Nel 2002 il primo Mafia divenne un vero e proprio caso in Italia. Coscienza sporca? Solita caccia alla streghe? Non lo sappiamo ma ci ricordiamo bene le invettive di Roberto Centaro e Carlo Taormina, rispettivamente Presidente della Commissione Bicamerale Antimafia ed ex Sottosegretario alla Giustizia. Superato il polverone che come sempre finì magicamente in un nulla di fatto, Mafia arrivò finalmente nei negozi. Il gioco della 2K Czech (che allora non faceva ancora parte della grande famiglia 2K e si chiamava Illusion Softworks) era una perla di rara bellezza, un gioco d’azione basato su alcune delle missioni più belle mai ideate per un videogioco, esperienze che rimangono ancora impresse nella mente di chi ai tempi o successivamente ha avuto la fortuna di provarlo sulla propria pelle.
MUTO DEVI STARE
Mafia era anche un gioco coraggioso perchè sebbene in un primo momento potesse sembrare un titolo simile a un Grand Theft Auto qualunque, ben presto si prendeva coscienza che le cose in comune erano in realtà una sola: una grande città come ambientazione. Nei titoli Rockstar però l’esplorazione è parte integrante del gameplay mentre per la Illusion Softworks solo un enorme contesto in cui ambientare le proprie storie. In pratica il mondo di Mafia non vibrava al passaggio del giocatore, non rispondeva alle sue provocazioni e non nascondeva certo mini giochi e altre tipologie di passatempi. Un mondo finemente ricostruito per essere solamente un immenso set, proprio come quelli utilizzati nel cinema. La straripante trama, la grafica, il realismo di tutto il gioco, facevano ben presto dimenticare che Mafia altro non era che un semplice e al tempo stesso grandioso gioco d’azione.

In Mafia II la polizia ci cercherà basandosi su quel che ha visto. A volte potrebbero conoscere solo la targa della nostra auto ma altre avere in mano di più, un nostro identikit per esempio. Se vi dovessero però cercare per un normalissimo eccesso di velocità, al contrario della solita sparatoria, ricordatevi che per non avere più problemi basterà rallentare e... pagare l'importo richiesto!
Oggi però siamo nel 2010, alle spalle non abbiamo GTA III ma San Andreas, GTA IV, Red Dead Redemption e uno sparuto gruppo di cloni. Di giochi come Mafia non ne sono stati più fatti, d’altronde se devi costruire una città grande una manciata o più di chilometri quadrati ti degni anche di riempirla di diversivi, passatempi e sorprese, cerchi di rendere il tuo titolo un’esperienza totalizzante. Giochi come Just Cause 2 a momenti non hanno nemmeno una trama ma si limitano a offrire quello che la gente gente vuole: esplorare un mondo virtuale. Logicamente tu sviluppatore puoi anche non farlo, non è certo obbligatorio, va bene un’esperienza che va dritta al punto, qualcuno potrebbe anche preferirla a quella tutto cazzeggio e divagazioni, ma il gameplay deve offrire qualcosa in cambio.
ZITTO E SPARA
Con Mafia II invece gli sviluppatori si sono presi ben cinque anni di tempo per sviluppare un titolo impostato nello stesso modo del precedente. Questa volta saremo lanciati sulle strade di una simil New York degli anni quaranta denominata Empire Bay, straripante di dettagli (per quanto costruita in modo più semplice di quanto avrebbe mai fatto Rockstar) ma assolutamente priva di cosa da fare. Ma non mi preoccupo. Faccio parte di quelli che hanno amato il prequel rigiocandolo anche più volte nel corso degli anni, so che alla 2K Czech mi faranno apprezzare la loro scelta in controtendenza, lo spero perchè già ci sono riusciti una volta.
