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Arc Vs. Natal: ancora in sviluppo ma è già guerra.

Arc Vs. Natal: ancora in sviluppo ma è già guerra.

Nel nostro speciale sulle esclusive per il 2010 abbiamo già accennato al fatto che, dopo essersi equamente spartite Giappone e USA, Sony e Microsoft siano ai ferri corti soprattutto in territorio europeo. E’ però da tenere ben presente che dall’E3 di giugno in poi si aggiungerà al già ampio scenario di guerra il fronte delle nuove periferiche e, come era prevedibile, entrambe le parti stanno scaldando le macchine a suon di dichiarazioni più o meno esplicite sulla presunta superiorità del proprio sistema di motion control.

In particolare mentre Microsoft sembra ancora intenta a convincere tutti della bontà del proprio hardware, Sony sembra aver scelto la strada dell’attacco preventivo, facendo arrivare a mezzo stampa una serie di commenti che fanno leva sulla facilità con cui è possibile sviluppare per Arc per cercare di convincere innanzi tutto gli sviluppatori della qualità del proprio prodotto.
E’ di pochi giorni fa l’intervista di Industry Gamers a Rob Dyer (SCEA Senior Vice President of Publisher Relations): “Dalla prospettiva delle terze parti, volendo creare un gioco basato su motion control, è più facile sviluppare per Arc: puoi utilizzare lo stesso codice di partenza che attualmente usi per PS3 o 360, o anche per Wii. Non puoi farlo con Natal. Devi avere un codice completamente separato, e la mia sensazione è che avremo tanti giochi e tanta innovazione, in particolare  grazie alla PS3Eye e alla precisione che è in grado di garantire, specie rispetto a quello che vedrete con Natal o su Wii.”
Dyer infatti è convinto che proprio la bistrattata cam della PS3 sarà la chiave del successo di Arc: “L’impiego della PS3Eye cambia tutto. Credo che la stampa abbia dimenticato che Sony è dotata di questa periferica da molto tempo. Questa è la nostra seconda cam; sappiamo cosa vuole il consumatore, in particolare riguardo l’impiego della camera, e sappiamo anche se vuole o meno avere qualcosa da tenere in mano mentre gioca.
E ancora: “Penso che Natal avrà alcuni grandi giochi che funzioneranno bene senza controller, ma noi riteniamo che i nostri saranno migliori perchè abbiamo molta più confidenza con l’impiego di una telecamera. Ci lavoriamo sopra da molto tempo, non è il nostro primo tentativo in questo campo.
I punti di forza vantati da Sony quindi sono chiari: facilità di programmazione e maggior precisione dovuta al funzionamento tramite PS3Eye.
Solo che questa visione lascia spazio ad almeno due dubbi concreti.

motionwar2Il primo riguarda proprio la telecamera e il fatto che sia assolutamente necessaria, perchè si deduce che giocoforza saranno costretti a mettere in vendita Arc sia da solo che assieme alla PS3Eye, e questo potrebbe far lievitare il prezzo (per ora si parla di 100$ all’uscita, non si sa se con o senza la camera) oltre l’accettabile.
Il secondo, forse meno concreto ma più importante, riguarda l’approccio complessivo al videogame: così come Microsoft, anche Sony sembra infatti puntare ad inserire il motion control nell’ambito di giochi “classici” (oltre ovviamente a titoli più casual appositamente creati) il che riporta alle grandi difficoltà che la stessa Nintendo sta incontrando nell’implementare in modo efficace le peculiarità del Wiimote all’interno dei più comuni generi videoludici.
Finora la cosa si è risolta con un nulla di fatto, e anche a dispetto della sicumera di Sony, la soluzione non sembra proprio dietro l’angolo.

Molto più basso invece il profilo tenuto da Microsoft in quest’ultimo periodo, probabilmente anche a causa delle ultime notizie, che parlano di un Natal più economico (voci di un prezzo tra i 50 e gli 80$ all’uscita) ma anche nettamente meno performante per l’eliminazione di un chip, con conseguente superlavoro per l’ormai anzianotto hardware della console.
Un depotenziamento che a fronte di un prezzo più attraente rischia però di affossare anzitempo la camera 3D che tanto colpì il pubblico lo scorso giugno.
Sarà forse per questo che latitano dichiarazioni ufficiali, lasciando a voci e rumor il compito di tenere accesa la luce dei riflettori sulla periferica.

Voci che da un lato danno per interessate case importanti come Valve a creare qualcosa di “serio”, e per certa l’implementazione nell’atteso Fable III, mentre dall’altro confermano le non eccezionali performance viste finora.
Tralasciando poi le solite, tragicomiche previsioni di Michael Pachter, secondo cui Natal venderà cinque volte più di Arc.

A prescindere dai deliri dell’analista-Otelma c’è però da tenere presente che, pur avendo innegabili problemi la cui risoluzione non pare proprio dietro l’angolo, Natal è ancora la più concreta delle contendenti, essendo stata vista e provata da stampa e pubblico in più di un’occasione anche in giochi non dedicati (Burnout Paradise), mentre di Arc si parla molto ma ad oggi nessuno è ancora riuscito a metterci le mani sopra e l’unico video in cui il telecomando veniva impiegato in un gioco normale (Resident Evil 5) “riconvertito” al motion control era tutt’altro che eccitante.

