucinogeno.

    Jazzpunk è, a conti fatti, quello che sarebbe potuto diventare Stick it to The Man se non avesse avuto idee, ricordandoci la delusione di Evoland, altri titolo gonfiato ad elio con un grande concept, ma spentosi dopo pochi attimi di passione. Per una volta pensate al femminile, so che vi chiedo troppo, e provate ad immaginare la delusione di lei se, dopo aver presentato un grande … pennello, il circo di incastramenti alla tetris, arrivasse al game over dopo pochi secondi.

    Jazzpunk

    Il titolo sviluppato da Necrophone Games è sicuramente degno di lode sotto moltissimi aspetti: originale, divertente, pieno di citazioni dal mondo gaming e cinefilo e demenziale al punto giusto. Sfortunatamente è troppo caro rispetto all’esperienza di gioco offerta che, dopo poche lineari ore, si spegne in un bel passatempo con il retrogusto di qualcosa che avrebbe potuto dare di più. Il titolo è quindi consigliato a chiunque ami il demenziale e voglia ricordare il passato gaming con una risata, ma vi chiediamo d’investire in altro se non volete accendere la sigaretta qualche minuto dopo esservi calati le mutande.

    Inside The Game

    • Originale
    • Citazioni gaming e cinefile ben inserite
    • Divertente
    • Mini-giochi ben fatti

    Outside The Game

    • Trama trascurata
    • Poteva dare molto di più
    • Gameplay conta troppo su mini-giochi
    Voto:

    Interessante

    Come valutiamo i giochi

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