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I dieci videogiochi più costosi della storia [Classifica Top 10 ]

I dieci videogiochi più costosi della storia [Classifica Top 10 ]

Ogni tanto i casi della vita mi stupiscono profondamente. Qualche sera fa mi è successa una cosa strana, per esempio. Ero con mia moglie e le ho fatto ascoltare una cover di Under The Milky Way eseguita dai Kill Hannah chiedendole se conosceva la canzone originale o meno. Il giorno dopo abbiamo visto una sola puntata di Prison Break (la serie che ora sto guardando… lo so arrivo in ritardo) e tra tutte quelle già viste o da vedere è capitata proprio una in cui, inizialmente, la colonna sonora era proprio Under The Milky Way originale!

Simpatico no? O quantomeno curioso. Ripeto: spesso mi succedono cose simili e sembra che i fili della vita non abbiano poi un destino così casuale. Ogni tanto certe cose sembrano “scritte” ;) .

Molti a questo punto si chiederanno: “perchè ci racconta tutto questo?”.

E’ una bella domanda che ha una risposta molto banale: nel mio cervello, scrivendo il titolo di questa news, ho fatto questa curiosa associazione di idee: come è possibile che il primo e il secondo gioco più costosi della storia dei videogiochi siano entrambi degli acronimi con GT all’interno? :)

Ok, capisco il vostro stupore e capisco anche che molti di voi staranno dicendo: “Questo è pazzo”.

Me ne rendo conto e… lo accetto. In questo mondo essere normali è comunque la più brutta maledizione quindi non solo lo accetto, me ne vanto della mia pazzia ;)

Comunque sia, ripeto: non è strano? Il primo videogioco più costoso della storia ha un acronimo simile a quello del secondo. Cioè… si erano messi d’accordo prima? :) Direi di no. E allora vale il mio discorso: i casi della vita sono suptefacenti!

E detto questo ecco a voi la top 10 dei videogiochi più costosi (quelli col maggior budget) della storia di questa giovane industria e i relativi budget. Devo dire che da qualche posizione sono sorpreso… non pensavo che Halo 3 fosse costato così tanto (probabilmente molti milioni di dollari saranno spese di pubblicità e promozione). Inoltre è altrettanto sorprendente che nella classifica dei 10 giochi più venduti della storia non figuri nessuno di questi titoli quindi, probabilmente, il successo di un videogioco non è solo questione di soldi. Sarebbe interessante sapere anche quanto hanno incassato i seguenti titoli per vedere chi ci ha guadagnato (sicuramente GTA4) e che ci ha perso (Too Human).

10: Killzone 2 – 45 milioni di dollari
9: Final Fantasy XII – 48 milioni di dollari
8: LA Noire - 50 milioni di dollari
7: APB – 50 milioni di dollari
6: Halo 3 - 55 milioni di dollari
5: Metal Gear Solid 4 - 60 milioni di dollari
4: Too Human - 60+ milioni di dollari
3: Shenmue – 70 milioni di dollari
2: Gran Turismo 5 (GT5) – 80 milioni di dollari
1: Grand Theft Auto 4 (GTA4) – 100 milioni di dollari

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Le migliori dieci combo di Tatsunoko vs Capcom [video top 10 mosse speciali]

Le migliori dieci combo di Tatsunoko vs Capcom [video top 10 mosse speciali]

La categoria “classifiche” ci piace un casino. E scommetto che anche voi non ne potete fare a meno.

Ho trovato questo video che mi permette di prendere due piccioni con una fava (in verità ci piacerebbe molto di più realizzarli ex novo questo tipo di contenuti… ma siccome Inside The Game è solo un hobby per tutti noi, ancora, purtroppo non ce la facciamo: dal futuro però ci aspettiamo molto di più, non vi preoccupate). Regalarvi l’ennesima classifica, addirittura una top 10, e parlare di Tatsunoko vs Capcom All Stars che io e Fucktotum abbiamo comprato e provato e di cui, tra poco, troverete una bella recensione.

Intanto gustatevi le dieci migliori combo (più che altro sono special moves, mosse speciali, che però risultano da “tot” hit combo) del gioco secondo Machinima.com.

Alcune sono veramente spettacolari!!!

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Le migliori dieci frasi dei videogiochi [top 10]

Le migliori dieci frasi dei videogiochi [top 10]

Che siate giocatori recenti o di vecchia data, sicuramente avete una frase topica presa da un videogioco che vi frulla nella testa. A volte addirittura nella vita “vera” ( l’identità segreta che tenete su quando non siete davanti a una piattaforma di gioco), sareste pronti a fare una gioiosa citazione videoludica, ma avete il dubbio se fare o meno la figura del nerd saccente…

Bando alle ciance quindi, diamo il via a questa gita senza tempo tra le frasi che più ci hanno colpito in 20 e passa anni di pulsanti premuti, levette consumate, mouse sbatacchiati al suolo e monitor bruciati, verso quella zona grigia del cervello che dovrebbe mantenere intatti i ricordi per le generazioni future!

10) “Get over here!” (Scorpion, Mortal Kombat)

Ricevere un arpione in petto non è certo una passeggiata, se poi l’arma in questione è scagliata a tutta forza da un ninja non morto in odor di vendetta i vostri problemi sono appena iniziati: doloroso solo la metà del montante che vi attende a fine corsa, ovvero quando le mazzate sono date con stile.

9 )“Sanity is for the weak!” (Cultista del Chaos, Warhammer 40K Dawn of War”

L’esistenza stessa di un cultista del Chaos è molto dura: sacrifici umani, evocazioni demoniache e fughe dall’Inquisizione. Tutto nella speranza che un Dio malvagio si accorga del vostro amore e vi faccia un regalo: una seconda faccia dietro la testa, un braccio a tentacolo, la possibilità di estroflettere il vostro ano. Meglio ancora, magari potrebbe possedervi o fare di voi un Principe Demone, riducendo il vostro corpo a una poltiglia disgustosa. E’ quindi innegabile che la sanità mentale sia per i deboli no?

8 ) “Look! behind you! A three-headed monkey!!” (Guybrush Threepwood, The Secret of Monkey Island)

Scegliere una sola frase da MI è stato arduo compito, alla fine è stato necessario ripescare una delle gag più divertenti della serie, una di quelle che, come detto in apertura, sarebbe fantastico usare nella vita vera di fronte a un energumeno minaccioso. Incrociando le dita e sperando che funzioni, o almeno che la scimmia massacri il brutto ceffo.

