Archivio | Single Player

Sei dottori per una sola squadra [Trauma Team]

Sei dottori per una sola squadra [Trauma Team]

Mentre da noi in Europa ancora non è arrivato il secondo episodio per Nintendo DS, negli states Atlus ha annunciato la prossima pubblicazione di “Trauma Team“, il terzo episodio per Nintendo Wii della serie medica più famosa dei videogiochi.Forse la più famosa in assoluto no (per quanto mi riguarda nel mio cuoricino rimarra sempre Life and death per Amiga), ma sicuramente parliamo della serie più conosciuta uscita di recente.

Trauma Team uscirà nel corso della primavera del 2010 portandosi dietro alcune interessanti novità; la squadra è ora composta da ben sei elementi, sei diversi personaggi giocabili ognuno con il proprio ramo d’eccellenza.

Atlus spiega la scelta con il desiderio di riportare con i piedi per terra la serie dopo le avventure sul filo del rasoio del dottor Derek Stiles, protagonista dei giochi precedenti; non ci sarà più un singolo “ragazzo prodigio” in grado di esercitare in ogni campo della medicina, bensì un gruppo di persone ognuna specializzata nel proprio. Anche i temi fanta-biologici di Second Opinion e New Blood verranno abbandonati a favore di un approccio molto più vicino ai classici “medical drama”, in cui l’accento sarà posto sulle relazioni tra i singoli personaggi.

Quali saranno le nuove specializzazioni? Presto detto: oltre che di manovre da paramedici, chirurgia e ortopedia questa volta sarà necessario occuparsi di diagnostica, medicina forense ed endoscopia (per la proctologia c’è sempre tempo).

Per ora si sa poco altro, ma dal sito ufficiale si può già scoprire di più sui dottori della squadra (tra cui spicca un chirurgo geniale condannato a 250 anni di carcere, alla faccia del sopra le righe), realizzati dal sempre eccezionale Kazuma Kaneko, character designer di buona parte degli episodi della serie Shin Megami Tensei.

Posted in Quick News, Single Player0 Commenti

Un Natale d’oro per i Giochi di Ruolo

Un Natale d’oro per i Giochi di Ruolo

Nonostante sia ormai un classico che fra metà ottobre e Natale si ammucchino un gran numero di uscite importanti, e nonostante quasi tutti (media compresi) siano completamente presi dalla frenesia per quel Modern Warfare 2 che si avvia agilmente a bruciare ogni record, anche gli appassionati di giochi di ruolo “alla occidentale” come il sottoscritto stanno vivendo questo autunno 2009 con un sorriso particolarmente ampio, visto l’insolito numero e soprattutto l’alta qualità media delle uscite loro dedicate, che rischiano però di essere oscurate dal mastodontico Dragon Age: Origins di Bioware.

Facciamo quindi il punto di quali RPG potrete trovare nei negozi da qui a dopo Natale.

- Dragon Age: Origins (Bioware – Electronic Arts): l’atteso ritorno di Bioware al fantasy pare non aver assolutamente risentito dei tanti progetti portati avanti nel contempo dallo sviluppatore (Mass Effect 2, il MMORPG Star Wars: The Old Republic e un altro progetto ancora senza nome), riuscendo in pieno nel suo duplice intento di gettare le basi di un nuovo fantasy più adulto e credibile e nel contempo riportare sui nostri schermi quel concetto di GdR più lineare e profondo tipico della software house. Un’ambientazione più nera e violenta (che probabilmente deve più di qualcosa al polacco The Witcher), i PNG più credibili visti finora e un nuovo sistema di combattimento rendono Dragon Age il must have del momento.

- Risen (Piranha Bytes – Deep Silver): primo gioco di Piranha Bytes dopo il distacco da JoWood e la conseguente perdita del nome Gothic, Risen raccoglie finalmente in modo degno l’eredità della gloriosa serie correggendo le storture che, a seguito dei conflitti fra sviluppatore e publisher, avevano reso il pur buono Gothic III un mezzo passo falso. I combattimenti rigorosamente in tempo reale e una peculiare modalità di evoluzione del personaggio, assieme ad una trama che cercherà di farci schierare con una fra due fazioni distinguono il gioco tedesco dall’agguerrita concorrenza.

