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Ecco a voi il primo MMO dedicato ai city builder! Riuscirà a farci dimenticare Sim City 4? [Recensione Cities XL]

CitiesXLResident Evil, Metal Gear Solid, Fable, giochi i cui titoli riempiono la bocca e che ogni volta che si affacciano sul mercato vendono le loro vagonate di copie, questo però non li rende le uniche stelle a brillare nel mondo dei videogiochi. Esistono tanti generi diversi, meno popolari, ma comunque in grado non solo di avere un enorme seguito, ma anche di sviluppare una vera e propria community di appassionati.

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Quando i mostri si fanno piccoli [recensione Dragon Quest Wars per Nintendo DSi]

dragon quest wars cover nintendo dsSquare Enix ultimamente si è avviata a una politica di sfruttamento selvaggio dei propri brand più famosi che ha portato episodi e spin off di Final Fantasy e Dragon Quest un pò dappertutto.

Tra le ultime iterazioni troviamo Dragon Quest Wars: un interessante esperimento tra strategico e board game dal pedigree eccellente. Il gioco, scaricabile solo per Nintendo DSi, nasce dagli sforzi congiunti di Square Enix e Intelligent Systems, second party di Nintendo responsabile di perle quali Fire Emblem e Advance Wars, che riescono nell’impresa di creare qualcosa di nuovo e venderlo a un prezzo decisamente contenuto.

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I Teletubbies vogliono il nostro cervello [mod Left 4 Dead]

Avevamo lasciato i nostri eroi a Riverside a godersi un pò di meritato relax, dopo aver massacrato orde di zombies assetati di sangue. Evidentemente quella non era vita per Louis, Francis, Bill, e Zoey, forse uccidere i fantasmi in Sims 3 era molto facile e noioso. Allora ecco che la nostra combriccola si tuffa di nuovo nella mischia, pronta ad eliminare la nuova minaccia per l’umanità, sto parlando ovviamente dei Teletubbies! Continua a leggere

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He-Man & Skeletor su WoW [curiosità su World of Warcraft]

Probabilmente molti di voi che giocate da tanto tempo a World of Warcraft lo sanno già, ma quando ho saputo ieri la notizia (Destructoid.com), mi è venuta voglia di rinnovare l’account di Pinoramor, il mio elfo oscuro, e andare a trovare He-man e Skeletor sulle terre di Azeroth!

I loro nomi e le loro apparenze sono stati cambiati, ma basta  poco per rendersi conto delle effettive somiglianze! Ecco che fanno la loro comparsa Adam Eternum e Keldor the Lost, presentati come omaggio o parodia per non incorrere in problemi legali con la Mattel. Adam è persino accompagnato dal suo fedele pet: Battle Tiger! Sapete se c’è anche She-Ra?

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Il campione italiano di Street Fighter 4, SFChampion, si racconta [intervista + video]

Ho intervistato SFChampion, il campione nazionale di Street Fighter 4. Colui che ha appena vinto il torneo ufficiale italiano, di cui avevamo parlato nel post Di Street Fighter 4, come giocare a tornei online e Daigo Umehara. Sarà lui a volare a Londra il 27 giugno per il torneo ufficiale europeo, il Capcom Official SFIV Tournament e a difendere i nostri colori.

Ovviamente io spero che la vittoria nel vecchio contenente vada a Nicola, spero che a trionfare sia proprio un nostro connazionale. O almeno spero che dia pesante filo da torcere a tutti i suoi avversari. E’ davvero tanto che il tricolore non svetta su un podio di qualche torneo europeo; ancora di più se si pensa alle sole discipline individuali.

Ma ora meglio lasciarvi alle parole rilasciatemi da Champiuon, campione di nome e di fatto. Altra speranza che Capcom di questi tornei ne tenga almeno 2 l’anno, sono essenziali per far crescere una community come quella di Street Fighter 4 che mi sembra molto promettente. Colgo infatti l’occasione per fare il mio più sincero in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno provando a giocare, in maniera competitiva, a questo splendido gioco (anche io ho un Blanka niente male… ;) ). Sono sempre di più e possono rappresentare un motore per il netgaming nostrano.

Keep on playing!

AKirA@InsideTheGame: Ciao SFChampion, sei appena stato incoronato “champion” di SF4 in italia. Sei il primo vincitore dei tornei ufficiali Capcom. Ti sei qualificato tramite i GP su Xbox Live. In classifica eri primo. Quanti altri “lottatori virtuali” erano presenti? Presentati anche ai lettori di Inside The Game.

SFChampion: Eravamo in 30 presi tra i migliori di Xbox Live +2 player aggiuntivi che per entrare avevano disputato la settimana precedente un torneo a Milano organizzato da Arcade Extreme e ufficializzato da Halifax e Capcom. A questo evento, ovviamente, nessuno della top 30 si poteva iscrivere. Se ne è parlato anche su www.streetfighter4.it. Riguardo alla presentazione: mi chiamo Nicola Matteuzzi, sono di Bologna ed ho 31 anni.

