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Abbiamo provato il PlayStation Move: e al momento è il nostro motion controller preferito!

Abbiamo provato il PlayStation Move: e al momento è il nostro motion controller preferito!

Inutile parlare ancora di Wii e di ciò che ha combinato al mondo dei videogiochi. L’invenzione di Iwata, Miyamoto e tutto il team di ricerca e sviluppo Nintendo ha scombinato le carte in tavola e con una console rivoluzionariamente retrò si è impossessata del primo posto di ogni classifica mondiale. Ma l’effetto Wii, a distanza di quattro anni, sembra ora rallentare, tornare nei ranghi di una normalità che non si addice molto alla Nintendo dei record di oggi. Nel frattempo Microsoft e Sony, come saprete sicuramente già, si apprestano a rilanciare le loro console attraverso dei nuovi controller già presentati più volte nel corso degli ultimi 365 giorni e di conseguenza sempre più vicini alla loro distribuzione nei negozi.

Di Project Natal, ora Kinect, abbiamo potuto provare le antesignane demo dello scorso anno e osservare da molto vicino i nuovi titoli che dovrebbero accompagnarlo sugli scaffali di tutto il mondo questo autunno. Software per il popolo Wii che secondo i piani Microsoft impazzirà all’idea di non avere controller tra le palle, saltando allegramente davanti al televisore di casa per un’esperienza mai provata fino ad oggi. Tutto vero? Probabilmente no, quel che ci spaventa di Kinect infatti non è solo il suo essere sempre più reale e di fatto limitato, ma sopratutto il suo sbilanciamento tecnologico. Siamo tutti contenti se i nostri fratellini si divertiranno un mondo con Kinect, ma noi appassionati di Call of Duty, noi che sogniamo da decenni di giocare a un Elder’s Scroll combattendo come se avessimo in mano una vera spada, cosa dobbiamo aspettarci? Almeno per ora niente o poco più (Fable III potrebbe in futuro supportare Kinect ma quanti misteriosi misteri al riguardo…).

Il nuovo controller include tutti i tasti base PlayStation più un tasto centrale, un grilletto posteriore e Star e Select posizionati sui lati. La sfera di gomma (profumatissima!) sulla punta del pad si illumina di diversi colori a seconda del luogo in cui ci troviamo e il gioco.

In fondo al gruppo, almeno inizialmente, si trovava Sony e il suo PlayStation Move. Le differenze con il Wii erano piuttosto labili e tutti i pensieri finivano irrimediabilmente a quel Kinect che in base alle prime teorie e ai primi filmati mostrati appariva chiaramente anni luce avanti. Niente di più sbagliato. Dopo aver messo le mani sul controller finale e aver provato il software che Sony sta lentamente distribuendo ai giornalisti di tutto il mondo, PlayStation Move scavalca la concorrenza dimostrandosi il progetto più bilanciato e divertente. Come nel caso di Microsoft il software dimostrativo si tratta in larga parte da una copia più o meno spudorata di quel Wii Sports che continua a fare la fortuna della console Nintendo, ma le piccole grandi differenze, unite a una grafica all’altezza dei nostri monitor/tv, sono bastate a sconvolgere i nostri sensi e a farci saltellare come ChunLi dopo una vittoria (Yappapapapa!). PlayStation Move è molto più accurato del Wiimote, molto più veloce e permette fin da ora un controllo totale dei movimenti dei nostri avatar digitali. Nel pacchetto sportivo in nostro possesso le discipline incluse sono il golf (che come nella modalità presente nell’ultimo Tiger Woods per Wii si gioca tramite il frisbee), ping pong, pallavolo, tiro con l’arco, bocce (il bowling puzzava troppo di plagio) e un bel picchiaduro uno contro uno all’arma bianca e scudo. In tutti i casi l’esaltazione è stata massima, inoltre molti dei giochi in questione possono essere giocati con due controller PlayStation Move (noi ne avevamo uno solo!), per un realismo ancora maggiore di quello che tanto ci ha soddisfatto durante la lunga prova effettuata. Presente anche un disco focalizzato sui party game che ci ha subito ricordato da molto vicino le vecchie compilation distribuite con EyeToy in epoca PlayStation2. Anche se inizialmente lo abbiamo snobbato, tale disco ci ha subito rapito con i suoi minigames semplici ma divertentissimi, in grado di aggiungere alla già lunga lista di qualità del controller un’altra manciata di voci.  PlayStation Move sarà disponibile nei negozi il 15 Settembre in vari bundle, il solo controller costerà comunque 39,90 Euro ma necessiterà della telecamera PlayStation Eye per funzionare, in soldoni altri 30 Euro, mentre l’attachment (il nunchuk del PlayStation Move) galleggerà attorno ai 15 Euro. Poco dopo l’uscita del PlayStation Move verrà messa a disposizione una patch per Heavy Rain che renderà lo splendido titolodi David Cage giocabile interamente con il nuovo controller. Se tutto andrà come previsto ne vedremo delle belle.