Lo scontro aperto viene quindi rinviato all’ E3 del prossimo 15 giugno, quando per forza di cose entrambe le case saranno costrette a mettere in tavola le proprie carte. Lì vedremo cosa Arc e Natal sono davvero capaci di fare, e i contendenti inizieranno a disporre le truppe per lo scontro finale, già confermato per il prossimo autunno (Natal uscirà ad ottobre e Arc di lì a poco); nel frattempo Inside The Game terrà dritte le antenne per captare qualunque tentativo di giocare d’anticipo con nuove dichiarazioni, dimostrazioni o filmati.

Stay tuned!

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Il valzer delle esclusive [Sony e Microsoft affilano le armi per il 2010]

Il valzer delle esclusive [Sony e Microsoft affilano le armi per il 2010]

Il primo round è andato Microsoft, c’è poco da fare.

La Playstation 3 infatti è stata tanto colpevolmente affossata dal lancio tardivo e dal prezzo troppo alto, quanto colpita dalla sfortuna (Haze), dallo scarso effetto delle killer application (Metal Gear Solid 4, Uncharted) e da una soprendentemente bassa presa sul pubblico di titoli dall’alto potenziale di vendita (Resistance 2, Killzone 2) o dallo spessore elevatissimo (LittleBIGPlanet).

A onor del vero bisogna ricordare che l’Xbox 360, al di là del migliore tempismo, ha potuto vantare un enorme capitale investito e di conseguenza giocare sulla legge dei grandi numeri accaparrandosi, temporaneamente o definitivamente, un numero altissimo di titoli e “coprendo” di conseguenza delusioni plateali (Too Human) o fallimenti immeritati (Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts) con diversi blockbuster che hanno frantumato i record di vendite al day one (Halo 3, Gear of War, GTAIV).

Quello che comunque si evince da uno sguardo più generale è che, almeno fino ad oggi, il mercato console è ancora indissolubilmente legato al concetto di esclusiva; ma come sarà la situazione da qui in avanti?

Nonostante le recenti affermazioni di Michael Pacher, la situazione non sembra prossima ad un cambiamento in tempi brevi, e infatti basta dare un’occhiata alle rispettive release list per capire che anche questo 2010 sarà invariabilmente all’insegna delle esclusive.

Limitandoci al nostro mercato, vediamo quali sono finora le truppe schierate dai contendenti:

-Xbox 360-

Mass Effect 2 (uscito) (anche PC)

Splinter Cell: Conviction (13 aprile) (anche PC)

Alan Wake (13 aprile, o più probabilmente quando Dio vorrà) (anche PC)

Crackdown 2 (1 maggio)

Halo: Reach (ultimo quarto 2010)

Fable III (1 novembre)

Metro 2033 (19 marzo) (anche PC)

Supreme Commander 2 (19 marzo) (anche PC)

The Swarm (maggio)

Al di là di Mass Effect 2,  la cui qualità ormai potete saggiare da soli, abbiamo parecchi titoli sui quali pesano aspettative altissime: Halo Reach e Fable III sono seguiti di due delle serie più importanti e rappresentative per il marchio Xbox, e se Peter Molyneux con Fable II ha convinto tutti della bontà della propria visione, che ora si appresta ad espandere esponenzialmente, Bungie col suo ultimo (in teoria) gioco legato ad Halo deve invece porre nuove basi di partenza dopo il successo prevedibile ma controverso dello spin-off/espansione ODST.

Di Alan Wake si parla da anni, ma pare che finalmente questo sia l’anno giusto per trasformare il vaporware di Remedy in qualcosa di (speriamo) molto concreto. E per chi intravedesse lo spettro di Too Human aleggiare nell’aria ricordiamo che anche Max Payne si fece attendere un lustro, ma il gioco finale fu tutt’altro che deludente..

Alan Wake

Splinter Cell: Conviction ha molte domande a cui rispondere: dovrà infatti rilanciare la serie introducendo moltissimi nuovi aspetti, prima fra tutti la non linearità delle missioni, che inserita in un contesto sandbox presenta tante potenzialità quanti rischi. Ad ogni modo c’è da dire che, dopo Assassin’s Creed 2, Ubisoft ha dimostrato di saper gestire sorprendentemente bene i propri assi nella manica, quindi anche qui massima fiducia.

Anche Crackdown 2 raccoglie un’eredità abbastanza pesante, che i nuovi sviluppatori Ruffian Games sembrano aver affrontato con piglio sicuro, ma forse ispirandosi un po’ troppo ai due giochi super-free roaming dello scorso anno, inFAMOUS e soprattutto Prototype. Le buone idee ci sono, l’originalità è tutta da dimostrare; personalmente avrei preferito che la serie rimanesse nelle mani di Realtime Worlds, attualmente al lavoro sul suo MMO APB (All Points Bulletin) la cui uscita su Xbox è stata rimandata a data da destinarsi.