AKirA@InsideTheGame: Mi ha colpito la tua età, hai 31 anni, come il sottoscritto. Sai che nel “netgaming” classico l’età media, soprattutto dei giocatori davvero forti, è molto più bassa? Parlo di giochi come Starcraft o Call of Duty 4, su PC. Tu dimostri invece che il giocatore più invecchia e più acquisisce esperienza. Da quanto è che giochi competitivamente ai picchiaduro 2D. Avevi già vinto altre competizioni? E soprattutto, pensi che l’età influenzi i tuoi risultati?

SFChampion: Sono almeno 16 anni che gioco ai picchiaduro, ho sempre avuto la fortuna di trovare tantissime persone estremamente brave e con la mia medesima passione che mi hanno fatto praticamente da insegnanti. Ogni volta che combatto, e faccio al mio avversario qualcosa che facevano loro a me, mi sembra che giochino al mio fianco in quel momento… non sto scherzando è davvero una strana sensazione… :)
Comunque si, l’esperienza conta eccome. Di tornei ne ho vinti svariati: circa 3/4 tornei a Street Fighter Zero 2 e zero 3, altri 3 tornei a 3rd strike 2 Street Fighter Ex,uno di Soul Calibur 1, uno online di SC4, molti online di SF4. Riguardo all’età, di sicuro i piu’ “giovani” a mio avviso hanno riflessi da paura :) Per fortuna l’esperienza gioca un fattore estremamente importante in questo campo e si puo’ utilizzare il mind gaming la’ dove la manualita’ è inferiore. Senza contare che Blanka ha bisogno di un mind gaming estremo per vincere contro certi personaggi.

AKirA@InsideTheGame: Sei arrivato come uomo da battere al torneo, come primo della classifica ufficiale su Xbox Live. Sei decimo nel mondo in questa classifica, l’ultima volta che ho controllato. Voglio chiederti una cosa, il livello degli italiani, come lo giudichi, da lassù, anche dopo questo torneo?

SFChampion: Sicuramente tutti, io compreso, abbiamo ancora molto da imparare. Fortunatamente grazie anche ad una buona pubblicita’ sempre piu’ gente si sta interessando a SF4 e questo porta ad avere sempre piu’ persone competitive. Putroppo penso che non siamo ancora a livelli davvero alti come negli altri paesi, ma per quello che ci è offerto qui’ in Italia, credo di poter dire che non c’è davvero niente male. Conosco molti italiani fortissimi che possono tranquillamente giocarsela alle pari con me, se non meglio, in quanto molto piu’ tecnici

AKirA@InsideTheGame: Ora andrai a giocartela agli europei di Londra, ufficiali Capcom. Hai vinto viaggio, vitto e alloggio, più una giacca molto coatta (eheh… a SFChampion verrà consegnata una giacca da moto con su scritto “Italian Street Fighter Champion” o qualcosa del genere). Ti stai preparabndo all’evento? Pensi di avere buone possibilità di piazzarti? Cosa si vincerà a Londra?

SFChampion: Il premio per gli europei sarà un motorino Yamaha. Guardando un po i ragazzi che sono passati negli altri paesi posso affermare che sono molto motlo forti. Due di loro li “conosco” gia’ perchè abbiamo giocato spesso in live,e spesso ho preso delle belle batoste. Temo soprattutto quello che mi usera’ contro Balrog……creato veramente contro Blanka. Sto riflettendo in questi giorni su quale tecnica sia migliore per affrontarlo almeno ad armi pari. Quello che è sicuro è che non sara’ una passeggiata. Sarà una sfida davvero tosta.

AKirA@InsideTheGame: Beh ovviamente io ti auguro un in bocca al lupo grosso così e farò il tifo per te. A proposito quando sarai a londra? Tornando a noi, potresti parlarmi dell’organizzazione del torneo italiano? Come è andata? Sia online (come siete stati contattati, vi hanno pagato la trasferta ecc) sia nella location…?

SFChampion: a Londra andro’ il 27 giugno ed il torneo si terra’ il giorno stesso.Riguardo all’evento italiano… bisognava iscriversi online al sito creato apposta da Capcom. Vi era un tempo di circa 1 mese per accumulare piu’ punti grado possibili; alla fine del mese Halifax, tramite segnalazione di Capcom, contattava i 30 migliori giocatori. Se qualcuno avesse rinunciato, sarebbe passato al 31° e cosi’ via. Purtroppo no. La trasferta non era pagata, ed alcuni ragazzi hanno fatto anche più di 100 KM per essere li. La location era un un hotel di lusso a Milano.Ci è stato offerto un buffet, abbiamo firmato di persona il regolamento che gia’ avevamo letto online, abbiamo estratto i biglietti per i gironi poi ci hanno diviso in 8 gironi da 4 persone. Passava solamente il 1° di girone. I finalisti facevano quarti, semifinali e finale al meglio delle tre partite mentre nei gironi gli incontri erano a partita secca: il primo che perdeva due round perdeva la partita. La cosa è dispiaciuta a molti, in quanto in circa un oretta 3/4 dei ragazzi erano gia’ eliminati. Nelle fasi finali, grazie al BO3, la cosa era un po piu’ rilassante e si poteva studiare molto meglio il proprio avversario. Il posto era molto bello, una sala riunioni dell albergo attrezzata molto bene con 3 postazioni in contemporanea. I comandi si potevano portare da casa, altrimenti ti fornivano un gamepad classico.Una cosa che ho apprezzato davvero tanto sono stati i tavoli su cui poter appoggiare gli stick; negli altri tornei ci toccava sempre appoggiarlo sulle gambe ed era davvero ostico fare certe cose. Una parentesi negativa è stata che ad un certo momento l’organizzazione ha cercato di spostare 4 ragazzi da un girone all altro con la scusa che secondo loro erano treste di serie, perchè 3 erano arrivati ai primi posti nel torneo di videogamesparty, mentre il 4° era uno che sapevano bravo quindi pure lui doveva essere spostato O_O Ovviamente alcune persone non ci sono state e tutto è tornato com’era.Tranne questo piccolo intoppo direi che è andato davvero tutto ok!

