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Per il video originale con sottotitoli in italiano clikkate qui.
Questa è grossa, tanto grossa. Se seguite veramente questo blog o ci capitate semplicemente per caso vi chiedo i prossimi dieci minuti di attenzione perchè ciò che sto per scrivervi è sconvolgente. Anche se il post verrà lungo, quindi, tenete duro: potreste riuscire addirittura a scoprire voi stessi. Non sto scherzando.
Come sapete io non ho intenzione di parlare di nessun argomento al di fuori dei videogiochi, almeno per ora, in questo blog. Mi lascio andare però ad una confessione: non sono un tipo granchè spirituale. Non sono credente in nessuna religione e non credo nell’aldilà. Non mi interessano i fantasmi, gli spiriti o le teorie buddiste e non “perdo il mio tempo” a pregare. Probabilmente quindi non “credo” in ciò che sto per esporre nelle prossime righe.
Questo non significa che io non sappia però ascoltare gli altri e trarre spunti di “saggezza” anche da input spirituali o religiosi, oppure che una non sappia riconoscere una teoria interessante quando la sento.
Ok, immagino che dopo una presentazione simile starete pendendo dalla mia tastiera e dalle lettere grigio su nero su questa pagina web; vengo al dunque, cosa è il Bardo Training?
Il Bardo Training è una tecnica di meditazione collettiva per raggiungere uno stadio maggiore di conoscenza del proprio io e del mondo che lo circonda. Avete presente una “ricerca” filosofica o una religiosa o addirittura una sciamanica? Il Bardo Training è questo, però viene applicato ai videogiochi online! Per l’esattezza ai MMORPG o a titoli simili. Per andare ancora più nello specifico il titolo più usato dai gruppi organizzati di Bardo Training è Diablo 2, modalità online (collettiva). Ma non solo, c’è anche Team Fortress.
Prendiamola larga. Molte teorie credono nella reincarnazione. Per il Buddismo la vita (intesa come ciclo di nascita-crescita-morte) è solo una tappa del lungo viaggio dell’esistenza che viene dall’Assoluto e tende all’Assoluto. Scopo del viaggio è il perfezionamento della qualità dell’esperienza che, di vita in vita, rinascita dopo rinascita, può staccarsi dalla contingenza “terrestre” e tornare verso la Sorgente.
Secondo il “Bardo Thodol“, altrimenti detto Libro Tibetano dei Morti, la morte è quindi da intendersi come una benedizione, perchè permette di passare al livello successivo e di avvicinarsi sempre di più alla “verità”, a capire cosa veramente ci circonda e cosa realmente sia l’esistenza. Il Bardo insomma, non è un menestrello che canta le gesta dire o cavalieri: il Bardo è da leggersi come “viaggio fra le vite”. Secondo questo libro, infatti, tutto ciò in cui noi viviamo è un’illusione, perchè noi potremmo essere lo stadio di transizione tra una “non vita” e l’altra. E’ qualcosa di molto simile, per fare un esempio concreto, a Matrix: nel film “noi” siamo il sogno del nostro io impriginato da qualche parte. All’interno del nostro viaggio, quindi, il Bardo Thodol ci insegnerebbe come riconoscere i simboli e i segnali per entrare nel prossimo livello di vita in maniera più cosciente.
Aggiungiamo una spruzzata di scienza per rendere “credibile” quanto sopra detto (anche se, si sa, chi ha fede non ha bisogno di nessuna dimostrazione). Quando una persona muore il suo cervello continua a funzionare, è provato dalle analisi elettriche sui cadaveri, per un tempo non microscopico quindi sensibile. Cosa sono questi pensieri? Semplici spasmi della morte senza senso? Oppure sogni? Magari proprio il ricordo della propria esistenza, concentrato nell’attività cerebrale accelerata del morto.
E se tutto questo, le mie mani, il computer che sto guardando, i miei colleghi, i miei amici, non fossero altro che lo specchio della mia esistenza “proiettata” dal mio corpo morente? Insomma spero abbiate capito la premessa, arriviamo ai videogiochi.
C’è un tizio, E. J. Gold. Un grande artista, scrittore di fantascienza, musicista jazz, sceneggiatore, ma “soprattutto” uno dei più anziani netgamer del mondo. Si è anche classificato quarto al mondo della ladder di Diablo 2
Ha anche partecipato allo sviluppo di molti videogiochi, come Quake 2. Gold, chiamatelo anche santone se vi va, ha inventanto il Bardo Training tramite Diablo 2. In pratica lui prende gli insegnamenti del Bardo Thodol e del buddismo, nei quali crede, e cerca di trasmetterli ai gruppi di persone che vogliono provare l’esperienza del “videogioco cosciente”. Vi riporto una sua frase, indicativa delle prossime sconvolgenti rivelazioni: “E’ molto diverso, giocare in un videogioco, ed usare un videogioco come strumento di trasformazione” E. J. G.
Allora fermiamoci un secondo e concludiamo il discorso.
Immaginiamo che quanto io vi abbia fin’ora raccontato sia vero. Che la reincarnazione sia realtà, che questa vita sia lo spazio per imparare a vivere meglio la prossima senza rifare i propri errori. Cosa vi fa pensare?
Pensate ad un videogioco, uno qualunque. Cosa accade di solito? Ci sono le vite, i famosi “cannoncini”, come si chiamavano una volta. Quando si muore, quindi, si rinasce. Quando si torna al punto dove si è morti si è effettivamente più coscienti del perchè si è caduti nel determinato burrone e si prova a non ripetere lo stesso errore. E di solito ce la si fa. L’esperienza di un personaggio dei videogiochi è un reiterare le stesse azioni nelle sue innumerevoli vite fino al raggiungimento del “nirvana”, cioè la fine del gioco. A cosa somiglia?
Chi ha detto “alla vita vera” se consideriamo reale la possibilità di reincarnarsi, ha ragione.
Insomma penso che le conclusioni siano chiare ormai: c’è gente che si raduna, su internet, e gioca a Diablo 2 e a Team Fortress non per superare i propri avversari o per divertirsi, ma perchè crede che questo possa essere un addestramento utile per affrontare la morte o addirittura la stessa vita.
C’è chi crede che grazie al Bardo Training, ci si possa “svegliare” dalla “matrice” e rendersi conto, finalmente, di vivere in una “prigione”.
Dopo aver aperto i vostri occhi sul lato artistico, quello politico, quello interessante, quello competitivo e quello sociale dei videogiochi, sono arrivato anche a quello spirituale. Chissà se finalmente siete convinti che i videogiochi non sono una cosa per bambini!
Per questo post vorrei ringraziare, con un abbraccio bloggeristico, il mio personale “bardo trainer” Saverio Cannito che è inoltre, ed è giusto metterlo “nero su bianco”, l’ispiratore di questo blog! Fu lui a dirmi, mesi fa: “Apri un blog, secondo me avrà successo”. Senza di lui non avrei scoperto che le cose che scrivo interessano veramente a qualcuno, cosa che invece Inside The Game sta invece ampiamente dimostrando. Grazie Saverio! Ma soprattutto, come al solito, grazie a voi lettori!
Riferimenti:
Sito ufficiale del Bardo Trainin nel Mondo
Sito ufficiale del gruppo italiano