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Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [24 -28 marzo]

Week Game Over: la settimana videoludica raccontata da ITG [24 -28 marzo]

Tra qualche anno, forse, sui libri di storia si scriverà che l’era dell’ottimismo è finita quando Tonino Guerra ha smesso di telefonare a “Sandro” per dirgli che l’ottimismo è il profumo della vita. Antonio Guerra ha riagganciato la cornetta definitivamente il 21 marzo 2012, proprio mentre la zombie mania iniziava a diffondersi e gli “apocalittici” infestavano le nostre televisioni per raccontarci delle loro curiose teorie su come sopravvivere a “tempeste magnetiche”, “piogge solari”, attacchi terroristici e tante altre sciagureSarà un caso? Io dico di no … 

Questa settimana ci sentiamo una sottospecie di questa categoria, siamo degli apocalittici videoludici che non possono fare a meno di chiedersi se qualcuno di questi lungimiranti futuri sopravvissuti abbia incluso nella sua lista di minacce anche Mark Zuckerberg, padre di Facebook, pusher di fiducia di quanti non possono resistere più di 15 minuti senza mettere al corrente amici e parenti di quello che mangiano e, ora, anche proprietario di Oculus VR. Ora che il Social Network per definizione potrà controllare anche l’headset per la realtà virtuale che promette di rivoluzionare le nostre vite, è chiaro che il piano di Zuckerberg è quello di trasformare 1984 di George Orwell in realtà diventando il primo e vero Grande Fratello.

Gli ultimi sette giorni, però, non hanno proiettato inquietanti ombre solo sul nostro già poco luminoso futuro, ma anche su quello di Sony e dei responsabili di alcuni dei suoi titoli più attesi. Prima è toccato a Driveclub, che all’improvviso si è trovato orfano del suo game director, Col Rodgers. Poi, è stata la volta del colpo di grazia, inflitto dalla dipartita di Justin Ritchmond, anche lui game director ma di Uncharted 4, il seguito de “l’Inganno di Drake” e prossimo a ricevere come sottotitolo “la dipartita di tutti”. Infatti, non era passato molto tempo da quando la software house aveva dovuto salutare Amy Henning, la sceneggiatrice dei precedenti episodi della saga. Ancora una volta, Sony (che ormai nella stesura di comunicati stampa di questo genere è diventata un asso) si è prodigata nel rassicurare i giocatori: questi inconvenienti non rallenteranno lo sviluppo dei giochi. Sarà vero? Di Uncharted 4 per ora si è visto soltanto il logo e il buon senso suggerirebbe di aspettare di vedere qualcosa di più concreto, ma l’apocalittico videoludico che si nasconde dentro ognuno di noi già trema e teme che Driveclub e Uncharted siano oramai contagiati da quella pericolosa malattia che aveva colpito anche il leggendario “The Last Guardian”.

Se la settimana si fosse conclusa così, non avremmo potuto far altro che piangere perché a questa agonia non è possibile porre fine nemmeno impiccandoci col cavo del controller – dato che ora li fanno wireless – ma per fortuna a portare luce in questi sette giorni di tenebra ci hanno pensato i 6’000 cristalli swaroski di cui è tempestata la statuetta di Jotaro inclusa nella Exquisite Edition di JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle, un oggettino di gusto e a un prezzo modico: solo 300 euro. Se vi state interrogando su chi possa comprare una simile raffinatezza, ve lo dico io: una categoria di persone antropologicamente interessante quasi quanto gli apocalittici, ovvero i collezionisti.

Pensavate di contribuire alla sopravvivenza dell’industria videoludica coi vostri acquisti? Sbagliato! Il merito è tutto loro, dei collezionisti, quelli che di ogni gioco comprano tutte le versioni internazionali per non aprirle e metterle in bacheca, quelli che vanno alla ricerca di titoli usciti anni fa e dimenticati non per giocarci, ma per esporli, quelli che riempiono YouTube dei video delle loro collezioni. Se Square Enix, ad esempio, esiste ancora è grazie ai collezionisti.

500 esemplari di questa particolare specie di videogiocatori presto si porteranno a casa un’altra edizione speciale la cui esistenza mette in discussione ogni principio della logica, ovvero la Panzerhund Edition di Wolfenstein: The New Order, un vero e proprio scrigno di foto, dog tag, immagini, artbook, steelbox ma … senza il gioco (tanto esposta la custodia in bacheca, chi mai andrà a controllare che dentro ci sia un CD?).

Siete ancora sicuri che l’apocalisse sia lontana?

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