7 ) “My life for Aiur” (Zealot, Starcraft)

La truppa base Protoss, lo Zealot, è grossa, cattiva e molto, molto affascinante. Certo, ha le gambine con le articolazioni al contrario e la sua velocità non può essere il massimo, ma sopperisce con la dedizione alla causa e le lame energetiche a questo difetto. Trovandovelo davanti, potrebbe non essere sufficiente usare la frase di cui al punto 8.

6 ) “Thank you Mario, but our Princess is in another castle” (Toad, Super Mario Bros)

Pensate la frustrazione di un idraulico obeso che ha appena assunto dei funghi allucinogeni e scambia il mondo reale per una dimensione parallela. Ha saltato, corso come un pazzo, scagliato palle di fuoco, insomma si è fatto un gran culo e, pronto a dare una bella ripassata alla principessa, si trova davanti un fungo antropomorfo con l’ombelico di fuori che addirittura lo ringrazia. Piccolo impertinente, meriterebbe un morso in testa solo per ricominciare il trip!

5 ) “…” (Link, The Legend of Zelda)

Prima, molto prima che Miyamoto e soci inventassero una serie di balle sul perchè Link non abbia mai proferito parola e la continuity della saga fosse così stramba, c’era solo un piccolo eroe con una tunica verde. Nessuno si aspettava profondità di dialoghi, conversazioni proficue e scelte alternative: un vero eroe deve aiutare tutti senza tanti giri di parole, e quando il malvagio di turno ci mette 10 schermate a raccontarvi una storia strampalata sulla sua ennesima resurrezione non c’è molto da aggiungere se non una bella freccia d’argento in fronte. Così si fa!

4 ) “I sense a soul in search of answers” (Adria, Diablo)

Si si, lo so: il nerd che è in voi è già pronto a commentare che la stessa frase viene detta dall’Arbiter in Starcraft, ma io sono bastardo e vi ho troncato questa possibilità. Tiè. In ogni caso, per la musicalità del doppiaggio, per l’atmosfera del gioco e perchè in fondo la tenera Andria è diventata ricchissima grazie alle migliaia di pozioni comprate per finire il gioco, si merita decisamente di stare alla base del nostro podio virtuale. Ora, stupida vecchia, caccia fuori il malloppo.

3 ) “Chiuditi il naso piccolo Boo, frugheremo tutti i buchi” (Minsc, Baldur’s Gate II Shadows of Amn)

Minsc e Boo, Boo e Minsc: ecco servita la coppia di eroi fantasy più improbabili che ci sia: un berserker e un piccolo criceto formano un duo più dinamico di Batman e Robin e più affiatato di Bonolis e Laurenti. Solo una delle centinaia idee geniali partorite da BioWare, sono sicuramente amatissimi dai fan della saga. Ridateci quanto prima il folle guerriero che ha “bisogno di una spada più grande” e il “miniature giant space hamster”!

2 ) “War. War Never Changes” (Voce fuori campo, Fallout)

Che la facciate a palle di neve, a schiaffoni, a cuscinate, con armi di distruzione di massa  o con le clave, di sicuro la guerra non cambia mai. Neanche nel merdoso mondo in cui la guerra nucleare ha scaraventato l’umanità nella serie di Fallout. La frase che ha aperto tre capolavori del gioco di ruolo (e chiudeva anche l’ultimo) è scolpita nella mente di chi se ne è andato a spasso tra una esposizione alla radioattività e una puntura di scorpione gigante. Medaglia d’argento solo perchè al primo posto c’è…

1 ) “The cake is a lie” (Ignoto, Portal)

La torta è una bugia. Non ce la faccio a spoilerare uno dei colpi di genio più clamorosi che il mondo dei videogiochi ci ha consegnato. Se avete finito Portal, un sorrisetto ci si è stampato sul volto. Se non lo avete finito, siete dei pazzi, dei maledetti pazzi: correte a procurarvelo, costa poco e fa bene al cervello. Proprio come lo zucchero della torta che via aspetta alla fine di questo post :D

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Il vostro sudato premio per avermi seguito fin qui

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Xbox live arcade vale 100 milioni di dollari [i 10 titoli più venduti online]

Xbox live arcade vale 100 milioni di dollari [i 10 titoli più venduti online]

Ah, il Digital Delivery, questo sconosciuto. Da noi, eccezion fatta per pochi “eletti” che conoscono bene il mercato e le sue possibilità, chi scarica giochi da Xbox Live Arcade o da qualunque altra forma di Digital Delivery?

Diamo una percentuale veloce a caso: guardatevi intorno, pensate ai vostri amici e chiedetevi quanti giochi hanno scaricato e giocato direttamente e quanti invece ne hanno comprati. Vogliamo dire che almeno il 90% dei giochi sono acquistati in un negozio? Secondo me è anche un numero pessimista, se si prendesse in esame la media dei videogiocatori italiani sarebbe molto più alto (anche perchè il 50% degli stessi ha a casa solo FIFA).

Invece il mercato del Digital Delivery e, per l’esattezza quello di Xbox Live Arcade, cresce di anno in anno: nel 2009, l’anno della crisi economica mondiale, è cresciuto del 34 % e vale esattamente 100 milioni di bei dollarozzi.

E quali sono i videogiochi di XBLA più venduti del globo? Semplice, EDGE online ha stilato la classifica dei più renumerativi. Ecco a voi i magnifici 10.

Battlefield 1943 (EA Dice) – $12.5 million ($15.00)
Castle Crashers (The Behemoth) – $7.3 million ($15.00)
Trials HD (RedLynx, LTD) – $7.1 million ($15.00)
Shadow Complex (Chair Entertainment / Epic Games) – $6.1 million ($14.38)
Family Game Night (Hasbro) – $4.2 million ($9.53)
Marvel vs. Capcom 2 (Capcom) – $4.2 million ($15.00)
Magic: The Gathering (Stainless Games) – $2.8 million ($10.00)
Worms 2 (Team 17) – $1.8 million ($10.00)
Peggle (PopCap Games) – $1.8 million ($8.86)
Turtles in Time: Reshelled (Ubisoft Singapore) – $1.7 million ($10.00)

Fa veramente piacere notare come Castle Crashers, un gioco indipendente sviluppato da un piccolo studio formato da poche persone che potrebbe trovarsi anche, chessò, a viterbo (mentre invece si trova a San Diego, California) ha fatto incassare a Microsoft ben 7.3 Milioni di dollari di cui, una buona percentuale, sarà sicuramente andata nelle tasche degli sviluppatori.

E allora programmatori italiani, che aspettate? Su, mettetevi al lavoro, diventate ricchi. Se vi manca l’idea anzi, contattatemi che qualcuna ce l’ho.