- Divinity II: Ego Draconis (Larian Studios, dtp entertainment): la sorpresa del gruppo, frutto di una produzione indipendente che si è rivelata di altissimo livello, regalandoci un gioco complesso, tecnicamente valido e completo, magari leggermente meno profondo della concorrenza ma più accogliente verso chi non è totalmente avvezzo al genere. Anche qui il combattimento è maggiormente volto all’azione, ma è comunque disponibile un’opzione simile alla “pausa tattica”; inoltre da un certo punto in poi sarà possibile trasformarsi in drago, ampliando le meccaniche di gioco.

Questi i giochi attualmente sugli scaffali; dal 27 novembre però avremo anche Two Worlds II mentre il nuovo anno inizierà ancora all’insegna di Bioware, che il 26 gennaio ci riporterà fra le stelle con Mass Effect 2.

Da notare il fatto che, forse per la prima volta in assoluto, tutti i giochi elencati sono usciti o usciranno anche su console, e più precisamente su 360, mentre la PS3 dovrà “accontentarsi” di Two Worlds II e Dragon Age, quest’ultimo in uscita il 20 e in ritardo rispetto alle altre versioni, ma la cui resa complessiva dovrebbe essere superiore a quella della console Microsoft; inoltre non possiamo ignorare il ruolo preponderante dell’Europa nello sviluppo di questo raffinato ma estremamente impegnativo e difficoltoso genere: infatti Risen è tedesco così come il prossimo Two Worlds 2, mentre la software house di Divinity II è belga.

Un Natale d’oro quindi per gli amanti dei GdR, che ora hanno però due problemi fondamentali: in che sequenza prenderli e, soprattutto, dove trovare il tempo per giocarli tutti…

Posted in Console, PC, Single Player9 Commenti

Come sbloccare l’armatura Recon in Halo 3 [curiosità]

Come sbloccare l’armatura Recon in Halo 3 [curiosità]

Gli appassionati giocatori dell’fps Bungie, oltre a usufruire di un incredibile supporto grazie al sito ufficiale Bungie, godono del piacere della software house di “regalare” piccole sorprese ai giocatori più coriacei. Quando Halo 3 uscì  era possibile sbloccare il torso con la katana completando tutti gli obiettivi iniziali: ora, con l’uscita di ODST, le cose si fanno ancora più dure e ottenere la nuova armatura Recon (che ovviamente ha solo fini estetici) non sarà affatto una passeggiata.

Ecco, in tre rapidi step, come ottenerla: riuscirci sta solo alla vostra abilità!

Primo Passo
: completare le 4 sfide Vidmaster di Halo 3

Sfida Vidmaster Annuale: per ottenerlo è necessario completare l’ultimo livello di Halo 3 a livello Leggendario col teschio Ferro attivo in quattro giocatori tutti a bordo di Ghost;
Sfida Vidmaster 7 con 7: in qualsiasi playlist, ottenere il proprio settimo punto esperienza il 7 di qualsiasi mese;
Sfida Vidmaster Cranio: raccogliere tutti i teschi nascosti sulle 6 mappe Mythic;
Sfida Vidmaster Interruttore: raggiungere il rango di Tenente in qualsiasi playlist.

Passo due: completare le 4 sfide Vidmaster di Halo ODST:

Sfida Vidmaster Classico: completare un qualsiasi livello di ODST senza sparare un colpo o una granata. NB: il mio consiglio è di provarlo su Uplift Reserve, restando SEMPRE in un veicolo, schiacciare un avversario NON influenza l’obiettivo;
Sfida Vidmaster Sopportazione: su qualsiasi livello in modalità Sparatoria, superare il quarto set in quattro giocatori, a livello Eroico;
Sfida Vidmaster Deja Vu: completare l’ultimo livello a difficoltà Leggendaria con techio Ferro attivo, in quattro giocatori e senza usare Scorpion o Warthog.

Ultimo passo:

nel caso in cui abbiate ancora sanità mentale dopo queste ardue prove (alcune sono mostruosamente toste!), il gioco è fatto: un messaggino vi indirezzerà sul sito Bungie (per accedere basta usare la propria Windows Live ID) e, nel vostro registro di servizio, potrete cliccare su “unlock Recon“.
La vostra nuova meraviglia sarà nel menù di modifica dell’aspetto del personaggio!