Ecco una veloce recensione dei mini giochi sportivi presenti nel pacchetto Sports Champions:

Disc Golf

L’idea di giocare a golf con un frisbee era già venuta ad Electronic Arts (e forse anche prima a qualcun altro) e col Wiimote Plus si è subito dimostrata vincente. Ora, attraverso il PlayStation Move, il controllo è totale, preciso, per tirare più basso si possono anche piegare le ginocchia e vedrete il vostro alter-ego fare immediatamente lo stesso, posizionarsi proprio dove volete voi. Tiri dritti, di rovescio, si può fare tutto, dando anche l’ultimo colpetto di polso per accelerare all’ultimo il lancio. Move analizzerà movimento e velocità e bang, vedrete il frisbee partire realisticamente oltre la realtà dello schermo.

Ping Pong

Poteva essere realizzato meglio ma hey, fa davvero impressione! È da quando è uscito il Wii che sogniamo una versione di Table Tennis della Rockstar con un controller simile e ora, grazie a Move, sappiamo che si può fare. Tiri a effetto, bombe all’angolo, palleggi al millimetro, tutto senza il benché minimo ritardo nella risposta dei comandi. Se questo è l’inizio c’è da ben sperare.

Pallavolo

Questo è uno dei giochi in cui è possibile utilizzare due PlayStation Move, i benefici sono subito immaginabili provando questa disciplina con il singolo controller che già da solo permette un’esperienza davvero unica. I movimenti del giocatore sono naturalmente auto assistiti, ma eseguire un baker o un sempliec passaggio per anticipare una super schiacciata è fenomenale. È possibile decidere dove e come alzare la palla e se si esagera con la torsione del busto un passaggio può finire tranquillamente dall’altra parte della rete.

Bocce

Fanculo il bowling, noi siamo europei e abbiamo le bocce… che poi sono molto simili a “Ferri di cavallo”, il mini gioco presente in Red Dead Redemption che ci ha fatto bruciare ore ed ore della nostra vita. Basta un solo PlayStation Move per imprimere l’effetto voluto a tutte le sfere, giocare di rimbalzo o inventarsi acchitti che ogni anziano della bocciofila di quartiere può solo immaginare.

Tiro con l’arco

Con il singolo controller è un po’ fine a se stesso, pure un po’ noioso, ma con due PlayStation Move potrebbe davvero decollare oltre la stratosfera del divertimento.

Battaglia

Semplicissimo e compatibile con due PlayStation Move (uno per muovere l’arma e uno per indirizzare lo scudo) questo mini gioco dedicato ai combattimenti all’arma bianca ci mostra tutte le potenzialità di questo controller.

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Demo di Crackdown 2 online: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

Demo di Crackdown 2 online: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

Pacific City è tornata, ma è ridotta molto, molto peggio di prima. Quella che era una città sull’orlo del baratro nel primo Crackdown, diventa in questo secondo un abisso di perdizione, conteso dai terroristi dell’organizzazione The Cell, dai mutanti che infestano le strade soprattutto di notte e dagli Agenti, di cui faremo ancora una volta parte.

La corposa demo disponibile da oggi su Xbox Live offre un tempo limite di 30 minuti a partita, al termine dei quali potremo ripartire con tutti i progressi azzerati, da affrontare in co op fino a 4 giocatori: per fortuna abbiamo ampia libertà di vagabondare per la città portando la vera distruzione su tutto e tutti.
Come nel primo capitolo, essere dalla parte della legge in un contesto sprofondato nel caos ha i suoi vantaggi, addirittura maggiori di quanto ricordassimo: per esempio lo sterminio di civili innocenti non avrà ripercussioni sullo sviluppo delle nostre abilità, e si riduce a qualche ammonimento e poco più.

