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La terza profezia di inskindamus: l’Xbox720 (o Xbox 3) [ulteriori ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

La terza profezia di inskindamus: l’Xbox720 (o Xbox 3) [ulteriori ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

In Microsoft sanno quello che vogliono, e sanno come ottenerlo. Bisogna ammetterlo.

Guardando il percorso compiuto in due sole generazioni e gli ostacoli superati dal più giovane competitor del mercato console, è impressionante la caparbietà della casa di Redmond.

Certo, la tenacia è molto più facile da dimostrare con alle spalle la sicurezza economica garantita dall’essere sostanzialmente monopolisti nell’ambito dei sistemi operativi, ma è anche vero che diversi altri colossi (Apple e Panasonic, per dirne due) hanno fallito rovinosamente dove Microsoft sta riuscendo. Magari non in maniera così apparentemente naturale come è stato per Sony e la sua Playstation, ma non dimentichiamo che se non fosse incappata nell’incontenibile quanto imprevedibile successo del Wii, oggi l’Xbox360 sarebbe la prima console al mondo.

Nonostante siano proprio di questi giorni dichiarazioni rassicuranti riguardo il ciclo vitale della prima console HD al mondo, che a detta di David Hufford (Senior director of Xbox product management) non dovrebbe essere neanche a metà del suo ciclo vitale, è fuori di dubbio che in Microsoft stiano già da tempo lavorando alla loro prossima macchina da gioco.

Macchina che oltre a ribadire i punti di forza della 360 (Live!, Marketplace, retrocompatibilità, achievements, esclusive..) dovrà necessariamente fare i conti con l’evoluzione subita dal mercato in questi 5 anni.

Il pensiero corre quindi al discusso Project Natal, la vera sorpresa dell’ultimo E3, che però anche sulla scorta di ulteriori recenti dichiarazioni potrebbe uscire con un hardware sostanzialmente meno potente di quanto fosse lecito attendersi dopo le prime, luccicanti dimostrazioni. L’impressione è quindi che la periferica stia sempre più scadendo a semplice esca per casual gamers ed esperimento, utile per quelli che a Redmond lavorano sulla prossima Xbox cercando (anche loro!) una soluzione per coniugare le esigenze dei neo-giocatori con quelle dei giocatori “seri”.

Sì, perchè se Nintendo deve il suo nuovo successo ai giocatori occasionali e Sony è rimasta a galla grazie agli appassionati di hi-tech e agli affezionati al marchio, Microsoft non può prescindere dai cosiddetti hardcore gamers.

Giocatori tutti d’un pezzo, che non cedono alle lusinghe delle interfacce facili e dei minigiochi per le masse, che se un gioco non garantisce almeno 30 ore di longevità e 1000 Gamer Points non lo prendono neanche in considerazione, che chiedono sempre un livello di difficoltà in più e una “camera della vita” in meno. Giocatori che si contorcono ancora per il tradimento che ritengono Nintendo abbia perpetrato nei loro confronti, e che non tollererebbero neppure l’ombra di una svolta casual.

Quindi l’Xbox720 (che spero per loro non si chiamerà realmente così..) dovrà in primis soddisfare e tranquillizzare questa classe di iper-conservatori un po’ paranoici ma che da sempre sono anche i primi acquirenti, disposti a spendere cifre considerevoli per avere subito in casa una console appena uscita e con tutto da dimostrare. HD, 3D e quant’altro quindi non mancheranno, così come non mancherà un bel joypad classico, evoluto e stiloso quanto volete ma concettualmente tradizionale.

Accanto a questo però dobbiamo aspettarci qualcos’altro, qualcosa che permetta a tutti di fruire di qualunque gioco.

Sicuramente un sistema di guide e semplificazioni (peraltro già brevettato) concettualmente simile alla Super Guide recentemente proposta su Wii, a cui però dovrà affiancarsi un nuovo sistema di controllo (again!) che renda ogni tipo di gioco definitivamente alla portata di tutti. Ergo quello che vorrebbe essere -ma difficilmente sarà in questa generazione- Project Natal.