Posted in Curiosità, Single Player, Tempo Libero13 Commenti

Prototype vs inFamous [recensione doppia]

Prototype vs InfamousHo postato la video recensione di inFamous e poi ho messo online la video recensione di Prototype. Ho finito il primo e da poco il secondo: mi sembrano entrambi ottimi titoli, quindi ho deciso che oltre i video mi sarebbe piaciuto condividere alcune mie impressioni in maniera scritta su questi due titoli molto simili che, curiosamente, escono insieme.

Allora è vero che le stesse idee girano allo nello stesso momento, non è una leggenda metropolitana.

Continua a leggere

Posted in Console, Single Player2 Commenti

Guarda mamma! Gioco con una sola mano! [Bayonetta e il Very Easy Mode]

Cosa vengo a sapere! Platinum Games ha inserito tra le modalità di gioco della nuova eroina sexy della Sega, Bayonetta, il Very Easy Mode, ovvero la possibilità di giocare (giocare?!?) solo premendo un tasto. Domanda: cosa faranno i videogiocatori di tutto il mondo con l’altra mano? Continua a leggere

Posted in Console, Quick News, Single Player3 Commenti

Un’idea rivoluzionaria: chiudere la console e giocare? [Treasure World per Nintendo DS]

Era da un po’ che volevo parlarne; negli States è uscito qualche tempo fa un giochillo per Nintendo DS che
non ha nulla di eccezionale per realizzazione, ma che si basa su una grande idea: quella di chiudere la propria console e di farsi un giro…..curiosi?

Il gioco in questione è Treasure World, sviluppato da Aspyr e l’idea geniale è che il gioco riconosce le connessioni wireless e da esse crea degli oggetti: il solo modo di averne più possibile è il trovare più connessioni possibili, ovunque si vada. Per far ciò il DS si mette in modalità ricezione, può essere chiuso e avverte con un suono ogni volta che trova qualcosa di nuovo; ma attenzione, non potremo “raccogliere” due volte la stessa connessione wireless, quindi il vero collezionista dovrà spingersi in territori inesplorati per accumulare quanti più oggetti possibile, utili ad arredare la propria isola.

Continua a leggere

Posted in GamingCulture, Single Player5 Commenti

La SSV Normandy è pronta a ripartire! [preview Mass Effect 2]

Mass Effect 2 logoNel primo teaser trailer volevano darcelo per spacciato, il nostro eroe, totalmente customizzabile, morto in azione. Invece no! Shepard è vivo, per lo meno all’inizio del gioco, e saremo noi giocatori ad avere in mano la sua vita prendendo delle decisioni durante il gioco. Non c’è che dire, proprio un’entrata degna per Mass Effect 2!

Continua a leggere

Posted in Console, Single Player3 Commenti

Trine, E3 Editor’s Choice in arrivo per PC e Playstation Network

Ho appena visto questo trailer sotto segnalazione di Pablus.

Il mio commento? Wow!

Penso una cosa, importante, su questa generazione di console. A parte i titoloni spettacolari che sto giocando e rigiocando e mi fanno contento ogni giorno, ciò che più mi sta stupendo sono le possibilità garantite grazie alla digital delivery. I giochi distribuiti così costano di meno e spesso, proprio per questo motivo, rischiano di più. Inventano qualcosa, escono fuori dagli schemi.

Sto anche giocando a Flower, sempre per PS3, scaricato da PSN, altro esempio fantastico di questa nuova ondata di titoli e mi sembra più rivoluzionario di qualunque innovazione “tripla a” o ad alto budget.

Poi vabbè, è chiaro: metto nella console il dvd di Grand Theft Auto e piango. Però è uno su quanti? Di quanti videogiochi grossi e inscatolati posso davvero dire: “che idea geniale”? Pochi, a mio avviso, davvero pochi. Questo tipo di titoli al limite è un perfezionamento, sfrenato, di idee geniali del passato mentre questo Trine suona davvero come un’esperienza diversa e sinceramente io non vedo l’ora di provarlo.

