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Loadout: free-nesia-to-play [Recensione free-to-play]

Loadout

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Steam
  • Software House: Edge of Reality
  • Loadout: free-nesia-to-play [Recensione free-to-play]

    Il free-to-play è una brutta bestia. Una di quelle trovate che può riservare delle belle sorprese o demolire completamente le fondamenta cerebrali del giocatore che, ingannato da un facile divertimento, si può perdere in ore di giocato alla ricerca dell’evoluzione di gameplay, microtransazioni e, in generale, un investimento di tempo e denaro che sarebbe meglio incanalare verso un prodotto bello che completo. Questo quello che, chi scrive, pensa del free-to-play, che sia esso mobile o diffuso via il nostro caro Steam.

    Oggi siamo qui, come avrete capito, per parlare di una sorpresa, ovvero Loadout. Perché quest’improbabile redattore vi va a consigliare il titolo sviluppato da Edge of Reality?

    Demenza ludica

    Chi mi segue sa benissimo quanto per me sia importante il concept di un videogame, sia esso sviluppato grazie ad una trama o sia esso portato avanti in un ambiente creato nel mondo di gioco. Nel caso di Loadout non si parla certo di una trama, ma dell’aria idiota che si respira in ogni sessione di gioco, partendo addirittura del menù iniziale.

    Quando si cerca un elemento comico e d’originalità bisogna sbilanciarsi nella giusta direzione e fare di questa scelta un fattore guida attorno al quale costruire tutto il resto. Loadout ci riesce benissimo, nonostante si stia parlando di un TPS multiplayer. Ogni parte dello sviluppo è adattata con intelligenza e si ha un design cartoon alla Team Fortress portato in scena con una perizia grafica lodevole e, se avete una bella macchina, vi darà delle belle soddisfazioni. Quindi non manca di certo una grafica vincente e non troppo pesante.

    I nostri personaggi hanno una caratterizzazione svitata e assurda, infatti potremo addirittura decidere di buttarli nelle arene con indosso soltanto dei classici boxer alla Lupin, con tanto di cuoricini a comporne la fantasia.
    Durante gli scontri i danni dei nemici sono visibili con improbabili smembramenti del PG. Infatti assisteremo a braccia spolpate fino all’osso e buchi sul petto grossi come una casa, per non parlare di headshot che ci porteranno via tutta la faccia, lasciandoci soltanto con due occhi a palla sorretti dallo schifo del corpo umano. Recuperate qualche VHS per delucidazioni.
    Le morti comiche, seguite da un ultimo respiro esalato alzando il dito medio, e gli splatterosi danni causati dalle armi non sono mai noiosi e vengono accompagnati dalla possibilità d’insultare, con un numero di azioni selezionabili, i nostri avversari.
    Non fraintendetemi, l’elemento comico non è dato dal tipico spasso infantile – forse solo in minima parte -, ma dall’idea di trovarsi finalmente in un titolo dove ci si può divertire in modo competitivo senza prendersi troppo sul serio, liberandoci da quella malsana idea, diffusasi sempre più fra i bimbiminkia, che gli sparatutto o gli FPS debbano solamente essere di stampo bellico. Insomma, siamo sempre lì e COD deve rendere conto anche di aver diffuso una crescente ignoranza videoludica.

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    Cattura la bandiera … o un martello distruttivo!

    Quello che apprezziamo di Loadout, oltre alla demenzialità che pervade il titolo, è il gameplay, pulito e semplificato da tutte le supercazzole tipiche del genere. Come in molti altri compari sarà possibile craftare le armi e personalizzare i nostri PG, con le stesse logiche tipiche del free-to-play. Dobbiamo però mettere le mani avanti su due punti.
    Tanto per cominciare il crafting non sarà inutile e complesso come in altre situazioni, anzi il tutto è portato avanti grazie ad una schermata intuitiva o per meglio dire, strutturata con intelligenza e non come la presunta immediatezza di Windows 8 o di qualsiasi sistema Microsoft. Perché persino la dash di One ha le sue vaccate! Inoltre potremo provare in una sorta di poligono le modifiche, evitando di buttare una partita nel cesso per colpa di un cattivo feeling con le modifiche apportate all’arma. Infatti oltre alla scelta del mirino e altre pinzillacchere, esistono diversi fuochi selezionabili e applicarne uno con il quale proprio non andiamo d’accordo è la fine.