La differenza rispetto alla filosofia Nintendo è tanto importante quanto poco evidente. La casa di Kyoto ha infatti portato i videogiochi nelle case dei non-giocatori, mentre Microsoft si propone l’esatto contrario: portare i non-giocatori ai videogiochi, quelli veri. Un’impresa difficile, ma che potrebbe rappresentare quell’ulteriore passo avanti che Iwata e soci attualmente non sembrano in grado di fare.

Lavorando di fantasia, ma con un occhio alle notizie più recenti (”Natal? Già superato!“), si potrebbe pensare a dei guanti/maniche che consentano il controllo motorio fine, mentre una videocamera simil-Natal si occuperà di mappare la posizione del giocatore nello spazio ed i movimenti più grossolani.

Certo, aggiungendoci anche un paio di occhiali per il 3D rischieremmo seriamente di assomigliare a Robocop

Visto il relativo insuccesso -anche e soprattutto a causa dei prezzi assurdi proposti finora- dei Games on Demand, la prossima console Microsoft dipenderà ancora dai supporti fisici e, a meno di costosi colpi di testa, è più che probabile che alla fine la scelta ricada sul Bluray, facendo un inevitabile favore a Sony.

Infine, quello su cui stavolta si spera ci siano pochi dubbi è la solidità di progetto e costruzione, per non ricadere in un nuovo Red Ring of Death, che sarebbe definitivamente letale per la credibilità di MS come produttore hardware.

D’altra parte il marketing può fare miracoli solo un numero limitato di volte.

La terza profezia di inskindamus: La terza Xbox forse non sarà la console più potente della prossima generazione, ma sarà sicuramente la prima ad uscire. Allo stesso modo torneranno il Live!, il Marketplace e le esclusive, tutti fattori chiave del successo della 360. Oltre a riproporre ed espandere quanto di buono fatto finora, la console utilizzerà il Bluray e supporterà almeno una tecnologia 3D, schierandosi subito in quella che si prospetta come una nuova, lunga guerra tra standard diversi. Per quel che riguarda l’annosa questione dei sistemi di controllo, sicuramente sarà presente un controller tradizionale, probabilmente privo di qualunque sistema di motion sensing, a cui però si affiancherà da subito un metodo di controllo alternativo ma assolutamente valido per tutti i titoli, che impiegando tecnologie diverse consentirà a tutti un approccio “fisico”, preciso ma anche semplificato persino ai giochi più ostici. Giochi che peraltro fioccheranno su una macchina che mira ad essere ancora una volta LA console per gli hardcore gamers.

La prima profezia di inskindamus: il Wii 2

La seconda profezia di inskindamus: la Playstation 4

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La seconda profezia di inskindamus: la Playstation 4 [altre ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

La seconda profezia di inskindamus: la Playstation 4 [altre ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

Con la prossima generazione Sony affronterà la sua battaglia più dura dai tempi del lancio della prima, mitica Playstation in barba allo storico duopolio SEGA/Nintendo.

Forte della proprietà del Bluray, che con tutta probabilità sarà il supporto su cui usciranno i giochi della next generation, ma con il digital delivery che incombe e con un brand fortemente indebolito da una serie di mosse che è un eufemismo definire poco azzeccate, la casa del Walkman si appresta infatti ad iniziare la prossima console war partendo da una posizione di  svantaggio che non le è congeniale.

L’estromissione di una personalità carismatica come quella di Ken Kutaragi (già ribadita dal nostro Jabaskunda) oltre alla perdita di un volto riconoscibile e visceralmente legato al nome Playstation, ha portato con sè lo smarrimento della via, l’allontanamento da un percorso che col senno di poi solo lo stesso Kutaragi sembra riuscisse a intravedere attraverso le nebbie del futuro.

E proprio così Sony sembra presentarsi alle porte della nuova generazione: senza un sentiero di mattoni gialli da seguire e senza una guida. Ma oggi, e solo per oggi, il vostro inskindamus vuole essere benevolo e ottimista riguardo il futuro della casa che ha reso il videogame un fenomeno di massa.

Partiamo dalle cose certe: quello che non manca a Hirai e soci, oltre ad un supporto capiente e proprietario, è la capacità di creare una macchina potente e prepotentemente multimediale, perfettamente in grado d’interfacciarsi con quanto già presente nelle nostre case.