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Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 2]

Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 2]

Bentornati per la seconda parte del nostro viaggio nel passato remoto di Mamma Nintendo, là dove solo i trentenni osarono andare. Lungi dall’essere definitiva o esaustiva, la listina vuole dare l’occasione di valorizzare titoli poco blasonati ma meritevoli, perchè non  c’è dubbio che se Mario, Link, Pit, Samus sono le fondamenta della casa di Kyoto, è stato anche grazie ai solidi mattoni che è arrivata fino al giorno d’oggi.
Trovate qui la prima parte: allacciate le cinture e smettete di sbirciare la scollatura dell’hostess, o almeno fateci il giusto spazio per srotolare il tappeto rosso per gli altri 5 fossili!

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The Goonies II (Konami)
Se non conoscete i Goonies… no, non è possibile: tutti lo hanno visto, i rimanenti lo rivedranno il prossimo Natale perchè viene trasmesso con drammatica continuità per le vacanze. Questo seguito (il tie in vero e proprio uscì per Family Computer e solo in seguito sui cabinati multi gioco Nintendo) stupì per la fusione tra elementi presi dalle avventure punta e clicca e quelli più tipicamente action platform. Nei panni di Mikey il giocatore doveva salvare dalle grinfie della Banda Fratelli sia gli altri Goonies che, nel gran finale, una sconosciuta sirena, sfruttando armi e oggetti recuperati nel corso dell’esplorazione. In tempi in cui per superare un enigma non bastava una connessione Internet, una sfida di tutto rispetto.

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A Boy and His Blob: Trouble on Blobonia (Absolute/Imagineering)
Partiamo dalla fine: sì, questo titolo ha avuto un recente, piacevolissimo revival su Wii. Si tratta di un platform molto atipico, che in un certo senso avrebbe potuto aprire la strada a un multiplayer cooperativo geniale e divertente, dato che vedeva sempre in scena le iterazioni fra un bambino senza nome e Blobert, una gelatina aliena capace di assumere qualsiasi forma.  Più di ciò che sarebbe potuto essere, è importante ciò che era in concreto: un’esperienza complessa e stimolante, perchè alla pochezza tecnica (graficamente orrendo) sopperiva la possibilità di sconfiggere mostri e superare trappole e ostacoli grazie ai poteri del blob, in un trionfo di creatività. In un certo senso e con tutti i limiti del caso, possiamo considerarlo il nonno di Scribblenauts.

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Faxanadu (Hudson Soft)
Uno dei platform/giochi di ruolo meno conosciuti e apprezzati, tuttavia uno dei più validi per l’epoca, Faxanadu presentava caratteristiche a suo modo uniche, condite da un’ambientazione originale e  perfetta. Il nostro eroe senza nome doveva riportare la pace tra Elfi e Nani, sconfiggendo il malvagio che aveva trasformato in mostri i secondi, rompendo una pace che durava da secoli. Il tutto scalando il mondo di gioco, che era inserito completamente (case, dungeon, città), su un gigantesco albero. Tantissime armi e armature, magie e mostri condivano un’esperienza irripetibile, per una delle ultime perle che questa console leggendaria ci avrebbe regalato.

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Fester’s Quest (Sunsoft)
Cosa ci può essere di più irritante della combinazione tra un personaggio lento, dinamiche shooter pessime e una difficoltà che rasenta la follia? In teoria niente, ma forse erano proprio questi aspetti a rendere il viaggio di Fester’s Quest così interessante. Spin off della Famiglia Addams, vedeva lo Zio Fester imbarcarsi in una crociata anti aliena con l’aiuto (assai limitato) dei suoi parenti. Tra nemici che respawnavano continuamente, armi inutili e difficoltà nel trovare anche il più piccolo dei segreti, questo è un titolo che  farebbe capire con molta chiarezza che qualche anno fa i giochi erano dannatamente tosti. Forse anche troppo.

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Section Z (Capcom)
Un’enorme base spaziale futuristica da esplorare, procedendo col dito puntato sul grilletto per fronteggiare le minacce tecnologiche in agguato in ogni angolo. L’essenza più intima di Section Z era questa, unita a una scelta di gameplay molto chiara. Anzichè controllare l’orientamento dello sparo con la croce direzionale, un pulsante era delegato alla funzione di far girare il protagonista, Captain Commando. Si, proprio quello del piacchiaduro a scorrimento omonimo, visto anche in Marvel vs Capcom. Forte, anzi fortissimo di una struttura non lineare che lasciva ampio spazio alle scelte del giocatore, Section Z è custodito nel baule dei ricordi più cari per moltissimi giocatori, assolutemente a buon diritto.

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Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]

Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]

Molti, moltissimi di noi iniziarono la propria epopea videoludica grazie alle più disparate macchine: coin op, C64, AMIGA e così via.
Il gioiello con cui Nintendo iniziò a invadere le nostre case, il NES , è tuttavia un filo conduttore che unisce quasi tutti i giocatori “da console”. Potevate non possederlo voi, ma un qualche amico o cugino che saltellava schiacciando tartarughe era sempre a disposizione, a meno che non abbiate trascorso una travagliata infanzia del tutto priva di videogiochi.

I  titoli che andiamo a proporvi sono stati scelti espressamente perchè meno conosciuti di altri: non troverete nessun Castlevania, Megaman, Mario, Zelda o Metroid, perchè il tempo ha già ampiamente dato merito a queste saghe con tanti seguiti e un amore da parte dei fan che non diminuisce, neanche a distanza di 20 anni.
Piuttosto cercheremo di darvi qualche imbucatura utile, perchè tra il canale WiiWare e emulatori vari potreste trovarli con una certa facilità, rivivendo o scoprendo che un pomeriggio senza poligoni ed effetti particellari non è necessariamente triste.

Battle of Olympus

The Battle of Olympus (Infinity)
Liquidato troppo spesso come mero clone di Zelda II The Adventure of Link, a cui lo accomunavano elementi come la mappa di gioco e moltissime meccaniche, TBoO godeva di una splendida colonna sonora e una grafica di tutto rispetto. Fondeva poi nella trama numerosi miti greci, anticipando in un certo senso God of War (con gli Dèi che corrono in aiuto del protagonista fornendogli abilità sovraumane) e Dante’s Inferno, dato che Orfeo, protagonista di quest’avventura, metteva a repentaglio la sua vita per salvare la sua bella dalla discesa verso l’Ade.