Crackdown 2

Concludiamo la breve rassegna con Supreme Commander 2, che sarà un ottimo gioco ma difficilmente rivoluzionerà il genere (Gas Powered Games comunque ringrazia sentitamente Blizzard di aver ulteriormente posticipato StarCraft 2!), il poco conosciuto The Swarm, action in terza persona a base di alieni e mutazioni ambientato in Russia come il promettente Metro 2033, FPS a base di stealth e sopravvivenza che è un po’ l’erede spirituale (e non solo, visto che i fondatori di 4A Games sono due esuli di GSC) di S.T.A.L.K.E.R.: Clear Sky.

Metro 2033

Una lista potente quindi, quella Microsoft, da cui però possiamo dedurre un paio di cose interessanti.

In primo luogo la rinuncia pressochè totale alle velleità di successo in Giappone, che associata ad una certa crisi del videogioco made in Japan ci consegna una lista dallo spiccato sapore occidentale .

In secondo luogo l’uscita contemporanea o semi-contemporanea della gran parte di questi titoli su PC lascia trasparire lo scarso interesse di Microsoft per la concorrenza proveniente da quel mercato, sul quale comunque grazie ai suoi sistemi operativi mantiene un certo controllo, come evidenziato dalla ormai immancabile certificazione “Games for Windows“. Un ambito, quello del videogioco su computer, che comunque appare sempre più in crisi al di fuori di quei generi che sono ancora (per poco) preclusi alle console come i MMORPG, e di nicchie promettenti ma ancora poco redditizie come quelle dei giochi indie e dei browser games.

Oggi per l’Xbox360 è la Playstation 3 l’unica vera concorrente.

-Playstation 3-

MAG (uscito)

God of War 3 (19 marzo)

Heavy Rain (24 febbraio)

Gran Turismo 5 (autunno)

ModNation Racers (primavera)

3D Dot Heroes (maggio)

Yakuza 3 (6 marzo)

MAG, l’esclusiva post-natalizia della casa giapponese è già nei negozi, e pur non stupendo per qualità audiovisive sembra mantenere la promessa di un multiplayer massivo come mai prima d’ora (ben 256 giocatori), anche se rischia di passare un po’ inosservato considerata l’uscita a fine febbraio dell’attesissimo Heavy Rain.

Gioco, quello di Quantic Dream, su cui pesano aspettative pesantissime, per il carico di novità che propone, per il tentativo di spostare un po’ più avanti l’ormai stantìo concetto di film interattivo, e per le ottime premesse rappresentate del predecessore Fahrenheit. Tutto da vedere, come sempre per giochi che si sforzano di uscire dagli schemi, se le vendite rispecchieranno l’hype ormai altissima.

Heavy Rain

Vendite che appaiono invece una certezza per God of War 3, che seguendo la filosofia del bigger & better porterà sui nostri schermi più sangue, più armi, più definizione, più poligoni, pur rimanendo la terza iterazione di una serie che ormai ha fin troppa concorrenza nel suo genere.

Anche la PS3 non si fa mancare un titolo che per i numerosi rinvii rientra di prepotenza fra i vaporware: si tratta nientemeno che di Gran Turismo 5, ulteriormente posticipato soltanto qualche giorno fa. Le novità proposte sono consistenti, sempre che Polyphony sia riuscita a tirare fuori il suo gioco da quella struttura troppo rigida che stava iniziando a soffocare il franchise. Anche qui comunque i dubbi riguardo i risultati “al botteghino” sono ben pochi. Sempre che esca..

Gran Turismo 5

ModNation Racers è un “kart-game 2.0″ che, anche se diretto principalmente ai casual, potrebbe però attirare l’attenzione di più di un hardcore gamer in virtù di un editor e di una modalità di competizione e condivisione online che, a detta di chi ha provato la beta chiusa uscita a gennaio, sembrano più che ben fatti. Il largo anticipo inoltre dovrebbe permettergli di acquisire la giusta visibilità rispetto al suo pseudo-equivalente Microsoft, quel Joy Ride annunciato durante lo scorso E3 e di cui per ora si sono perse le tracce.

ModNation Racers

Presente, a differenza della controparte, anche una discreta proposta di titoli nipponici. 3D Dot Heroes è un cubettoso emulo di Zelda con più di un ammiccamento al retrogaming, mentre Yakuza 3 è il terzo capitolo della validissima serie SEGA che unisce con estrema personalità GTA e Shen Mue. Certo, non è che ci sia da iniziare a mangiarsi le unghie per sopportare l’attesa, ma almeno i palati più nippofili avranno qualcosa con cui giocare, sempre ricordando che comunque il regional lockout su PS3 ha delle maglie molto larghe.

Per il resto, escludendo scaramanticamente la possibilità di avere Killzone 3, Resistance 3 e soprattutto The Last Guardian sui nostri schermi entro quest’anno, sarebbe bello però vedere maggiori sforzi da parte di Sony, per portare subito anche da noi Yakuza 4 (in uscita il 18 marzo in terra del sol levante) e soprattutto quel capolavoro hardcore di Demon’s Souls, una delle migliori esclusive in assoluto per la PS3 uscito negli USA lo scorso ottobre e sugli scaffali giapponesi addirittura dal febbraio 2009, e la cui assenza a tutt’oggi nei negozi europei è semplicemente scandalosa.

