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Recensione Monument Valley: nel bel mezzo del cammin di nostra vita…

Monument Valley

  • Piattaforma: iPhone/iPod Touch
  • Publisher: App store
  • Software House: Ustwo
  • Recensione Monument Valley: nel bel mezzo del cammin di nostra vita…

    … mi ritrovai di fronte ad una poesia fatta videogame. Monument Valley, di Ustwo, è stato il gioco che mi ha riportato a scrivere una recensione qui su Inside The Game. Dopo averlo finito, ieri sera, non potevo resistere: dovevo raccontare a qualcuno il tipo di esperienza in cui mi sono imbattuto spendendo quei miseri 3,59€ che rappresentano il costo di questo gioco. Tra un quadro di Escher e il cubo di Rubik, Monument Valley stupisce non solo per la sua semplicità di utilizzo ma anche e soprattutto per il suo approccio minimalista destinato sicuramente a far parlare. Se i classici videogiochi somigliano a film o libri interattivi (hanno una trama da leggere inframezzata da gameplay), il gioco di Ustwo è più assimilabile ad una canzone, addirittura secondo il suo creatore Ken Dong, o ad una poesia, come invece ho scritto io in apertura.

    Quadri. Ma non nel senso di livelli, nel senso letterale del termine. Di questo è composto Monument Valley dal principio alla fine. Pieni di simbolismi a volta letterali e proposti come metafore, a volte invece visivi.

    Quadri da interpretare, come la Gioconda di Da Vinci, nelle loro sfaccettature. Quelle ludiche sono la parte centrale dell’esperienza e mi ricordano, appunto, il cubo di rubik. In Monument Valley si deve guidare la principessa Ida dal punto A all’uscita. Per fare ciò bisogna a volte ruotare, a volte spostare, a volte ridefinire completamente lo spazio intorno a lei. I comandi sono semplicissimi: tap su un punto e Ida lo raggiunge, se può. Manipolazione (swipe) sui vari oggetti per modificare la loro posizione. Andando avanti con la difficoltà e con i livelli si capisce bene perché parlo di esperienza simile a quella di un giocattolo. Sebbene sembra infatti impossibile svelare alcuni arcani e certe volte si sta per abbandonare l’esperienza per l’eccessiva cripticità (concedetemi questo neologismo, non volevo scrivere difficoltà) di alcuni punti, riguardando il proprio lavoro da un’altra angolazione si può ricostruire il percorso da fare a ritroso e scoprire che proprio manipolando il livello perdendo di vista Ida, la soluzione era a portata di mano.

    Ma l’interpretazione non si ferma alla parte ludica, assolutamente. L’importanza dei corvi, il livello nella scatola, l’uso della gravità tutto potrebbe significare qualcosa, nel cammino di Ida verso la verità nascosta sul suo passato (e sul suo futuro). Chiaramente è un gioco di specchi, una retorica da game designer sotto LSD (Ken, sto andando di fantasia), ma rimane comunque fascinazione pura. Un po’ Braid, da questo punto di vista, senza l’uso di lunghissime finestre di testo.

    Per questo più canzoni o poesie: tutto è conciso ed è godibile con pochi minuti a disposizione (come nella migliore tradizione di un videogame in formato mobile). Una suggestione sulla metro, una “volata” mentre aspetto il caffè, un momento di relax sotto al sole col mio schermo antiriflesso.

    Cuffie nelle orecchie, rigorosamente, per un’esperienza che non può proprio essere separata dalla sua fantastica colonna sonora, probabilmente uno dei punti più alti dell’audio su iPhone/iPad legati ad un videogioco.

    Per questo e per i mille altri motivi che ognuno di voi potrà individuare Monument Valley è un titolo che non potete proprio non avere. Nonostante il prezzo “esoso”, se raffrontato con la concorrenza ovviamente, stiamo parlando di un titolo assolutamente al di là degli standard presenti su iPhone. Un nuovo Sword & Sworcery molto più accessibile (e divertente, se vogliamo) da godere fino all’ultima nota.

    Poi, parliamoci chiaro, avete speso sti 500€ per il vostro supermegabellissimo iphone, e ve state a lamentà de 4 euro?

    Consiglio: su iPad è ancora più bello.

    Nota: non gli ho dato 4/4 solo ed esclusivamente perché è talmente tanto bello che speravo non finisse mai, mentre invece è un po’ corto… Se questa cosa non vi interessa, trattate il voto qui sotto come capolavoro, perché di questo si tratta.

    Inside The Game

    • Visivamente sgargiante e complesso
    • Accesibile e complicato al punto giusto
    • Sonoro (musica e effetti) senza eguali

    Outside The Game

    • Corto... solo perché doveva durare in eterno :)
    Voto:

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