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Wizard & Warriors
(Rare Ltd.)
Nonostante il titolo riecheggi atmosfere da gioco di ruolo, W&W era fondamentalmente un action con molti elementi validi, tanto da originare ben due sequel. Kuros, il cavaliere in armatura protagonista del gioco, era l’eroe che tutti vorremmo essere: non più limitato dalla ricerca monogama di una singola principessa, aveva il difficile compito di riportarne in salvo un buon numero, così da essere condannato a una futura vita circondato da fanciulle adoranti. La difficoltà principale dei vari livelli era data dal fatto che prima di poterli completare andavano recuperate varie gemme, spesso nascoste, che costringevano il giocatore a perdere pazienza e diottrie alle ricerca dei dannati brillocchi. Difficile ben oltre il punto giusto, godeva almeno di continue illimitati, fatto non così comune all’epoca.

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Duck Tales
(Capcom)
Quello che si potrebbe pensare dal tie in di una serie a cartoni che furoreggiava  all’inizio degli anni ‘90  è chiaro: intuile, puerile e in definitiva brutto. Ma sarebbe un grosso errore: sviluppato da Capcom usando l’architettura base di un Mega Man preso a caso, il videogioco su Paperone e nipoti era freschissimo, pieno di segreti e estremamente vario, anche grazie alla successione dei livelli liberamente personalizzabile, solo una delle eredità dal Blue Bomber. Un grandissimo platform che troppo spesso non viene messo nella giusta luce.

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Solstice: The Quest for the Staff of Demnos (Software Creations Ltd.)
Solstice era fondamentalmente un incubo: nell’isometrico mondo di gioco era imprescindibile avere una pazienza di ferro. Forte di una struttura che costringeva a procedere a tentativi per scoprire la giusta sequenza di salti e piattaforme da percorrere, poteva rendere folle il giocatore più ditratto: punitivo al massimo grazie al mix di mostri e trappole, potrebbe essere una sfida severa anche oggi. Si guadagnò un successore per SNES, Equinox, ma a conti fatti hanno lasciato pochi ricordi del mago Shadax e  delle sue pozioni…

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R.C. Pro Am (Rare Ltd.)
Qui si entra nella leggenda. Più di 2 milioni di copie vendute si sentono al giorno d’oggi per moltissimi titoli, ma al tempo non era proprio facilissimo raggiungere certe cifre. Credo che tutti i possessori di NES avessero la loro cartuccia, perchè qui siamo davvero in presenza di un piccolo capolavoro: divertentissimo, graficamente lodevole ma soprattutto armato fino ai denti: fu uno dei primi giochi di guida a integrare le armi e questo fa di lui il padre putativo di Mario Kart. Saranno state macchine radiocomandate, ma hanno fatto da rompighiaccio a centinaia di successori!

[continua ;) ]

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I dieci giochi più attesi del 2010, versione portatile!

I dieci giochi più attesi del 2010, versione portatile!

Qualche tempo fa il buon Akira ci ha parlato dei videogiochi più attesi di questo 2010 (l’articolo lo trovate qui) per quanto riguarda il lato console “da casa”. Ma quest’anno anche per i piccoli ci sono in vista belle, bellissime sorprese.

Quindi, senza ulteriori preamboli direi che è il caso di dare una bella occhiata ai nomi più grossi che ci capiteranno tra le mani nel 2010, il tutto, ovviamente per quanto riguarda Nintendo DS e Sony PSP.

Vi premetto che scegliere solo cinque titoli per sistema è stata dura, dura e ancora dura, un’impresa frutto di gravi sacrifici personali dal punto di vista delle preferenze, spero vivamente che apprezzerete! ;)

Un’altra doverosa premessa! Ho deciso di procedere in ordine rigorosamente alfabetico per quanto riguarda le console, che sono  Nintendo DS e Sony PSP, non chiedete la mia testa perciò! :D

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Ghost Trick (CapcomNintendo DS)

Dello stilosissimo puzzle adventure di Capcom si sa ancora ben poco; protagonista dell’opera sarà tale Sissel, neofantasma privo di memoria riguardo alla propria identità e al proprio passato. Ovviamente starà al giocatore indagare, utilizzando i poteri di cui l’eroe è dotato, che gli permettono di muovere gli oggetti intorno a se’, passando da uno all’altro a patto che siano abbastanza vicini. Lo scopo del gioco sarà quello di salvare persone e scoprirne di più riguardo a un misterioso killer, il tutto nell’arco di 12 livelli coloratissimi e dal design particolare e accattivante. Nulla si sa riguardo a una data d’uscita europea per ora, ma pare che il gioco arriverà negli States in autunno. Ci speriamo?

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God Eater (Namco BandaiSony PSP)

Eccolo, la risposta di Namco Bandai a Monster Hunter di Capcom, e non è cosa da poco, dal momento che il gioco di caccia più famoso del mondo è stato in grado di vendere milioni di copie, scatenando una vera e propria mania. Con un concorrente così importante quali sono le possibilità di Namco Bandai? Parecchie sembrerebbe a giudicare dai primi pareri di Famitsu, con il suo 34/40; merito di una campagna single player ben strutturata e dell’ambientazione che promette di essere particolare e affascinante. Resta ovviamente la piena libertà di customizzare il proprio personaggio come si preferisce e di utilizzare decine e decine di diverse armi.

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Infinite Space (Platinum Games - Nintendo DS)

La saga stellare di Platinum Games su Nintendo DS: un ibrido tra RPG, gestionale e RTS con un ambientazione che sembra a metà tra Star Trek e Galaxy Express. Grosse astronavi da guidare e gestire, 150 personaggi tra cui scegliere i membri del proprio equipaggio e una trama basata sul romanzo “Fine dell’infanzia” di Arthur C. Clarke (sì, lo stesso di 2001 Odissea nello Spazio), che mischierà filosofia e colpi di scena. Che volere di più? Sarà da noi durante il secondo quarto del 2010.

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Fat Princess: Fistful of Cake (SuperVillain StudiosSony PSP)

Il micidiale gioco multiplayer di SuperVillain e Sony approderà su PSP a maggio con tutta la sua carica di demenziale umorismo. Due squadre, un territorio, personaggi che cambiano di classe e ruolo a seconda del copricapo indossato e una principessa da sgraffignare alla squadra avversaria. Come nella migliore tradizione dei cartoon per adulti made in USA i carinissimi personaggi sono destinati nel corso dello scontro a morire in maniere cruentissime; a far da contorno al tutto l’idea, politicamente scorretta, di far rimpinzare di dolci la principessa rapita, così da renderla troppo pesante perchè l’avversario possa trasportarla. Brillante.