AKirA@InsideTheGame: Ti voglio fare una domanda tecnica su Street Fighter 4, visto che mi sembri una delle persone più titolate, per rispondere. Hai vinto con Blanka, in finale contro un Chun Li. Due personaggi che non spopolano online ma che possono sicuramente rendere al meglio se usati dai giusti giocatori. Com’è la situazione globale? Trovi che il gioco sia bilanciato? Io personalmente adoro questo titolo e credo che tutti o quasi i perosnaggi siano giocabili a livelli competitivi (forse Dan no…). Tu che dici? C’è qualche imba?

SFChampion: Putroppo col cuore in mano devo dire che il gioco non è perfettamente bilanciato
in quanto Sagat risulta essere davvero spropositato come potenza, danno, energia, Stun, combo ecc…. Posso addirittura affermare che dia un vantaggio di un buon 20% a chi lo usa a prescindere dal match up. Tralasciando questo omino davvero sgravato direi che gli altri se la giocano molto bene. Come dicevi tu anche personaggi low tier come Cammy e Sakura ne ho visti davvero di fortissimi online.Di Dan effettivametne un po’ meno ^_^
A mio avviso sarebbe da fare una bella patch per rendere piu’ onesto il buon guercio….ne gioverebbe sicuramente. Pure l’introduzione del focus attack mi piace molto, anche se devo dire che apprezzo molto di piu’ il parry system del 3rd strike, lo SF che considero ancora al TOP tra tutti quelli competitivi.

AKirA@InsideTheGame: Bene Nicola, io ti ringrazio del tuo tempo e ti lascio questo spazio per i tuoi “shoot outs”, i tuoi saluti. Ancora in bocca al lupo per Londra!

SFChampion: Beh sicuramente i ringraziamenti piu’ sentiti vanno al mio amico Alessandro del forum di retrogaminghistory.com il quale ha sempre, comunque e contro ogni aspettativa, creduto in mè! Mi ha anche accompagnato di persona al torneo ufficiale solo per fare da spettatore e vedere le mie partite……amici come lui sono rari! Inoltre un rigraziamento particolare a tutti coloro che anche non essendo personalmente li’ al torneo, hanno comunque tifato per me! Grazie di cuore a tutti! Spero di non deludervi al campionato europeo! A proposito, crepi il lupo… mangiato da un uomo-scimmia verde!

Nel video di apertura, una sorpresa per Champion: una sua partita con la mia telecronaca ;) Una partita in cui il nostro vince uno dei tornei online di Street Fighter 4 Championship Mode contro un Ken, Vegita30, che spero non si offenda se non gli ho chiesto un parere :)

Comunque sia Enjoy :) Blanka vs Ken da paura!

Per i video delle finali italiane invece, c’è questo post sul forum di Arcade Extreme.it. I video sono stati girati dagli stessi giocatori e poi uploadati su Youtube. Se non ci fossero gli utenti, come faremmo ;) Grazie!

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Trine, E3 Editor’s Choice in arrivo per PC e Playstation Network

Ho appena visto questo trailer sotto segnalazione di Pablus.

Il mio commento? Wow!

Penso una cosa, importante, su questa generazione di console. A parte i titoloni spettacolari che sto giocando e rigiocando e mi fanno contento ogni giorno, ciò che più mi sta stupendo sono le possibilità garantite grazie alla digital delivery. I giochi distribuiti così costano di meno e spesso, proprio per questo motivo, rischiano di più. Inventano qualcosa, escono fuori dagli schemi.

Sto anche giocando a Flower, sempre per PS3, scaricato da PSN, altro esempio fantastico di questa nuova ondata di titoli e mi sembra più rivoluzionario di qualunque innovazione “tripla a” o ad alto budget.

Poi vabbè, è chiaro: metto nella console il dvd di Grand Theft Auto e piango. Però è uno su quanti? Di quanti videogiochi grossi e inscatolati posso davvero dire: “che idea geniale”? Pochi, a mio avviso, davvero pochi. Questo tipo di titoli al limite è un perfezionamento, sfrenato, di idee geniali del passato mentre questo Trine suona davvero come un’esperienza diversa e sinceramente io non vedo l’ora di provarlo.

E’ stato Editor’s Choice all’E3 ed uscirà per PC e per Playstation Network (quindi PS3). Sarà un titolo in cui la cooperazione di tre personaggi, piuttosto che la competizione, sarà tutta basata sulla fisica e sulla creatività dei giocatori. Un cavaliere, un ladro e un mago, tutti con abilità peculiari, impegnati a risolvere puzzle accompagnati da una grafica stilosa e da un prezzo basso.