Partendo da questi punti fermi, c’è però sicuramente da lavorare su una architettura interna che garantisca una maggiore flessibilità, così da permettere agli sviluppatori di spremere a fondo e da subito le potenzialità del Cell (sul quale probabilmente verterà anche il prossimo sistema) senza richiedere tempi e costi eccessivi. Niente più titoli multipiattaforma inferiori rispetto alla concorrenza quindi, nella speranza di tornare ad essere l’hardware di riferimento e non doversi più porre il problema.

C’è poi un gran bisogno di idee forti, che siano ben visibili anche al di fuori della scocca di una prossima PS4. La battaglia oggi si combatte in primis sul campo dei controller, e ci vuole qualcosa di realmente nuovo e concreto, che sia coraggiosamente supportato sin dal principio; considerata però una certa carenza di originalità mostrata in questi anni, si tratterà probabilmente anche di un’invenzione derivativa rispetto a quanto sta emergendo in quest’ultimo periodo.

Lavorando con la fantasia direi un controller che, supportato da una cam stavolta venduta assieme all’hardware principale, unisca la mappatura nello spazio propria della PS3 Wand con i sottosfruttati giroscopi del Sixaxis e i più comuni controlli analogici del Dual Shock, per creare qualcosa di rapidamente “scalabile”, che consenta di giocare efficacemente tanto in modo tradizionale quanto in modalità “motion” senza dover aggiungere o togliere ulteriori periferiche.

Plausibile anche l’aggiunta di qualcos’altro che lo renda irresistibile per i geek: la presenza di un piccolo schermo, magari, anche se potrebbero preferire una riproposizione, stavolta più efficace e meglio reclamizzata, del remote play tramite una eventuale PSP2. Un mini-display touch direttamente sulla console allora? Vedremo.

Masturbazioni mentali a parte, quello di cui Sony ha bisogno quindi è un progetto, un’idea, magari non rivoluzionaria ma che dimostri che sin dal principio la casa di Tokyo sa dove vuole andare.

Enormi sono stati infatti i danni d’immagine derivanti dalle clamorose retromarce su controller, vibrazione e retrocompatibilità che hanno preceduto e seguito il lancio della PS3, e che reso palese a tutti una deleteria navigazione a vista, che ha portato a rinnegare persino features che si erano dimostrate fondamentali per il successo della PS2. Ora invece è necessario partire da un progetto chiaro, che oltre alle novità di cui parlavamo sopra, non rinneghi quanto di buono acquisito finora.

Retrocompatibilità innanzi tutto quindi, completa verso la PS3 (e vista l’architettura di base comune stavolta non dovrebbe essere un problema) e possibilmente estesa anche alla PS2, per garantire il più ampio e valido parco titoli mai visto su una console a memoria d’uomo; avremo poi il ritorno dell’online gaming gratuito, uno dei maggiori punti di forza nella generazione attuale, stavolta accompagnato da uno shop online finalmente concorrenziale con quello Microsoft e da un sistema di update e download che non ci impedisca di utilizzare la macchina nel frattempo.

L’ultimo punto di questa “previsione” infine riguarda il lancio della prossima macchina. Kutaragi conosceva bene l’importanza di questa fase: la sua detronizzazione è conseguenza proprio della strenua opposizione fatta al Bluray, nel quale Ken non credeva e a cui sono attribuibili il ritardo e lo spropositato prezzo con cui la PS3 si è presentata sugli scaffali.

La PS3 è stata sacrificata sull’altare di un nuovo supporto, ma con la prossima console non potranno permettersi un comportamento altrettanto spregiudicato, o potremmo non avere una Playstation 5 nel nostro futuro. Allo stesso tempo però l’ammortizzazione degli enormi costi sostenuti per la PS3 richiede di allungarne il più possibile la vita; Sony dovrà quindi fare attentamente i suoi calcoli per azzeccare la macchina giusta al momento giusto.

E al prezzo giusto.