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Okamiden (Capcom - Nintendo DS)

Capcom piazza un altro titolo tra i giochi più attesi per DS con uno spin off dello splendido Okami, uscito nel 2006. Fuori Hideki Kamiya e Atsushi Inaba (autori del gioco originale, ora in Platinum Games) e dentro Kuniomi Matsushita (responsabile della conversione Wii) e Motohide Eshiro (Onimusha 2 e Ace Attorney Investigation: Miles Edgeworth) per regalare al DS una versione chibi dei personaggi originali e tutta la soddisfazione di poter finalmente disegnare con il pennello su un touch screen. Una sola perplessità: va bene creare uno Zelda per Playstation 2, ma riuscirà a insediare la serie su Nintendo DS? Da noi nel terzo quarto del 2010.

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Half Minute Hero (Marvelous EntertainmentSony PSP)

Come concentrare la formula di gioco dei classici RPG da 100 e più ore in comodi intervalli da 30 secondi? Questa la base di Half Minute Hero, RPG sperimentale a dir poco di Marvelous Entertainment. Tante modalità di gioco che mischiano RPG classico, Strategico in tempo reale e Shoot’em up in una formula che qualche pregio lo deve per forza avere, come testimoniato dalla caterva di riconoscimenti ricevuti e dalla media dell’ 84 su metacritic.com. Di contorno una grafica 8 bit e colonna sonora rock/elettronica firmata da The Alfee.

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Dragon Quest IX (Square EnixNintendo DS)

Il nuovo episodio della serie che fa fermare il Giappone a ogni sua iterazione si prepara al salto in occidente. Con il passaggio su Nintendo DS la classica formula di gioco si arricchisce con una modalità multiplayer e la possibilità di customizzare il proprio protagonista, sempre sotto la direzione artistica di Akira Toriyama. Un gioco importante nonostante le critiche ricevute per i motivi più svariati, dal passaggio a portatile allo “svilimento” della formula da hardcore RPG che ne caratterizzava i precedenti episodi. In patria ha ottenuto anche un bel po’ di contenuti scaricabili gratuitamente, con nuovi nemici, sfide e oggetti; non resta che sperare che qui sia lo stesso.

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Metal Gear Solid: Peace Walker (Konami - Sony PSP)

Il quarto episodio di Metal Gear Solid su PSP (da noi il 28 maggio) promette bene, complice una versione demo già disponibile per toccare con mano la fluidità dei controlli e la validità del gioco. L’anno è il 1974, il protagonista ancora una volta Big Boss, negli eventi che lo porteranno alla fondazione di Outer Heaven. Nonostante le continue promesse di smettere con MGS  Hideo Kojima resta saldo al timone, e sembra sempre di più il bambino che grida “al lupo al lupo”. Una storyline che non deluderà gli aficionados della complicata serie fantapolitica, nella quale questa volta potrebbe essere coinvolto anche l’ex presidente Nixon (dimessosi nel ‘74). Cutscene ancora una volta dell’eccezionale Ashley Wood.

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Nintendo 2010 (Nintendo - Nintendo DS)

La casa di Kyoto ha piani eccezionali per il suo portatile nel 2010: che si tratti di Wario Ware Do It Yourself piuttosto che dei remake di Pokemon Silver e Gold, passando per l’ultimo episodio della trilogia del Professor Layton (sviluppato da Level 5, ma di brand Nintendo) per arrivare al ritorno di Golden Sun, non ci stanno cavoli. Le previsioni sono che Nintendo dominerà pienamente sul propio figlio minore, riuscendo probabilmente a divertirci tutto l’anno, quali che siano i nostri gusti.

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Kingdom Hearts Birth by Sleep (Square EnixSony PSP)

Dal suo primo annuncio la vera killer application sul portatile Sony; un gioco capace di vendere 500.000 copie nei suoi primi due giorni di uscita in Giappone. Il prequel della famosissima IP di Sony e Disney si prepara a “fare il botto” anche da noi, promettendo tante risposte sull’ intricatissima storia del gioco e sfoggiando un comparto tecnico mai visto prima  su PSP.  Con 50 e più ore di gioco, tutti i personaggi Disney che potete desiderare e probabilmente l’unico personaggio della serie indirizzato a un pubblico espressamente eterosessuale (no, ok, non me la potevo risparmiare), Kingdom Hearts Birth by Sleep è IL gioco per PSP di questo 2010. Ne volete sapere di più? Allora non perdetevi l’ hands on a breve su Inside the Game (eggià;)).

Uff…..cinque titoli per console, scelti personalmente con tutta la fallibilità e le propensioni personali di cui un essere umano e videogiocatore è capace…..ma io, l’ho già fatta troppo lunga…ho ragione? Ho torto? Voglio sapere i VOSTRI most wanted del 2010, forza!

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I dieci giochi più attesi del 2010 [classifica]

I dieci giochi più attesi del 2010 [classifica]

Quali sono i giochi più attesi del 2010 secondo gli esperti dell’industria? Ce lo dice questo video di Gametrailers che è andata ad intervistare i più importanti editor delle varie riviste online (a si, non lo sapevate, ormai le più importanti riviste del mondo dei videogiochi sono… siti, come Inside The Game ;) ).

Ma i giochi nella lista erano meno di dieci quindi, Inside The Game, ha voluto dire la sua aggiungendo qualche titolo e facendo qualche piccolo ritocco qua e là alla classifica proponendovi la sua personale visione dei dieci giochi più attesi del 2010.

Ecco i vostri e i nostri dieci comandamenti per l’anno appena iniziato.

Mi raccomando… onorate Bioware e Electronic Arts, ricordatevi di sparare con Master Chief… ecc ;)

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Mass Effect 2 (Xbox 360, PC)
Diciamo poco perchè è già nei negozi (anzi, tra poco il sottoscritto esce e lo va a comprare!). Fantascientifico gioco di ruolo Bioware che dopo Dragon Age Origins può solo essere applaudita. Se i programmatori canadesi riescono a cadenza annuale a sfornare un gioco, tutto il mondo videoludico non potrà che rallegrarsene. Sia esso ambientato nell’era del fantasy o nel futuro! Comandante Sheppard, è tempo di tornare in plancia!

