Categorie | COPERTINA, PC, Recensioni

Indipendent Monday: A Story About My Uncle [Recensione Indie Game]

A Story About My Uncle

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Coffee Stain Studios
  • Software House: Gone North Games
  • Indipendent Monday: A Story About My Uncle [Recensione Indie Game]

    Cari Insider, bentornati ad un nuovo appuntamento con Indipendent Monday, rubrica settimanale dedicata al mondo indie che si preoccupa persino di raccontare la storia degli zii altrui. Questa settimana siamo lanciati nelle viscere fredde del titolo sviluppato da Gone North Games e distribuito da Coffee Stain Studios, nientepopodimeno che, A Story About My Uncle. Pronti?

    La storia de mi zio

    Il titolo non è nulla più che una storia per addormentarsi, un racconto di un padre amorevole alle orecchie della figlioletta. Il protagonista è il classico compagno di scuola irritante che ha uno zio fico, che ha e fa tutto. Quella figura mitologica che non si fa sfuggire nulla dalla vita, generoso al punto di lasciare provare al nipote, che a questo ha quindi un padre infame, tutte le meraviglie possibili e immaginabili, lasciando noi a rosicare. Fred è quel tipo di zio, con l’unica differenza che è davvero esistente e incredibilmente fuori dagli schemi. Lo zietto è un viaggiatore, un uomo di ventura ed il più grande sogno del protagonista è quello di seguirlo in uno dei suoi viaggi e divenire parte di quelle scapestrate avventure. Un giorno zio Fred non c’è. Appena tornato da un viaggio, pare scomparso nel nulla, mentre nel suo studio troviamo segni strani a guidarci verso la prima grande avventura della nostra vita e l’ennesima per lo zietto. Fred è scomparso, perso in un mondo nascosto dietro il mondo, dove altre popolazioni e vertiginosi paesaggi aspettano di essere scoperti. Cosa lo ha trattenuto? Dove si è spinto lo zio Fred? L’unico modo per scoprirlo è indossare una tuta protettiva anti-gravitazionale capace di farci saltare e rimbalzare come grilli fra i vuoti senza fondo del nuovo mondo.

    A Story About My Uncle non propone certo una scoperta narrativa di livello, ma re-incarta un classico, stile Viaggio al centro della terra, per fonderlo con altre visioni fantastiche e portarci all’interno di un gioco incentrato sul racconto e sulle suggestive immagini derivate da esso. Ne vale la pena?

    Reddit1

    Rimbalzare gravitazionalmente con una tuta alla Gordon Freeman

    Gone North Games propone un gameplay coraggioso e semplice, realizzando quello che in sostanza possiamo definire come un platform in prima persona o sarebbe meglio dire un first person action-adventure, proprio come il tanto amato Mirror’s Edge. Il paragone è calzante come non mai, perché per la prima volta si ritorna a quel senso di paura, brivido e vertigine causato solo dal titolo DICE. Grazie alla tuta anti-gravitazionale, come la definiamo in questa sede, saremo in grado di eseguire super salti, attutire atterraggi da altezze accecanti e sparare un raggio traente capace di agire su alcuni terreni o rocce, ottenendo una sorta di liana magnetica, swingando per il livello come il tangato Tarzan o il più colorato Spiderman. I raggi hanno una carica limitata e dovremo aspettare di toccare il suolo per ricaricarci o, qualora dovessimo farlo in volo, sfruttare dei cristalli, fonti di energia naturale. Una coppia di razzi a propulsione, anch’essi dall’utilizzo limitato, completeranno le nostre abilità platformiche. Nulla di più in questo gameplay, se non la ricerca di collezionabili, confermandosi perciò un classico nella sua concezione. Semplice, ma tremendamente efficace nella configurazione in prima persona, capace di dare quelle belle sensazioni di tensione che non si sentivano da un po’.

    Il gameplay non è però perfetto. Il sistema di puntamento è forse incerto in qualche occasione, nonostante nel complesso sia fluido e capace di rispondere ai comandi alla perfezione. Il difetto vero lo riscontriamo nella fisica, un po’ ballerina ed a volte priva di una logica costante. Capita di fare la stessa azione e ricavarne una spinta esagerata o moderata ed il contatto con alcune pareti o rocce traenti ha l’effetto di una molla, facendo sbalzare il personaggio in un casino disorientante. Qualche compenetrazione mina alcune sezioni, ma fortunatamente non si segnalano altri bug.
    Sommariamente il gameplay è quindi riuscito, divertente e sicuramente da giocare, considerando la buona realizzazione del level design ed il livello di sfida offerto.

    Star_Haven_Reveal

    Unreal Engine, piacere di conoscerla!

    La macchina destinata alle recensioni di questo indie è un misero portatile ormai alla fine dei suoi giorni che, solitamente, svolge il suo dovere senza troppi capricci, ma che non può certo sopportare il peso di moderne produzioni con motori grafici cazzuti o indie ambiziosi. Da questa premessa nasce il plauso per l’intelligente utilizzo dell’Unreal Engine da parte dei Gone North Games!
    Il motore è stato sfruttato per moltissimi titoli, e non solo con rese finali che lo rendevano irriconoscibile, ma anche tremendamente pesante senza motivo. Abbiamo visto titoli gratuiti in Unreal, la cui resa grafica era pari a quella di un Game Boy Color, andare con un numero così basso di frame da poterlo sostituire alla conta delle pecore. Ci siamo addentrati in prodotti finali dall’aspetto raccapricciante, pesanti e lenti come una peperonata mangiata sotto il sole di ferragosto. A Story About My Uncle è un vero piacere per gli occhi e per l’ego distrutto della macchina usata per la recensione. Un gioco leggero, capace di sfruttare molto bene l’engine, portando sul monitor dei paesaggi spettacolari, resi magnifici dall’ottimo utilizzo delle luci. Se la resa del gameplay, come anticipato, è da lodare è anche grazie alla pulizia del comparto tecnico e così questo titolo acquista un motivo in più per essere giocato.

    A Story About My Uncle

    A Story About My Uncle, vale tutti I 12,99€ richiesti per unire il titolo alla propria libreria Steam. Il gameplay classicamente platform viene portato in una logica first person action-adventure alla perfezione, unendosi ad un comparto tecnico quasi impeccabile e capace di regalare un’esperienza vertiginosa ed unica. La narrazione altrettanto classica e l’ottimo doppiaggio completato l’esperienza. Qualche piccolo bug va solo a scalfire il risultato sommario, ma nulla di particolare importanza. Il titolo di Gone North Games è da provare!

    Inside The Game

    • Unreal Engine ben sfruttato
    • Ottimo Gameplay
    • Ottimo doppiaggio
    • Ottimo level design
    • Stupisce
    • Vertiginoso

    Outside The Game

    • Qualche bug
    • Non perfetto il sistema di lock
    Voto:

    Da non perdere

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 574 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    Rispondi