Polemiche a parte, il pensiero finale non può che riguardare la Sony che, nonostante abbia ancora qualche freccia in meno al suo arco, nel complesso pare finalmente in grado di combattere pressochè alla pari con la concorrenza americana. Il che, unito al lento ma costante aumento di vendite della PS3, lascia intendere il 2010 come un anno chiave per capire chi occuperà il secondo gradino sul podio finale di questa console war. Un secondo posto che ha due pretendenti non alla pari, ma che comunque è evidentemente ancora in ballo, specie tenendo presente che a 5 anni dal suo esordio la vita di questa generazione non accenna minimamente a terminare.

Considerato poi che, delle due console in questione, in America ormai la 360 è saldamente al comando, mentre in Giappone la situazione è esattamente l’opposto con la PS3 che ha venduto tre volte la console Microsoft, appare scontato che proprio l’Europa sarà il vero campo di battaglia da qui in avanti.

E noi europei, dall’essere l’ago della bilancia, abbiamo solo da guadagnarci!

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Gamecube – Wii: tradizione vs. innovazione

Gamecube – Wii: tradizione vs. innovazione

Povero Gamecube.

E’ stata la console meno venduta della sua generazione, nonchè l’ultimo virgulto di una tradizione con cui Nintendo oggi non sembra ancora in grado di fare i conti.

Eppure, anche con il suo design giocattoloso ed il suo catalogo limitato, la console cubica oggi sembra rappresentare esattamente quello che i tanti che si dicono delusi avrebbero voluto che la Wii fosse.

Sì, perchè a ben vedere quel cubetto con la maniglia racchiude in sè innovazione e tradizione in egual misura e non è un caso se, fra le tre concorrenti della scorsa generazione, è proprio la macchina Nintendo quella per cui ho il maggior numero di titoli sulla mia mensola: a dispetto delle scarse vendite e di un’apparenza tutt’altro che innovativa, nel suo sforzo di rinnovare senza rivoluzionare la console cubica è riuscita a raccogliere in sè un valore enorme, ma a tutt’oggi sconosciuto ai più.

La prima console Nintendo nata sotto la presidenza Iwata infatti presenta il frutto delle molte lezioni imparate a caro prezzo dalla sconfitta subita per colpa di Sony e della sua Playstation, prime fra tutte l’abbandono delle care vecchie cartucce in favore di un più moderno ed economico supporto ottico e la necessità di recuperare il rapporto con le terze parti, compromesso dall’intransigenza di Hiroshi Yamauchi. Lezioni che è stato necessario imparare e assimilare prima, per far sì che poi il Wii potesse innovare altrove e in modo ben più eclatante.

Ma al di là di questo, è guardando ai giochi che si può intuire la profonda differenza fra due macchine dall’hardware tutto sommato molto simile.

Per cercare di sedurre i giocatori infatti, su GC Nintendo non ha esitato tanto a dare asilo a titoli atipici quanto a mettere nuovamente mano alle sue serie chiave, dopo la già sconvolgente stagione del Nintendo 64.

E se con Mario Sunshine, Starfox Adventures e Mario Kart: Double Dash l’esperimento non può dirsi pienamente riuscito, con Zelda: Wind Waker, F-Zero GX e soprattutto con Metroid Prime abbiamo assistito a rinnovamenti, quando non vere e proprie rinascite, a cui il Wii non è stato ancora in grado di dare degno seguito.

Basta fare un rapido confronto fra due titoli della medesima serie sulle due macchine per capire: Smash Bros. Brawl, Mario Kart Wii, Metroid Prime: Corruption, Animal Crossing: Let’s Go to the City non sono evoluzioni, sono poco più che espansioni, a cui manca quella scintilla di originalità che comunque caratterizzava le produzioni per GC e che su Wii purtroppo ad oggi possiamo riscontrare solo in Mario Galaxy, mentre per tutto il resto si tratta di una console palesemente votata al reciclo più becero.

Aggiungiamoci che su Gamecube hanno trovato asilo alcune delle nuove PI più particolari della scorsa generazione, come Killer 7 , Doshin The Giant, PN03, Eternal Darkness, Viewtiful Joe, Cubivore, Pikmin, Donkey Kong: Jungle Beat, Luigi’s Mansion, per dirne alcune. E, infine, citiamo due signori remake: Resident Evil e Metal Gear Solid: Twin Snakes.

Un catalogo ben più contenuto ma anche nettamente più sostanzionso di quello Wii, che oltre a remake che aggiungono poco più che un aggiornamento dei controlli, presenta sì parecchie nuove PI, ma la gran parte delle quali evidentemente rivolte ad un pubblico di giocatori casuali o addirittura di non-giocatori.

Concludiamo citando anche New Super Mario Bros. Wii: un gioco che presenta in sè tutte le contraddizioni di una console che a dispetto delle sue potenzialità rivoluzionarie, nella sua ricerca della semplificazione estrema sta tornando alle origini del videogame.