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Starcraft 2 (PC)
Lo so, magari non è neanche questo l’anno giusto. Per chi seguisse Inside The Game da poco… ad inizio 2008 e ad inizio 2009 feci un post sul mio personale gioco più atteso. Starcraft 2 è sempre stato nella mia wishlist ma Blizzard, cattiva, vuole farmi passare tutto l’hype. Se ritardano un altro anno giuro che neanche lo compro! Siamo stanchi di aspettare l’RTS del secolo!!! Lunga vita agli Zerg… che per una volta facciano qualcosa di utile, andare agli uffici dei programmatori californiani ad Irvine a mettere un po’ di sana pressione nella consegna! ;)

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Red Dead Redemption (Xbox 360, PS3)
Ecco… questo è il mio “desiderata” per il 2010 su cui sono più sicuro. Rockstar Games… ha mai sbagliato un colpo? I trailer, sono o non sono veramente strabelli? L’ambientazione Western, non è perfetta per un videogioco? Rifare GTA a cavallo con una rivoltella nel cinturone non è il sogno proibito di ogni gamer? E se vi dicessi che ci saranno anche tematiche adulte, elementi ruolistici e grandissima libertà di azione e decisione (a detta dei programmatori … molta di più che con Nico Bellic)? Ripeto, non voglio scuse: tutti davanti al negozio al day one, il 27 Aprile)

God of War 3

God of War 3 (PS3)
Volevamo mettere Dante’s Inferno in questa classifica ma poi ci siamo detti: perchè mettere una copia piuttosto che l’originale? Probabilmente il lavoro di Visceral Games con protagonista il Sommo Poeta sarà anche bellissimo ma… poi arriva Kratos e tutti si cagheranno addosso. Probabilmente l’esclusiva PS3 più attesa dell’anno (a parte GT5 che… chissà se uscirà, come Starcraft 2 ;) ) ormai in dirittura d’arrivo. Proprio oggi abbiamo dato la notizia che uscirà il 16 Marzo. Tremate guerrieri, il Dio della Guerra sta per rimettere piede sul nostro mondo.

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Super Street Fighter 4 (Xb0x 360, PS3, PC)
Forse questo add on di un remake non dovrebbe stare in questa classifica. Però… 10 nuovi personaggi, un prezzo budget (si parla di 40 euro), nuovi scenari, una nuova ultra combo per ogni personaggi, bilanciamento migliorato, modalità online migliorate. Che dire, per il sottoscritto, magari solamente per lui… è assolutamente da inserire nei 10 titoli più attesi del 2010. Vedremo se Capcom saprà darmi torto riproponendo la solita minestra riscaldata o se saremo tutti in una strada a combattere dal 30 Aprile in poi.

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Halo Reach (Xbox 360)
La domanda sorge spontanea: riuscirà Bungie a far dimenticare Halo ODST e il suo contenuto a dir poco deludente? Una serie come quella di Master Chief merita sicuramente di più che un compitino svolto a metà venduto a prezzo minore. Reach promette proprio questo: riportare la serie ai fasti di coinvolgimento dei primi tre episodi, nonostante il protagonista rimanga ancora in attesa di un annuncio epocale su un eventuale “Halo 4″. Il titolo sarà comunque un prequel, come ODST, con la differenza che ci saranno gli Spartan ed un multiplayer parzialmente rinnovato. Tra i dieci in classifica questo è il titolo meno accattivante sulla carta… che invece visto in movimento non si riveli molto di più?

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Heavy Rain: The Origami Killer (PS3)
Ormai si è detto tutto e il contrario di tutto su Heavy Rain… ma una cosa è certa: il nuovo titolo dei creatori di Fahreneheit sarà uno spartiacque dei gamers. Da una parte chi accetterà di crescere verso tematiche più adulte e trame più intriganti rinunciando ad un po’ di interattività, dall’altra chi invece non accetterà un videogioco più film che passatempo ludico. Da una parte verrà amato, dall’altra odiato. Tutti i titoli simili, a nostro modesto avviso, sono destinati comunque a fare la storia. Heavy Rain, The Origami Killer, probabilmente l’ha già scritta grazie alle sue animazioni facciali e al suo nuovo approccio ai videogiochi. Vedremo se qualcuno vorrà leggerla, tanto ormai l’attesa è finita: esce nei negozi tra un mese, il 24 Febbraio. Forza Quantic Dream, Inside The Game è con voi!alan_wake_
Alan Wake (Xbox 360)
Ci vuole… come un mojito sulla spiaggia. Un survival horro all’anno va giocato. Nel 2008 ho giocato Dead Space, nel 2009 Resident Evil 5 (molto Survival poco horror) e quest’anno è la volta di Alan Wake che promette di essere addirittura molto di più dei precedenti titoli. Dai video presentetati il titolo di Remedy Entertainment sembra davvero il nuovo Alone in The Dark… cioè un nuovo inizio per il genere. Scuro, coinvolgente e tecnicamente eccellente vedremo se il titolo farà breccia nei cuori del pubblico oltre che in quelli della critica.

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Metroid Other M
(Wii)
Su Wii, lo sapete, non gioco più tanto spesso. La mancanza di titoli degni del mio impegno è una motivazione. La mancanza degli achievement… un’altra. Nonostante questo rimango molto legato ad alcuni franchise Nintendo e Metroid è uno dei miei preferiti. Dopo il primo Prime, però, poco di “sconvolgente” fino all’annuncio di Team Ninja: “Siamo noi al lavoro sul prossimo episodio per Wii e sarà in stile picchiaduro!”. Ecco perchè attendo questo titolo: perchè promette di rompere qualche schema del genere grazie alle trasformazioni del protagonista e alla grande storia della serie Metroid. Il nome, Other M, è misterioso quanto basta per accendere l’hype più caldo e sbavoso ;)

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Demon’s Souls (PS3)
Siamo o non siamo europei? Siamo o non siamo italiani? Si!!! E allora questo è uno dei giochi più attesi per il 2010 visto che da noi, nel 2009, non è uscito! Potremmo comprarlo con l’importazione parallela ma… non vogliamo! Vogliamo fidarci di Sony e speriamo che quanto prima potremo vederlo nel suo packaging dedicato al vecchio continente. E’ il gioco dell’anno secondo il sito americano Gamespot… non può deludere!

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The Last Guardian ( PS3)
Altro gioco che, a mio avviso, sarà monumentale. Si aspetta il ritorno di Fumito Ueda da molti anni: i suoi Ico e Shadow of The Colossus hanno fatto piangere moltissime persone: piangere di gioia e di emozione. Il contenuto poetico dei due titoli in questione, infatti, è assolutamente indiscutibile! Il video pubblicato al Tokyo Game Show di The Last Guardian, già basta per prendere il proprio cuore in mano e cominciare a sognare. Assolutamente e sicuramente da non perdere.

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Mafia 2 (Xbox 360, PC, PS3)
Inizialmente me lo ero colpevolmente scordato… quindi ho allungato la classifica a 11 (più Demon’s Souls che è del 2009, in tutto 12 giochi); grosso errore il mio. Questo titolo l’abbiamo anche visto a Colonia alla Gamescom ed è davvero impressionante come 2K Games sia riuscita a tenerci incollati semplicemente con un trailer. Il gioco sprizza carattere da ogni poro, pennelate di stile in ogni animazione e tante, tante pallottole. Vedremo se la crime story più bella della storia dei games rimarrà il monumentale Grand Theft Auto 4 o se Nico si ritroverà la famosa testa di cavallo nel letto.