Il nucleo del gameplay è assolutamente inalterato e consiste nel classico free roaming per le strade e i tetti alla ricerca di missioni principali, secondarie e di terzo livelo, a seconda dell’importanza e rilevanza delle stesse rispetto alla trama. Il nostro super agente ha a disposizione lo stesso tipo di equipaggimaneto già noto, composto da due armi (ma possono essere raccolte quelle degli avversari per salvarle nel data base dell’Agenzia e utilizzarle a piacimento) e un tipo di granata.

Il tutto è essenziale per fronteggiare i due distinti tipi di minacce che ci si pareranno davanti: i terroristi, armati fino ai denti e assiepati nelle location chiave di ogni missione, e i mutanti, che vagano per le strade attaccando tutto e tutti, raggiungendo durante la notte un potenziale numerico davvero esagerato, persino per un eroe tutto d’un pezzo e ultra potenziato come quello che impersoniamo.

Dopo qualche partita, tristemente in singolo per la mancanza di amici online, è chiaro che molto poco è cambiato rispetto alla formula vincente del primo episodio e chi si aspettasse stravolgimenti o netti passi in avanti non potrà che restare un po’ deluso.
Il parco giochi di demolizione che è ormai Pacific City ha subito ingenti danni, ma non sarà difficile provare un forte senso di deja vu in molti contesti: chiaramente è legittimo perchè la location è immutata, ma la cupezza generale, aumentata dalla scelta di colori leggermente più tetri nonostante il cell shading, non aiuta nè a “sentirsi a casa” nè a stupirsi di viste o scorci particolari.

Molto simili al passato anche le tipologie di missione, che coprono tutto il campo di ciò che ci si possa lecitamente aspettare da un titolo simile: corse in macchina/sui tetti a tempo,  ricerca degli orb per potenziare le abilità base e massacro incondizionato tra mille esplosioni compongono il vademecum del gioco, con l’aggiunta di specifici obiettivi da riconquistare a furia di piombo per liberare zone strategiche e permettere all’Agenzia di non perdere terreno rispetto a The Cell.

L’aspetto veramente preoccupante della demo, considerando che l’uscita è prevista per il 9 luglio, è la gestione del puntamento delle armi, che spesso fallisce clamorosamente nel mirare il nostro obiettivo prescelto per concentrarsi su un rivale molto distante o addirittura su un barile: difficilmente verrà messa una toppa e allo stato attuale un po’ di frustrazione è inevitabile.

Tecnicamente non c’è nulla di straordinario e Crackdown 2 sembra assestarsi più o meno sui livelli del predecessore, che ottenne larghi consensi e molte attenzioni grazie alla freschezza del gameplay e all’esagerazione di ogni azione, dai salti ai combattimenti fino alle corse in auto.
In questo seguito c’è tutto, ma niente colpisce davvero nel segno (beh… le granate magnetiche sono FANTASTICHE!): di certo il co op sarà l’elemento in più capace di azzerare tante perplessità, così come le modalità multiplayer competitive, che speriamo possano essere varie e almeno in qualche aspetto… nuove.

Vi segnalo l’aggiunta delle radio nelle automobili e la probabile presenza di una tracklist molto variegata: l’unico brano che ho riconosciuto al volo è “Bad Moon Rising” dei Creedence Clearwater Revival, che si sposa perfettamente con l’invasione delle starde che ogni notte viene perpetrata dai mutanti.

Interessante poi l’introduzione dei “quasi-achievement” : è possibile ottenerne 10 (per un totale di 100 gamerpoint), che verranno sbloccati immediatamente una volta acquistato il titolo. Un modo decisamente migliore di quello visto per i Live Arcade, che si limitano a un laconico “avresti ottenuto…”

In definitiva, ferma restando l’impossibilità di un giudizio completo sulla sola base di una demo, Crackdown 2 non sarà una sorpresa come il predecessore. Qualche limite tecnico è già evidente, ma la possibilità di giocare in quattro tutta la campagna, le modalità multiplayer e il divertimento di portare ovunque la distruzione non possono essere sottovalutati. Di certo mi sarei aspettato di più, soprattutto in termini di novità: Ruffian Games ci ha rovinato la sorpresa, speriamo non facciano altrettanto col gioco!