La seconda profezia di inskindamus: Sony si concentrerà soprattutto sull’ottimizzazione del costoso investimento in perdita fatto con la PS3: il Bluray quindi la farà da padrone e l’architettura sarà basata sul Cell, il che quantomeno garantirà una retrocompatibilità completa, di cui è ormai evidente che nessuno dei competitor può fare a meno. Le vere novità quindi riguarderanno la mèra potenza grezza di una macchina che però stavolta sarà più accessibile per gli sviluppatori, mentre per quel che riguarda il sistema di controllo avremo una sorta d’incrocio “adattabile” fra un Dual Shock e una Wand, speriamo senza ridicole sfere colorate appiccicate sopra e con qualche aggiunta che sottolinei l’aspetto hi-tech. Ma la cosa veramente importante è che la Playstation 4 avrà di nuovo un “cuore” (…ok, ok, la smetto con le metafore dal Mago di Oz…), un progetto a lungo termine alle spalle che l’accompagni per tutto il suo corso vitale e che riporti il videogioco a primum movens dell’esistenza stessa della console.

La prima profezia di inskindamus: il Wii 2

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Sony Computer Entertainment: Tra passato e presente

ken kutaragi scea scee scei giappone sonyDa nuova arrivata a regina dell’intrattenimento elettronico, da leader del mercato ad azienda in stato confusionale, la Sony ha vissuto molte stagioni diverse e proprio in questi mesi sembra aver nuovamente cambiato rotta.

La vecchia strategia d’altronde non premiava ed era necessario un cambio netto di intenti e strategie, per meglio accompagnare il turn over dei vertici iniziato con l’addio di Ken Kutaragi (sbagliato se vi interessa il nostro parere) e da poco terminato con la nuova nomina di Kaz Hirai (forse si poteva fare meglio ma il vecchio Kaz non è certamente uno stupido).

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La prima profezia di inskindamus: il Wii 2 [ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

La prima profezia di inskindamus: il Wii 2 [ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]

Nonostante si sia ormai giunti al traguardo dei quattro anni dall’esordio della “Next-Gen” (ormai “Actual-Gen”, e tra un po’ “Old-Gen”..), non si è ancora visto nè sentito nulla di concreto riguardo la prossima generazione di hardware che invaderà i nostri salotti e le meraviglie che verranno.

Dove andremo a finire?

Ve lo dico io, o almeno ci provo: non conoscendo Michael Patcher e non essendo un analista del settore ho molta più probabilità di azzeccare una previsione…

Partiamo dalla situazione attuale, e dalla variabile fuori controllo che ha alterato un’evoluzione che stava diventando più invecchiamento che crescita, ovvero Nintendo con la sua macchina fabbrica-soldi, il Wii.

Iwata e soci sanno bene che la maggior parte dei possessori del Wii è composta di fruitori occasionali, che probabilmente proprio con la piccola console bianca per la prima volta si sono avvicinati ad una console, che non hanno ancora la concezione di “generazioni hardware” e che non sentiranno l’esigenza di acquistare una nuova macchina a meno che questa non riesca nuovamente a proporsi come la next big thing, il nuovo feticcio hardware da possedere a prescindere.Nonostante abbiano dimostrato di sapersi muovere in spazi sconosciuti meglio degli altri, Nintendo non è Apple, e non è così scontato che il successore del Wii riesca a guadagnarsi l’attenzione del mondo e a diventare nuovamente un fenomeno di massa, quindi le soluzioni sono due: proporre (ancora) qualcosa di completamente nuovo e dirompente, assumendosi i rischi che questo comporta, o seguire il nuovo solco tracciato finora, approfittando di quanto imparato e guadagnato per aggiustare il tiro.

Una classica sindrome da secondo album, quindi.

Le recenti dichiarazioni di Miyamoto riguardo l’alta definizione lasciano intravedere uno scenario nel quale la casa di Kyoto si muove controcorrente, recuperando il gap tecnologico che ha accumulato rispetto alla concorrenza e al tempo stesso capitalizzando l’ormai avvenuta penetrazione dell’idea di motion control e l’enorme base installata.

In questo senso è chiaro ormai quanto sia divenuta irrinunciabile la retrocompatibilità per garantire un passaggio “morbido” fra le generazioni hardware: poter continuare ad utilizzare i giochi della vecchia macchina induce alla fidelizzazione, e convincere un utente che può riporre senza ripensamenti la propria console in cantina è il primo passo per indurlo ad acquistare la successiva.