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The Legend of Zelda (titolo definitivo non ancora annunciato e gioco ufficialmente cantierato per il 2011, non per il 2010, a mezza giornata dalla stesura di questo articolo - Wii)
Bisogna ammetterlo, anche se con estrema difficoltà. Nintendo sulla serie Zelda è stata superata! Ora ha l’occasione per ribaltare il tavolo e litigare con il suo audience gridando comunque la paternità di un gioco copiato e ricopiato in centinaia di salse, ma ancora dotato di un’aura mitica. L’ultimo Twilight Princess per Wii non è male, ma il nuovo deve essere il ritorno sul trono di Link come eroe leggendario. Troppi titoli al momento insidiano questo primato: ad esempio DarkSiders è Zelda che sputa sangue. Chissà che l’allievo non abbia superato il maestro: Miyamoto San, è arrivato il momento per tornare a lottare. Comincia ad allenarti: metti la cera, togli la cera… col Wiimote però! ;)

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Top 10 dei giochi più sottovalutati del 2009

Top 10 dei giochi più sottovalutati del 2009

Nonostante i seguiti (e i seguiti dei seguiti, e i seguiti dei seguiti dei seguiti…) dei blockbuster di questa generazione siano stati relativamente vacanti in questo anno che sta per finire, il 2009 è stato comunque ricco di uscite a dir poco interessanti per i videogiocatori, grazie a ritorni importanti (Fallout 3, Street Fighter IV, Punch-Out, Killzone 2, New Super Mario Bros. Wii..), diverse nuove PI (inFAMOUS, Prototype, Demon’s Souls, Dragon Age..), qualche spin-off di rilievo (GTA: Chinatown Wars, Halo Wars, Halo 3: ODST..) e tanti DLC (The Ballad of Gay Tony, Shadow Complex, Trials HD..).

Come ogni anno però ci sono anche tanti titoli che, pur essendo validi, sono passati un po’ in sordina nei negozi facendo soltanto apparizioni fugaci sugli scaffali e ricomparendo altrettanto rapidamente fra i giochi usati, rivenduti finchè valgono qualcosa per acquistare i gioconi che tutti vogliono.

Spesso si tratta di vittime dell’hype, o dell’inarrestabile corsa al progresso tecnologico, o di errori di marketing che li hanno fatti uscire a ridosso di capolavori annunciati; giochi che rischiano quindi di finire in un limbo, per poi magari divenire oggetto di culto di chi fra qualche anno li ripescherà, chiedendosi come mai non gli avesse prestato la giusta attenzione a tempo debito.

Giochi a cui Inside The Game dedica questa Top 10, magari con un pelino di buonismo (..è Natale!) ma invitandovi comunque ad ignorare per una volta anteprime, voti, recensioni e pareri altrui per scoprire quanto oro ci possa essere sotto la superficie.

10- X-Men Origins: Wolverine

L’action di Raven Software, recensito dal buon AKirA su 3MoG, è massiccio, incazzato e non sfigura di fronte all’agguerritissima concorrenza del genere, pur dovendo sottostare ad un film trascurabile che ne ha giocoforza influenzato trama e grafica (Liev Schreiber come Sabretooth è veramente inguardabile!).

Viene il dubbio che la licenza abbia più danneggiato che spinto il titolo in questione, che con una personalità propria ed uno screenplay più libero avrebbe forse potuto emergere un po’ di più.

9- The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Un’occasione imperdibile quella proposta dagli Starbreeze Studios e dallo stesso Vin Diesel (i Tigon Studios appartengono infatti al nerboruto baritono): due giochi al prezzo di uno, e uno dei due è nientemeno che una versione riveduta e corretta di Escape from Butcher Bay, strano ma azzeccatissimo miscuglio di FPS e stealth da molti considerato il miglior gioco mai uscito su Xbox.

L’altro, Assault on Dark Athena, pur non avendo l’arguzia del predecessore e riallacciandosi a meccaniche più smaccatamente FPS, non manca dello stile concreto e acido tipico del talentuoso studio svedese, che molti hanno già potuto assaggiare sulle console di questa generazione grazie a The Darkness.

Il tutto condito da un’ambientazione sci-fi acre e violenta fra le più interessanti fra quelle post-Matrix, e da un protagonista con carisma da vendere e un cinico senso dell’umorismo, affilato come le sue amate lame.

8- WET

Altro giro, altro action; stavolta si tratta di uno shooter a cui la personalità non manca, con un raffinato connubio di oriente e Far West che strizza più di un occhio a Tarantino, peraltro citato esplicitamente da tantissimi particolari.

Non c’è niente di veramente nuovo fra bullet time, quick time events, capriole, scivolate e corse sui muri, ma tutto quello che fa WET lo fa con stile, raggiungendo l’acme nei momenti in cui la protagonista Rubi, degna della miglior Black Mamba, accecata dal sangue entra in una sorta di berserk: la nostra diviene un’autentica macchina per uccidere mentre tutto appare in un marcatissimo cell-shading rosso nero e bianco che ricorda un po’ il lisergico Killer 7.

Sangue, katana, pistole ed una sexy-vendicatrice infuriata. Che volere di più?

7- Red Faction: Guerrilla

Il terzo capitolo della serie di Volition è finalmente ciò che tutti si aspettavano: un’autentica orgia di distruzione, che grazie al nuovo engine Geomod 2.0 diventa la vera protagonista del gioco, consentendo una varietà di approccio alle varie missioni che nei due precedenti capitoli era soltanto accennata.

Vedere ponti o interi palazzi che collassano dopo un’accurata demolizione delle strutture portanti è un’autentica soddisfazione, specie considerando che al di là del Geomod il gioco c’è ed è bello (..ehm..) solido, sia per giocabilità che per aspetto audiovisivo.

6- Scribblenauts

Geniale” è l’aggettivo meno entusiastico che potreste esprimere riguardo il gioco 5th Cell: un centinaio di puzzle da risolvere evocando, da un database ben più ampio di quanto sarebbe lecito aspettarsi, miriadi di oggetti in grado di interagire fra loro in modo semplice ma razionalmente credibile e spesso assolutamente comico.

Purtroppo però ci tocca annoverare anche questo piccolo capolavoro di game design fra i giochi più sottovalutati: scorrendo recensioni, discussioni e pareri su stampa e web appare infatti palese un’incomprensione di fondo legata alla natura user-generated del gioco.

Scribblenauts infatti è divertente e impegnativo nella misura in cui il giocatore decide di divertirsi e impegnarsi, cercando soluzioni sempre nuove e sforzandosi di non riutilizzare all’infinito la stessa combinazione jetpack-pala-pistola laser.