Mafia II esce dopo otto anni dal precedente gioco, molti dei quali passati a concentrarsi su un motore grafico “ottimizzato” solo ed esclusivamente per Pc. Nel corso degli anni però sappiamo tutti cosa è accaduto e così, come tante altre software house, la 2K Czech ha dovuto cambiare tiro e adattare la propria tecnologia alle console in commercio, vale a dire Ps3 e Xbox360. Una conversione quasi totale che ha rubato sicuramente del tempo ma che non giustifica quanto poco alla fine l’acquirente troverà nella confezione del gioco. Come titolo Mafia II non dura nemmeno così poco, gondendoselo appieno con guida simulativa e difficoltà più alta (e questo è un consiglio, speriamo si sia capito) arriva senza problemi a quindici ore di durata. Siamo nella media per un action game. Eppure, la sensazione costante è che manchi qualcosa, senza contare che le missioni questa volta sono soltanto buone, non eccezionali, non indimenticabili ma buone, come d’altronde i personaggi del cast.

La prima parte del gioco è ambientata qualche anno prima delle successiva, oltre che sotto a un rigido inverno newyorkese che metterà a dura prova le vostre abilità di guida.
Alcuni attori virtuali si somigliano troppo e spesso il tono generale sembra far fatica nel rientrare in quel realismo che tanto diede al primo titolo. Ingiusto comunque fare come alcuni siti che bollano Mafia II con una secca insufficienza. Mancanza di rispetto verso un progetto che ora come ora ha solo potenzialità in divenire, qualcosa che la 2K sembra però aver già monetizzato. Tra qualche giorno infatti sarà disponibile un primo DLC che andrà ad arricchire il titolo con trenta nuove missioni, i coupon per il download gratuito non sono stati inseriti in ogni confezione (per limitare l’usato come usano alcuni fare) col risultato che il 7 Settembre, dopo aver pagato circa sessanta Euro, molti saranno costretti a sborsarne altri dieci.
MA CHE MINCHIA DICI?
Gli intenti non sembrano chiari, il finale chiude di botto, la voglia di tornare a vivere per le strade di Empire Bay è grande perchè il gioco merita, il gioco ha delle potenzialità, ma è vuoto. Vuoto nonostante alcune sparatorie davvero intense, vuoto malgrado una città imbiancata dalla neve e la musica giusta nello stereo della nostra scalcagnata macchina d’epoca. La trama da sola non ce la fa, per quanto anche su questo aspetto si poteva lavorare meglio e di più. Questo titolo, al contrario del precedente, non riesce a staccarsi in alcun modo dai clichè del genere, senza grandi sorprese ci spedisce in mezzo all’azione e perde molte occasioni per un impatto sicuramente maggiore. Non consigliare Mafia II è comunque sbagliato, ma che sia chiara una cosa, non è un sandbox che state acquistando, ma un normale gioco d’azione, bello e per certi versi unico ma diverso da quello che potreste inizialmente aspettarvi.













Nei suoi 1000 chilometri quadrati Panau può contare su un piccolo deserto, vette innevate tutto l’anno, zone tropicali con tanto di giungla, altopiani mozzafiato e un mare tanto bello che a volte sentirete l’irresistibile voglia di tuffarvi. Ma la cosa più emozionante di Panau è senza dubbio il cielo che a volte ha lo stesso colore del mare e altre, sopratutto nei dintorni delle montagne, è capace di ingurgitare le vette più alte con enormi nuvoloni che promettono nient’altro che pioggia. Visitare Panau è una gran bella esperienza, sia che siate alla ricerca di missioni o sulle tracce di uno dei generali del governo, muovervi lungo questo arcipelago rimane un costante punto di forza di Just Cause 2. Anche perchè non si tratta solo di correre su una moto o farsi largo attraverso la giungla su una jeep, Rico Rodriguez ha coraggio da vendere e un agilità che non ha pari, inoltre è munito di una sorta di rampino che gli permette acrobazie sempre utili, nel combattimento come nei suoi lunghi pellegrinaggi. Con questo utensile Rico può agganciare i nemici appostati e trascinarli a sé, aggrapparsi a ogni
superficie e prendendo lo slancio aprire in ogni momento il suo paracadute, per poi planare verso chissà quale vallata, chissà quale avventura. Inoltre il rampino da modo a Rico di agganciare due oggetti tra loro, una funzione che vi vedrà spesso sperimentare con forme di vita (perlopiù soldati nemici) e oggetti più o meno pericolosi, come mezzi di trasporto, enormi statue di impronta totalitaria, bombole del gas e tutto ciò che troverete attorno a voi. Se poi non avrete voglia di spostarvi come un Tarzan qualunque sappiate che avrete a disposizione la bellezza di 140 diversi veicoli, tra cui aerei a reazione, biplani, motoscafi, pescherecci, blindati, quad, moto, familiari, scooter, elicotteri da guerra e non. Bisogna dire che la fisica di questi veicoli, sopratutto quelli di terra, poteva essere migliore, molto meno rigida e ben più divertente, ma allo stato attuale ci si può comunque accontentare.