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    Il secondo punto è rappresentato proprio dall’elemento free-to-play. Nonostante per progredire sia quasi obbligatorio investire dindini veri, in realtà c’è quel QUASI a bloccare questo fattore. Infatti Loadout non è un titolo strettamente legato a queste meccaniche. Fare progressi e raccogliere esperienza e punti per evolversi non è proibitivo, anche se richiede molta dedizione. Il tutto, come in molti altri casi, dipende dall’approccio che avete con il titolo. Chi, come me, gradisce giocare di tanto in tanto per smorzare la tensione, si troverà a suo agio, la questione diventa più complessa per chi desidera spararsi ore e ore di gameplay, prendendo le sfide maledettamente sul serio. In questo senso entra in scena un’ulteriore fattore, poiché in molti altri free-to-play la possibilità di divertirsi è legata prettamente all’evoluzione del personaggio ed all’investire ore di gioco che, molti, non hanno o preferiscono dirottare su un titolo bello che finito! Ad esempio, mai e poi mai sceglierei di giocare due ore a Loadout per rimandare una partita a GTA V che può sicuramente darmi nell’immediato un’esperienza più profonda e una soddisfazione più arrapante.
    In definitiva lo sforzo economico riguarda pacchetti speciali, chiamiamoli DLC, che comprenderanno opzioni di personalizzazione dei personaggi e altre feature utili al giocatore fanatico e desideroso di divenire il re dello splatter demenziale, chiedendo sempre il permesso a Peter Jackson.

    Il gameplay di Loadout è semplificato ma incredibilmente divertente per via della sua frenesia. Morire non è troppo difficile, ma sopravvivere è un bel casino e l’immediatezza non è certo sinonimo di facilità.
    Le modalità si dividono fra una partita casual e una classificata, dove ci faremo strada fra una serie di scontri ed arene alla ricerca di punti e gloria. Ritorna però l’elemento comico e un semplice cattura la bandiera trasforma la stessa in un martello a impulsi elettrici che, se conquistato, consente al giocatore di eliminare con la furia di un dio scandinavo barbuto, qualsiasi nemico nei paraggi. In definitiva il titolo è immediato, frenetico come una ninfomane sotto forzata astinenza, pieno d’idee basilari calibrate con intelligenza sfruttando anche un concept assolutamente folle. Per questi motivi lo amo!

    Loadout

    Loadout è un free-to-play consigliato, capace di unire con intelligenza commedia, gameplay e divertimento competitivo all’interno di un prodotto che sa offrire svago a chiunque, soprattutto a chi non vuole trasformare un passatempo in una malattia. Tecnicamente ad alti livelli, con un’ottima grafica un altrettanto lodevole level design e dal gameplay frenetico ed immediato, Loadout pecca nella localizzazione in italiano - pessima e apparentemente tradotta dai doppiatori italici di Half Life 2 - e in server poco diffusi che vi faranno perdere un po’ di tempo per una partita, fortuna che nel frattempo potrete addirittura personalizzare le armi. Evviva il multitasking.

    Come lo abbiamo giocato?
    Loadout è sotto il mio mirino da diverso tempo, ma solo recentemente ho avuto modo di approfondirne le meccaniche. E’ d’obbligo aggiungere che gli sviluppatori tengono l’utenza continuamente aggiornata, ampliando il titolo con nuove mappe e modalità, quindi molto può ancora essere cambiato.

    Inside The Game

    • Demenziale
    • Tecnicamente ottimo
    • Free to play non proibitivo
    • Gameplay solido
    • Crafting e logiche di gioco intelligenti
    • Immediato
    • Divertente

    Outside The Game

    • Pessima localizzazione
    • Attesa per i server
    Voto:

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