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Indipendent Monday: Dominique Pamplemousse [Recensione indie game]

Dominique Pamplemousse "It's All Over Once The Fat Lady Sings!"

  • Piattaforma: PC, iPhone/iPod Touch
  • Publisher: Deirdra Kiai Productions
  • Software House: Deirdra Kiai Productions
  • Indipendent Monday: Dominique Pamplemousse [Recensione indie game]

    Capita di perdere di vista le cose. Ogni tanto accade che anche solo per un attimo ti distrai e ti ritrovi alla ricerca di qualcosa di nuovo nel ciarpame d’idee logore. Pad alla mano giochi ad un platform indie, un puzzle game, un fps, un gestionale, un rpg, un clone di portal, un’avventura in terza persona, ma anche se hanno la pretesa di non avere il peso di una produzione tripla A, le loro idee sono appassite e quasi quasi sembra di tornare agli stessi discorsi ad un prezzo più basso con un po’ di puzza sotto il naso. Allora ricordi e ti aggiri per il web scavando fra le quinta late di roba indipendente. Ti sommerge e ti lascia senza fiato. C’è di tutto e non ha controllo. Quando tutto sembra perduto scopri nell’antico vaso firmato Deirdra Kiai Productions, Dominique Pamplemousse “It’s All Over Once The Fat Lady Sings!”.

    Idee dietro la povertà e l’ambiguità sessuale

    Dominique Pamplemousse viene presentato come un punta e clicca realizzato in stop-motion pieno zeppo di classicismi: bianco e nero, detective tormentato e noir a manetta. Uno sviluppo povero, un gioco che con 4€ gira su desktop e iPad. Niente pretese, sfruttare il poco che si ha al meglio per portare avanti delle idee, seguendo, a rigor di logica, la ragione d’essere dell’intero mercato indie. Quello che non ci viene detto dagli sviluppatori e dalla presentazione dozzinale del titolo è … che è tutto vero e questo gioco è pieno d’idee!

    Un punta e clicca è un genere capace di dare le migliori esperienze interattive. Gli alti e bassi dopo l’epoca d’oro Lucas Arts e lo scossone Telltale, hanno dimostrato quanto possa continuare a dire pur rivedendo il concetto di base al quale siamo tutti affezionati.
    Nonostante ciò capita di assistere a qualcosa di straordinario e  Deirdra Kiai Productions distrugge ogni aspettativa subito all’avvio del gioco, quando scopriamo che lo stop-motion copre una storia ben congeniata, come ci aspetteremmo da ogni buon titolo del genere di stampo noir, e l’idea di fare della storia uno stramaledetto musical decerebrato. Avete letto bene, musical. Gli sviluppatori hanno ben deciso di far cantare alcune linee di dialogo, dando al gioco un ritmo letteralmente scanzonato, grazie ad accompagnamenti musicali ben congeniati sovrapposti a volute stonature e dialoghi certamente non adatti al canto. Come se non bastasse il tutto è infarcito di battute, situazioni assurde e autoironiche ambigue scelte di sviluppo: come quella relativa alla voce del protagonista. Evitiamo lo spoiler per chi fosse interessato a giocarlo. Dominique Pamplemousse ci spiazza totalmente e ci porta in un mondo dove nulla di quello che siamo abituati ad affrontare esiste e se c’è viene stravolto dalla creativa scelta degli sviluppatori.

    Il titolo di per sé sembra quasi impossibile da giudicare, vista la particolare scelta del team creativo di farne un musical decostruttivo verso il genere stesso, visto che nonostante il talento musicale, voce e musica vengono a contrastarsi creando un assurdo irresistibile. Normalmente, anche chi non ama il musical, se stimolato con un’ottima atmosfera e delle canzoni da urlo, non può rimanere indifferente – vedi il Nightmare Before Christmas di Tim Burton -, ma in questo caso assistiamo ad un paradosso tale da lasciare interdetto chi è chiamato a giudicare. In questo caso sarebbe necessaria anche una piccola comprensione dell’industria musicale ed a riguardo posso lanciarmi verso una valutazione abbozzata. L’intenzione del team di smontare l’idea del musical con il contrasto, dandone accezione comica attraverso situazioni e parole, è palese ma non basta a diventare fruibile per tutti, portando al pubblico un prodotto sconcertante, lontano da parodistiche operazioni musicali e sicuramente poco gradito ai più. Considerando ciò devo però sottolineare che non c’è nemmeno una ricerca di suono e arriva alle nostre orecchie come uno storpiaggio poco elaborato. E’ un difetto? Assolutamente no, ma devo comunque prenderne atto anche se la cosa mi piace pur lasciandomi frastornato.
    Il gioco ha uno stop-motion debole, povero e questo è chiaro fin dalla presentazione del gioco che, anche nel menù principale, mostra i limiti di un tipico flash game da browser. Storia e musiche sono ben realizzate, ma non c’è localizzazione in italiano, anche se le linee di dialogo non hanno nulla di arcano. La componente enigmistica del punta e clicca è presente, seppur non nella sua forma classica, considerando che tutto il gioco è basato proprio sui dialoghi o su azioni a schermo. Difetti? Ancora una volta non mi sento di definirli tali o di appesantirli in qualcosa che non sono.

    Dominique Pamplemousse

    Il gioco sviluppato da Deirdra Kiai Productions è senza dubbio uno dei prodotti più originali e sconvolgenti visti fino ad oggi nel mondo indie. Finalmente abbiamo fra le mani un’idea vogliosa di proporre qualcosa di non ancora sperimentato e non ci ammazza gli zebedei con guappate filo-artistiche mal riuscite, goffe quanto una prova di recitazione di Sandro Bullock. Il titolo ha dei piccoli difetti causati principalmente dalla povertà dei mezzi di sviluppo e non sembra il caso di porvi un accento non necessario. Indubbiamente particolare, non per tutti e zeppo d’ironia, Dominique Pamplemousse è senza dubbio un titolo da scoprire se si ha voglia di qualcosa di nuovo senza la pretesa di stravolgere o spillarci troppi soldi dal portafogli. La speranza di chi scrive e ha una minima comprensione del mondo videoludico è che qualche sbarellato sviluppatore amante della comicità, trasformi questa idea in qualcosa di più grande dotato di più mezzi.

    Inside The Game

    • Originale
    • Musiche ben composte
    • Povero nei mezzi ma zeppo di idee
    • Divertente
    • Costa poco

    Outside The Game

    • Soffre del suo essere sperimentale e povero di mezzi
    Voto:

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