Tirando le fila del discorso, fa quindi effetto vedere come il Gamecube, pur rivolgendosi ai giocatori “classici” e non presentando caratteri particolarmente innovativi (se non a confronto della tradizione Nintendo), avesse uno sguardo molto più diretto e spavaldo verso il futuro, con i suoi tentativi di sperimentare pur rimanendo all’interno dei canoni stabiliti; di converso il Wii, console innovativa per nascita e per aspirazioni, si sta rivelando molto più tentennate di quanto non sarebbe stato lecito aspettarsi nell’uscire dal seminato, palesando grosse difficoltà nell’applicare il motion sensing a videogiochi di una certa complessità, e dimostrando un’attaccamento al passato che proprio guardando l’ultimo titolo della serie maestra, sembra quasi morboso.

Certo che però, a guardare le vendite, diventa estremamente difficile dargli ulteriormente addosso… :-)

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A Marzo il DSi XL e tra un anno il nuovo portatile?

A Marzo il DSi XL e tra un anno il nuovo portatile?

Squadra che vince non si cambia, lo sa molto bene Nintendo che con il DS ha trovato la sua bella gallinella dalle uova d’oro. E l’intenzione sembra sia quella di sfruttarla a dovere; intenzione confermata dall’arrivo imminente qui in Europa del DSi XL, la versione “cicciotta” della popolarissima console. Ma dalle news sembra che i programmi della grande N non si limitino a questo.

Secondo fonti della Electronic Entertainment Design and Research, un’agenzia che si occupa di analisi e sviluppo del mercato dei videogiochi, entro i prossimi 15 mesi potremmo già avere un nuovo Nintendo DS per le mani.

Jesse Divinich della EEDAR sostiene che la previsione ha grosse possibilità di concretizzarsi prima con un annuncio nel corso dei primi 8 mesi dell’anno e poi con l’uscita dell’ipotetico DS2 verso Marzo.

I motivi? Svariati: innanzitutto la possibilità di sfruttare l’ “effetto sorpresa”, che non mercato dei videogiochi è sempre un’ottima tattica, sfruttata già ai tempi del lancio del Nintendo DS così come è stato fatto per XBox 360 da Microsoft; avere una console in vendita prima degli altri aumenta drammaticamente le possibilità di successo.

In secondo luogo ci sarebbe la necessità forte di distaccare i nuovi bambini del vicinato: Google Nexus e la 4a generazione di Iphone, annunciata per Giugno, ormai concorrenti a tutti gli effetti.

Ultimo ma non meno importante il problema pirateria: Nintendo sta perdendo a causa della pirateria su DS fiumi di soldi, e mettendo in discussione l’appoggio delle terze parti, stanche di lavorare su un mercato che non rende quanto dovrebbe; emblematica in questo senso la recente presa di posizione di Ubisoft, decisa a concentrarsi su Xbox 360 e PS3 dopo aver visto le vendite di software DS del 2009.

nintendo_ds_2

Se due indizi fanno un sospetto, tralaltro qui ne avremmo più di uno: notizie di un nuovo portatile vengono anche da Satoru Iwata, intervistato dal quotidiano giapponese Asahi Shinbun. Riguardo al successore del DS il boss di Nintendo ha detto:

“[Avrà] una grafica molto dettagliata e ci sarà bisogno di un sensore in grado di interpretare i movimenti del giocatore”

Al tutto sono ovviamente seguite le ritrattazioni e le smentite del caso.

Mentre da tempo si specula sull’ acquisto o meno da parte di Nintendo di processori Tegra 2 per il suo nuovo gioiellino, noi torniamo al presente: Nintendo DSi XL sarà in Italia il 5 Marzo (oibò).

Avrà schermi parecchio più grandi (ma senza cambi nella risoluzione, i pixel saranno solo più ciccioni) e conterrà già in memoria due applicazioni: Una pausa con Brain Training del dottor Kawashima e Dizionario 6 in 1, per la gioia di mamme, papà e nonni.

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La PSP Go! leggerà gli UMD? [secondo me, no]

La PSP Go! leggerà gli UMD? [secondo me, no]

Inutile ripetere che dal suo annuncio, il percorso dell’ultima versione della console portatile di Sony è stato in salita. L’ eliminazione del supporto UMD ha reso la PSP Go! una delle console più odiate degli ultimi anni, tanto dai videogiocatori quanto dai negozianti.

Che le cose siano destinate a cambiare?

Secondo alcune indiscrezioni Logitech sarebbe al lavoro su una periferica per rendere possibile l’utilizzo degli UMD anche sull’ultima arrivata di casa Sony.

Un rumor immediatamente smentito dalla divisione UK dell’azienda, che ha affermato di non avere alcun piano al riguardo; ma si sa, nell’industria videoludica spessissimo rumor e smentite hanno lo stesso valore.

Onestamente sono sicuro che l’idea sarebbe accolta a braccia aperte da parecchi giocatori, contenti di poter finalmente riprendere in mano i vecchi “dischetti” senza dover scaricare e pagare nuovamente qualcosa di già acquistato. A un’analisi un po’ approfondita però, la faccenda non sembra reggere.