Resta comunque la necessità di stuzzicare il pubblico con qualcosa di nuovo, che crei di nuovo quel desiderio compulsivo di possesso che ha fatto la fortuna del Wii. Considerato che è ormai diventata maestra di design e periferiche, è probabile che Nintendo cerchi ancora di partire da questi punti di forza piuttosto che dalla mèra potenza audiovisiva per far presa sulla gente, quindi c’è da aspettarsi un nuovo Wiimote che mantenga, stavolta da subito, eventuali ulteriori promesse di accuratezza e affidabilità, e che elimini i (pochi) difetti stilistici della prima versione, a partire dallo scomodissimo cavo di collegamento col Nunchuck.

Volendo spingersi oltre il confine con le illazioni, escluderei qualunque nuovo accessorio che comporti caschi, visori e quant’altro (il Virtual Boy ancora brucia..), ma si potrebbe pensare all’aggiunta sul telecomando di uno stick analogico o di qualcosa di equivalente ma più avanzato, come un sistema “touch” che senza complicare troppo l’accesso alla periferica (e quindi senza rinnegarne la filosofia) ne ampli nettamente le potenzialità e nel contempo risulti comprensibile e  affascinante quanto basta per rendere irrinunciabile l’acquisto da parte di chiunque.

Infine le due facce dell’online.

La fragorosa esplosione del digital delivery sarà il vero motivo per il quale questa settima generazione verrà ricordata (altro che HD..). La vendita tramite i rispettivi negozi online si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per Microsoft, Sony e Nintendo forse oltre le più rosee previsioni, ma quest’ultima rispetto alle altre ha pagato la scarsa lungimiranza e l’eccessiva paura verso i dispositivi di memoria di massa: Iwata & co. si sono ottusamente ostinati a vendere giochi su Virtual Console/WiiWare senza fornire il Wii di un hard disk, un’incongruenza che non ha portato vantaggi in termini di lotta alla pirateria (tutt’altro: il Wii è la console più facilmente piratabile dai tempi della Playstation) e ha frustrato ulteriormente l’utenza. Un errore che difficilmente verrà commesso nuovamente, specie viste le taglie sempre più abbondanti dei giochi venduti online.

Anche l’online game è stato definitivamente consacrato da questa generazione divenendo una feature irrinunciabile, e anche sotto questo punto di vista la grande N si è fatta cogliere impreparata, esageratamente titubante nel permettere di giocare in rete liberamente, complice anche un pesante retaggio del passato che la porta ad iper-proteggere i suoi utenti dagli abusi che potrebbero subire giocando con sconosciuti.

Le proteste montanti, il superamento dei limiti imposti dal sistema dei Codici Amico da parte degli sviluppatori esterni e un certo cambio del target d’utenza hanno però ammorbidito la posizione della casa di Kyoto, che nonostante non si dimostri ancora di mentalità del tutto aperta sull’argomento, sta cercando un buon compromesso per garantire connettività e sicurezza al tempo stesso, e la concezione di totale configurabilità che si sta facendo strada anche nel videogame potrebbe essere d’aiuto in questo senso.

La prima profezia di inskindamus: La prossima console Nintendo non sarà una rivoluzione, ma un “Wii 2″ (Wiii? WWii lo escluderei…). Supporterà l’HD e sarà nettamente più potente del primo in termini di grafica e sonoro, pur non mirando a vincere la corsa al poligono e alla texture più definita. Sarà dotata di hard disk per non porre finalmente limiti alle possibilità di dilapidare tutti i nostri risparmi senza alzarci dal divano, e l’online game sarà finalmente libero e disponibile per tutti, ma chi vuole potrà inserire limitazioni per proteggere i propri pargoli o sè stesso da maniaci e maleducati. Il controller sarà ancora un Wiimote, ma perfezionato e potenziato, con la tecnologia del Wii Motion Plus evoluta e inclusa al suo interno e il Nunchuck totalmente wireless, il tutto per far sì che la nuova console sia totalmente retrocompatibile. Infine, il “Wiimote 2″ avrà una nuova, importante feature che ne amplierà le capacità e che fungerà da principale attrattiva, evitando oltretutto che la nuova console venga scambiata per un restyle della Xbox360 con Wiimote al seguito..