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Demo di Lost Planet 2 disponibile sul Live [modalità cooperativa]

Demo di Lost Planet 2 disponibile sul Live [modalità cooperativa]

Oggi Capcom ha deciso di farmi felice e di soddisfare la mia (e spero la vostra) curiosità su uno dei titoli che personalmente attendo di più nella già caldissima (videoludicamente parlando) Primavera.

Sto parlando del seguito di Lost Planet. Da oggi, solo per gli utenti Gold, è disponibile su Live la demo multiplayer del gioco che ci permette di pregustare tutto quello che gli sviluppatori hanno in serbo per il ritorno di questo milionario franchise (le vendite si aggirano intorno alle 2 milioni di copie). Un ritorno assolutamente stravolto, ma con grande stile.

Magari tra di voi c’è qualcuno che non conosce il primo Lost Planet. Ok, ci pensiamo noi di Inside The Game, ma prima fate ammenda e chiedete perdono inginocchiandovi di fronte a quel gigantesco robottone. Lo vedete? Ecco, quello è un VS! Il primo capitolo di questa (ormai) saga è quanto di più 80’s si possa trovare sulle nostre Xbox360 e PS3: combattimenti su mech dal profumo fortemente arcade, dannatamente difficili in alcuni frangenti, ma sempre fottutamente divertenti. Combattimenti che ci vedevano soli, tra condizioni ambientali precarie e gigantesche creature.

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La demo rilasciata oggi da Capcom, come vi ho già anticipato, stravolge la formula del primo capitolo e si concentra sugli scontri in team. Il gioco infatti consentirà di giocare la Campagna in cooperativa a fianco di altri tre amici, tuttavia in questa demo è possibile provare solamente il deathmatch in compagnia di 15 avversari, sulla mappa Turbulent Jungle nelle due modalità disponibili, Elimination e Post Grab. Sono ovviamente disponibili tutte le nuove armi, i VS e l’equipaggiamento di supporto selezionabili nella Campagna.

Il file della demo pesa 537MB ed è possibile metterlo in coda anche tramite il sito Xbox.com.

Di mio sono già galvanizzato dalla possibilità di affrontare l’intero gioco in compagnia di 3 fidati amici. Ci si becca sul Live l’11 Maggio, data di uscita nel Vecchio Continente.

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Maniac Mansion… in 3D [Demo]

Maniac Mansion… in 3D [Demo]

I più anziani frequentatori del sito se lo ricordano sicuramente, uno dei giochi più belli per Commodore 64, Amiga, NES e tanti altri. La missione era liberare Sandy dalle grinfie… o tentacoli che dir si voglia, del malvagio dottor Edison… quante volte abbiamo “accidentalmente” causato la famigerata esplosione nucleare??? Tenetevi forte, il titolo sarà presto disponibile in 3D!

Un gruppo tedesco che si fa chiamare Vampyre Games Team ha provveduto a questo remake e per non aver problemi di copyright hanno chiamato il gioco Meteror Mess 3D, non sappiamo il motivo del nome ma nel gioco abbiamo a che fare con una meteora ma soprattutto se vi ricordate c’era un gioco arcade chiamato proprio Meteor Mess all’interno di Maniac Mansion, e il punteggio del dottor Edison serviva a qualcosa… meglio non spoilerare troppo!

Al momento attuale è solo presente una demo da poter scaricare qui. La versione completa sarà disponibile in estate. Come spiegano gli stessi autori del remake, questo è più che altro un progetto per testare un programma come 3D Gamestudio, quindi non aspettatevi il massimo, ma sicuramente è un gesto più che apprezzato.

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AAAAARGH [Global Game Jame 2010 - GNILLEY]

AAAAARGH [Global Game Jame 2010 - GNILLEY]

In queste ore si sta svolgendo il Global Game Jam 2010, manifestazione incentrata sugli sviluppatori indipendenti e sul consumo coatto di bevande alcoliche.
Tra i titoli presentati spicca questo Gnilley, gioco sviluppato da Radix in occasione del Sydney GGJ e qui ripresentato con effetti a dir poco travolgenti.
La cosa migliore di questi eventi è che i progetti mostrati sono spesso già disponibili sulla rete e oltretutto gratuitamente, questo è anche il caso di Gnilley! Godetevi il filmato che ne presenta i punti SAAAAAAAAAAAAAALIEEEEEEEENTI e poi, a fondo pagina, troverete il link per poterlo provare di persona, ma naturalmente dovrete avere un microfono…

Se quel genio di Radix vi ha convinto questa è la pagina web dove potrete scaricare Gnilley!
Divertitevi!