E’ stato Editor’s Choice all’E3 ed uscirà per PC e per Playstation Network (quindi PS3). Sarà un titolo in cui la cooperazione di tre personaggi, piuttosto che la competizione, sarà tutta basata sulla fisica e sulla creatività dei giocatori. Un cavaliere, un ladro e un mago, tutti con abilità peculiari, impegnati a risolvere puzzle accompagnati da una grafica stilosa e da un prezzo basso.

Ma cosa volete di più? Non mi dite un lucano che vi spezzo :) Al limite ‘na birra…

Per i più curiosi, vi lascio il sito ufficiale di Trine.

Posted in Multiplayer, Single Player8 Commenti

Assassin’s Creed 2: “It’s me, Ezio” :) [preview e trailer in game]

L’E3 è passato. E’ stato un botto enorme ma è passato.

Ora arriveranno le altre fiere (Tokyo Game Show e Gamecom a Colonia) mentre quella losangelina si sedimenta nei nostri cervelli. Dobbiamo pensare ai tantissimi titoli presentati e capire quali ci piacciono e quali no. Quali compreremo questo autunno infuocato e quali lasceremo ad impolverarsi sullo scaffale.

Dopo aver visto questo video, penso che uno di quelli che entreranno nelle case dei giocatori sarà Assassin’s Creed 2. Mi sbaglio? ;)

Ma cosa ha combinato Ubisoft con questo gioco?

Il primo capitolo era un’esperienza incredibile, soprattutto per le prime 4 ore di gioco. Poi diventava molto ripetitivo, troppo e sicuramente non poteva essere definito un capolavoro. Certo che lo stile e alcuni dettagli lo hanno reso per me un vero e proprio must del 2007! Una specie di viaggio. Con Assassin’s Creed è stato come andare in gita in Terra Santa.

Ora Ubisoft si spinge ancora più in alto, e la vacanza si sposta in Italia, la nostra terra, la nostra nazione. Venezia, mostrata in questo filmato, non è mai stata così vera, vivida ed emozionante. Ambientare la trama durante il rinascimento è stato un colpo di genio ma addirittura calare la maschera del carnevale sulla città della laguna fa gridare al miracolo. Con il motore del gioco francese, poi, tutto sembra magico, avvolto in un’aura di mistero e sofisticato.

Hanno cambiato qualcosa, rispetto all’originale ora Altair… a no scusate, Ezio, il protagonista del gioco, potrà nuotare e addirittura volare, grazie ad una delle invenzioni di Leonardo da Vinci come la macchina volante. Il tutto sembra navigare nella direzione di rendere il gioco più vario e completo; una sorta di sandbox medievale (pensata fantastica!) dove un assassino sta per compiere il suo destino, non limitandosi a prendere punti alti e a cascare nel fieno. Dal filmato infatti si evince che ogni missione sarà diversa, ludicamente parlando, alla precedente e probabilmente anche il combattimento sarà più divertente. Quest’ultimo punto mi sembra garantito dalla mancanza di armi da parte di Ezio Auditore, molto più “ladro” rispetto ad Altair, oltre che assassino. Il feeling è sempre lo stesso e i particolari davvero azzeccati sono rimasti: i discorsi prima di infliggere il colpo finale alle vittime designati, l’animus e un protagonista davvero carismatico (nonostante il nome faccia ridere).

Graficamente è sconvolgente. Venezia è stupenda, quasi come nella realtà e soprattutto sembra davvero uguale alla controparte reale. I vicoli,i canali, le piazze tutto è stato riprodotto nei minimi termini. Non vedo l’ora di vedere Firenze.

Anche e soprattutto l’idioma dei cittadini della città sospesa sul mare è stato riprodotto in maniera fedele: questo significa che parlano italiano. In quegli anni, infatti, il volgare era ormai in uso e quindi la popolazione, ricca o povera che fosse, utilizzava la lingua con cui tutt’ora io sto scrivendo in questo blog per comunicare. Il trailer, ovviamente, è della versione inglese del gioco ma, come per la terra santa dove c’erano soldati che parlavano francese e guardie che parlavano tedesco, ci saranno frasi in completo italiano.