Il primo problema è puramente economico: non penso che la produzione di lettori UMD costi pochissimo, e vista la disponibilità sul mercato di ben tre vecchi modelli della console, Logitech dovrebbe vendere la periferica a un prezzo che sia inferiore al centinaio di euro: sarebbe possibile?

Un’altro problema è quello logistico: quanto sarebbe grande un aggeggio del genere? Come si collegherebbe alla console? In questo campo, lo ammetto, sono un profano assoluto, ma non mi sembra che sulla PSP Go! ci siano buchi che permettono una cosa del genere; mi si corregga se sbaglio.

Last but not least bisognerebbe sempre fare i conti con mamma Sony, che potrebbe non essere del tutto contraria all’iniziativa, vista una certa politica di laissez faire nei confronti delle periferiche sviluppate dalle terze parti e i dati di vendita non eccelsi della console.

D’altra parte l’accettare una cosa del genere sarebbe una grossa ammissione di colpa da parte della casa giapponese, che ammetterebbe implicitamente di aver intrapreso una strada completamente sbagliata; e in ambito videoludico marketing e immagine rivestono sempre un ruolo fondamentale.

Conclusione? A me pare una bufala bella grossa e poco altro. E voi cosa ne pensate?

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Obama porta Little Big Planet a scuola

Obama porta Little Big Planet a scuola

La Casa Bianca apre ancora una volta le porte ai videogiochi, inserendoli nell’insegnamento di scienze e matematica con il progetto STEM, volto a conciliare l’apprendimento delle materie scientifiche e tecnologiche con metodi che possano divertire e stimolare gli studenti.

Si tratta, insomma di “edutainment“, ma prima di rabbrividire per una parola che da sempre è sinonimo di porcate inenarrabili, fermiamoci a vedere i metodi scelti. In primo luogo è stato deciso di destinare un migliaio di Playstation 3 con copie di Little Big Planet ad alcune biblioteche americane.

Il fatto che si sia scelto un videogioco propriamente detto, invece di un qualche software appositamente sviluppato per l’apprendimento la dice lunga, e il fatto che il titolo in questione sia fondamentalmente una sorta di corso introduttivo al game design la dice lunga su come ci sia comunque l’intenzione di creare nuove leve educate per un settore florido e in sviluppo. Lodevole è anche l’idea di educare i fruitori del domani a non essere completamente passivi nei confronti del mercato, dandogli una base per comprendere le meccaniche dietro lo sviluppo e la creazione di un videogioco.

Little Big Planet è però solo la bandiera di un programma con un budget di 2 milioni di dollari nel solo 2010 e che tra le altre cose prevede un concorso di game design con un primo premio di $300.000 .

Obiettivo della competizione sarà la creazione di un software in grado di insegnare le materie coinvolte dal progetto STEM a tre fasce d’età differenti: dai 4 agli 8 anni, dagli 8 ai 12 e dai 12 ai 16. Tra le linee guida del concorso spicca il fatto che il gioco sviluppato dovrà essere in grado di raggiungere anche i fruitori tradizionalmente “difficili”: ragazze e minoranze di ogni tipo.

Non un compito facile, ma sicuramente incoraggiato oltre che dal premio in palio, dall’esposizione che ne deriverà: i vincitori saranno infatti presentati durante il prossimo E3.

In Italia tutto questo sarebbe fantascienza, assurdo ma vero, qui da noi, nel paese che ha eletto presidente un uomo d’affari, ancora quasi nessuno si è reso conto di un giro di affari da milioni di euro, in continua crescita…..speriamo.

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Un Natale d’oro per i Giochi di Ruolo

Un Natale d’oro per i Giochi di Ruolo

Nonostante sia ormai un classico che fra metà ottobre e Natale si ammucchino un gran numero di uscite importanti, e nonostante quasi tutti (media compresi) siano completamente presi dalla frenesia per quel Modern Warfare 2 che si avvia agilmente a bruciare ogni record, anche gli appassionati di giochi di ruolo “alla occidentale” come il sottoscritto stanno vivendo questo autunno 2009 con un sorriso particolarmente ampio, visto l’insolito numero e soprattutto l’alta qualità media delle uscite loro dedicate, che rischiano però di essere oscurate dal mastodontico Dragon Age: Origins di Bioware.

Facciamo quindi il punto di quali RPG potrete trovare nei negozi da qui a dopo Natale.

- Dragon Age: Origins (Bioware – Electronic Arts): l’atteso ritorno di Bioware al fantasy pare non aver assolutamente risentito dei tanti progetti portati avanti nel contempo dallo sviluppatore (Mass Effect 2, il MMORPG Star Wars: The Old Republic e un altro progetto ancora senza nome), riuscendo in pieno nel suo duplice intento di gettare le basi di un nuovo fantasy più adulto e credibile e nel contempo riportare sui nostri schermi quel concetto di GdR più lineare e profondo tipico della software house. Un’ambientazione più nera e violenta (che probabilmente deve più di qualcosa al polacco The Witcher), i PNG più credibili visti finora e un nuovo sistema di combattimento rendono Dragon Age il must have del momento.