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Provata la demo di Dante’s Inferno su Xbox 360 (online dal 24 Dicembre)

Provata la demo di Dante’s Inferno su Xbox 360 (online dal 24 Dicembre)

Allo scadere della mezzanotte di ieri gli utenti di Xbox 360 avevano la possibilità di scaricare dal marketplace la demo giocabile di Dante’s Inferno, prossimo lavoro di Visceral Games (quelli dell’incubo Dead Space) in uscita in Europa il 12 Febbraio. Gli utenti Playstation 3, invece, sono stati privilegiati (dico scherzosamente:”per una volta” ;) visto che sul fronte dei contenuti online Microsoft è sempre stata molto generosa) e l’hanno potuta provare dal 10 Dicembre.

Non so perchè io ho aspettato oggi per scaricarla, sarà perchè sono più legato alla mia Xbox 360 piuttosto che alla mia PS3, quale miglior occasione per provare un gioco simile se non alla Vigilia di Natale?

Sangue, ammazzamenti, demoni, addirittura la mietitrice in persona. E poi tette completamente nude e un arcivescovo o cardinale disegnato come un demone. Insomma una vera e propria festa al clima natalizio cattolico, per quanto ovviamente non ci sia assolutamente nulla di offensivo visto che il gioco è ambientato al tempo delle crociate, cioè in un periodo in cui la Chiesa non può proprio uscire “bene”.

Comunque sia ci siamo seduti, per la prima volta credo, riuniti noi 4 di Inside The Game (mancava solo inskin che tanto andremo a trovare presto ;) ) e abbiamo acceso il mio quaranta pollici mettendo il dolby surround al massimo o quasi. Davanti ai nostri occhi c’era Dante Alighieri, molti più muscoli che cervello, mentre si cuciva la croce rossa crociata sulla pelle.

Molti di voi diranno: “un insulto alla letteratura italiana”.

Noi abbiamo detto: “che coatto” ;)

Il protagonista di Dante’s Inferno rivaleggia con Kratos in quanto a finezza e bon ton. Dove il secondo sfoggia tatuaggi, il primo ha lembi di pelle di un altro colore cuciti addosso. Dove da una parte l’antica grecia è dipinta in maniera demoniaca, dall’altra i demoni dell’inferno sono dipinti come antichi greci. No, quest’ultimo particolare non è assolutamente vero, ma mi piaceva finire la frase così ;)

Credo che ci troveremo davanti al miglior clone di God of War mai uscito: da ciò che abbiamo potuto notare inizialmente, la grafica dei filmati è eccezionale, la trama è assurda quanto basta per smembrare avversari in mille pezzi e il sangue scorre a fiumi.

Tra l’altro l’arma di Dante è la falce… strappata dalle fredde mani della morte. Nel senso proprio della “mietitrice” che dovrà essere affrontata ogni volta che si muore se si vuole tornare in vita nel punto dove si è periti.

Un titolo che sembra quadrato e soprattutto perfetto per il ruolo che si pone (cioè farci giocare violentemente ad un picchiaduro a scorrimento mentre aspettiamo God of War 3), con delle scelte stilistiche sopraffine e un’ambientazione davvero adatta alle menti (malate) di Visceral.

Se prima ero solo molto curioso di provare il gioco completo… ora sono convinto che sarà più che soddisfacente! Brava Electronic Arts, un altro plauso per voi per un’altro IP, originale, scoperto e finanziato!

O mia Beatrice, arrivo: comincia ora ad annunciare ai demoni con cui ti trastulli che la penna di Dante è più potente della spada! E soprattutto che la falce lo è ancora di più e gliela pianterò in testa quanto prima ;)

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Demo di Fifa 10 alle porte: tempo di dribbling! [video gameplay]

Demo di Fifa 10 alle porte: tempo di dribbling! [video gameplay]

Giusto un paio di giorni. Giovedì 10 settembre sarà possibile scaricare la demo gratuita di Fifa 10 e i salotti italiani torneranno a riecheggiare di imprecazioni, esultanze e sfottò.
Sei squadre selezionabili (Chelsea, Juventus, Barcellona, Bayern Monaco, Olympique Marsiglia e i temibili Chicago Fire) e addirittura la possibilità di caricare replay sul sito EA, per un piccolo evento in attesa dell’uscita del titolo completo, il 2 ottobre.