Ma cosa volete di più? Non mi dite un lucano che vi spezzo :) Al limite ‘na birra…

Per i più curiosi, vi lascio il sito ufficiale di Trine.

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F.E.A.R. 2, l’origine del progetto Alma [recensione]

L’altro ieri ho finito F.E.A.R. 2 ed eccomi pronto a raccontare sul blog cosa ne penso.

Innanzitutto una premessa (chi mi segue lo sa, mi piacciono le premesse): non ho giocato mai al primo F.E.A.R. Questa evidentemente è un’informazione che dovete avere a disposizione per aiutarvi a leggere le mie parole. So infatti che uno dei principali limiti di questo secondo episodio è il non innovare praticamente di nulla lo schema del primo, proponendo una versione aggiornata nella grafica e nei contenuti ma nessuna vera innovazione. L’effetto su chi ha giocato l’uno sarà una evidente difficoltà nel lasciarsi coinvolgere sensorialmente dal titolo Monolith poichè sorprende allo stesso modo, colpisce con lo stesso tipo di metodo del predecessore.

Si perchè ciò che salta subito agli occhi è che F.E.A.R. 2 colpisce. Proprio come un pugno. Le frecce all’arco della produzione Warner Bros sono proprio come i jab di un pugile. Quando meno te li aspetti ti costringono a cacarti sotto dalla paura. A fermarti un attimo per non entrare in un nuovo vortice soprannaturale di paura.

Il meccanismo da film horror, fatto di terribili “flash” sparati all’interno della propria visuale in prima persona e di disturbanti suoni a tutto volume, da molti è considerato banale; la questione merita però almeno una riflessione. Sembra facile, ovviamente, mettere paura con un metodo che il cinema (e quindi milioni di persone che di questo media sono spettatori) riconoscono perfettamente e che fa parte della “grammatica” dell’audio/video. Il vecchio e caro trucco de “ti alzo il volume tutto d’un tratto e ti faccio vedere una cosa spaventosa”, usato in film come Il Sesto Senso (ve la ricordate la scena del mostro sotto al letto si?), si potrebbe intendere come una voglia di “tornare indietro” dei programmatori di Kirkland, ad un media meno evoluto. Riconosco che usare elementi “passivi” piuttosto che l’interazione vera e propria, per mettere paura, possa essere vista come una sconfitta del videogioco e non una vittoria.

Da parte mia credo che invece l’abilità di Monolith non sia tanto nell’utilizzo di questi momenti, naturalmente terrorizzanti,  ma piuttosto nella gestione degli stessi. Ciò che mi ha colpito e l’alternaza tra le sezioni da sparatutto frenetico e le mezz’ore in cui non c’è niente, ma solamente la contemplazione degli ambienti in attesa di qualche scherzo di Alma che puntualmente lascia senza fiato. Sono rimasto davvero molto impaurito, ad esempio, dal secondo livello quello dell’ospedale nel quale non si incontra nessuno per un bel periodo di tempo e tra cigolii, sangue, indizi e semplice silenzio, il gioco riesce a trasmettere un angoscia davvero genuina, che ti penetra le ossa.

Ovvio che non a tutti, però, il gioco farà quest’effetto, e stavolta non parlo solo dei giocatori del primo F.E.A.R. Questo è un titolo che senza la cosiddetta sospensione dell’incredulità, risulta molto meno pauroso e coinvolgente di quanto potrebbe essere. Se riuscite a far passare al vostro cervello il messaggio che siete davvero lì, che davvero Alma è sulle vostre tracce e che davvero sta succedendo tutto questo, allora avrete sicuramente delle belle emozioni. Se invece siete giocatori un po’ più asettici e vi lasciate scorrere addosso ciò che è “nascosto” nel videogioco, probabilmente andrete solo avanti massacrando tutto e tutti (appunto: a normale il gioco è troppo facile). Certo alla sospensione dell’incredulità non aiuta la trama di F.E.A.R 2, davvero poco riuscita a mio avviso mentre l’ambientazione funziona ad intermittenza. Certi livelli sono davvero impagabili, come quello in cui dopo l’esplosione di un atomica sarete costretti ad aggirarvi per la città e troverete delle statue di cenere come a Pompei oppure la scuola elementare. Altri invece, nonostante non siano nella solita astronave spaziale piena d’alieni, sanno pesantemente di già visto e soprattutto tutto il gioco soffre di un level design abbastanza scontato dove esiste una sola via da seguire, nascosta nel buio di una cantina praticamente identica stanza dopo stanza. Tra l’altro, inspiegabilmente, manca una mappa o un semplice segnalino che ci ricordi dove andare. Perchè punirci così Monolith? :)

Per il resto il titolo non si allontana molto dai binari della sufficienza. Ci sono cinque tipi di nemici, le armi sono le solite, il potere è quello di rallentare il tempo. Niente di nuovo davvero e fondamentalmente c’è poco da consigliare. Anche se, una “novità” c’è… cioè, in verità è tutto il contrario di una novità ma io l’ho apprezzata lo stesso :) . In F.E.A.R. 2 non avrete la solita energia che si ricarica dopo un po’ di tempo in cui non subite colpi, ormai di moda su ogni titolo FPS in prima o terza persona. C’è un ritorno al classico schema, armatura + vita da ripristinare con oggetti disseminati nei livelli che, ripeto, ho gradito.