Apro quindi la prima parentesi negativa di questa preview. Ma è possibile che i programmatori canadesi pensino davvero che noi tutti parliamo come Mario di Super Mario Bros? “It’s me! Simooone”. No, non parliamo così e quindi davvero non si spiega l’approssimazione con la quale sono stati doppiate le frasi in italiano che, al 100% secondo me, si avvarranno di un madre lingua nella versione finale. Questa era solo qualcosa da mostrare all’E3… vero?

No perchè sennò questo gioco si coprirà di ridicolo almeno qui nel Bel Paese (anche se in verità verrà ridoppiato, quindi solo chi comprerà o vorrà giocare alla versione inglese noterà ciò che sto dicendo): al minuto 3:00 c’è una guardia che dice “Il diavolo, il diavolo è venuto a portarci via” che non sembra manco italiano maccheronico parlato da qualche straniero. Sembra proprio la voce di Mario!!! :)

Pensate in tal proposito è nata anche un’iniziativa volta a far ridoppiare Assassin’s Creed 2 a madrelingua italiani professionisti anche per il mercato non italiano. Me l’ha fatto notare Matteo, creatore di questa corrente che si chiama “assassinmario“. Pensate che c’è addirittura una petizione da firmare online e inoltre la protesta ora ha anche un simbolgo. Lo vedete qui a sinistra :) Insomma ridiamo dignità alla nostra lingua è la parola d’ordine per questo gruppo di persone, almeno nei videogiochi… Bravi, vi appoggio!

Curiosità vuole che io abbia già avuto problemi col doppiaggio di Assassin’s Creed, anche se era quello italiano. Avevo accusato, sbagliando, di scarsa qualità i doppiatori italiani per la prununcia della parola “credo“. Fortunatamente nei commenti del mio articolo, il credo de noartri (che tra l’altro dovrebbe essere “noantri”, in romanesco), uno dei doppiatori del gioco mi ha fatto notare l’errore. Come già detto comunque, qui non si parla di localizzazione, spesso approssimativa nei videogiochi italiani, ma proprio della versione in lingua inglese.

Concludendo comunque, sono sicuro però che Ubisoft ci sta già pensando e nella versione finale avremo un italiano perfetto che permetterà al pubblico inglese, americano, francese ecc di calarsi ancora di più nell’atmosfera di questo splendido titolo che, per la cronaca, comprerò al day one (la data di uscita mondiale è fissata per il 17 novembre) ! :)

Pena il linciaggio de noantri ;)

Secondo voi come sarà? Vi attizza? :)

Posted in Single Player12 Commenti

Trailer di Project Trico: Ico 3? Shadow of the Colossus 2? Entrambi!

Vi dò un consiglio.

Prima di premere play sul video embeddato qui sopra,  radunate intorno al monitor i vostri amici e magari anche i vostri genitori, sorelle, parenti. Chiunque troviate in casa, soprattutto coloro che non hanno rapporto con i videogiochi. Anzi, andate a stanare quelli che non vogliono averlo e piazzateli davanti a questo trailer. Prendete quelli e quelle che pensano al videogioco come ad un “passatempo per bambini”, oppure quelli che trovano impossibile trasmettere emozioni con i mondi digitali: è la volta buona che li facciamo ricredere.

Vi presento il trailer di Project Trico, seguito “apocrifo” di Ico e non solo. Anche di Shadow of The Colossus. Capirete perchè guardando il trailer così come capirete perchè ho scritto la frase qui sopra.

I videogiochi per il 90% sono dei prodotti senza nemmeno velleità artistiche…? Forse è vero. Ma in certi casi no. In certi casi sono un veicolo, assolutamente rilevante ed autorevole come il cinema, la musica e la letteratura. Se non di più, grazie alla magia dell’interazione e della massima immedesimazione i videogiochi possono contenere gli altri media e fonderli in un’esperienza toccante e allo stesso tempo divertente: basta che ci sia la firma di Fumito Ueda, ed esempio.

Il creatore di ICO e Shadow of The Colossus, è un poeta. Punto. Come tanti ce ne sono pochi.

E la poesia, in qualunque “stato” si trovi, riesce a smuovere le corde di chiunque la ascolti, anche senza volerlo. Ora che il trailer è finito guardate i volti delle persone intorno a voi e ditegli che quello che hanno appena visto era un videogioco.