Nel frattempo, direttamente dalla versione Pc del gioco, un video-confronto sui dribbling nella versione dell’anno scorso e in quella in arrivo: il sistema a “360 gradi” non sembra proprio una semplice aggiunta o limatura, quanto piuttosto un ulteriore passo verso il realismo totale.

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Il male non muore mai; e le idee di Resident Evil?

Il male non muore mai; e le idee di Resident Evil?

Da ieri è disponibile su PsNetwork e Xbox Live la demo di Resident Evil 5, attesissimo nuovo capitolo di uno dei marchi più conosciuti e amati tra le miriadi sfornate dalla mai troppo lodata Capcom. Lodata si, amata pure, però questi elementi non devono inficiare il giudizio sui suoi lavori. Questo perchè la casa nipponica è davvero quella che più di ogni altra (Nintendo a parte) si dimostra in grado di inventare nuove saghe dal successo stratosferico, ma che, troppo spesso, prima di cambiare davvero le meccaniche di un suo prodotto lo copia e lo ricopia fino allo stremo.

Questo è il vero motivo dietro alle modifiche di gameplay apportate col sontuoso quarto capitolo: Resident Evil concepito con le telecamere fisse e gli enigmi da quattro soldi aveva fatto il suo tempo già dopo il secondo, gli altri episodi si erano trascinati stancamente come zombie che, per inciso, erano stati travolti dall’ansia del rinnovamento, sostituiti dagli sboccati “mutanti” visti su GameCube, Ps2 e Pc.

Nella demo sono presenti due lunghi estratti del gioco, che mostrano chiaramente che al momento dell’uscita (13 Marzo) ci sarà di che parlare ampiamente.

Questo perchè le meccaniche stesse del gioco sono rimaste pressocchè inalterate, lasciando un po’ di amaro in bocca in chi attendeva qualche novità: stesso equipaggiamento base, pistola e coltello, stesse modalità di utilizzo. Nel primo dei due livelli di prova le somiglianze col villaggio dei ganados del quarto episodio sono notevolissime: da infiltrati si assiste ad un’esecuzione solo per essere scoperti e assaliti da una copiosa folla (multietnica dopo le accuse di razzizmo) che cerca di farci la pelle irrompendo nel nostro nascondiglio. Anche qui si può fuggire di casa in casa cercando di tenere gli avversari a distanza di sicurezza, almeno finchè un boia armato di ascia gigante non si unirà alla festa solo per raggiungere all’inferno i suoi compagni. Insomma, un momento molto intenso che va gestito con attenzione, ma in questo stralcio è un po’ latente il contributo della bella Sheva, che sarà utilizzata dall’ IA se non avete un amico disponibile a un sano co op: la fanciulla può curarvi o aiutarvi a scrollare di dosso gli avversari più insistenti, oltre ovviamente a fornirvi un buon supporto di fuoco. Si può tranquillamente dire che l’unica novità di rilievo è proprio la presenza di un compagno giocabile, cui segue l’introduzione del comando “aiuto” con cui invocarne il supporto.

Il secondo spezzone è più interessante e dinamico, dato che mostra un po’ di sana iterazione tra i due protagonisti: anche qui però gli utilizzi sembrano limitati a un farsi la scaletta o aiutarsi nell’arrampicata, un po’ come succedeva nel quarto capitolo con la smorfiosa Ashley e il titanico Leon.

Le sezioni in cui è necessario separarsi sanno anch’esse di già visto: mentre uno dei due provvede ad aprire un lucchetto, l’altro ha modo di difenderlo massacrando da distanza di sicurezza ogni minaccia che si presenta.Chiude il tutto un sano scontro con il solito tizio-motosega, davvero tosto da abbattere e determinato più che mai a ridurvi a una poltiglietta rossa e informe.

In conclusione, direi di prepararci a un bel mare di polemiche tra fanboy e non, perchè il titolo ha tutto quello che serve per piacere ai primi e tutti i motivi per deludere i secondi: quel che è certo è che alla fine uno dei più grandi survival horror di tutti i tempi esce pienamente dalla categoria perchè troppo affollato, poco pauroso e troppo user friendly (tradotto: TROPPE munizioni).

Mancando lo straordinario effetto novità dato dal precedente episodio, il rischio di ricevere maree di critiche è più che una possibilità…

Il video è una parodia di Resident Evil 4 e forse non c’era bisogno di dirlo ;)

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