Concludendo, come avrete capito, io comunque sono stato “sospeso dall’incredulità” e mi sono lasciato davvero trasportare dal gioco, fino all’abbandono di una partita per la troppa paura. Questo non può che significare che, in un modo o nell’altro, l’obiettivo quelli di Monolith l’hanno raggiunto. Almeno con me che però, effettivamente, sono facilmente impressionabile. Nonostante quindi Dead Space di Electronic Arts sia assolutamente il gioco più spaventoso a cui abbia mai giocato (un titolo molto fine, di classe, di cui potete leggere qui), questo F.E.A.R. 2 ha da dire la sua in proposito.

Nel video viene mostrato un’armatura potenziata che sarà possibile utilizzare nel gioco in una delle sezioni più divertenti e distruttive. Guidare un robot e seminare distruzione è sempre una gioia, per ogni appassionato di videogiochi che si rispetti!

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Halo Wars multiplayer online ha un problema, l’Arbiter!

Arbiter

Certi post li devo scrivere di botto, così come vengono. Di solito, mi conoscete, per valuare un gioco mi prendo il tempo necessario almeno a finirlo. Non vorrei fare come i soliti siti di videogiochi che per pubblicare la recensione al più presto neanche testano i titoli finendo per provocare in me un fastidioso senso di disgusto verso tutta quella schiera di cialtroni che pensano che basta essere esperti per valutare un videogioco dai primi minuti. Io non sono così e ancora, ad esempio, non ho scritto nulla di Little Big Planet (ovviamente il discorso è diverso per 3MoG e per un testo televisivo, dove le informazioni che devo mettere in campo sono molto diverse) o di altri titoli perchè aspetto di finirli per dire la mia sul blog.

In questo post invece mi sbilancerò e non poco nei riguardi del “povero” Halo Wars, opera ultima del compianto Ensemble Studios (ora chiuso… chissà come mai… ) perchè purtroppo certe volte bisogna essere impulsivi, anche e soprattutto per trasmettere le sensazioni che si provano in un preciso istante.

Prima però facciamo una premessa, senza la quale il discorso non avrebbe quasi senso. E’ importante il multiplayer di Halo Wars per Microsoft e per Ensemble? Secondo me non ci sono dubbi in proposito e la risposta a questa domanda è un sonoro si. Halo è una serie storica che deve il suo successo sopratutto al multiplayer; è impossibile che le consegne del colosso di Redmond per questo primo capitolo strategico della serie avessero altre mire. Se il multiplayer di Halo Wars dovesse essere solo un accessorio per Ensemble e Microsoft, un’altra modalità di accesso al gioco inserita “tanto per”, ciò che sto per dirvi non avrebbe senso. Ma dai menù, dalle classifiche online, dal sito, dalla professionalità, dal fatto che nel single si giochi una razza sola e che invece si possano usare i covenant in multiplayer, da questo e tanti altri elementi penso che il multiplayer di Halo Wars sia stato programmato per spaccare, per essere un gran multiplayer come al solito nella serie Halo.

Ora per favore concedetemi un po’ di libertà espressiva.

Ma allora come cazzo si fa a programmare l’Arbiter così come è???? Ma chi ha beta testato sto gioco in multi? Un Covenant? Anche un bambino si sarebbe accorto che quest’unità è completamente SENZA SENSO. SENZA SENSOOOOOOO!!!!

State a sentire. Mi rivolgo soprattutto a chi, un minimo, di strategici qualcosa sa, altrimenti dovrei fare un preambolo davvero bello lungo.

Innanzitutto partiamo dalle basi. Ci sono 2 razze nel gioco (non commento questo scarso numero, lo farò in sede di recensione “reale”: basta solo dire che Starcraft, 1998, ne aveva 3). Una ha gli eroi (i Covenant) e l’altra no (i CST, cioè gli umani). Che ne dite? Bah, una mezza assurdità. C’è da dire che i CST rimpiazzano la mancanza dell’eroe con un trittico di poteri upgradabili però ecco, sarà sicuramente difficilissimo bilanciare il tutto. E si vede.

Soprattutto se come eroe dei Covenant si sceglie l’Arbiter!

Trattasi di un’unità con un potere speciale che si chiama Furia che può essere utilizzato solo a pagamento, quindi consumando risorse (ingenti quantità di risorse, va detto). Questa abilità, distrugge praticamente tutto: 2 colpi di furia a parte un unità di marine, una decina e si distrugge un carro armato pesante, 4-5 e si spacca una torretta e così via. Praticamente infermabile a patto di avere risorse.

Ma infermabile significa davvero che nessun tipo di truppa e neanche moltissimi tipi di truppe diverse, possono vincere contro l’Arbiter.

Giustamente voi penserete: “Si vabbè, ma gli faranno del danno, magari muoiono loro ma anche lui alla fine lascia questo mondo”. E qui sta il bello. Quei geni di Ensemble, hanno pensato bene che non era abbastaza potente così, quindi c’è un upgrade che costa pochissimo (300 di risorse), che permette al nostro eroe di rigenerare una piccola quantità di vita ogni volta che uccide una truppa con furia. Non solo super forte, ma anche rigenerante… bene.

Ma non finisce qui. Ad Ensemble, davvero, avevano le idee chiare su come si crea, sviluppa e bilancia un multi intelligente per un RTS.