Un problema non da poco quindi, vista la scarsa voglia mostrata da gran parte dei videogiocatori di azionare aree del cervello ben poco utilizzate dai comuni videogames, peraltro aggravato da un sistema di controllo eccezionalmente sgraziato, anche se in fin dei conti sopportabile considerato che si tratta pur sempre di un puzzle-game.

5- Prototype/inFAMOUS

Citiamo nuovamente insieme i due titoli super-free-roaming di quest’anno non tanto per le somiglianze vere o presunte fra due giochi, a cui comunque la personalità non manca, quanto perchè l’impressione è che entrambi abbiano venduto meno del loro effettivo potenziale e in particolar modo su PS3, a discapito delle speranze di Sucker Punch (nonchè delle divertenti scaramucce con il team di Radical Entertainment), si siano vicendevolmente danneggiati.

Oltre a questo, dopo un periodo di esaltazione subito dopo le rispettive uscite, in entrambi i casi sono in breve fioccate critiche più o meno giustificate verso due giochi che comunque partono dal comune intento di voler offrire innanzi tutto divertimento puro, senza troppi fronzoli.

Contare quanti interni si vedono in inFAMOUS, quanti passanti hanno lo stesso aspetto su Prototype o lamentare l’inconsistenza della trama o del sistema della “coscienza” significa non comprendere i reali obiettivi dei titoli in questione: la spettacolarità delle scene di massa o il colpo d’occhio dall’alto di un palazzo valgono bene un pop-up di troppo o  una palette un po’ monotona.

Si tratta quindi di due giochi da rivalutare per tutti coloro che sono in cerca di un divertimento sghembo, fracassone e poco educato ma estremamente liberatorio e catartico; poi che siano tutti e due ampiamente migliorabili è ovvio, ma d’altra parte è anche scontato che entrambi avranno almeno un seguito…

4- Little King’s Story

Nonostante non sfrutti per niente le peculiarità del Wii, questo piccolo capolavoro nato dall’unione di alcune delle menti dietro Final Fantasy XII, Harvest Moon, Dragon Quest e Kingdom Hearts ha raccolto un numero di pareri positivi inversamente proporzionale alle sue vendite.

Il gioco pubblicato da Marvelous è un incrocio fra gestionale e RTS con i controfiocchi, che si apre al giocatore con una progressione calcolata e perfetta, rivelandosi man mano e infine stupendo per dimensioni e complessità.

Aggiungiamo una caratterizzazione dei personaggi teneroide ma curatissima ed ecco che abbiamo uno dei più bei tesori da riscoprire di quest’anno.

3- The Conduit

Tipico esempio di gioco che ha sofferto di un eccesso di hype, peraltro sollevata dai suoi stessi creatori.

Il FPS di High Voltage infatti, pur rispettando sufficientemente quanto promesso in termini tecnici e soprattutto per quel che riguarda il multiplayer online, è caduto sotto un fuoco di fila di critiche riguardanti linearità, ripetitività degli ambienti e scarsa IA degli avversari, per essere poi definitivamente affossato da un design grafico che definire banale è dire poco.

Tutte lamentele azzeccate, che però hanno poco senso quando rivolte ad un gioco che non si è mai proposto come una rivoluzione nè come l’ultima novità in fatto di intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una dimostrazione di come anche su Wii si possa fare ciò che per le altre console è la norma.

E in quest’ottica The Conduit diventa semplicemente uno dei migliori titoli del suo genere per grafica, configurabilità dei controlli e per quello che probabilmente è il multiplayer online più completo e meglio riuscito sulla console Nintendo.

2- Risen

Figlio naturale di Gothic, la serie di RPG fantasy creata dagli stessi Piranha Bytes ma ora in mano ad altri, Risen è tutto quello che Gothic 3 sarebbe dovuto essere e parecchio di più.

Un’ambientazione finalmente un po’ differente dal solito, con un’isola contesa fra due fazioni che sono qualcosa più del solito buoni vs. cattivi , fa da sfondo ad un gioco tanto intransigente da non dividere neanche le quest fra principale e secondarie, presentandole tutte allo stesso modo e invitando il giocatore a decidere quali ritenere importanti per lo svolgimento della trama principale.

Un RPG poco accogliente ed estremamente impegnativo, ruvido ma molto appagante per chi saprà soprassedere sui suoi difetti, che riguardano in particolar modo una grafica solida ma non sempre convincente e una certa rigidità nella gestione dei menù.

1- Brutal Legend

Concludiamo questa classifica degli incompresi con l’ultimo lavoro di Tim Schafer, che ha venduto l’anima ai possenti Dei del metal per poter creare un gioco incredibile senza però tradire lo spirito unico di tutti i titoli che portano il suo nome, ma che nonostante questo non è riuscito ancora a piazzare tante copie quante merita.

Brutal Legend trasuda amore: l’ amore del suo creatore, che ha creduto nell’astruso progetto di un slasher che diventa  RTS ambientato in un mondo fatto di mostri d’acciaio e palazzi di ossa e pistoni, e l’amore di chi ha partecipato alla sua creazione con un’entusiasmo sconosciuto ad altre produzioni (basti pensare che Jack Black si è presentato agli MTV Awards vestito da Eddie Riggs senza che nessuno glielo chiedesse…).

Basta provare la demo per capire che ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso dal solito affett’em up, grazie a battute e tempi comici talmente perfetti da sembrare una sit-com e una grafica semplice ma efficacissima, con alcuni dei personaggi più espressivi che si siano visti in questa generazione: Kratos e Dante (quello Capcom come quello EA..) a confronto di Eddie hanno le capacità espressive di un pastore bergamasco.

Aggiungete che, come abbiamo detto, da circa metà il gioco cambia aggiungendo un’inattesa componente RTS, forse un po’ rigida ma tutto sommato efficace specie considerando il quadro complessivo.

Aggiungete anche che quest’ultima è addirittura giocabile in multiplayer online.

Sommate il fatto che stanno per uscire i primi DLC.

Infine ricordate che tutto questo ben di Dio è stato creato da uno studio piccolo ma capace e  capitanato da uno degli autori più geniali della storia del videogame, uno che pur cercando -giustamente- di vendere i propri giochi non è disposto a scendere a compromessi, uno che ama il videogioco e che si sforza perchè giochi “diversi” come Psychonauts e Brutal Legend siano sempre presenti sugli scaffali accanto ai soliti blockbuster.

Ecco perchè Brutal Legend è il gioco più sottovalutato del 2009. Ora andate a comprarlo e che il metal sia con voi.

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