- Risen (Piranha Bytes – Deep Silver): primo gioco di Piranha Bytes dopo il distacco da JoWood e la conseguente perdita del nome Gothic, Risen raccoglie finalmente in modo degno l’eredità della gloriosa serie correggendo le storture che, a seguito dei conflitti fra sviluppatore e publisher, avevano reso il pur buono Gothic III un mezzo passo falso. I combattimenti rigorosamente in tempo reale e una peculiare modalità di evoluzione del personaggio, assieme ad una trama che cercherà di farci schierare con una fra due fazioni distinguono il gioco tedesco dall’agguerrita concorrenza.

- Divinity II: Ego Draconis (Larian Studios, dtp entertainment): la sorpresa del gruppo, frutto di una produzione indipendente che si è rivelata di altissimo livello, regalandoci un gioco complesso, tecnicamente valido e completo, magari leggermente meno profondo della concorrenza ma più accogliente verso chi non è totalmente avvezzo al genere. Anche qui il combattimento è maggiormente volto all’azione, ma è comunque disponibile un’opzione simile alla “pausa tattica”; inoltre da un certo punto in poi sarà possibile trasformarsi in drago, ampliando le meccaniche di gioco.

Questi i giochi attualmente sugli scaffali; dal 27 novembre però avremo anche Two Worlds II mentre il nuovo anno inizierà ancora all’insegna di Bioware, che il 26 gennaio ci riporterà fra le stelle con Mass Effect 2.

Da notare il fatto che, forse per la prima volta in assoluto, tutti i giochi elencati sono usciti o usciranno anche su console, e più precisamente su 360, mentre la PS3 dovrà “accontentarsi” di Two Worlds II e Dragon Age, quest’ultimo in uscita il 20 e in ritardo rispetto alle altre versioni, ma la cui resa complessiva dovrebbe essere superiore a quella della console Microsoft; inoltre non possiamo ignorare il ruolo preponderante dell’Europa nello sviluppo di questo raffinato ma estremamente impegnativo e difficoltoso genere: infatti Risen è tedesco così come il prossimo Two Worlds 2, mentre la software house di Divinity II è belga.

Un Natale d’oro quindi per gli amanti dei GdR, che ora hanno però due problemi fondamentali: in che sequenza prenderli e, soprattutto, dove trovare il tempo per giocarli tutti…

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Ubisoft allarga i suoi orizzonti [GDR, giochi musicali e picchiaduro in arrivo?]

Ubisoft Media BriefingYves Guillemot, il mega presidente Ubisoft con il quale una volta abbiamo anche trascorso delle piacevolissime ore in un taxi, bloccati nel traffico di Milano,ha recentemente rivelato che la compagnia è al lavoro per allargare il proprio portfolio di titoli con dei generi tutti nuovi, tra cui giochi di ruolo, picchiaduro e una nuova serie di titoli musicali.

Tralasciando l’ultima parte della notizia (abbiamo davvero bisogno di altri strumenti in plastica con cui riempire casa?) è da un bel pezzo che il gigante francese non si cimenta in un bel GDR dal respiro epico: il discreto Might & Magic IX d’altronde risale oramai al 2002. Non è un caso allora che Guillemot abbia parlato proprio di questa amatissima serie (sopratutto nella sua forma strategica) che spera di riportare presto sui nostri schermi sotto forma di un MMO.

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Xbox Live: è record!

QuestXbox Livea mattina il buon Major Nelson (ovvero Larry Hryb, Director of Programming di Xbox Live) ha annunciato che nelle ultime dodici ore, l’ottimo servizio online Microsoft, ha visto collegarsi contemporaneamente la bellezza di 2 milioni di giocatori! Un record che ha sicuramente a che vedere con Modern Warfare 2, il gioco Activision che sta monopolizzando l’attenzione di tutti gli amanti del gioco online.

E voi su quale piattaforma vi state sollazzando? Pc, PlayStation3 o proprio Xbox360?

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Non c’è limite al peggio. [Baby and Me su Wii]

Davvero!!! Non me lo sarei mai aspettato, eppure l’hanno creato. Sto parlando di Baby and Me, un nuovo gioco per la Wii (ovviamente), sviluppato da 505 Games. Nella confezione troveremo il gioco e un bambolotto, o se preferite potete usare il vostro. Il wiimote va inserito all’interno del bambolotto. Non scherzo!!

Fortunatamente, il gioco sarà distribuito solo in Australia. Nulla toglie che potremmo anche iniziare una petizione online per godere anche noi di questa nuova trovata. Scherzi a parte, il gioco supporterà anche la Wii Balance Board e troveremo minigiochi come Dai da mangiare al bimbo o Fallo addormentare… dimenticavo… ci sarà anche Fagli fare il ruttino!

Il bambino piangerà, riderà e… rutterà tramite il wiimote… ideale per realizzare degli scherzi agli amici!

Purtroppo non sono riuscito a trovare video del gioco. Fateci sapere se ne trovate uno! Non vedo l’ora di inserire il wiimote dentro un bambolotto e giocarci con Wii Tennis!