L’arbiter te lo REGALANO appena fai il primo tempio. Avete capito, essendo un eroe, basta fare il tempio e la prima volta neanche va pagato.
Ma se è così potente, almeno quando muore, costerà tanto no? Assolutamente no!!! Costa solo 400.
Ma almeno avrà un punto debole e subirà più danni dalla fanteria o dai veicoli o dai veivoli. Zero, essendo un eroe è più o meno resistente a tutto.
Ma allora, almeno, non dovrebbe attaccare gli aerei, visto che il suo attacco è corpo a corpo. Sbagliato, attacca anche gli aerei e li sfonda proprio.
Ma almeno sarà scarso contro gli edifici e non ti permetterà di vincere le partite. No, sbagliato anche questo, distrugge anche gli edifici, le torrette se le magna.
E vabbè, ma allora non si può curare. No no no! Oltre a curarsi da solo mentre mena, c’è un’unità che costa pure poco, che lo cura, volendo. Altrimenti ’sti cavoli, muore e con 400 puff, eccolo che torna.
Vabbè dai, impossibile, allora è lento a muoversi! Questo è vero… è lento a muoversi. C’è però un trascurabile particolare. I covenant possono richiamare con il teletrasporto (100 di risorse) il proprio eroe a casa all’istante. Quindi se vi attaccano, voi lo riportate a case e gg.
Insomma lo avrà un cazzo di punto debole? Assolutamente no, pensate, all’ultimo upgrade della tecnologia del Tempio, diventa pure INVISIBILE.

Io voglio avere qui, davanti a me, i programmatori che hanno dato vita ad una simile unità. Gli voglio parlare. Voglio diventare il loro psicologo ed ascoltarli. Voglio conoscere perchè, sapere come mai, quali traumi hanno avuto da bambini. Perchè, cazzo, non è possibile.

Piano piano tutti si accorgeranno che l’Arbiter è un bug e cominceranno ad usarlo (personalmente me l’hanno usato contro e la partita dopo ho preso i Covenant, sbagliando eroe e prendendo il Profeta ;) da quella dopo in poi sempre Arbiter, sempre vittoria). Cioè se non arriva una patch presto, ma presto presto presto, questo gioco rischia di diventare lo zimbello degli RTS della storia. Vi prego credetemi perchè è così.

La cosa angosciante è che non c’è neanche bisogno di saperlo usare o di micrarlo dato che, quando si usa la furia, il gioco si trasforma in un mini God of War, dove l’arbiter è il Kratos di turno. Infatti l’unico neo è che mentre si usa l’arbiter si è impossibilitati a gestire la propria base o il proprio restante esercito. Ma come avrete capito, non serve a molto ;)

Chiudo (sicuramente avrò annoiato tutti coloro che di questo discorso non si interessano) dicendo che in Warcraft III, un gioco del 2003, Blizzard aveva già capito che gli eroi sono davvero molto potenti e innanzitutto occupavano cinque di popolazione l’uno (l’equivalente di cinque truppe scarse o di due potenti, più o meno) mentre l’Arbiter, secondo voi, quanto occupa??? Ve lo dico io… ZERO! Inoltre in WC3 quando un’eroe di alto livello muore è doveroso e giusto che ci impieghi più soldi e più tempo a rinascere perchè in fondo rinasce con tutta la vita e più potente.

Se l’Arbiter muore ed ha tutti gli upgrade, invece, costa sempre 400 e ci impiega sempre poco ad uscire.

Un vero e proprio scherzo.

Ensemble, ma che ve siete fumati?

Andate tutti sul forum di Halo Wars ufficiale e chiedete a gran voce una patch!!!!!!

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Rock Band 2 è l’originale [recensione]

Chi mi segue lo sa, adoro i videogiochi musicali e adoro il fenomeno “Guitar Hero” (questo perchè adoro il rock!)

Chi mi segue con ardore maniacale, però, avrà notato dalla mia gamertag (esposta sulla destra) e dal mio gamerscore che non sto giocando più a Guitar Hero da quando mi è arrivato Rock Band 2.

Come mai, vi sarete chiesti?

E allora è giusto che voi lo sappiate. Perchè tra i due giochi c’è davvero un abisso: ora è Rock Band l’originale, Guitar Hero è solamente la copia.

Mi spiego meglio.

Era il Novembre 2005 quando Harmonix, i geniali programmatori del geniale video game Frequency, ma soprattutto creatori di periferiche audio professionali (infatti il nome della società è Harmonix Music System), diedero alla luce Guitar Hero, un progetto ambizioso ma perfetto, diventato subito trend. Si trattava di interfacciarsi alla console in un modo nuovo, con un controller nuovo: una chitarra di plastica. Con quella bisognava imitare i più grandi chitarristi del mondo nel muovere velocemente le dita sulla tastiera mentre con l’altra mano si “plettravano” le note. Harmonix era convinta di poter concentrare in un videogioco il sogno di molte persone: imparare a suonare come i propri beniamini. Ma suonare con una chitarra vera richiede anni di pratica. Per Guitar Hero, al limite, bastano mesi, eppure tramite questo semplice videogioco, senza trama e quasi senza “senso”, si provano sensazioni davvero simili a quelle provocate da una sala prove e quattro amici.