Sono convinto che concorderanno con me.

Ovviamente il titolo è un’esclusiva Playstation 3, grazie a Sony che l’ha finanziato. Non avete un monolito nero gigante a forma di console con su scritto PS3 sopra? E’ giunto il momento di fracassare il porcellino.

Posted in Console, Single Player16 Commenti

Mirror’s Edge, sul bordo di un’emozione [recensione]



Mirror’s Edge è uno di quei titoli che dividono il pubblico.

C’è a chi non piace perchè non somiglia a niente di già visto, e quindi senza sparatorie, palloni che rotolano in porta o macchine che rompono il muro del suono non c’è videogioco. E c’è chi lo ritiene una pietra miliare perchè propone uno schema di gioco inedito rischiando moltissimo.

Io faccio parte di questa seconda schiera di persone, ma non è solo l’aspetto “novità” che mi fa gridare al miracolo: sul bordo dello specchio c’è molto di più e non mi riferisco a droghe varie!

Mirror’s Edge è un esperimento riuscitissimo e io stesso stento a crederci. Non avevo molta fiducia dai trailer e dalle recensioni: poi l’ho trovato a 45€ ed ho deciso di comprarlo. Mai mossa fu più azzeccata, l’ho finito ieri notte e ho ancora i brividi lungo la schiena.

Cosa ha di tanto speciale? Io ho notato due aspetti per i quali il nuovo lavoro di DICE (quelli della serie Battlefield, quindi i netgamers li conoscono bene) merita di essere elevato nell’olimpo dei migliori giochi usciti in questo fantastico 2008 (fantastico, videloudicamente parlando ;) ).

Il primo è il suo genere: contrariamente alla sua visuale in prima persona, che farebbe pensare ad uno sparatutto o al limite ad un RPG, Mirror’s Edge è un Platform, con tutti i pregi e i difetti di un simile calderone.  Lo scopo del gioco è correre e saltare per le varie architetture urbane, esterne o interne, create dai programmatori: ogni balzo eseguito in maniera non corretta comporterà il più delle volte una caduta e un’irrimediabile morte. Bisogna quindi calcolare ogni centimetro di salto ed ogni corsa con il goniometro, come si faceva con Mario e Sonic ai tempi del 2D, per riuscire a superare i vari livelli e giungere a conclusione della storia ripetendo decine di volte le parti più ostiche. Ovviamente ci sono anche varie sequenze in cui bisognerà combattere, che equivalgono allo schiacciare funghetti: ogni nemico ha il suo modo per essere sconfitto ma il più delle volte si potrà, anzi si dovrà, scappare nel minor tempo possibile.

E’ curioso notare come, pensando al genere degli FPS, si nota un’antitesi nella costruzione del mondo virtuale e nel raggiungimento della soddisfazione ludica. Pensateci un attimo: anche in Quake e in moltissimi altri titoli simili, si poteva scappare senza uccidere neanche un mostro. E’ quello che fanno gli amanti degli speedrun: trovare tecniche di risoluzione dei livelli degli FPS mettendoci meno tempo possibile… questo comporta non fermarsi a sparare ad uno zombi in più o uno in meno.

Eppure il divertimento, in titoli come questi, è proprio nello sparare a tutto ciò che si muove. Mirror’s Edge devasta questa credenza e propone un FPS (perchè in fondo la visuale spesso fa il genere, per alcuni) dove il divertimento sta nel fuggire, provando salti impossibili sulle teste dei propri nemici. Questa ha richiesto un level design davvero solido ai ragazzi svedesi che hanno vinto la sfida a punteggio pieno anche soprattutto perchè hanno costruito i livelli con una doppia valenza. Quella della trama e quella propria degli Speed Run, modalità presente nel gioco una volta terminata l’avventura.

In pratica si tratta di rigiocare tutti i quadri cercando di arrivare alla fine in pochissimo tempo, ma potendo scegliere il proprio itinerario. Questo significa che se nella trama c’era una certa trave su cui dondolarsi, magari nello speedrun sarà necessario correre sul muro ed evitarla, perchè non c’è più necessità di prendere quella determinata strada ma bisogna solo arrivare al traguardo. In Mirror’s Edge, quindi, come suggeritomi dall’amico Kunda, ci sono 2 giochi completamente diversi in una sola scatola: l’avventura in single player e un simulatore di parkour alla Sonic.