- continua -

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Microsoft conferma: arriva Sky su Xbox 360 dal 27 Ottobre

sky player xbox 360 microsoft conferma logoSky. Il cielo, la terra. Luna e misteri. Maree e luci soffuse sotto cui si scaldano i cuori degli innamorati in abbracci indimenticabili… ma che cazzo sto dicendo? :)

No, non è Sky cioè la traduzione in inglese di ciò che sta sopra le nostre teste: su Xbox 360, dal 27 Ottobre, arriva la TV di Murdock con tutta la sua offerta o quasi. Video on demand, serie TV eanche dirette, per esempio delle partite di calcio di Premier League, come avevamo già annunciato nel post relativo alla Press Conference Microsoft dell’E3 2009.

Ovviamente per ora il servizio sarà disponibile nel solo Regno Unito. Non sappiamo quando vedremo anche nel Bel Paese tutto questo ben di Dio.

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Project Natal e il sogno rubato a Nintendo.

Project Natal e il sogno rubato a Nintendo.

Project Natal. All’E3 è stato probabilmente la rivelazione dell’anno ma, come ovvio passata l’emozione del primo contatto, sono iniziati a fioccare i dubbi.

Dubbi riguardanti principalmente le reali capacità di una periferica che promette di essere quello che la PS3Eye non è stata, nonchè quel concreto passo avanti che il Wiimote non è ancora riuscito a incarnare, ma ci sono anche domande inerenti questioni annose: può davvero esistere un’alternativa completa e definitiva al controllo via joypad? Qual’è l’effettiva praticità di un “full body motion sensing controller“?

Con questi interrogativi in testa, due giorni dopo la press conference Microsoft, molti addetti stampa e professionisti del settore hanno avuto modo di provare la periferica. Inoltre, molti di più  hanno avuto accesso ad una versione sensibilmente migliorata durante il Tokio Game Show concluso pochi giorni fa. In entrambe i casi, la maggior parte dei commenti è stata entusiastica ma anche critica, anche grazie/a causa del Wii.

Sembra paradossale, ma proprio la console che ha stra-vinto la console war basando il proprio appeal su un controller motion sensitive, avendo già mostrato parte dei limiti e dei problemi che possono derivare da un metodo di controllo diverso e attivo, oggi funge da ritardante di fiamma per l’hype di una periferica concettualmente simile.

Da qui le critiche contenute nei succitati hands-on e riferite principalmente ad una delle demo presentate, un hack di Burnout Paradise che consentiva, un po’ come visto nel video mostrato durante la press conference, di guidare tenendo le braccia tese in avanti verso un volante immaginario e spostando avanti e indietro il piede destro.

A prescindere dalle capacità del Natal messe in evidenza da questo dimostrativo (focalizzazione su mani e piedi, precisione del rilevamento, etc.), non c’è stato un solo giornalista che non abbia sottolineato quanto, superato il divertito stupore iniziale, possa essere scomodo controllare un gioco del genere in quel modo.

Ed eccoci al punto: per Microsoft non è importante quanto un sistema di comando senza joypad e tasti possa essere stancante, impreciso o scomodo sul lungo periodo, l’importante è che ci sia. In più giochi possibile.

Nella loro utopica (?) idea originaria probabilmente tutti dovrebbero poter provare un qualunque titolo per Xbox360 senza prendere un joypad in mano ed impararne i controlli: devono potersi sedere e guidare, nel caso di Burnout, per abbattere quella barriera che finora solo Nintendo si è dimostrata in grado di aggirare, ovvero la complessità dell’interfaccia.

La casa di Kyoto ha infatti preferito girare attorno all’ostacolo, mantenendo uno strumento di controllo, ma riportandolo a qualcosa che tutti conoscono (un telecomando), mentre Microsoft, in linea con la sua filosofia tipicamente americana del “bigger & better”, vuole abbatterlo completamente eliminando del tutto il controller e cercando nel contempo di rendere possibile un approccio istantaneo a tutti i titoli del suo catalogo.

Ecco la differenza reale fra le tre esche per casual gamers Natal, Wiimote e PS3Eye (con o senza la PS3Wand..): a prescindere dalle recenti dichiarazioni sull’infattibilità della cosa (ma sappiamo bene che volere è potere, specie a Redmond), nei progetti di Microsoft c’era e probabilmente c’è tutt’ora la volontà di rendere accessibile a chiunque il maggior numero possibile di titoli, vecchi o nuovi che siano.

Il che supera, per ambizione e portata dell’obiettivo, persino il Kind Code Nintendo che, pur se in maniera del tutto differente, mira al medesimo risultato.