Con le dovute proporzioni. Suonare è 100 volte meglio!

Però è veramente miracoloso che chi non sappia suonare possa almeno sentire sulla pelle ciò che sente un maestro della sei corde. Considero questo il miglior risultato ottenuto dall’industria del divertimento elettronico nella sua storia. Harmonix meritava un plauso e tanti altri soldi per pubblicare, sotto licenza Activision, il secondo capitolo.

Ma i geni, si sa, non si possono incatenare. E Harmonix voleva stravolgere il suo stesso progetto già al terzo episodio. Activision, invece, voleva solo riproporre al pubblico la stessa minestra con molte più canzoni. Guitar Hero III fu quindi programmato da Neversoft e non dai creatori originali ed è ad oggi l’unico videogioco ad aver incassato un miliardo di dollari. Eppure le maggiori vendite non vogliono dire maggiore qualità e finalmente, dopo un mese di scatenato Rock Band 2, posso unirmi al coro di chi ritiene questo titolo nettamente superiore a Guitar Hero World Tour, suo diretto concorrente. Questo perchè Harmonix, dopo aver rifiutato di programmare Guitar Hero III con Activision, si è accasata con Electronic Arts ed ha creato Rock Band, un anno prima di GHWT.

Attenzione però, non voglio sminuire quest’ultimo. Mi sono divertito tantissimo a giocarci (la recensione la trovate qui) e probabilmente la vera attrattiva di giochi simili è nella tracklist: quindi scegliete di conseguenza il vostro preferito (anche se fastidiosamente ho notato che, gira e rigira, le canzoni sono sempre le stesse, per problemi di diritti), ci sono però dei parametri oggettivi da considerare.

Rock Band 2 ha una modalità single player moooolto più intelligente dove si possono eseguire anche i brani scaricati o quelli bonus per finire il gioco. Ottimo, altrimenti si giocano solo for fun: inoltre la stessa modalità può essere affrontata in band o da solista, senza dover ricominciare da capo. Altro punto a favore è la grafica su cui non c’è davvero paragone. Oltre alle movenze molto più realistiche e meno legnose da parte dei musicisti c’è una tecnica di base molto più moderna e animazioni più convincenti. I suoni (e sono stato nelle sale prove vere per anni) sono anch’essi molto più fedeli alla realtà e stupisce come siano riusciti a dare una profondità simile al gameplay che permette molte più interazioni rispetto a Guitar Hero, basandosi su un canovaccio comunque molto limitato. Ad esempio lo star power in band (che si chiama overdrive) si attiva per salvare i compagni che non sono riusciti a sopravvivere alle troppe note, oltre che per moltiplicare globalmente il punteggio.

Ciò su per cui però bisogna davvero consigliare Rock Band anzichè Guitar Hero è la qualità degli strumenti, caratteristica a dir poco fondamentale. La chitarra non ha i tasti in rilievo e quindi non vi succederà mai che uno vi rimanga incastrato; inoltre ha la levetta per gli effetti ed è di una plastica molto più “pesante”, e quindi solida, rispetto alla sua concorrente. Ciò che però è proprio anni luce avanti è la batteria. Nonostante quella di Guitar Hero abbia avuto la giusta pensata di inserire anche i piatti mentre in quella di Rock Band siano presenti solo 4 tom, la resistenza della prima non ne ha giovato e, come già spiegato in passato, da un sacco di problemi e si rompe facilmente (a me si è rotta quattro volte: all’ultima sono uscito di casa ed ho comprato gli strumenti di Rock Band, prezzo 139€) e soprattutto è difficile suonare un brano perfettamente perchè ha problemi di calibrazione. Quella di Rock Band, invece, è un vero e proprio piacere. Ha un pedale migliore che si attacca alla batteria e quindi non sfugge, non ha le pile e quindi non si sgancia ed è inoltre compatibile con Guitar Hero, quindi vi consiglio di comprarla anche per giocare al titolo Neversoft, se avevate intenzioni di diventare batteristi.

Ultima parentesi e poi chiudo questo lunghissimo post con la questione compatibilità. Io non sono riuscito a trovare manco un sito che mi spiegasse come fosse possibile che la batteria di RB fosse compatibile con GH nonostante gli mancasse un tasto. Vi spiego io quindi in che modo lo strumento Harmonix guida il titolo Neversoft. Appena accenderete Guitar Hero World Tour con la batteria di Rock Band, il gioco scaricherà una patch e… magia, tutta la linea di batteria andrà da ora in poi suonata con un colore in meno e quindi con un tasto in meno!!! Fantastico no?

Detto questo scegliete come vi pare il vostro gioco musicale ma giocatene uno dei due. Fondamentalmente potrei dire, come tutti, che GHWT è un 7 mentre RB2 è un 9. Ma se volete proprio suonare i Tokyo Hotel (oppure scrivere le vostre canzoni, unica cosa che manca in Rock Band è la modalità editor)… allora scegliete il primo ;)

E poi datevi fuoco!!!

Per i Tokyo Hotel, ovviamente, non certo per Guitar Hero ;)

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La paura è un videogioco: F.E.A.R. 2 Project Origin

Ammetto subito un particolare molto importante. Io non ho giocato a F.E.A.R. , FPS horror di Monolith rilasciato per qualunque piattaforma nel 2005. Ne ho sentito parlare, sempre abbastanza bene. L’ho visto giocare in multiplayer alle finali del CPL World Tour. Mi ero fatto un’idea abbastanza nitida della produzione ma, comunque, non avevo mai toccato con joypad la paura fatta FPS e le gesta della mitica “Alma“.