Camminare sulle ali di un aereo in picchiata, rubare un elicottero che ci insegue a mitra spianati grazie all’uso del rampino, gettarci da una torre appena riempita di esplosivo e vederla andare in mille pezzi mentre planiamo delicatamente col nostro paracadute. Rico è una sorta di James Bond, Panau la sua bond girl. A riportarci sulla terra ci pensa ancora una volta la povertà generale del contesto, costruito attorno a personaggi stereotipati e animati nelle cut-scene come nel più povero gioco d’azione in circolazione, oltretutto doppiato in italiano nel peggiore dei modi. Momenti che rappresentano però solo una piccolissima parte di Just Cause 2, debolezze che vanno ad affiancarsi a una colonna sonora quasi assente e che almeno sul mio Xbox è stata sostituita con ottimi risultati dall’ultimo dei Gorillaz, sentitevi liberi di orchestrare la vostra partita con i gruppi e i generi musicali che apprezzate di più. Malgrado tutto Just Cause 2, dopo trenta ore di gioco, rimane ancora nel tray della mia console, sempre pronto a portarmi in quel bel posto chiamato Panau, dove è bello andare a fare guerriglia ma anche solo a perlustrare nuove angoli di paradiso, dove è sempre possibile trovare una qualche sfida con cui passare pochi minuti o un intero pomeriggio, da solo o in compagnia, passandosi di mano il pad alla ricerca dello stunt perfetto. Agli Avalanche Studios manca tanto così per raggiungere la vetta, supportando Just Cause 2 non solo vi ritroverete tra le mani uno dei giochi più divertenti della primavera ma darete modo ai suoi sviluppatori di spingersi ancora più in alto e chissà, raggiungere con il loro prossimo gioco lo status di capolavoro. Certo che se la SquareEnix, ora proprietaria di Eidos, ci mettesse lo zampino, magari aiutando con un pò di CG…

Oltretutto in Mass Effect 2 ci è data anche la possibilità di migliorare l’equipaggiamento della Normandy, ma tutto questo serve solo per aumentare le probabilità di sopravvivere alla missione suicida finale. Un gran peccato non poter usare la nostra splendida nave in vere e proprie azioni di guerra durante tutto il gioco. Come è un vero peccato non avere avuto qualche contrattempo in più, battaglie casuali dalle quali salvarsi la pelle, in grado per esempio di rendere più divertente la lenta ricerca delle materie prime necessarie per migliorare l’equipaggiamento, o per sviluppare la forza dei poteri a nostra disposizione. E scusate se mi sono dilungato su qualche aspetto, scusate se forse vi aspettavate qualcosa di più sulla trama, sull’ingombrante figura dell’uomo misterioso, sui Geth destinati a tornare in modo completamente diverso e imprevisto, su Thane, Zaeed Massani, su Jack o su Miranda, personaggi meravigliosi e tutti protagonisti di una dei giochi più incredibili degli ultimi anni, dove potrete giocare sia con le armi che con le parole, salvare l’universo e magari, se sarete abbastanza bravi, portare anche il culo a casa.