Già quanto scritto fino ad ora basterebbe per farvi scattare dalla sedia per andare ad acquistare la vostra copia.

Ma a mio avviso c’è addirittura di più.

Il secondo aspetto che ho particolarmente gradito di questo videogioco, è la “confezione”, davvero da capolavoro. Anzi per un gioco come questo ha davvero poco senso parlare di confezione in senso stretto: ogni pixel, dialogo o nota è una alchimia perfetta che contribuisce all’esperienza ludica. Senza questi aspetti probabilmente il gioco sarebbe molto meno bello di come è, negando una volta ancora che non è solo l’interazione a farci credere in un prodotto, ma anche gli aspetti “collaterali”.

Le musiche sono fantastiche e riescono a tagliare ogni momento con la giusta dose di beat, drum ‘n’ bass ed elettronica per amplificare le già alte sensazioni. Si corre con il ritmo quando si deve scappare da i nemici, si trattiene il respiro con tempi lenti quando si origlia un dialogo importante e così via, fino al coronamento iniziale dove Faith (la protagonista), guidata dal computer, da spettacolo sulle note di “Still Alive“, della famosissima Lisa Miskovsky.

La trama è raccontata tramite un anime che, sebbene si veda essere “posticcio” (voglio dire che ha lo stile dei giapponesi nei disegni ma in ben poco altro)  riesce a raccontare una storia molto adulta, futuristica ma anche molto attuale. Ho trovato davvero convincente l’utilizzo di questo mezzo in tutte le sue potenzialità: i filmati non sono semplici raccordi bensì flashback, introspezioni o addirittura scene mute. Un esempio su tutti, i ricordi di Faith sulla morte di sua madre che hanno tutte le caratteristiche fino ad ora elencate. Attenzione però, raccontare per bene un intrecio non significa scrivere una bella storia: quella di Mirror’s Edge ad esempio non è granchè e il doppiaggio di Asia Argento (nei panni di Faith) è ancora peggio.

L’ambientazione è la ciliegina sulla torta. La città virtuale, assume, per l’ennesima volta, un nuovo significato. Questa volta è sinonimo di libertà, di spiccare  il volo. Tra i suoi tetti, grondaie, discese, tubi, scale, metropolitane ecc. Non si era mai vista una città così chiara, con colori tanto accesi, in un videogioco. A mio avviso è anche grazie a queste scelte cromatiche che si è riuscito a trasmettere così tanto, in termini emozionali, ai giocatori.

Chiudo ricordando a tutti che questo gioco è una produzione di Electronic Arts e non lo faccio perchè EA mi sta simpatica (anzi… se dovessi dire la mia sull’argomento avrei ben altro da dire: esattamente l’opposto) ma perchè mi sembra doveroso menzionare chi ha messo i soldi in un progetto simile, rischiando davvero tantissimo (e io credo che le vendite del gioco, purtroppo non potranno mai significare: “scommessa vinta”). Finalmente il colosso dei videogiochi, dopo anni di cloni e giochi su licenza, ha cominciato a investire e a rischiare dando un reale significato a quel “Arti Elettroniche”, che EA richiama.

Ora a voi scegliere: videogiocatori intenditori che hanno voglia di sperimentare, o soliti smanettoni? Se troverò questo videogioco nella vostra ludoteca vorrà dire che avete scelto la via della Forza! :)

Posted in Console, PC, Single Player19 Commenti

Dead Space, sopravvivere all’incubo [recensione]

Ho finito Dead Space in una settimana, me lo sono bevuto.

O forse sarebbe meglio dire che lui ha bevuto me.

Ed eccomi qui sul blog a scrivere cosa penso di questo survival horror sci-fi targato Electronic Arts, eccomi qui a raccontarvi come è possibile sopravvivere al terrore, al sangue, ai mostri, al vuoto della USG Ishimura. Voglio descrivervi come sia possibile uscire da quest’incubo incredibile, senza rimanere segnati a vita.