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Da Nico Bellic a Luis Lopez [Recensione GTA IV: The Ballad of Gay Tony]

The Ballad of Gay TonyNiente è più attuale di GTAIV. Malgrado le critiche, malgrado tutto, il gioco Rockstar continua la sua ascesa per divenire a tutti gli effetti un classico generazionale. Buona parte delle console vendute quotidianamente nel mondo sono destinate d’altronde a far girare almeno una volta (probabilmente per sessanta ore di seguito ma comunque una volta) questo titolo, un capolavoro anche solo per il suo tanto discusso protagonista.

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La sindrome Nintendo [Iwata sorpreso dal primo calo di profitti in sei anni]

La sindrome Nintendo [Iwata sorpreso dal primo calo di profitti in sei anni]

Satoru Iwata parla, ammettendo di essere rimasto sorpreso dal calo di vendite che sta interessando il Wii e, in misura minore il Nintendo DS:

The Wii stalled.

The mood of the market got colder than expected, and there was a miscalculation.

Solo un grossolano errore di calcolo, o c’è qualcosa di più?

Il primo commento che viene in mente è che l’uomo che ha il merito merito di aver portato Nintendo, in un’ascesa vertiginosa, dalle stalle del Gamecube e del GBA Micro alle stelle di Wii e DS sia incontentabile, e semplicemente non si sia reso conto di aver saturato il mercato con le proprie macchine stampa-soldi.

Più razionalmente però bisogna considerare che probabilmente nessuno più di Iwata ha una percezione completa e organica del mercato attuale, composto in grandissima parte da quella fetta di utenza che prima della touch generation, di Brain Training e Wii Sports semplicemente non “esisteva”, e vedendo sotto questa luce i commenti rilasciati dal quarto presidente Nintendo e considerando come almeno in apparenza l’idea di “saturazione” non lo sfiori minimamente, potrebbe essere il caso di pensare ad altre possibili cause per la flessione di vendite in atto.

La mia impressione è che Iwata stia suo malgrado manifestando quella tipica “sindrome Nintendo” che ha sempre portato la casa di Super Mario ad essere innovatrice per tanti aspetti quanto stolidamente conservatrice per altri.

Nintendo quindi potrebbe stare pagando non tanto l’eccesso di vendite di questi anni quanto una politica di mercato vecchia, poco aggressiva sui prezzi e soprattutto legata a reissues di uno stesso hardware che dal DS Lite in poi sembrano non essere più così tanto attese e gradite dal pubblico.

Il tardivo ribasso di prezzo della propria console da salotto, a cui con tutta probabilità presto seguirà una pletora di rimaneggiamenti poco più che estetici simile a quella che ha già colpito il DS, il rifiuto categorico e incomprensibile di fornire il Wii di un hard disk, l’altrettanto immotivata impossibilità di leggere i DVD video e il mancato supporto del gioco online nei suoi titoli di punta (vedi alla voce New Super Mario Bros. Wii..) sono tutti segni di una scarsa di lungimiranza che sembra paradossale per una casa che negli ultimi sei anni ha rivoluzionato il concetto stesso di videogame, ma che in realtà è perfettamente in linea con la rigidità di pensiero che ha privato il Super Nintendo del suo lettore CD (spingendo poi Sony a creare la Playstation), che ha affossato il Nintendo 64 e le sue anacronistiche cartucce o che ha reso perdente sin dalla nascita il Gamecube per il suo target d’utenza poco più che adolescenziale.

Quello in cui, fortunatamente, Iwata pare distaccarsi almeno in parte dal suo storico predecessore Hiroshi Yamauchi è la capacità di imparare, pur tardivamente, dai propri errori.

E la sfida quindi pare spostarsi -finalmente- sul software:

Not being able to continuously release strong software has made a good mood grow cold.

I tentativi di coinvolgere terze parti “di spessore” su Wii hanno avuto il loro culmine con il Motion Plus e con l’uscita ritardata (per non infastidire i primi due titoli EA che sfruttavano la nuova periferica) di Wii Sports Resort, tentativi di cui speriamo di vedere frutti concreti nei prossimi mesi; dal canto suo Nintendo, con titoli come Metroid Prime: Other M e Sin & Punishment 2 sembra volersi riappropriare almeno in parte di quell’anima “hardcore” che tanti la accusano di essersi venduta alla divinità del casual gaming.

In questo senso però sembrano ancora più strani l’insistenza di Iwata-san sulle fantastiche possibilità offerte dal Wii Vitality Sensor e il brevetto di un cuscino gonfiabile in cui inserire il Wiimote, che potrebbero apparire come la definitiva conferma di un disturbo di personalità schizoide…

Ad ogni modo, staremo a vedere cosa succederà durante quello che si prospetta come il periodo natalizio più duro per Nintendo da diversi anni a questa parte, nonchè probabilmente quello decisivo per capire come l’azienda si muoverà sia in relazione alle console che attualmente ha sul mercato, sia in vista di un nuovo cambio generazionale che sotto un’apparente calma piatta sta già iniziando a sobbollire pian piano.

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