Ho approcciato quindi questo Project Origin, poi rinominato F.E.A.R. 2, con molto scetticismo e lo stavo seguendo più che altro per le notizie di corridoio. Ad esempio il fatto che Monolith, staccatasi da Sierra per il secondo episodio, non avrebbe più potuto usare questo altisonante nome per il suo gioco mentre poi è riuscita, col nuovo publisher Warner Bros, a riavere la proprietà intellettuale di quelle quattro lettere che significano paura. A parte questo, insomma, F.E.A.R. 2 non mi interessava; recentemente ho invece provato la demo, pubblicata su Xbox Live, Playstation Network e su internet, per gli utenti Windows (la trovate a questo indirizzo). Ovviamente, mi sono ricreduto!

Ebbene si signori. Entrare nel mondo dello sparatutto Monolith, software house di cui tra l’altro ero un grande fan (giocai con piacere ad uno dei loro primi titoli: Blood, ve lo ricordate?), è stato una bomba. Grafica davvero super spinta, atmosfera rarefatta e convincente ma soprattutto sangue, a fiumi. Pensavo di trovare il solito FPS, condito dalla mitologia su questa paurosa bambina, Alma: invece F.E.A.R. 2 ha le sue chicche. Salire sul robot, ad esempio, mi ha stupito… così come più volte sono sobbalzato sulla sedia ai vari “flash” che il nostro personaggio ha durante i combattimenti contro i normali soldati. C’è veramente tanto sangue e il gioco sembra programmato apposta per disturbare l’utente: questo mi attira molto anche se, immagino, non potrò praticarlo a cuor leggero.

Insomma questo è un esempio di demo davvero ben riuscita e che può, senz’altro, convincere più di un giocatore ad abbracciare la via della paura. Non ho notato novità di sorta e la possibilità di rallentare il tempo ormai è diventato un clichè. Anche l’ambientazione, molto ben curata graficamente, non mi ha stupito in positivo.

Calcolando però che il gioco sarà senz’altro dotato di un buon multiplayer e aggiungendo quanto di buono fin’ora detto… segnatevi la data d’uscita sul calendario. Il 13 febbraio sarà ora di affrontare i vostri demoni e una bambina di nome Alma. Su Xbox360, PS3 e PC.

Il video, ovviamente, è un trailer.

Ultima postilla, volete fare un test per vedere quanta paura avrete? Volete testare la vostra fear? Bene. Seguite questo link.

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Guitar Hero World Tour: una passione strozzata? [recensione]

Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone

Ed ora buttiamoci nel vivo del post.

Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?

Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.

E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.

Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire?  Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?

Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.

Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!

La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonare veramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare  a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.

Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.

Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.

Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.

Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.

Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite ;) . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.

Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando ;)

E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! :) Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…

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Guitar Hero World Tour: io sono un batterista!

Rock and Roll!

Ieri mi è arrivato Guitar Hero World Tour: l’ho aspettato tanto questo momento e finalmente è arrivato.

Non che io volessi in particolar modo mettere le mani sul nuovo episodio del franchise Activision dedicato al rock; semplicemente non vedevo l’ora di jammare come una vera band con i miei amici. Soprattutto volevo finalmente rimettermi a suonare la batteria e siccome questo è uno strumento didattico per imparare a ripetere le gesta di Lars Ulrich o Mike Portnoy direi che fa proprio al caso mio. L’anno scorso avrei voluto prendere Rock Band, di Electronic Arts, ma il suo prezzo europeo proibitivo ha allontanato me e molti altri dall’acquisto.

Guitar Hero World Tour, invece, costa 199€ nel suo Band Bundle, cioè comprensivo di microfono, chitarra, batteria e ovviamente gioco. Dopo aver saputo il prezzo e dopo averlo visto per la prima volta alla fiera di Lucca Comics and Games, comprarlo è stato un attimo.

Ieri quindi mi sono ritrovato con 7 amici, non uno, a casa mia: abbiamo suonato fino all’una di notte alternandoci a tutti gli strumenti. C’era ovviamente Fucktotum e il mitico Peppe, entrambi conosciuti qui sul blog. Non riuscivamo letteralmente a staccarci dalla modalità carriera.

Ovviamente dovrete aspettare un po’ per un post più approfondito sulle qualità meno superficiali del gioco (che comunque giudicherò valido o meno soprattutto dalla tracklist e dalla qualità dei suoi strumenti di plastica): per ora c’è solo un’iniezione di divertimento e soprattutto la voglia di rimettersi a suonare una batteria vera, facendo pratica su quella finta. Non solo suonare la batteria, comunque, anche cantare visto che Guitar Hero 4 è anche un “karaoke” versione rocckettara!

Insomma aspettatevi che da un momento all’altro io chiuda il blog e mi ributti anima e corpo in una passione talmente tanto trascinante da non consentire sconti: la musica.

Rock and roll!!!!!!!

Ovviamente la foto rappresenta le mie mani e le mie bacchette, incluse nella confezione, griffate Guitar Hero!!!

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