Il Project Natal quindi non sembra fatto per “noi”: avendo la possibilità di scegliere, ogni videogiocatore con un minimo di esperienza dopo una breve prova via Natal tornerà inesorabilmente a giocare con il joypad, rispolverando la telecamerona nelle serate con gli amici o qualora ci fosse un gioco (Milo maybe?) che veramente la renda indispensabile.

O forse si tratta invece del più classico uovo di Colombo: qualora mantenesse i suoi propositi di universalità, ci troveremmo infatti di fronte alla piena e definitiva libertà per ognuno di decidere, in funzione di età, esperienza, abilità o persino disabilità (finalmente!), il livello di sforzo, complessità, precisione ed immersione in ogni gioco.

E’ proprio questa la vera sfida per il Project Natal: fare in modo che tutti i videogames siano giocabili da tutti, ricongiungendo lo scisma fra casual e hardcore gamers che Nintendo ha creato ma che solo a sprazzi (Mario Kart Wii) si è dimostrata in grado di ricomporre, e che dal canto suo spera di superare definitivamente con il già citato Kind Code.

Riuscirà Microsoft a rubare il sogno di Iwata e Miyamoto?

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Taglio di prezzo per il Wii imminente [Rumor]

Wii price cutIl blog Joystiq ha appena scritto un articolo che mi stupisce molto. L’agognato taglio di prezzo del Wii, la console più venduta di questa “next generation” (anche se è una macchina della “previous generation” visto che è un Gamecube con il Wiimote), è finalmente arrivato e sarà realtà questo fine settimana.

Tramite un’immagine “rubata” di una e-mail (circolare) dell’azienda Best Buy (una catena di elettronica di consumo americana) pare che questo venerdì, 25 Settembre, Nintendo farà il suo annuncio ufficiale: Wii costerà 199$.

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Zune HD, per Microsoft i gamers sono importanti [video promozionale]

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Onlive va in open beta: lancio previsto in inverno

OnliveAbbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.

In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.

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Spot the difference! [video-confronti per Natal, Milo ed il motion controller Sony]

Ferragosto è l’inizio della fine dell’estate, e considerando che questa stagione che sta volgendo al termine non ci ha certo risparmiato caldo e afa, essere un po’ acidi in questa ennesima giornata di calura che per prima lascia intravedere il momento del ritorno al lavoro o ai libri è abbastanza normale.

Metteteci anche che in questo mese di agosto le novità legate al mondo dei videogiochi sono veramente poche ed eccomi qui, guidato dal mio pH basso, a ripubblicare i video dei sistemi di motion control presentati all’E3 2009 associandoli stavolta ad altri filmati precedenti con cui mostrano evidenti somiglianze.

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Nintendo DS Easy Piano [ulteriori pensieri su restyling, periferiche, DS e Wii]

La diffusione del Nintendo DS è ormai talmente vasta e capillare da interessare una tipologia di pubblico estremamente eterogeneo.

Questo, unito alla nuova filosofia Nintendo fondata anche su software non propriamente ludici come Brain Training, Nintendogs o WiiFit e alla versatilità dell’hardware ha fatto sì che sulla console portatile più venduta dei nostri tempi giungessero software sempre più particolari e sempre meno aderenti al concetto classico di videogioco.

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Sony: like suicide [La PSP Go! non si venderà da sola..]

Dopo i discutibili atteggiamenti e gli innumerevoli passi falsi che hanno contraddistinto la presentazione, l’uscita e la promozione della PS3, il rapporto fra Sony ed i videogiocatori sembrava finalmente essere tornato, se non all’idillio degli anni scorsi, almeno alla normalità. D’altronde parliamo pur sempre della casa che ha dato i natali al brand simbolo dei nostri tempi: se negli anni ‘80-’90 per parlare di videogames si diceva semplicemente “Nintendo“, oggi per la gente l’equazione è videogioco = Playstation. Con questo pensiero rafforzato da diversi mesi di calma apparente, si era quindi diffusa una tenue speranza che i colpi di testa dello staff Sony fossero finiti e che la casa del Walkman, scontratasi con la dura realtà di aver perso per propri demeriti la posizione dominante, avesse fatto tesoro dei propri errori e stesse pian piano risolvendo i propri problemi.

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