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Indipendent Monday: Drunken Robot Pornography [Recensione Indie Game]

Drunken Robot Pornography

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Dejobaan Games, LLC
  • Software House: Dejobaan Games, LLC
  • Indipendent Monday: Drunken Robot Pornography [Recensione Indie Game]

    Spulcio la lista dei titoli indie da recensire come un povero allupato in cerca della video anteprima più giusta, su un sito di porno in streaming. Le categorie sono molte e le realizzazioni scrause ed eccessive quanto un cinepanettone altrettanto. Devo impegnarmi in un cinque contro uno videoludico e non voglio la solita guappata di concetto pixellosa, uno stramaledetto gioco di zombie o l’ennesimo tentativo di clonare logice FPS alla Portal. Datemi qualcosa di nuovo e originale!
    La mia attenzione viene attirata dai Drunken Robot Pornography. Inutile dire che non speravo assolutamente in un’opera ludica ad alto tasso erotico, per quello ci sono sempre le care produzioni nipponiche, ma ero speranzoso di trovare qualcosa che mi divertisse o capace di farmi giocare con un gameplay demenziale tanto quanto il plot. Chiedo la chiave Steam e inesorabilmente si arriva alla recensione del titolo sviluppato da Dejobaan Games, LLC.

    Il fattore Bender

    Di robot ubriaconi e figli del vizio in ogni sua forma, ne conosco solo uno e se fosse qui mi direbbe di baciare il suo scintillante culo metallico per aver osato pensare di trovare un pezzo di metallo altrettanto originale e dall’ego smisurato. Il gioco, per come si presenta, mi seduce senza troppe cerimonie facendomi presagire di poter ritrovare qualcosa di simile all’esperienza Jazzpunk, magari più ampia e inserita all’interno di un contesto narrativo più durevole.
    Inizio a giocare e un lungo caricamento - forse colpa del mio portatile, ma non ci giurerei – mi si presenta come un tetro presagio. Quella sensazione drammatica viene spazzata via del menù iniziale, dove una grafica interessante e una theme song originale mi riporta a Borderlands ed all’impatto particolare con il design e la canzone dei Cage The Elephant. Si dia via alle danze!

    drunken robot pornography www.indielocus.com alverspin

    L’isteria del nulla dietro un titolo cool ed una canzone altrettanto fica

    Il carattere dietro tutta questa presentazione pomposa del titolo, unico fattore in comune con il robot di Groening, muore non troppo lentamente durante la prima ora di gameplay e risorge con il fetore della salma putrefatta della noia. Il gioco non è nulla più che un frenetico FPS dove, arena per arena, avremo il compito di raggiungere un punteggio entro un certo limite di tempo abbattendo dei titani – robot enormi – o distruggendo a più non posso dei piccoli droni. Nelle mappe avremo possibilità di raccogliere differenti fuochi e power up e il tutto è reso dinamico da trampolini, dal jet pack montato su per il nostro sfintere anale e dal numero esorbitante di avversari a schermo.

    La difficoltà di questo titolo è affidata prettamente alla quantità di nemici a schermo, stupidi come un marciapiede ma numerosissimi. I titani sono dei grossi giocattoloni componibili, ricordando quelli che vendevano quando ero ragazzino, altrettanto fragili e pericolosi quanto un cyber gattino cieco il cui pelo cela cannoni laser vogliosi di sparare alla pene di cane, verso qualsiasi direzione. La forza dei nostri avversari, sta nella loro voglia kamikaze di schiantarsi contro il nostro personaggio e … basta!

    Le arene sono ben sviluppate e non abbiamo nulla contro il design del titolo che è sicuramente interessante e azzeccato, ma la mancanza di originalità nel gameplay è così forte da tramutarsi in una scimmia dispettosa appesa alle spalle della produzione. I power up sono pochi e inutili e questo c’impedisce di avere un fealing con la nostra arma. Inoltre neppure i comandi sono così fluidi e non vedrei per nulla bene il titolo giocato con pad, considerando che con mouse e tastiera si lasciano scappare qualche perdonabile sfumatura.

    Il gameplay è quindi povero di qualsiasi concetto di giocabilità, poiché anche dopo una lobotomia al 90% potremmo comunque continuare a superare i livelli senza troppa difficoltà. Il titolo non ha una sua identità, non è un FPS, non è un indie game esplorativo basato sulla trama, non è un puzzle game, non ha trama e non ha sangue, ma solo il cuore di uno sviluppatore desideroso di realizzare le idee che, probabilmente, nella sua testa suonavano molto più geniali.

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    Drunken Robot Pornography

    Stroncare un titolo indie non è mai piacevole, soprattutto quando arriva addirittura su Steam  costringendomi a riflettere su quanti sviluppatori sono costretti a distribuire valenti progetti con tempi di produzione lunghi anni, ed il mio pensiero va a The Journey Down, The Silent Age e al defunto in fase alpha Death Inc. Drunken Robot Pornography, può vantare sicuramente una cura nello sviluppo tecnico invidiabile, del talento, però pecca nell’eccessiva voglia di stupire che non arriva. I robot non sono ubriachi, la pornografia è un hashtag specchietto per le allodole e gli elementi di comicità sono gradevoli, ma nulla da segnalare. Il gioco termina drasticamente la sua trasgressione con la bella colonna sonora presente nel menù principale ma, prova su strada in tasca, non spenderei mai 13.99€ per un gioco così dozzinale e povero d’idee.

    Inside The Game

    • Tecnicamente Ottimo
    • Bella colonna sonora

    Outside The Game

    • Pretende di essere originale senza riuscirci
    • Non ha un concept
    • Gameplay povero
    • Tutto fumo
    Voto:

    Delusione

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