Capiamoci, altrimenti qualcuno potrebbe subito fraintendermi, Dead Space è un capolavoro. Ha delle idee fantastiche e, a mio avviso, innovazioni davvero cruciali. Lo “strategic dismembrement” è tutto tranne che un orpello, pura genialità resa gameplay che aiuta a costruire un titolo solido, graficamente superbo ed elegante come non mai. Tutto è curato nei minimi dettagli, dalla fisica all’ambientazione, fino ad arrivare al protagonista, quell’Isaac Clarke senza voce e senza volto, un guscio vuoto creato con lo scopo preciso di rendere totale l’immedesimazione, anche tramite l’assenza di un qualunque sistema di hud (a schermo non si vede nulla, l’energia è segnata sulla spina dorsale, i colpi direttamente sull’arma, le comunicazioni con gli altri con uno schermo olografico e non con una pausa, ecc). Ed è grazie all’immedesimazione che Dead Space raggiunge il risultato che si era prefissato: grazie ai sospiri, alle lacrime, agli spaventi, all’assurdo, al buio, questo videogioco da la possibilità a chi impugna il joypad di vivere un incubo.

Molti diranno: “e chi ha voglia di vivere un incubo“? Quando sogniamo, speriamo di vedere prati verdi, belle donne, la vittoria della lotteria. Nell’oblio del sonno i pensieri brutti li vorremmo cacciar via, non avvicinare.

Eppure credo che un po’ di sana paura, di angoscia, di terrore, così ben orchestrati e comandati, siano sensazioni bellissime, che ti prendono alla pancia e non agli occhi, al cuore e non al cervello. In questo senso Electronic Arts ha davvero centrato ogni bersaglio al quale ha mirato: dal primo minuto, all’ultimo secondo di filmato finale, Dead Space non ti da tregua, ti martella, ti inchioda al divano. I più antipatici obietteranno “ma ci sono altri giochi così, non si è inventato niente!”; probabilmente è vero, ma questo è il migliore in assoluto, anche e soprattutto a livello di gameplay.

Staccare le braccia ai necromorfi è un piacere unico e i vari “trucchi” usati dai programmatori per non annoiare, come i due minigiochi e le parti a gravità zero o nel vuoto, sono una boccata d’aria indispensabile, la stessa aria che manca inesorabilmente negli stretti corridoi della Ishimura.

Esatto, ho trovato una bella immagine: mentre giocavo a Dead Space mi sembrava che mi mancasse l’ossigeno. Che dietro ad ogni angolo avrei potuto morire. Mi accorgevo che stavo salvando ad ogni possibile pausa. Addirittura salvavo, entravo in una stanza, smembravo qualche maledetto mostro e uscivo per risalvare (tutto questo a livello difficile: un consiglio, fate come me!). Cosa che non mi capitava da molto, molto tempo. Mi sono accorto di aver paura: nella Ishimura è tutto così assurdo, tutto così estremo. Per questo mi è sembrato un incubo, ormai con gli occhi ho visto di tutto: zombi, fantasmi, demoni ecc… da film oppure da altri videogiochi, impossibile impressionarmi nuovamente. Dead Space ci è riuscito perchè quegli alieni bastardi erano terribilmente crudeli, fino alla follia. In nessun film o libro, nessun regista o autore avrebbe avuto il coraggio di raccontarmi una storia talmente tanto cruenta e assurda.

L’hanno fatto Glen Schofield e Bret Robbins, in un videogioco, scrivendo a chiare lettere ciò che si dice in giro: il media perfetto per mettere paura, per instillare terrore, per far saltare sulla sedia è il videogioco. E da adesso in poi, lo sarà sempre di più.

Unica vera pecca? Beh, la voce di Dario Argento, molto molto lontana dagli standard dell’Accademia della Crusca. Tra i pregi, oltre a tutto ciò che ho citato sopra, c’è anche la cross-medialità di un gioco lanciato davvero bene dai creativi della comunicazione in Electronic Arts. Prima fumetto, poi gioco e poi ancora cartone animato, come potete vedere dal filmato di apertura.

   

Posted in Console, Single Player24 Commenti

Polls

Quale sarà il miglior sistema di Motion Control?

View Results

Loading ... Loading ...
Inside The Game on Facebook